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Galleria del Lötschberg: una nuova porta ferroviaria per l'Europa
- da Mirco Berti
- Pubblicato 06/14/2007
- Ambiente
- Non Votato
Nel 2000 il tunnel del Frejus era il secondo per il trasporto di mezzi (9.4milioni di tonnellate) dopo il Gottardo. Nel 2005 il Frejus è l'ultimo dei 5 valichi alpini, mentre l'asse Sempione-Lötschberg con 8.1 M/t di merci insidia la seconda posizione del Brennero. E per il 2006 i dati parlano di un ulteriore incremento (+7%) del trasporto merci su ferro in Svizzera. Risultati straordinari che sono il frutto di una politica determinata a trasferire su ferro la gran parte del trasporto pesante, quello che ha la maggiore responsabilità nella produzione di inquinamento e rumore.
Venerdi 15 giugno, infatti, verrà inaugurata la galleria del Lötschberg, la prima delle grandi opere svizzere che rientrano nel progetto di spostare il traffico pesante dalla strada alla ferrovia, e ad essere interessata da questa nuova porta sull'Europa sarà proprio la Pianura Padana. Quello del Lötschberg è un tunnel di 34,6 chilometri che permetterà a treni merci e passeggeri di ridurre i tempi di percorrenza di un'ora sull'asse Basilea- Milano. Il 2016, inoltre, sarà la volta della galleria di base del San Gottardo che con i suoi 57 km sarà il tunnel più lungo del mondo. L'opera collegherà Zurigo con Lugano e grazie alla sua struttura senza rilevanti dislivelli, consentirà di far circolare treni merci molto più pesanti ad una velocità decisamente superiore a quella attuale.
“Mentre la Svizzera concilia obiettivi di politica dei trasporti, trasferisce risorse economiche dalla gomma al ferro, in Italia si discute inultimente della Tav Torino-Lione: una direttrice che da oltre un decennio perde quote di traffico ferroviario e non ha grandi possibilità di guadagnarne in futuro”. Così Damiano Di Simine, responsabile osservatorio Alpi di Legambiente. Quella svizzera è una storia di successo fatta prima di tutto di politiche per la mobilità sostenibile e la ferrovia. Il popolo elvetico e i suoi governanti hanno detto no alla realizzazione di nuove autostrade – ad esempio con il referendum sul raddoppio del tunnel autostradale del Gottardo - e si a investimenti nel settore ferroviario, finanziati in gran parte da tasse applicate al trasporto su gomma. “La politica Svizzera ha determinato il successo della ferrovia e, oggi, rende superata la discussione sulla Tav in Val Susa – conclude Di Simine - Il tunnel del Lötschberg è in grado di assicurare la capacità e le prestazioni richieste per il trasporto delle merci tra Italia ed Europa Nord-Occidentale”. Quella Svizzera è una politica rivelatasi vincente e sulla base di questa Legambiente propone anche per l'Italia gli ingredienti che hanno reso possibile una mobilità centrata sulle ferrovie: maggiore partecipazione dei cittadini alle decisioni sulla mobilità, stop a nuove autostrade, introduzione della Road Pricing sul trasporto stradale delle merci, investimenti sulla ferrovia.
Fonte: Legambiente