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"Che cavolo stai dicendo Willis?": intervista a Daniele Soffiati
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claudio rosmino
giornalista professionista, creatore del blog http://miticulttrash.blogspot.com, agenzia stampa "temporale" con notizie attuali sui miti degli anni 70-80-90 
da claudio rosmino
Pubblicato in 04/15/2008
 
intervista a Daniele Soffiati, autore del libro "Che cavolo stai dicendo Willis?", raccolta delle migliori battute dei telefilm dagli anni 50 a oggi, comparsa sul sito miticulttrash.blogspot.com

Che cavolo stai dicendo Willis: intervista a Daniele Soffiati

1 - Raccontaci la genesi del tuo ultimo libro "Che cavolo stai dicendo Willis? (come si fa a raccogliere un così alto numero di battute: hai davvero visto tutti gli episodi dei telefilm?)

 

Ho sempre avuto una passione per le “battute”. Già con Stampa Alternativa, a metà degli anni ’90, ho pubblicato due piccoli libri, nella collana “Millelire”, dedicati alle frasi celebri del cinema. Nel 2004, con “Comix”, ho replicato l’idea, scrivendo “Lupu ululà e castello ululì”: una raccolta di 1000 citazioni, prevalentemente comiche, tratte da oltre 700 film (il titolo richiama, per chi non se lo ricorda, un celeberrimo gioco di parole di Marty Feldman in “Frankenstein Junior”) . Il libro ha avuto successo, tanto che nel 2006 ho pubblicato per Mondadori “Lupu ululà e castello ululì 2”. Appena dopo l’uscita di quest’ultimo libro ho pensato che poteva essere interessante e simpatico “esplorare” le migliori battute, le frasi celebri e i tormentoni delle serie tv, dalla fine degli anni ’50 ad oggi. I telefilm riscuotono, da oltre 50 anni, un enorme successo di pubblico, e inoltre nessuno si era mai dedicato ad un volume di questo tipo basato sui telefilm. Così è nato “Che cavolo stai dicendo Willis?!”. Mille battute tratte da oltre 200 serie tv. Il lavoro mi ha impegnato un anno e mezzo: ho visto centinaia di episodi delle serie più svariate, e ho compiuto un lavoro di ricerca su internet. Per i telefilm introvabili, ho acquistato un bel po’ di materiale da collezionisti, che mi hanno fornito preziosi episodi, ad esempio, de “I Jefferson”, “Sanford & Son” o “Casa Keaton”.

2 - Cosa ti ispira e ti affascina della produzione televisiva anni 70 e 80?

L’aspetto principale della mia passione per le serie degli anni ’70 e ’80 è principalmente di natura affettiva. Ho 33 anni: sono cresciuto con “Hazzard”, “Arnold”, “Supercar”, “A-Team”, “I Robinson”, “Visitors”, solo per fare alcuni esempi. Non credo che quei serial fossero qualitativamente superiori a quelli di oggi, anzi penso il contrario. Però , per quelli della mia generazione, sono telefilm indimenticabili.



3 - Certa tv è davvero migliore del cinema come dice Aldo Grasso?

Sì, per certi versi alcuni prodotti televisivi sono superiori alla produzione cinematografica. Alcune serie degli ultimi anni hanno introdotto importanti elementi di innovazione visiva (vedi “24” con Kiefer Sutherland), oppure regalano contesti e idee di grande atmosfera o tensione (“Lost” di J.J. Abrams, “Prison Break”) o sceneggiature particolarmente brillanti (penso alle “Desperate Housewives”, o a “Will & Grace” per le sit-com ), o protagonisti scorretti e per questo interessanti (“Nip/Tuck”, “Dr.House”)

Inoltre, le serie si prendono tutto il tempo di installare i personaggi: cosa che il cinema d’intrattenimento attuale , frammentario e superficiale, si dimentica spesso di fare.  Col cinema di oggi non c’è il tempo  di affezionarsi ai personaggi come avviene invece con le migliori serie tv.

4 - Vedi produzioni odierne che possono rivaleggiare coi migliori telefilm anni 70-80?

Certo: tutte quelle che ho appena citato, senza dimenticare “Six feet under”, “I Soprano”, “Ally McBeal”. O per tornare agli anni ’90, “Friends”, Twin Peaks”, “X-Files”, “Sex & the City”. I telefilm degli ultimi anni si permettono di affrontare argomenti (il sesso, la crisi coniugale, la morte, la politica) che fino a 20 anni fa venivano toccati in maniera perbenista. Attraverso le battute raccolte nel mio libro credo che si possa cogliere il differente modo con cui queste tematiche sono state affrontate nel corso del tempo.



5 - Come giudichi l'attuale ritorno a titoli e protagonisti della commedia italiana anni 80?

