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Settore aeronautico. Per il nostro Paese occasione di sviluppo da non perdere.I risultati di Bilancio di Boeing e Airbus.
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Antonio Ferrara
Mi occupo di politica industriale. 
da Antonio Ferrara
Pubblicato in 02/1/2008
 
Uno scenario politico istituzionale da ‘commedia dell’arte’ vanificherebbe le opportunità di sviluppo per le imprese italiane del settore. I dati di bilancio 2007 resi noti dalla Boeing rendono l’idea dello straordinario momento favorevole che da diversi anni attraversa l’industria aeronautica mondiale.

Settore aeronautico. Per il nostro Paese occasione di sviluppo da non perdere.

Settore aeronautico. Per il nostro Paese occasione di sviluppo da non perdere. I risultati  di Bilancio di Boeing e Airbus.

Uno scenario politico istituzionale  da ‘commedia dell’arte’  vanificherebbe le opportunità di sviluppo per le imprese italiane del settore.
di Antonio Ferrara
I dati di bilancio  2007 resi noti  dalla Boeing rendono l’idea dello straordinario momento favorevole  che da diversi anni attraversa l’industria aeronautica mondiale.
Il fatturato  raggiunto dal colosso statunitense è stato di 66,4 miliardi di dollari, con un incremento dell’8% su quello del 2006  e con un utile netto di 4,1 miliardi di dollari cresciuto dell’84%  rispetto all’anno precedente.
La  ripresa del settore dei velivoli commerciali è rilevabile dai dati di Boeing Commercial Airplanes (BCA)  che dichiara un fatturato di 33,4 miliardi (+17%) con un utile operativo di 3,5 miliardi (+31%).
Nell’arco del 2007 Boeing  ha consegnato ai clienti 441 aerei (+ 11%) e ha acquisito  ordini per  1423 velivoli raggiungendo un portafoglio ordini record  di $255 miliardi (+46%),   oltre sette volte il valore del fatturato annuale.
Per l’anno  2008, l’impresa statunitense, nonostante i ritardi del  programma B787, prevede di consegnare tra i 475 e gli 480 aerei commerciali.
Se i dati  di Boeing sono straordinari, anche i  risultati dell’azienda europea Airbus,  se non come quelli del rivale americano, sono altrettanto positivi.
Nel 2007 l’azienda di Tolosa ha consegnato 453 aerei  ed ha acquisito ordini record per 1341 velivoli con un balzo dell’ 80% rispetto ai 790 ordini del 2006 per un valore di 157,1 miliardi di dollari raggiungendo un portafogli ordini di 3421 velivoli pari ad una produzione di sei anni.
Dati positivi che comunque non modificano le previsioni di un bilancio 2007 in perdita a causa del super euro  e dei ritardi del programma A380 e del velivolo da trasporto militare A400M.
Risultati significativi   per Airbus se si considera che l’anno trascorso è stato critico per la società di EADS alle prese con il programma di ristrutturazione Power8 che prevede cessioni di aziende e tagli occupazionali e per le difficoltà del programma A380 e  la conseguente  crisi finanziaria del gruppo e l’avvicendamento del suo top management.
Anche l’industria italiana del settore vive  un momento magico caratterizzato da una crescita industriale e di presenza  internazionale.
Risultati straordinari  sono arrivati dagli  Usa e da diversi  altri mercati per  il  velivolo da trasporto  c27j.
E, il successo commerciale del biturbina italo francese ATR  consente ad  Alenia Aeronautica dopo  l’intesa con la russa Sukhoi  di posizionarsi tra i maggiori produttori mondiali di velivoli regionali.
Ma, è la partecipazione delle imprese italiane  ai principali programmi sia di Airbus che di Boeing che fanno guardare con ottimismo ai prossimi anni.

Dalla relazione sul settore presentata dal ministero dello Sviluppo Economico al Parlamento emerge che nel decennio 2005-2016 si prevede per il mercato dei velivoli civili una domanda sostenuta ad un rateo medio annuo del 3,9%, più accentuata per i segmenti di aerei  ad alta capacità(8,3%) e regionali(6,4%).

Se come  tutti si aspettano si concluderà a breve e positivamente la trattativa per la partecipazione di Alenia Aeronautica al programma europeo A350Xwb si sarà introdotto un ulteriore tassello al processo di riposizionamento dell’industria aeronautica italiana.
Il consolidamento  delle imprese  italiane tra i principali partners  dei due colossi mondiali sempre più caratterizzati come  system integrator  favorirebbe in futuro la partecipazione a  programmi che  nasceranno dall’esaurirsi di progetti come A320 di Airbus o il B737 di Boeing con risultanti estremamente significativi per l’economia del Paese e delle regioni del Mezzogiorno. 

Queste aspettative sono confortate dalle proiezioni  di  crescita dei dati di traffico e dal  ritorno all’utile delle aerolinee mondiali dopo le perdite degli anni 2001-2005.

Queste premesse, per  la caratterizzazione globale e sempre più sovranazionale delle imprese di questo settore, richiedono alle istituzioni e alla politica un supporto a garanzia degli investimenti e delle strategie di sviluppo.
Il precedente governo di Centrosinistra ha dimostrato questa sensibilità  disponendo risorse e supportando politicamente le imprese del comparto aerospaziale.
Per il bene del’economia, delle aziende  e dei lavoratori c’è   d’augurarsi che dalla crisi che attraversa la politica e le istituzioni del nostro Paese  non riemerga   lo scenario da “commedia dell’arte”   a cui il precedente governo Berlusconi aveva abituato gli operatori e le imprese del settore.
Il nostro Paese dopo le tante occasioni perse e i tanti, troppi errori del passato, non può permettersi di perdere anche  questa occasione di sviluppo.

31 gen. 08