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HOME > Musica > Alfred Hitchcock: Gli Uccelli (di jackskellington)

Alfred Hitchcock: Gli Uccelli (di jackskellington)





"Gli uccelli" è la metafora della condizione umana secondo Hitchcock. Una minaccia costante pende come una spada di Damocle sopra il destino dell'uomo: essa può annidarsi dovunque, e tanto più è terribile quanto più è nascosta fra le pieghe della vita quotidiana, fra le cose, gli ambienti e gli esseri (umani e non) che più ci rassicurano. E' questa una norma narrativa imprescindibile del cinema di suspense, ma mai come adesso il regista inglese l'aveva portata a conseguenze così estreme. Anche gli innocui uccellini possono diventare una tremenda rappresentazione di questa minaccia senza nome.E' il 1963, siamo soltanto alle origini di quel nascente genere catastrofico che darà i frutti migliori col primo Spielberg. Ma Hitchcock, al suo ultimo capolavoro (ci saranno un paio di altri bellissimi film, ma non più l'abbacinante perfezione delle opere precedenti), ne ha già ben chiare tutte le implicazioni allegoriche. Prende spunto da racconto di Daphne Du Maurier, la popolare scrittrice che gli ha già ispirato due film (compreso il capolavoro anni quaranta Rebecca la prima moglie), e a sceneggiarlo chiama il brillante giallista Evan Hunter. Proprio la sceneggiatura si rivelerà uno dei punti di forza di un film che, per forza di cose, non può spiegare quali sono le ragioni della spaventosa "rivolta" degli uccelli, e deve necessariamente puntare su altri elementi. Hitchcock e Hunter scelgono intelligentemente di giocare sull'attesa, e sull'angoscia da esso generata. La catastrofe arriva alla fine, dopo che il regista, con quella maniacale attenzione ai dettagli che è il suo marchio di fabbrica, ha abilmente preparato il terreno e infuso a poco a poco nei personaggi e nello spettatore un senso sottile ma sempre crescente di minaccia. Si parte adagio, coi toni brillanti ed urbani di una commedia sofisticata. Siamo a San Francisco. In un negozio di animali, la ricca, giovane e irrequieta Melanie Daniels incontra per caso l'avvocato Mitch Brenner, è affascinata e insieme indispettita dal suo atteggiamento (ha finto di scambiarla per una commessa, in realtà sapeva benissimo chi fosse) e decide di fargli una sorpresa: lo raggiunge a Bodega Bay - il centro marittimo dove Mitch trascorre i fine settimana con la madre e la sorellina - col pretesto di donare alla bimba una coppia di pappagallini "inseparabili" (love birds). Qui i primi segnali di inquietudine cominciano a manifestarsi. Non soltanto perché la madre di Mitch, Lydia Brenner, si rivela una donna disturbata e morbosamente legata al figlio, non soltanto per la diffidenza mostrata dagli abitanti della cittadina nei confronti della ragazza snob venuta da fuori, ma anche perché la stessa Melanie viene inaspettatamente ferita in volto da un gabbiano. I segnali (tanti strani accadimenti che hanno per protagonisti gli uccelli) si moltiplicano, con intensità crescente, mentre fra Mitch e Melanie sembra nascere un'intesa, seppure ostacolata dalla…

July 25, 2008, 7:46 am | Fonte: DeBaser
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