Green Life in mostra a Milano eco-quartieri e città sostenibili
ROMA
La città green è possibile. Ed oggi urbano e sostenibile non suonano più in contrapposizione. Basti pensare a Stoccolma, Green Capital 2010 e “fossil free” entro il 2050, con il suo eco-quartiere Hammarby e l’esperienza di diffusione del verde nei cortili del centro. Altre, poi, le città della Svezia che documentano l’enorme sforzo di recupero ambientale di interi complessi di edilizia sociale, come Goteborg, Norrkoping e Kristianstad, insieme a Malmo con la riqualificazione dell’area portuale. E dalla Svezia all’Austria.
L’esperienza di ecosostenibilità urbana austriaca arriva da Vienna e Salisburgo con i “Quartieri solari e senza auto”, Floridsdorf, Gneiss Moss, Bike City, Samer Mosl, e con il progetto in corso per Eurogate, il prossimo grande quartiere europeo ad edilizia passiva. Completano il tutto 3 edifici innovativi: una scuola, un edificio destinato a uffici (con consumi del 80% inferiori allo standard), una residenza privata. E poi c’è Friburgo, città verde e solare per eccellenza, di cui parlano gli ecoquartieri e gli edifici di Vauban, Rieselfeld e Sonnenschiff e la simbolica Solar Fabrik. E poi Amsterdam e Barcellona per rimanere sul fronte città europee. Ma non solo.
Esempi di architettura ecosostenibile si trovano anche a Ningbo in Cina, a Ouagadougou in Burkina Faso, così come in Malesia, Giappone e Cile. Oppure, per guardare all’Italia, a Ponzano veneto o a Bolzano.
Legambiente, Triennale di Milano e Istituto di Ricerche Ambiente Italia presentano così, a partire da queste realtà, “Green Life: costruire città sostenibili”, la mostra che ha appena aperto i battenti alla Triennale di Milano e che si conclude il 28 marzo prossimo. «Questa mostra nasce per far vedere che costruire città sostenibili è possibile e qualcuno l’ha già fatto» spiega all’ADnkronos Andrea Poggio, Vicepresidente nazionale di legambiente e presidente della Fondazione Legambiente Innovazione.
L’esposizione, la prima mostra in Italia e in Europa che raccoglie il meglio dei progetti di architettura green, di fatto permette di toccare con mano progetti che hanno adottato strategie coraggiose e che hanno messo in atto azioni concrete per un’architettura più sostenibile. Progetti che in molti casi parlano italiano.
«Le città sostenibili che mostriamo a “Green Life” - sottolinea Poggio - sono molto spesso frutto di progetti fatti da architetti italiani con tecnologie italiane. Se volessimo, da noi potremmo realizzare questi progetti senza perdere altro tempo». Sono italiani, infatti, alcuni progetti in mostra alla Triennale di Milano come il Centre for Sustainable Energy a Ningbo in Cina di Mario Cucinella ed il Centro per il benessere delle donne a Ouagadougou, in Burkina Faso di Fare studio. Italiana, inoltre, la localizzazione e la certificazione per il Museion di Ksv, il Quartiere Casanova, entrambi a Bolzano, e la Scuola Elementare di Ponzano Veneto.
«Se si vuole proteggere l’ambiente, è necessario -sottolinea ancora Poggio- partire dalle città. Questi progetti in mostra dicono quindi che è possibile rendere sostenibili le città. Sono già una realtà in diverse città europee interi quartieri con poche auto o addirittura nessuna auto di proprietà, interi quartieri a basse emissioni di CO2 - afferma ancora il presidente della Fondazione Legambiente Innovazione - Molte, infatti, le testimonianze in Europa di sostenibilità urbana, a partire da Amsterdam dove il 57% degli spostamenti in centro è fatto in bici e dove entro il 2015 tutte le nuove costruzioni saranno ad emissioni zero. E non è tutto».
Amsterdam racconta a “Green Life” la sua storia ambientalista attraverso il suo più storico ecoquartiere Gwl Terrain, il quartiere del futuro ad alta efficienza energetica Zuidas e due edifici simbolici, il Kraanspoor e la Public Library. Accanto ad Amsterdam c’è poi Amburgo, la metropoli europea della green economy, impegnata a ridurre le proprie emissioni di CO2 del 40% entro il 2020, una città di cui la mostra espone la riqualificazione di Hafen City con alcuni degli edifici più interessanti, Unilever e Baufeld10.
E tra gli architetti che hanno ispirato l’impostazione della mostra alla Triennale di Milano ci sono i promotori della “Carta Europea per l’Energia Solare nell’Architettura e nella Pianificazione Urbanistica” Thomas Herzog, Norman Foster, Renzo Piano e Richard Rogers. I quattro architetti, che hanno condiviso l’esperienza di progettazione dell’eco-quartiere di Solar City a Linz, sono presenti anche con proprie realizzazioni significative. Thomas Herzog con Soka Bau, l’edificio per uffici ad alta efficienza energetica a Wiesbaden e con Expoduch la grande tettoia in legno per EXPO 2000 ad Hannover.
L’architettura ecosostenibile di Renzo Piano parla invece attraverso il suo tetto verde ed ondulato e il grande uso di materiali riciclati per la California Academy of Sciences a San Francisco. Norman Foster con le sue Vivaldi Towers nel quartiere energeticamente avanzato ad Amsterdam e con il master plan di Eurogate, il quartiere ad edilizia passiva di Vienna. Lo spirito green di Richard Rogers è rappresentato dalla sede dell’Assemblea regionale del Galles a Cardiff, certificata con lo standard ambientale Breeam, e con il Terminal 4 dell’aeroporto di Madrid pensato per valorizzare luce e ventilazione naturale.
A “Green Life” anche due realizzazioni pioniere nel “vertical “ con uso del verde integrato in edifici di enorme dimensione che arrivano dall’Oriente con le costruzioni progettate negli anni novanta da Emilio Ambasz in Giappone, Acros, e da Ken Yang in Malesia, Menara Mesiniaga.
I casi selezionati sono tutti progetti realizzati, interventi di edilizia concretamente costruiti. Attraverso immagini, disegni, fotografie, filmati, materiali e tecnologie, la mostra infatti parla di un presente che è già futuro.
|