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Gazzé: Suonare è come surfare un'onda
Dalla Favola di Adamo ed Eva alle canzoni del nuovo album Tra l'aratro e la radio, il passo è stato lungo. E non privo di sofferenza. Max Gazzé ha conosciuto il grande successo, l'esplosione radiofonica e poi un silenzio improvviso. Anni in cui, lontano dalla grande ribalta, il musicista romano ha continuato a coltivare le sue canzoni, a farle crescere con cura e a metterle nei suoi dischi. Poi il grande rientro in scena a Sanremo, con il singolo Il solito sesso, tra i più trasmessi in Fm.
Max, il nuovo album ha un titolo alla Battiato. Può spiegarcene il significato?
"Di significati ce ne possono essere tanti. C'è il passaggio del tempo che trasforma la cultura, dall'agricoltura antica al digitale di oggi. Ma riguarda anche il mio approccio alle cose della vita, il mio piacere di osservare senza giudicare, esprimendo poi le mie riflessioni in musica".
Il solito sesso è un brano romantico, sognante. Dov'è finita l'ironia dei tempi di La favola di Adamo ed Eva?
"Crescendo in un percorso artistico si cambia. Il solito sesso nasce dalla mia voglia di raccontare in modo leggero cosa succede ad una persona che si innamora perdutamente di un'altra. Entri in uno stato di grazia tale che solo l'idea del sesso, del portarti a letto chi ami, suona fuori luogo. Quanto al resto, le nuove canzoni nascono da riflessioni profonde in cui mi sto impegnando da tempo. Tra le mie passioni ci sono la fisica quantistica e i popoli antichi come sumeri ed esseni. Studiandoli, mi sono reso conto che esistono interrogativi irrisolti nella storia dell'uomo, domande che arrivano fino a noi. Aspettano nuove risposte e sollecitano nuove riflessioni".
L'avventura musicale con Marina Rei e Paola Turci l'ha vista riproporsi in modo più artigianale, quasi confidenziale. Le è mancato il grande successo?
"Non particolarmente. Per anni è stato come cavalcare un'onda altissima che ti diverti a surfare. Poi l'onda va giù e tu devi prenderne atto. Se le tue ossa sono ancora intere, allora il tuo piacere personale diventa prepararti a salire sull'onda successiva. Credo di essere in questa fase e ne sono contento".
Sanremo è davvero così terribile ed obsoleto come è di moda dire?
"Per me è stata un'esperienza piacevole e dico di più, sarebbe un peccato se il Festival venisse cancellato. Molti artisti, soprattutto i giovani, non avrebbero una importante possibilità di far ascoltare al grande pubblico la loro musica. Magari Sanremo è un po' lungo, ma non credo che alla maggior parte della gente piacerebbe ascoltare un'ora di canzoni, senza spazio per lo spettacolo televisivo che è fatto anche di altri ingredienti".
Domanda che ha il valore di un sondaggio: Internet è davvero il futuro della musica?
"Il Web è importante per far circolare le informazioni, per creare movimenti di opinione. Ma nella musica entrano emozioni, sensazioni che trasformare in numeretti digitali di un mp3 mi pare brutto. Bisognerebbe rieducarsi ad apprezzare i dischi, a comprarli, a gustarseli come oggetti che abbelliscono la casa. L'approccio usa e getta mi spaventa".
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