Multi-touch Gesture Dictionary: interazione uomo-macchina secondo Apple
Con lemergere della tecnologia multi touch, che ci permette di controllare i contenuti del nostro dispositivo elettronico compiendo alcuni gesti manuali, bisogna considerare che si sta sviluppando un nuovo alfabeto gestuale che non solo deve essere appreso così comè, deve acquisire una certa naturalità, ma può anche essere ulteriormente sviluppato.
Ad esempio, adesso come adesso, nonostante tutta la sua grandezza la superficie multi-touch delliPhone (7533/schede-tecniche/apple-iphone-3g.html) è abbastanza limitata. Dopotutto non sono molti i gesti che possiamo usare su quei meravigliosi schermi multi-touch (o sui touchpad del Macbook abilitati alla tecnologia multi-touch): selezionare, ridimensionare/zoomare, scorrere i menu, trascinare e lasciare e pochi altri.
Ebbene, Apple ha deciso di brevettare una sorta di dizionario, definito multi-touch gesture dictionary, che raccolga i possibili gesti che la mano dellutente può compiere in congiunzione con una superficie multi-touch: una sorta di alfabeto dei gesti, un alfabeto muto condiviso con la macchina elettronica. Tale dizionario, che contiene centinaia di comandi eseguiti con combinazioni di dita, ci dice che lintento di Apple è quello di ampliare notevolmente la tecnologia multi-touch, fino a permette un tipo di comunicazione più complessa con il nostro dispositivo elettronico.
Il problema è: come faremo ad apprendere tutta questa roba?
Apple propone una applicazione interattiva deputata proprio a tale scopo. Niente di troppo complesso, solo una superficie su cui lutente potrebbe compiere i primi passi, con una finestra separata che gli suggerisca come effettuare i successivi gesti. E per rendere la cosa più divertente Apple potrebbe creare un videogioco che conduca lutente lungo tutto il processo di apprendimento. Potrebbe essere qualcosa tipo SpaceInvaders. Beh, è sicuro che il rapporto uomo-macchina sta notevolmente cambiando e che le vecchie tastiere sono ormai uno strumento sostituibile, chissà che prima o poi non si arrivi addirittura al linguaggio orale.
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