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52.Esposizione Internazionale La Biennale di Venezia - LEE UFAN "RESONANCE"
- da Paola Lunardelli
- Pubblicato 06/13/2007
- Arte e Cultura
- Non Votato
LeeUfan
Resonance
A cura di
Achille Bonito Oliva
10 giugno
21 novembre 2007
Palazzo Palumbo Fossati
In occasione della 52.
Esposizione Internazionale d’Arte, la Fondazione Mudima presenta
“RESONANCE” dell’artista Lee Ufan
Lee Ufan,
artista coreano fondatore del gruppo Mono–Ha, vive in Giappone ma è un nomade
che ha saputo coniugare insieme il linguaggio delle avanguardie occidentali e la cultura
di quelle orientali.
Aggirando il ready-made del cartesiano Duchamp ed il taglio del barocco
Fontana,
Lee Ufan sostituisce al principio di rappresentazione quello di presentificazione
in un percorso che corre dagli anni Sessanta, sculture e installazioni, alle
"Corrispondenze" degli anni Novanta,
fino alle pitture di oggi.
Senza contrapposizioni ha fondato un incrocio spazio-
temporale sostituendo al concetto di
forma quello di "struttura", a quello di spazio quello di "campo", quale sistema di relazioni
aperte a sviluppi che tendono a coniugare il pieno e il vuoto insieme.
L'intera ricerca di Lee
Ufan è una messa in crisi dell' "objet trouvé" e della sua metafisica: una forma morta scontornata
nello spazio estetico e sottratta alla vita.
Invece Lee Ufan non rappresenta ma "presentifica" un'idea di temporalità attiva che sostiene
l'incontro dell'artista col mondo e dell'opera con lo spettatore.
Ora una "tache" si irradia
sulla superficie attiva di una pittura che sviluppa l'epifania di un incontro con il pubblico.
Ora realizza pitture in cui egli è totalmente artefice del tutto.
I segni orchestrati sulla tela
hanno una tensione, un percorso e una durata spaziale giocati nel segno di una misura standardizzata
a mano.
Una misura memorizzata da un gesto che non dimentica precisione ed
energia, scorrevolezza artigianale e geometria dell'estensione. Spesso questi spazi costituiscono
degli architrave della visione,
nell'ordine di due o tre organizzano il campo spaziale
in termini di essenzialità visiva tesa ad evidenziare precisione ed indeterminazione
costrizione e potenziale modificazione.
L'artista sembra voler dare al forte segno tracciato sulla superficie pittorica l'incisivo volume
dell'oggetto o materia adoperata precedentemente nelle sue installazioni.
La forza del
tracciato serve proprio ad intensificare il momento dell'incontro tra l' opera e lo spettatore
mediante un intreccio tra tempo e spazio,
dimensioni entrambe necessarie per realizzare il
valore dell'arte,
quello della "presentificazione".
Ecco che Lee Ufan risolve il problema della immortalità dell'opera senza voler ipotecare il
futuro,
piuttosto fondando la persistenza del presente. Estendere il presente diventa per
l'artista orientale un modo di eliminare da una parte il patetico sistema di previsioni del
futuro e di ipotecare invece,
attraverso una diversa dimensione dello spazio, un campo così
vasto da accogliere il tempo del suo battito costante.
Fondazione Mudima
C
ONFERENZA STAMPA: VENERDÌ 8 GIUGNO 2007 DALLE 15.15 ALLE 15.45
T
EATRO PICCOLO - ARSENALE, CALLE DELLA TANA 2168/B
INAUGURAZIONE
: VENERDÌ 8 GIUGNO ALLE ORE 17.30
Palazzo Palumbo Fossati,
San Marco 2597, 30124 Venezia
ANTEPRIMA PER LA STAMPA
: 6-7-8-9 giugno 2007 Orario: 10.00 – 20.00
APERTURA AL PUBBLICO
: 10 giugno - 21 novembre 2007 Orario: 10.00 – 18.00
(chiuso il lunedì,
escluso lunedì 11 giugno)
ORGANIZZAZIONE
: Fondazione Mudima www.mudima.net
COORDINAMENTO
: Arte Communications