E' stato presentato nella sala Pistelli di Palazzo Medici il libro "Venere e il Drago". I capolavori degli Uffizi raccontati ai ragazzi. Il volume, a cura di Amyel Garnaoui, spiega dieci grandi capolavori del museo in una chiave divertente e istruttivo rivolto ai ragazzi. I capolavori del più importante museo del mondo sono"smontati" e presentati all'interno del volume nei loro contenuti complessi, nella loro curiosità e nel loro valore, per poi essere "rimontati" per una compensazione piena del loro significato. Il risultato è un libro divertente, istruttivo, rivolto alle scuole e alle famiglie. Alla presentazione del libro hanno partecipato il Presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi, il Direttore dell'ATP Antonio Preiti, la Soprintendente del Polo Museale Fiorentino Cristina Acidini, l'editore del libro Carlo Gallucci e l'autrice Amyel Garnaoui. Secondo il Presidente della Provincia Renzi il libro “è un nuovo, bellissimo capitolo del nostro lavoro per avvicinare l’arte alle famiglie. Firenze ha bisogno di un turismo giovane, ricco, sia di reale comprensione dei nostri capolavori, sia di un linguaggio nuovo, fresco e capace di inventare ogni giorno il bello della nostra città”. “Ho cercato – afferma Amyel Garnaoui - di proporre ai giovani lettori un modo diverso di guardare la pittura, isolando ogni volta alcuni dettagli significativi con l’aiuto di un’elaborazione grafica originale e cercando di trasformare i quadri in oggetti vivi. I musei, infatti, nel loro compito di custodire e preservare le opere d’arte, tendono inevitabilmente ad allontanarle dai visitatori, relegandole a presenze silenziose. Al contrario, questi “amici con le cornici” ci parlano e ci chiedono di essere osservati e interrogati ancora con curiosità ed affetto”. Amyel Gornaoui è nata a Roma nel 1969, da padre tunisino e madre italiana, ha vissuto negli Stati Uniti e in Francia, si è specializzata in storia dell’arte a Siena e vive a Roma con la famiglia. L’idea del libro le è venuta proprio cercando di trasmettere ai suoi due bambini la passione per l’arte.

Miremma Demarchis