LeeUfan 

Resonance

A cura di

Achille Bonito Oliva

10 giugno

21 novembre 2007

Palazzo Palumbo Fossati

In occasione della 52.

Esposizione Internazionale d’Arte, la Fondazione Mudima presenta

“RESONANCE” dell’artista Lee Ufan

Lee Ufan,

artista coreano fondatore del gruppo Mono–Ha, vive in Giappone ma è un nomade

che ha saputo coniugare insieme il linguaggio delle avanguardie occidentali e la cultura

di quelle orientali.

Aggirando il ready-made del cartesiano Duchamp ed il taglio del barocco

 Fontana,

Lee Ufan sostituisce al principio di rappresentazione quello di presentificazione

 in un percorso che corre dagli anni Sessanta, sculture e installazioni, alle

"Corrispondenze" degli anni Novanta,

fino alle pitture di oggi.

Senza contrapposizioni ha fondato un incrocio spazio-

temporale sostituendo al concetto di

forma quello di "struttura", a quello di spazio quello di "campo", quale sistema di relazioni

aperte a sviluppi che tendono a coniugare il pieno e il vuoto insieme.

L'intera ricerca di Lee

Ufan è una messa in crisi dell' "objet trouvé" e della sua metafisica: una forma morta scontornata

 nello spazio estetico e sottratta alla vita.

Invece Lee Ufan non rappresenta ma "presentifica" un'idea di temporalità attiva che sostiene

 l'incontro dell'artista col mondo e dell'opera con lo spettatore.

Ora una "tache" si irradia

sulla superficie attiva di una pittura che sviluppa l'epifania di un incontro con il pubblico.

Ora realizza pitture in cui egli è totalmente artefice del tutto.

I segni orchestrati sulla tela

hanno una tensione, un percorso e una durata spaziale giocati nel segno di una misura standardizzata

 a mano.

Una misura memorizzata da un gesto che non dimentica precisione ed

energia, scorrevolezza artigianale e geometria dell'estensione. Spesso questi spazi costituiscono

degli architrave della visione,

nell'ordine di due o tre organizzano il campo spaziale

in termini di essenzialità visiva tesa ad evidenziare precisione ed indeterminazione

costrizione e potenziale modificazione.

L'artista sembra voler dare al forte segno tracciato sulla superficie pittorica l'incisivo volume

dell'oggetto o materia adoperata precedentemente nelle sue installazioni.

La forza del

tracciato serve proprio ad intensificare il momento dell'incontro tra l' opera e lo spettatore

mediante un intreccio tra tempo e spazio,

dimensioni entrambe necessarie per realizzare il

valore dell'arte,

quello della "presentificazione".

Ecco che Lee Ufan risolve il problema della immortalità dell'opera senza voler ipotecare il

futuro,

piuttosto fondando la persistenza del presente. Estendere il presente diventa per

l'artista orientale un modo di eliminare da una parte il patetico sistema di previsioni del

futuro e di ipotecare invece,

attraverso una diversa dimensione dello spazio, un campo così

vasto da accogliere il tempo del suo battito costante.

Fondazione Mudima

C

ONFERENZA STAMPA: VENERDÌ 8 GIUGNO 2007 DALLE 15.15 ALLE 15.45

T

EATRO PICCOLO - ARSENALE, CALLE DELLA TANA 2168/B

INAUGURAZIONE

: VENERDÌ 8 GIUGNO ALLE ORE 17.30

Palazzo Palumbo Fossati,

San Marco 2597,  30124 Venezia

ANTEPRIMA PER LA STAMPA

6-7-8-9 giugno 2007 Orario: 10.00 20.00

APERTURA AL PUBBLICO

: 10 giugno - 21 novembre 2007 Orario: 10.00 – 18.00

(chiuso il lunedì,

escluso lunedì 11 giugno)

ORGANIZZAZIONE

: Fondazione Mudima  www.mudima.net

COORDINAMENTO

: Arte Communications