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Tre grandi ex viola accusano: Della Valle e Corvino non ci vogliono... Hanno fatto la storia della Fiorentina, e adesso sono ai margini di una realtà che non li vuole, che non ha più bisogno di loro. Stiamo parlando degli ex-viola, idoli di più generazioni, icone fra... Fonte: Tutto Mercato Web 18:18: A mercato chiuso Piazza Affari rivede finalmente la luce, record di rialzo per l'S&P.E luce fu. Dopo il crollo dei mercati di settimana scorsa, una delle più nere in assoluto per tutti i listini, destinata per questo a rimanere nella pagine della storia della finanza, le Borse europe hanno finalmente messo a… Fonte: Alice Economia Due dimostrazioni di gioco di Star Ocean: The Last Hope

Direttamente dalla manifestazione nipponica conclusasi ieri a Tokyo, vi proponiamo oggi due dimostrazioni di gioco dell'RPG di Square Enix Star Ocean: The Last Hope, mostranti il sistema di combattimeno in tempo reale del gioco. Vi ricordiamo che il titolo è il prequel dell'intera saga e racconterà la genesi della storia di Star Ocean. Star Ocean: The Last Hope vedrà la luce sul territorio europeo non prima del 2009. [continua] Fonte: Mondo XboxIl saluto di Berlusconi a Bush: «Storia dirà che sei stato un grandissimo presidente» Regali e cordialità tra amici, ma anche i provvedimenti per fronteggiare la crisi finanziaria globale Fonte: Corriere della Sera Politica Marino: La Juve è diversa NAPOLI - Quando si incontra la 'Vecchia Signora' per nessuno è una partita come le altre. La storia e il fascino che Madama si porta dietro sono elementi che si fanno sentire ma soprattutto la Juve riesce a sucitare tante 'antipatie' (...) Fonte: Calciomercato.it I mercati si preparano a scrivere una nuova pagina della loro storia Sulle azioni credo sia il caso di continuare ad accumulare, sempre nel rispetto della diversificazione e del profilo di rischio. LÂ’intervista a L.Marconi
Le opportunità da cogliere in questa fase. Fonte: Trend online Depeche Mode: Songs Of Faith And Devotion (di Alevox) "Sei sopravvissuto al Songs of Faith and Devotion Tour!"Con questa targhetta consegnata ironicamente da Daryl Bamonte (sostituto di Fletcher alla fine del tour) al resto della band, si conclude il periodo più massacrante della storia dei Depeche Mode. E' il 1993 e sono passati 3 anni dal successo mondiale di "Violator".Bisogna fare un nuovo disco, si è ossessionati dal peso di bissare le vertiginose vendite del precedente, e c'è una certa aria di crisi latente. I Depeche Mode si chiudono in uno stabilimento di Madrid trasformato in una sala di registrazione. Alan, Andy, Martin e Dave, tutti quanti. Avrebbero fatto musica e vissuto insieme come non accadeva da molto tempo. Non si telefonavano e si vedevano poco, chi da una parte e chi dall'altra. Li aspettava un esperienza molto dolorosa che avrebbe inciso per sempre sulla loro carriera. In positivo, ma anche e soprattutto, in negativo. Parto doloroso, infatti, quello di "Songs of Faith and Devotion", ma anche travaglio da cui nascerà una creatura bellissima. La situazione all'inizio non è per niente la migliore. Quando Daniel Miller, boss della Mute, giunge per un sopralluogo trova uno stato di completa desolazione. Dave, già eroinomane, è chiuso in camera che dipinge candele; Martin Gore e Andy Fletcher leggono il giornale; Alan Wilder è da qualche parte a suonare la batteria; e il tecnico del suono dorme beato coi piedi sul bancone. In un modo o nell'altro però si va avanti.Che dire… quanti aggettivi si possono dare ad un album come questo? Spirituale, malinconico, oscuro e luminoso, ognuno di questi è