Town House Collection cerca 1.000 negozi da trasformare in suites alberghiere
- da varvara parfenii
- Pubblicato 02/5/2010
- Attualità
- Non Votato
In città come Milano, Roma, Venezia, Firenze, Torino, Napoli, Parigi, Londra, Dublino, Amsterdam, Bruxelles, Bruges,
Ginevra, Vienna, Francoforte, Berlino, Monaco, Dusseldorf, Praga, Montecarlo, Lisbona, Barcellona, Madrid, Valencia,
Amburgo, Atene, Helsinki, Copenhagen, Oslo, Mosca, San Pietroburgo, New York,
Los Angeles, San Francisco, Chicago, Boston, Philadelphia, Miami, Washington, Buenos Aires, Dubai, Sidney,
Melbourne, Auckland, Hong Kong, Pechino, Shanghai, Tel Aviv, Gerusalemme, Johannesburg
valutiamo negozi da
adibire a suites
.
Town House cerca quindi 1.000 nuovi imprenditori del Turismo
che mettano a disposizione i loro negozi per un
nuovo concetto di
Home away from Home, rivalutando le zone dismesse. Con il progetto di architettura degli interni
creato dall’architetto Simone Micheli inizieranno una nuova vita espressiva e contenutistica. Gli spazi sapientemente
recuperati saranno prenotabili e gestibili tramite il nuovo sito
www.townhousestreet.com (presto online).
Alessandro Rosso
, ideatore del concept di questo nuovo progetto di riqualificazione urbana denominato
“town@house street”
dice: “In questo modo il concetto di ‘jet leg’ che si sente viene superato; quando si viaggia soli e
si sta nella camera 1032 al 16° piano di un albergo ci si sente isolati, nei Town House Street invece si è immersi nella
città, nella sua velocità, nel suo movimento, si possono osservare le luci della strada, entrare a contatto con il
paesaggio, con i suoi abitanti, come si fa al tavolino di un bar all’aperto, si fa amicizia. La città diventa la tua compagna
di viaggio. Ci si sente vivi mentre si guarda la città. Una casa con tutti i plus dell’albergo, con i servizi da hotel si ha un
proprio spazio”.
Simone Micheli
, creatore del progetto di architettura degli interni di ”town@house street” aggiunge: “Quando
Alessandro mi parlò di questo concetto e dell’intelligente progetto imprenditoriale, mi fu tutto chiaro da subito. Il mio
progetto di architettura degli interni avrebbe dovuto trasmettere, saltando gli stereotipi conosciuti, unicità, forte identità,
incredibile interconnessione con il sistema urbano. Ho creato, così, dei luoghi estremamente evocativi, funzionali,
coinvolgenti, capaci di divenire veri e propri manifesti di un nuovo modo di pensare al mondo dell’ospitalità, di un nuovo
modo di concepire il rapporto tra la dimensione della ricettività e la città. In questo progetto gli spazi esterni del
connettivo metropolitano, considerati come i corridoi di un hotel, penetrano negli spazi confinati degli edifici e ne
trasfigurano il senso. La ricercata osmosi, segnica e contenutistica, tra il fuori ed il dentro, esasperata dal brillante
contributo fotografico di Maurizio Marcato, ha originato una miscela iconica esplosiva”.
town@house street
il nuovo urban living in ogni città del mondo