a PARADISE LOST - IL PRIMO PADIGLIONE ROM
Conferenza stampa: giovedì, 7 giugno, dalle 15,15 alle 15,45 Teatro
Apertura al pubblico: 10 giugno – 21 novembre, 2007, dalle 10,00 alle 18,00 (chiuso il lunedì)
Sede:
Commissario: Open Society Institute
Organizzatori: Open Society Institute, Allianz Kulturstiftung, European Cultural Foundation
Curatore: Tímea Junghaus Coordinatore: Arte Communications
Comitato Scientifico: Viktor Misiano, storico dell’arte, curatore e critico internazionale; Thomas Acton, professore di studi rom, Università di Greenwich; Barnabás Bencsik, curatore, Direttore di ACAX, Agenzia per lo scambio d’
Artisti:
Daniel BAKER, Tibor BALOGH, Mihaela Ionela CIMPEANU, Gabi Jimenez, András KÁLLAI, Damian LE BAS, Delaine LE BAS, Kiba LUMBERG, OMARA (Mara OLÁH), Marian PETRE, Nihad Nino PUŠIJA, Jen
ő André RAATZSCH, Dusan RISTIC, István SZENTANDRÁSSY, Norbert SZIRMAI – János RÉVÉSZ.
Wim Wenders
, regista di fama mondiale afferma che il padiglione è un’opportunità per “correggere la nostra visione di una delle maggiori minoranze dell’Europa che continua a ricalcare le stereotipie di romanticismo zingaro e kitsch zingaro”. Per tanti secoli gli artisti non rom ci fornirono un romantico quadro dei rom, inculcandoci l’immagine dei danzatori scalzi che spensierati e felici battevano e agitavano i loro tamburelli. Intanto i maggiori arbitri culturali europei relegarono nell’ambito del kitsch le opere create dagli artisti rom. L’obiettivo principale che “Paradiso perduto” si propone è di distruggere l’esotica immagine stereotipata degli “zingari” che prevalse in Europa dall’Ottocento in poi e di collocare gli artisti rom ad un livello di uguaglianza entro l’ambito del mondo internazionale dell’arte. Secondo
Tímea Junghaus, curatore della mostra, “siamo convinti che l’identità dei rom serva come modello per una moderna identità transnazionale europea, munita delle capacità di fusione e di adattamento alle nuove circostanze. Gli artisti invitati desiderano rappresentare sé stessi in questo modo e questo è il modo con cui vivono ed interpretano la propria identità zingara.” Il Padiglione Rom, accanto ai padiglioni nazionali della Biennale, annuncia l’apparizione sulla scena internazionale della cultura rom contemporanea e annuncia un messaggio di gran rilievo: il ruolo dei rom, entro l’ambito del panorama culturale e politico dell’Europa è di massima e vitale importanza.
Informazioni ulteriori: Ufficio Stampa del Padiglione Rom: Linda Vadász, Éva Hajdú, Judit Vince E-mail: press.romapavilion@osi.huTelefono: +36.30.200 6031