riduttivo per descriverne l'intensità. Non c'è dubbio però sul fatto che sia un lavoro nato nell'ambito di grandi difficoltà. E ciò si riflette più che mai nella sua costruzione musicale.I Depeche Mode si sporcano molto di più del solito. E se c'era stato già qualche assaggio in "Violator" con la micidiale "Personal Jesus", ora la cosa si fa ancora più seria. Questione chiara già dall'inizio con "I Feel You" che provvede già prepotentemente a rompere il ghiaccio col suo riff tremendo. Dave non sta bene, ma quando tira fuori la voce incanta tutti, compagni compresi. Rari pezzi infatti conservano una passione così grande come "Condemnation". Il canto diventa quasi un lamento, contro i pregiudizi e la falsità, un lamento che sembra invocare aiuto. Gran parte dell'album infatti può quasi essere interpretata come una specie di preghiera. Per di Dio, per una donna, o per sé stessi questo interpretatelo voi a seconda dei vostri sentimenti e delle vostre emozioni.Quel che è certo è che il suono cambia radicalmente. Accanto agli inaspettati quanto magnifici gospel di "Get Right with Me", "Judas" e appunto "Condemnation" si affiancano melodie più rockeggianti. Calano i sintetizzatori ed entrano in scena… Fonte: DeBaser Delio Rossi: Carrizo sarà il portiere della Lazio per i prossimi dieci anni "Chiudiamo questa storia dello scudetto". Così Delio Rossi, allenatore della Lazio, risponde alle domande sugli obiettivi della formazione biancoceleste, in testa al campionato con... Fonte: Tutto Mercato Web Cinema - La canarina assassinata L'esordio alla regia di Daniele Cascella prende in prestito il titolo di un celebre romanzo giallo del 1927 scritto da S.S. Van Dine: protagonista della storia è Franco, giovane regista che ha finalmente... Fonte: Italica Libri - Piove sul nostro amore. Una storia di donne, medici, aborti, predicatori e apprendisti stregoni Piove sul nostro amore. Una storia di donne, medici, aborti, predicatori e apprendisti stregoni
E' in vendita nelle librerie l'ultima fatica letteraria di Silvia Ballestra, a due anni dai suoi precedenti... Fonte: Italica I visitors, il ritorno dei lucertoloni spietati Hanno appassionato milioni di telespettatori durante gli anni Ottanta e ora gli spietati lucertoloni alieni approdano nuovamente in tv. Così il network ABC ha intenzione di realizzare un remake della popolare serie di V-Visitors, come riporta Chud.com. L'adattamento è stato affidato a Scott Peters, autore di The 4400, che sarà anche produttore esecutivo del progetto. La nuova versione racconterà la storia di Erica Evans, il cui figlio, che non gode di ottima salute ed è senza alcuno scopo nella vita, decide di unirsi agli invasori non appena questi giungono sulla Terra. Intorno a lui ruotano le vicende di altri personaggi.
L'atterraggio degli alieni da brivido - Come nella versione realizzata più di vent'anni fa il serial inizierà con con l'atterraggio di enormi navicelle spaziali sulla Terra, e ognuna di queste sovrasterà in modo minaccioso le principali città del mondo. Poco dopo gli alieni riveleranno le loro vere intenzioni.
Il genere sci-fi, di fanascienza, che piace - Scott Peters non aveva nessuna intenzione di realizzare un'altra serie di fantascienza, ma quando gli è stato proposto di sviluppare una nuova versione di Visitors, ha detto: "Il pubblico ha ancora bellissimi ricordi sul film televisivo, la serie, le uniformi degli alieni e il fatto che mangiassero criceti. E' un'icona del genere sci-fi". L'autore sarà anche produttore esecutivo del progetto in sinergia con Jace Hall, che tra l'altro si occuperà di realizzare anche videogame incentrati sulla serie.
