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HOME > Musica > The Knife: Deep Cuts (di Brian)

The Knife: Deep Cuts (di Brian)





Chi si è avvicinato ai The Knife grazie a "Silent Shout" non può che rimanere molto confuso ascoltando il lavoro precedente, "Deep Cuts". Ormai ce ne sono diversi di gruppi musicali o singoli musicisti che sono per la filosofia di non ripetersi mai. I primi che mi saltano in mente or ora sono i Daft Punk, sempre per rimanere in quel campo enorme che è l'elettronica. Questo può fare più o meno piacere, il giocare sempre in nuovi generi e sottogeneri, dipende dal singolo, però è senza ombra di dubbio il fatto che bisogna dare merito a questi signori che decidono di mettersi in gioco ad ogni nuovo album. Detto questo, chi si avvicina a "Deep Cuts" aspettandosi atmosfere fredde e cupe, propriamente nordiche, può rimanere deluso. Questo album, per molti aspetti, si può dire che è l'opposto di quelle atmosfere che si trovano nel già citato ultimo lavoro datato 2006. A partire dalla voce di Karin Dreijer. In molte tracce, la voce della cantante è quasi da bambina strafottente, viziata, che prende in giro; un timbro lontanissimo da quello presente nel singolo dei Royksoop "What Else Is There?" (per chi non lo sapesse: il singolo dei Royksoop è cantanto appunto da Karin Dreijer) che poi sarà presente in tutto "Silent Shout". L'album inizia alla grande con "Heartbeats", un gran bel pezzo che volente o nolente ti fa battere il piede a tempo, testimonianza che i due fratelli hanno dei veri colpi di genio. Qualcuno conoscerà questa canzone nella versione con chitarra acustica di Josè Gonzales. Anche il video (altro campo importante per i The Knife) è un bel pezzo, consigliata la visione. Dopo questo inizio piacevole e immediato, si cambia totalmente e si cala un po' di qualità con le successive canzoni: "Girl's Night Out" e "Pass This On". "One For You" presenta atmosfere che saranno presenti nel disco successivo, qui Karin ha una voce monotona, bassa. Una sorta di breve intermezzo, cantanto o "recitato" dalla voce completamente distorta di Olof, "spezza" il disco. Dopo questa pausa, l'inizio di "Listen Now" prende l'ascoltatore di nuovo di sorpresa, con la sua base martellante che parte immediata; Karin qua ritorna una bambina viziata che gioca che viene zittita dalla solita voce cavernicola del fratello che canta la ninna nanna "She's Having A Baby". Uno dei pochi momenti di relax in questo disco. Segue "You Take My Breath Away" che rimette in moto il disco e lo riavvicina ad una possibile sala da ballo. "Rock Classic" è la canzone più lunga: una base minimal, la voce di Karin bassa e sensuale che si alza di tono nella seconda metà della canzone, giocando con toni alti e bassi per poi tornare come ad inizio traccia nell' ultimo minuto. Un…

July 21, 2008, 8:18 am | Fonte: DeBaser
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