Sono un grande fan dell’Abatantuono di “Eccezzziunale veramente” o del Banfi de “L’allenatore del pallone”. Ma i remake attuali non mi sono piaciuti: l’idea di riprendere personaggi cult degli anni ’80 era decisamente intrigante, ma il risultato di questi film lascia a desiderare. Troppo sciatti, sfilacciati, svogliati. Temo molto l’imminente Jerry Calà in “Torno a vivere da solo”:

6 - Il nostro cinema potrà ancora produrre film del calibro di "Signori si nasce", "Amici miei", "Il marchese del grillo", "Mediterraneo" o siamo ormai condannati ai cinepanettoni di Vanzina maniera?

Il cinema italiano di cassetta, negli ultimi anni, sta dando buoni risultati al botteghino. I due “Manuale d’amore”, a mio parere, sono simpatici e divertenti, così come non mi sono affatto dispiaciuti “Notte prima degli esami” e gli ultimi due film di Verdone. Reputo Gabriele Muccino un ottimo regista, in grado di inquadrare un certo tipo di società italiana (e pure americana, pensando a “La ricerca della felicità”). Dunque, non esiste solo il cinema dei Vanzina o di Neri Parenti. Il boom di  Moccia può essere paragonabile al grande successo che riscuotevano i film rosa, italiani, negli anni ’50, e può fare solo bene al nostro cinema. Certo, se mi parli di giganti come Monicelli o Scola, non vedo loro eredi all’orizzonte. Quanto a Salvatores, ha abbandonato la commedia: peccato.

7 - Nella tua produzione hai dedicato ampio spazio alla pornografia. Quali sono gli aspetti curiosi e interessanti di questo mondo?  Come è evoluto dai tempi di "Gola profonda" a Cicciolina all'epoca del porno-on-line?

Alla prima domanda non so rispondere: ho dedicato al porno un libro di ricerca e uno di comicità demenziale. Non conosco l’ambiente dall’interno. Quanto all’evoluzione del genere hard, il discorso è lungo: mi ci sono volute 100 pagine di libro per parlarne. Comunque, in due parole: il cinema porno degli anni’70 nasce dalla grande carica eversiva del ’68. Viene per la prima volta mostrato il piacere sessuale nella donna. Dalla metà degli anni ’70, per un decennio, il cinema hard vira verso una produzione completamente focalizzata sulle fantasie maschili: la donna – a differenza dello spirito quasi “femminista” dei primi film – diviene un mero oggetto di piacere. Le vicende narrate dalle pellicole toccano, per suscitare interesse e curiosità, tematiche scabrose e pure pericolose: incesti, stupri. Dalla metà degli anni ’80 subentra il genere “wall- to wall”, scene di sesso senza trama, che ormai non interessa più a nessuno. Poi, via via, il genere si è diversificato sempre più, assecondando qualunque gusto sessuale. Un fenomeno amplificatosi esponenzialmente con internet: oggi chiunque può mostrare quello che vuole, a chiunque lo voglia vedere, sui siti pornografici gratuiti o a pagamento.



8 - Come nasce l'idea per un libro?

Dipende. Ho dedicato libri comici alla scuola (“Per chi suona la campanella”) , al sesso (“Rocco si nasce, pornostar si diventa”) e alla letteratura (“Sor Lando Furioso”, bignami demenziale dei più famosi libri della storia). In questi casi, la voglia era quella di far sorridere il lettore col resoconto di cose a tutti conosciute, suscitando al contempo la risata con battute o soluzioni inaspettate, di tipo parodistico o surreale. “Luci rosse” è invece una sorta di saggio dedicato al porno: un lavoro di stampo giornalistico su un argomento che reputo di interesse. I libri di citazioni nascono invece dalla mia passione per cinema e tv, ma non solo. Oltre a “Che cavolo stai dicendo, Willis?!”, nei mesi scorsi è uscito “Non ci posso credere – Aforismi sull’esistenza (o meno) di Dio”: un libro in cui metto a confronto – in una sorta di ideale botta e risposta – un migliaia di citazioni su Dio, la religione e il clero.  Da Sant’Agostino a Schopenhauer, da Papa Ratzinger a Odifreddi, ho messo in fila più di 500 fra teologi, scrittori, filosofi, commediografi, santi e sovrani.



9 - Definisciti: chi è Daniele Soffiati? Scrittore, Giornalista, Critico cinematografico? Come ti vedi?

Sono soltanto uno che cerca di dedicarsi il più possibile alle proprie passioni e di avere idee simpatiche su cui costruire un libro, un articolo o anche solo una battuta.



10 - Chi erano i tuoi idoli televisivi e cinematografici in età adolescenziale?

Per il cinema: Spielberg, Carpenter, Zemeckis, George Romero. Il culto nei loro confronti resiste.

Per la Tv: “Twin Peaks”, “I Simpson” e…“Melrose Place”! Lo so, è quello che si suol dire un “guilty pleasure”, un “piacere colpevole”!

11 - Avevi un sogno legato alle tue passioni televisive da bambino (es: diventare pilota di Mazinga o cose del genere)?

Onestamente non ricordo sogni del genere. Certo, guidare Mazinga sarebbe piaciuto a tutti!