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Sara Lazarus with Biréli Lagrène Gipsy Project: It's All Right With Me (di fusillo)
"È la canzone sbagliata… Lo stile è sbagliato… Anche se ha un bel sorriso il suo sorriso è sbagliato… Però, che bel sorriso… E la sua voce è perfetta per me… " Questo è il probabile motivo per cui Sara Lazarus nel 1994 vinse il prestigioso concorso "Theolonius Monk". Sembra infatti che i giurati di quella manifestazione, per esprimere un giudizio o chiarirsi fra loro, siano tenuti per contratto a storpiare il testo di "It's All Right With Me", canzone di Cole Porter che dà il titolo al CD qui recensito… Si dice inoltre che tale clausola piaccia un casino al grande chitarrista Biréli Lagrène, il quale, benchè libero da obblighi contrattuali, deve aver formulato un pensierino simile in almeno un paio di occasioni: nel 2003 quando decise di partecipare all'esordio della Lazarus ("Give Me The Simple Life") e poi nel 2006 quando impiegò baracca, burattini e "Gipsy Project" nel di lei secondo disco (cioè questo qui… ). Ebbene, potrei io non essere d'accordo con persone tanto assennate? No, assolutamente e sono sicuro, caro lettore, che concorderai anche tu se ti andrai ad ascoltare o meglio vedere… A proposito, preferisci la versione live o quella videoclip di "It's All Right With Me"? Risolto questo dilemma amletico, clicka qui per la versione live, qui per la versione videoclip… Quando è in ballo una formazione che suona il Jazz nella sua variante "manouche", il pensiero di tutti gli affezionati va al chitarrista gitano Django Reinhardt ma al Lagrène, gitano pure lui, il riferimento non dovrebbe dispiacere, anzi… Io invece un cruccio ce l'ho: quando ascolto questa bellissima raccolta di canzoni, sento la mancanza di un violinista a la Stephane Grappelli, (storico collaboratore di Django, n. d. r). Si, ci sono qua e la degli archi nei brani lenti, ma un Grappelli è tutt'altra cosa… Crucci a parte le regole del gioco sono più o meno queste: batteria (André Ciccarelli), contrabbasso (Diego Imbert) e chitarra ritmica (Hono Winterstein) swingano a dovere mentre Biréli svaria a piacere, a volte marcando il ritmo a suon di pennate, a volte chiudendo le frasi con arzigogoli e ricami, sempre e comunque cercando nuove e sorprendenti soluzioni come un bravo enigmista o come uno sciatore provetto che, stanco delle piste troppo battute, scenda di là dove lo sciatore domenicale vede solo neve fresca, un'eccessiva pendenza, sassi, alberi e tutti gli altri segni premonitori dell'apocalisse… E tu che fai? Ti metti comodo in seggiovia e segui con l'occhio le peripezie di Birèli, ne ammiri lo spirito scaltro, invidi la grazia e il "senso" dei suoi movimenti. Poi ti vien voglia di andargli dietro ma una scusa provvidenziale ti farà desistere all'ultimo secondo… E la Lazarus? Non potrebbe essere più brava: …
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