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HOME > Musica > Shion Sono: Strange Circus (di The dull flame)

Shion Sono: Strange Circus (di The dull flame)





Shion Sono è una delle menti più sperimentali e originali della settima arte giapponese, in compagnia di Takashi Miike e Shinya Tsukamoto. Le sue storie sono brutali, grottesche, crudeli, a volte poetiche, a volte disgustose (in senso buono). Conosciuto in occidente soprattutto per il capolavoro "Suicide Club", il regista ha però realizzato anche altre perle del cinema, che portano i nomi di "Noriko's Dinner Table", sorta di prequel di "Suicide Club" in cui la follia incestuosa prende il sopravvento, il grottesco "Exte", che prende per i fondelli i fantasmi dai capelli lunghi degli horror orientali, e ovviamente questo "Strange Circus". La trama non è facilmente riassumibile: è una storia nella storia, una sorta di puzzle che si scompone in scatole cinesi. Sogni e realtà si confondono: le storie di una bimba che sorprende i genitori a letto e che viene stuprata dal padre, e quella di una scrittrice malata mentale che scrive storie d'amore incestuoso, che incontra un androgino ragazzo innamorato di lei. In realtà, sebbene le due storie siano unite solo flebilmente (la storia della bimba è la stessa del libro della scrittrice), ma alla fine si confondono, rivelando una sola, inquietante, incredibile verità. Sono è un maestro della regia: prende ispirazione da Lynch e Kubrick, ma non plagia, non ruba: si ispira, rivelando il suo talento. Ed ecco che l'idea di Mitsuko che è obbligata a restare in una custodia per violoncello a guardare i genitori amoreggiare è una trovata tanto inquietante e crudele, quanto infantile. Perchè cos'è questo film se non un incubo infantile? Che si apre con un circo, una clownerie macabra, che fa parte appunto di un sogno. Allo stesso modo, il film si conclude, la fine dello spettacolo, come la fine di una vita umana: una fine che è così veloce e fugace da non lasciare scampo. "Sono stata condannata a morte sin dalla nascita" sussurra la piccola Mitsuko all'inizio del film, con l'ingenuità di una bambina che ha scoperto il sesso in modo totalmente diverso dalla norma, che ha il terrore del suono di una ruota panoramica, che ama così tanto la mamma da fare finta di essere lei. Lo scambio di identità sta alla base di un film grottesco, straziante, a volte comico. Questo scambio avviene sempre e confonde, fino alla risoluzione del puzzle finale, in cui tutti i pezzi tornano al loro posto. E se spesso il film perde peso e anima, diventato noioso, fidatevi, Sono sa come risollevarvi il morale, svegliandovi con rivelazioni a dir poco scioccanti, avvolte in una meravigliosa fotografia in cui il colore predominante è il rosso (le rose che cingono una bara, le pareti, il gesso della scuola, i…

July 21, 2008, 8:18 am | Fonte: DeBaser
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