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Una fiamma a Campo de' Fiori
- da anna reggiani
- Pubblicato 07/18/2007
- Teatro
- Non Votato
anna reggiani
Associazione palermitana di produzione teatrale, arte, visioni, video e ricerca
Vedi tutti gli articoli di anna reggianiUna fiamma a Campo de' Fiori, progetto di teatro narrato per parole e musica scritto dal giornalista Alberto Samonà, racconta la vicenda storica di Giordano Bruno, filosofo e uomo di religione che volle indagare la natura e l'uomo attraverso lo studio dell'universo e dei processi cosmici. Accusato di eresia, dopo un processo dall'esito già scritto, fu arso vivo su ordine del Santo Uffizio. Il sacrificio del filosofo di Nola, che non volle abiurare i propri convincimenti fino alla morte, nei secoli è divenuto emblema di libertà. Il testo riporta integralmente anche alcune parti tratte da opere dell’ex frate domenicano e si conclude con l'ermetica Tavola di Smeraldo.
Una fiamma a Campo de' Fiori, spettacolo organizzato in collaborazione con l'associazione culturale Pettifante, verrà; messo in scena venerdi 24 agosto, alle 21.30, in anteprima nazionale, a Capo d'Orlando (Me), nel suggestivo scenario di Villa Piccolo, Fondazione Piccolo di Calanovella, SS. 113 Km 109(ingresso libero). In autunno, sarà la volta di Palermo, e successivamente è previsto un suo allestimento a Roma, per poi proseguire in altre città italiane. Durata dello spettacolo, un'ora e quindici minuti.
Testo e regia sono di Alberto Samonà. Giordano è interpretato da Marco Feo, mentre il narratore è Cesare Biondolillo. Lo spettacolo è arricchito dall'accompagnamento musicale dal vivo di Alessio Pardo e Mauro Cottone (chitarre e percussioni), e dalle scenografie della pittrice Ambra Gioia.
Il protagonista narra la propria vicenda, leggendo i passi più significativi dal Libro della memoria. Al monologo di Bruno si affianca, a tratti, una voce narrante che racconta alcune fasi della sua vita. Lo spettacolo è scandito da 22 brevi momenti, ciascuno dei quali richiama una carta dei Tarocchi (gli Arcani maggiori). Quello dei Tarocchi è un universo simbolico che viene ripetutamente richiamato dal testo, associando i significati simbolici delle carte alla vita e al pensiero di Giordano.
Il monologo diviene botta e risposta nella sezione dello spettacolo dedicata al processo contro il filosofo nolano e al quale prese parte, in veste di inquisitore, il teologo Roberto Bellarmino. Il processo è, però, occasione per conoscere la visione cosmologica del filosofo, i rapporti con la religione e con il Divino e le fonti tradizionali ed esoteriche alle quali attinge il suo pensiero, da Hermes Trismegistus alla magia naturale di Marsilio Ficino. Il testo richiama, inoltre, diversi spunti tratti dall'insegnamento di G.I. Gurdjieff.