I molti casi, ormai quotidiani, di detenuti in regime di libertà che ammazzano, rubano, spacciano, stuprano e quant’altro, aumentano la rabbia dei cittadini italiani. E’ ormai noto a tutti che la maggior parte dei reati passano impuniti. Paga solo il cosiddetto ladro di polli. Eppure è molto semplice emanare leggi popolari, basta chiedere al popolo. Facciamo un semplice esempio: se chiediamo alla gente cosa significa certezza della pena, quasi all’unanimità essi rispondono che la pena và scontata per intero ed in carcere, senza sconti, controsconti, attenuanti, buona condotta e quant’altro. Oggi la certezza della pena è solo un’illusione mentre l’identikit del condannato mostra una persona il più delle volte recidiva.
Si parla di carceri sovraffollate e si creano artifici per diminuire il sovraffollamento, vedi indulto. Noi invece pensiamo che se applicassimo con più rigidità il concetto della certezza della pena, si commetterebbero meno crimini e di conseguenza le carceri sarebbero più vuote.
Abbiamo aperto un dibattito nazionale su questo tema partendo dai seguenti punti fermi:
·        Le pene non possono essere ridotte
·        Abolizione di agevolazioni particolari durante la pena
·        Abolizione della pena ergastolo, pena soltanto per una massimo di 75 anni
Siamo altresì convinti che durante il periodo del carcere, i detenuti dovranno essere aiutati ad inserirsi di nuovo nella società dopo aver scontato la pena, quindi, riabilitazione totale. Lo stato dovrà mettere a loro disposizione tutte le energie necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo.
Questo per noi significa certezza della pena e certezza della riabilitazione.
Questo per noi significa maggiore sicurezza.

Salvatore Proto

Il Presidente Alleanza Socialdemocratica - Roma

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