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Intervista a Fiorella Pierobon: oggi la pittura fa parte di me
- da claudio rosmino
- Pubblicato 07/10/2008
- Arte e Cultura
- Non Votato
claudio rosmino
giornalista professionista, creatore del blog http://miticulttrash.blogspot.com, agenzia stampa "temporale" con notizie attuali sui miti degli anni 70-80-90
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Ci racconti il suo universo artistico. Oggi lei è una affermata pittrice, è appassionata di fotografia, ma è anche stata attrice, cantante e compositrice… L’arte, sotto diverse forme, la accompagna da sempre."Ho sempre amato disegnare e dipingere. All’età di 10 anni ho partecipato ad un
concorso regionale e sono stata premiata. Qualche volta, durante il percorso della vita, incontri per un caso un’altra strada com’è capitato a me all’età di 16 anni: mi notarono durante una trasmissione alla quale assistevo e divenne una professione a tempo pieno già a 18 anni. E, naturalmente, ciò che non è stato impresso sulla tela, in questi anni è uscito nella mia attività artistica in tv e nelle canzoni.
Poi, per la fotografia, ho quintali di foto scattate durante i miei viaggi in paesi e luoghi fantastici: chissà, appena avrò un po’ di tempo magari le pubblicherò in un libro."
Le sue opere trasmettono immagini oniriche, astratte ma allo stesso tempo emanano calore, luce, profondità. Qual è l’approccio con le sue opere? Come nascono, come lavora sull’ispirazione per tradurla sulla tela?
Ogni mio lavoro è un pezzetto di me, ogni tela è come un pezzo di un grande puzzle che serve a comporre la mia persona; quel che si legge è la vita che ho trascorso e che vivo ogni giorno. Sono momenti che ho vissuto o durante i miei appassionanti viaggi o attraverso introspezioni. Le emozioni ed i ricordi compaiono sulle tele attraverso i colori e i materiali che mi consentono di esprimerli e di raccontarli.
Come ha affrontato la preparazione del suo ultimo allestimento “Percorsi di luce”?
"Questa mostra segna il mio ritorno in Italia dopo anni di lavoro in Francia come pittrice. Tra le proposte arrivate, ho scelto il Comune di Altopascio perchè ha una storia che mi ha toccato ed appassionato. Altopascio, nei secoli scorsi, era una tappa importante sul percorso della via Francigena, cammino che univa Canterbury a Roma. Era una via popolata da pellegrini ed innumerevoli pericoli. Altopascio, fin da allora forniva ospitalità e cura non solo spirituale ai viandanti. Questi racconti mi hanno fatto conoscere dei luoghi bellissimi ai quali ho dedicato alcuni lavori."
Che cosa dà lei alla pittura e cosa ne riceve?
"Per me è un bisogno fisico, un’energia che sento pulsare dentro di me e che ha bisogno di uscire. La mia tecnica di pittura è molto stancante anche perché è molto fisica. Non lavoro al cavalletto con il pennello, ma quasi mi adagio sopra la tela. E’ sicuramente una delle esperienze più intime che mi siano mai capitate e la gioia più grande è quando osservo gli occhi delle persone che guardano i miei lavori, perdersi nei miei quadri."
E’ stato difficile affermarsi in questo mondo dopo oltre vent’anni nello spettacolo?"Ho volutamente scelto di lavorare in Francia per non cavalcare l’onda della notorietà ed essere sicura del successo del mio lavoro. Essendo quasi sconosciuta in Francia, all’inizio ho potuto muovermi con più tranquillità e crescere professionalmente come una qualsiasi pittrice. Ho ricevuto premi e riconoscimenti, sono ufficialmente quotata sul catalogo Drouot, il più importante catalogo internazionale per i pittori, e il mio atelier di Nizza va benissimo. Ora, con tutte le credenziali d’artista a posto, posso anche tornare ad esporre e a rimettermi in gioco in Italia."
Non si è mai sentita “colpevole” di aver sacrificato la sua vena artistica per la carriera nello spettacolo?
"No. A chi mi dice che avrei dovuto farlo prima, rispondo che quello che vedono ora è la continuazione ed il risultato di una grande avventura iniziata 20 anni fa. Se oggi posso fare ciò che desidero è grazie alle esperienze della vita."
Che bilancio si sente di fare del tempo passato nello “showbiz”? Ha qualche rimpianto? Non le manca quel mondo?
"Ho vissuto i migliori anni della tv commerciale: si creava e si sperimentava ed era fatta da veri professionisti. Sono veramente felice di avere avuto la possibilità di fare questa esperienza. Non ho alcun rimpianto anche perché, come dice lei, ho avuto modo di esprimermi in diversi campi ed ora non mi manca."
Dia un giudizio sulla televisione di oggi e quella degli anni 70, 80 e 90? Le sue trasmissioni preferite?
"La televisione degli anni ’70 era abbastanza pioneristica, almeno per quello che riguarda la televisione non pubblica.Ero giovanissima e nel 1976 ho iniziato a lavorare ad una delle prime tv private di allora, Telealtomilanese. Negli ’80, quelli che preferisco, si è attuato il distacco, il cambiamento dalle regole ferree imposte dalla RAI, nel 1990 invece si è avuta la proliferazione selvaggia delle emittenti, cosa che per vari motivi reputo negativa, e che ha portato al lento ma inesorabile declino della televisione generalista. Attualmente i palinsesti della tv generalista sono, a mio parere, disastrosi ed inguardabili, a volte anche oltraggiosi per il buon senso di chi guarda.
Tra i programmi che amo ricordare ci sono i quiz di Mike Bongiorno, col quale ho collaborato per anni e, nello spettacolo, Premiatissima."
Qual è la più grande soddisfazione che ha ricevuto dalla sua carriera televisiva, il momento che non dimenticherà mai?
"Sono tanti i momenti importanti che ho vissuto ma sicuramente porto nel cuore gli incontri che ho fatto in occasione di tante trasmissioni televisive. Grandi personaggi che ho incontrato come Sordi, Manfredi, il Presidente Pertini, Corrado, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, Fabrizio de Andrè, Aldo Giovanni & Giacomo."
Lei è stata cantante e compositrice, con due album all’attivo. Che ricordo ha di quell’esperienza. E quali sono attualmente i suoi riferimenti musicali?
"E’ stato un momento di grande gioia grazie al buon riscontro di pubblico. Essere sul palco e sentire che il pubblico canta con te è veramente toccante. Purtroppo i riferimenti musicali sono i cantanti della vecchia guardia come De Andre, Fossati, Battiato, Neil Young, Cat Stevens e i due grandi jazzisti ed amici personali Tuck & Patti. Dei giovani l’unico è Eminem."