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Firenze: capitale internazionale del gioiello contemporaneo.
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Cesare Monteleone
Gionalista pubblicista, laureato, esperienza di radiotelecronista di sport su radio e tv regionali, collaboratore di giornali on-line, lunghissima esperienza di addetto stampa, gestione e organizzazione di eventi e uffici stampa, telecineoperatore 
da Cesare Monteleone
Pubblicato in 04/16/2008
 
L’Associazione Culturale Opera Rebis, con la scuola Alchimia, in collaborazione con la Soprintendenza del Polo Museale Fiorentino e l’associazione Firenze Sapere organizza nel capoluogo toscano presso il complesso delle Pagliere di Porta Romana dal 16 aprile al 3 maggio 2008, una mostra/simposio di Gioielleria Contemporanea d’Autore, “Siamo Qui-We are here”coinvolgendo scuole artistiche internazionali, addetti ai lavori, amanti dell’arte e cittadini per fare il punto sul gioiello.

Firenze: capitale internazionale del gioiello contemporaneo.
L’Associazione Culturale Opera Rebis, con la scuola Alchimia, in collaborazione con la Soprintendenza del Polo Museale Fiorentino e l’associazione Firenze Sapere organizza nel capoluogo toscano presso il complesso delle Pagliere di Porta Romana dal 16 aprile al 3 maggio 2008, una mostra/simposio di Gioielleria Contemporanea d’Autore, “Siamo Qui-We are here”coinvolgendo scuole artistiche internazionali, addetti ai lavori, amanti dell’arte e cittadini per fare il punto sul gioiello.

I gioielli realizzati da 14 scuole provenienti da tutto il mondo potranno essere ammirati nella loro vera essenza: opere d’arte. Proprio a Firenze, ha sede infatti, una delle poche scuole italiane di arti applicate ed oreficeria completamente privata, l’Alchimia, che richiama studenti da ogni parte del mondo e alimenta arte e cultura in Toscana, terra con passato e tradizioni importanti.

Perché Firenze non sia soltanto la terra del Botticelli, in cui il temporaneo fatica a trovare spazi, perché il gioiello può essere tale, anzi può essere un’opera d’arte e non semplicemente un vezzo, il 17 e 18 aprile si farà un bilancio, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, sullo stato della ricerca sul gioiello, con l’intento di approfondire i legami tra l’arte orafa, il mondo dell’arte e il mercato, con uno sguardo rivolto al futuro del panorama italiano.

Molti gli obiettivi di quest’ ambizioso progetto: dare nuovi stimoli agli artisti orafi, sia a livello locale che internazionale, definire le prospettive d’arte orafa, chiarendone i confini e le potenzialità, difendere la consapevolezza della gioielleria contemporanea come forma d’arte autonoma e stimolarne lo sviluppo.

Tutto questo proprio in quella Firenze, culla dell’alta moda e del pronto moda italiano, simbolo di un territorio dove anche grandi aziende e importanti distretti industriali (come il tessile di Prato e l’orafo di Arezzo) si sono sviluppati con successo.

“L’Italia, la Toscana, e Firenze ha osservato Doris Maninger, Presidente di Opera Rebis, rappresentano tre nomi eccellenti a livello internazionale, nella storia dell’arte, della letteratura, dell’artigianato, portatori di energia creativa diffusa. Firenze in particolare, è diventata un esempio di un distretto culturale ante litteram, uno dei simboli più prestigiosi del made in Italy”.

L’Associazione Culturale fiorentina Opera Rebis, nata per occuparsi in modo attivo della diffusione della gioielleria contemporanea in Italia e all’estero, insieme a Firenze Sapere, la rete fiorentina del sapere e saper fare, “vogliono, come ha spiegato Dario Nardella, Presidente della Commissione Cultura del Comune di Firenze, stimolare il territorio toscano, lavorando per quella Firenze, città creativa, auspicata nei giorni scorsi anche dagli industriali, in cui lo sviluppo punti su ricerca, formazione, cultura ed impresa”.

Cesare Monteleone