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Iran: arrestati blogger e reporter
MILANO
La giustizia cinese conferma la sua decisione di scagionare il gruppo automobilistico Great Wall Motors dall’accusa di plagio ai danni della Fiat: l’alta corte della provincia del Hebei ha infatti respinto il ricorso con cui il Lingotto accusava il costruttore cinese di essersi "ispirato" con eccessiva dovizia di particolari alla Fiat Panda per realizzare il suo modello GW Peri.
La Great Wall, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg, ha rivendicato la sua vittoria in un comunicato trasmesso alla Borsa di Hong Kong in cui si sottolinea che la sentenza «è finale e conclusiva e nessun ulteriore appello può essere presentato» in Cina. Con la decisione, datata 29 dicembre, la Great Wall pareggia dunque il conto con quanto deciso dalla giustizia italiana che, con una sentenza del tribunale di Torino confermata dalla Corte d’Appello del capoluogo piemontese, aveva vietato l’importazione della GW Peri in Europa.
Secondo il Tribunale di Torino, infatti, l’utilitaria cinese «non appare come un’auto diversa ma è una Panda con un frontale differente». L’azione legale della Fiat nei confronti di Great Wall, sia in Italia che in Cina, aveva lo scopo di vietare la distribuzione della Panda ’clonatà sia nell’Unione Europea che nel Paese asiatico.
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