Che rapporto coi tuoi fans? Nella tua pagina su MySpace ricevi tanti attestati di stima, si tratta di vecchi o nuovi ammiratori?
"Quelli che mi contattano su MySpace sono i nuovi fans, quelli che sentono i miei pezzi che ho messo in pagina e che magari nemmeno sanno di Tropicana.
E poi chiaramente ci sono anche quelli che mi seguivano come Gruppo Italiano e che mi rimpiangono. Per me questi sono sempre fans graditi, ma il fatto che amino quella parte di me che io rifiuto crea un certo distacco. Mentre mi sento più vicina a coloro che apprezzano i miei dischi da solista"


Hai rapporti di amicizia, di frequentazione con colleghi del mondo discografico?
"Ho collaborato con Jovanotti ma non ho con lui un legame di amicizia, sono in contatto con Carlo Marrale dei Matia Bazar, Alessio Bertallot, Mario Venuti, Giò dei Lacruz, Elio e le storie tese. Diciamo che per la maggiorparte ho più amicizie al di fuori del mondo artistico, proprio perché ad un certo punto volevo stare lontano dalla musica, non rinvangare il passato..."

Sanremo. Tu lo hai conosciuto, ci sei stata, come lo giudichi oggi?
"E' ancora una grande macchina da soldi. Non si è mai capito come funziona la selezione, ma c'è sicuramente una mafia dietro: devono prendere un pezzo di questa e quell'altra etichetta. Io non ho più potuto tornarci perché big non ero più e se sono stata big lo ero col Gruppo... hanno fatto delle categorie un po' incoerenti.Poi quest'anno ha vinto gente che non so nemmeno chi sia, roba da Argentina anni 70. Se l'Italia è questa, allora capisco tutto.
Per fortuna c'è anche gente come Tricarico, Caparezza, Mario Venuti, L'Aura. Ad ogni modo Sanremo resta una potente macchina da soldi: tu vai li e che ti vada bene o ti vada male hai una sessantina di concerti assicurati, passaggi radiofonici, sulla stampa... Commercialmente è un'arma efficace, tutti vogliono fare Sanremo; artisticamente non vale quasi più niente. C'è di buono che almeno adesso cantano dal vivo, quando l'ho fatto io eravamo pronti per esibirci live ma siccome a Romina Power era andata giù la voce (o l'ha sempre avuta giù...) tutti hanno dovuto cantare in playback".


Come giudichi la musica dei decenni scorsi, chi erano i tuoi cantanti preferiti?
"La prima Mina era così formidabile che per me, all'epoca bambina, era stato uno shock sapere che le sue canzoni erano scritte da autori; io pensavo che lei aprisse la bocca e che quelle parole le uscissero spontaneamente. Per me è l'esempio numero uno in Italia. Un altro di quel livello è Battisti, il connubio con Mogol è qualcosa di irripetibile nella storia della musica.
E poi Tenco, un personaggio al quale in qualche modo mi sento di assomigliare. Si sa come è andata la sua storia... ha sempre voluto fare quello di cui era convinto e quando ha capito che a certa gente non importava più niente di lui ha fatto quello che a me è passato per la testa di fare più volte. Lui è andato fino in fondo perché era di una coerenza spaventosa e poi non aveva famiglia...
Altri tempi, in quegli anni faceva musica solo chi era veramente capace. Adesso la prima velina, il primo modello che arriva si sente in diritto di cantare. Le radici di questo scandalo affondano negli anni Ottanta, quando si prendevano fotomodelli che fingevano di cantare ma in reltà dietro di loro c'era un corista. In seguito i computer hanno fatto il resto, correggere gli errori, spezzare la traccia audio, far diventare intonata una voce stonata... A quel punto cani e porci si sono messi a fare i cantanti. Secondo me ci vorrebbe un esame di abilitazione per cantare".


Una grande gioia legata alla musica...
"Tanti piccoli momenti, in cui senti che c'è l'accordo perfetto con qualcuno che sta suonando vicino a te. E' una cosa che mi capita con Francesca Betti, una musicista meravigliosa, che è anche mia cognata, con la quale mi capita di esibirmi dal vivo: sul palco, con lei, ogni volta avviene qualcosa di magico, bellissimo.
E poi ci sono stati altri momenti, come quella volta che sono andata a sentire Andy Summers, il chitarrista dei Police, che suonava con alcuni miei amici. Io sono salita sul palco e ho cantato con lui, e pure bene. E' stato bello cantare vicino a qualcuno che sente la musica nello steso modo mio.
Sensazioni di questo tipo non sono paragonabili a nessun'altra sensazione, neanche fare l'amore. Mi è successo tante volte, in Italia, in Brasile e altrove, con persone diverse: musicisti sconosciuti o famosi, come il cantante dei Simply Red. La fama di un cantante non sempre è parallela alla sua bravura".


Ricordi una prova di affetto, un riconoscimento che ti ha particolarmente colpito da parte di qualche ammiratore?
"C'è stata una ragazza, Gloria, che mi ha contattata attraverso il mio sito diversi anni fa, quando avevo deciso di smettere di cantare. Ho cominciato a confidarmi con lei anche se non la conoscevo assolutamente. Lei è stata molto carina con me, mi scriveva giorno e notte, mi faceva complimenti, mi tirava su il morale, cercava di incoraggiarmi, mi spronava a continuare. Lei è stata veramente fondamentale in quel momento dellla mia vita.
Ancora adesso gli attestati di amore e di ammirazione non mancano: ricevo tante lettere di fans che chiedono mie notizie, ma Gloria è stata sicuramente la persona più importante".