In tv dagli anni '80 - La prima apparizione dei Visitors sui teleschermi risale al 1983, sulla rete americana NBC, con la miniserie V: The Original Miniseries creata da Kenneth Johnson e prodotta dalla Warner Bros. Visto l’immediato successo, solo un anno dopo viene fatta la seconda parte intitolata V: The Final Battle. Ma Johnson lascia la produzione e cede il posto a Daniel Blatt e Robert Singer.
Fonte: Tiscali Spettacoli Sonic Youth: Bolzano/Bozen 11.10.08 (di Il_Paolo) Ciao a tutti, faccio il mio esordio in un nuovo sottogenere di DeBaser: dopo cinema e musica "minori", anche concerti "minori", nella specie quello dei Sonic Youth svoltosi lo scorso sabato in quel di Bolzano/Bozen. Minori perché, ovviamente, si svolgono un poco al di fuori del mainstream, discosti da organizzazioni come quelle che sovrastanno ai concerti negli stadi gremiti di persone, o nelle rovine romane trasformate, per l'occasione, in luogo d'incetta di fan adoranti, spesso improvvisati ed attratti da notti bianche, o in bianco.Cominciamo con la narrazione dei fatti, dunque.Sabato parto di buon ora da casa e mi faccio un lungo giro di quasi 400 km per giungere a destinazione, con ovvia tappa intermedia all'autogrill a ponte per il camogli e la coca cola d'ordinanza, oltre che per uno sguardo fugace all'under 21 assieme ad un camionista. Altre soste turistiche, ed arrivo a Bolzano verso le 21. 20: il concerto si trova poco lontano dall'uscita Bolzano sud, in una periferia anonima, fatta di concessionarie d'auto e capannoni industriali, ma tutto sommato linda e geometrica, come ci si aspetta da una città tedesca casualmente finita entro i confini del Belpaese, assieme ad una parte dei propri abitanti.Il luogo dove si tiene il concerto è adeguato al contesto e, nel complesso, alla ricetta musicale degli (ex) giovani sonici: si tratta di una sorta di capannone in cui si stagliano le ombre di impianti industriali, le travature in cemento armato, le porte enormi un tempo utilizzate per l'accesso ed il recesso che una vecchia conoscenza albanese definiva i "camiòni". Un luogo dove, un tempo, giravano forse le onde sonore di una realtà industriale, ed oggi, gli assalti di un gruppo che coniuga rumorismo, ricerca e foga post punk.L'età dei presenti - non tantissimi, credevo di più - mi colpisce non poco: gli under 20 sono assai scarsi, mentre la maggioranza è composta di ultratrentenni o giù di lì, a riprova del fatto che questa musica, che ancora mi ostino a reputare moderna e d'avanguardia, non è così nota alle nuove generazioni (escludo che non abbiano i soldi per un biglietto a prezzo calmierato) ed appartiene, a suo modo, al passato. Quasi che tutti i presenti arrivino qui - essi sì - in ritardo di vent'anni con la storia della musica giovane, e lasciate le preoccupazioni del quotidiano, riaccese delle sigarette dal sospetto odor acre, cerchino di riprendersi l'età perduta ed un'alternativa al loro essere divenuti ordinari, o meno alternativi di quel che credevano. Con sorpresa, constato che fra essi vi è una mia antichissima fiammella, la quale, ai tempi, non conosceva i Sonici: e mi chiedo se il merito di chi l'abbraccia ora, e dove siano finite le mc impolverate… Fonte: DeBaser Mamma Mia: gli Abba conquistano il cinema
Mischiate una storia semplice ma intricata insieme, dei buoni attori, tanta musica lustrini e paillette, date un colpo di shaker ed ecco che otterrete il successo di Mamma Mia: commedia brillante firmata Phyllida Loyd e timbrata ABBA.
Fonte: Fastweb SpettacoliEtf SpMib. L'analisi In questo week end registriamo la settimana più negativa della storia della nostra Borsa. Fonte: Trend online Recensioni Libri: Dalle mie ceneri

di Giampietro Stocco Fantascienza, Delos Books, Odissea Fantascienza, 2008, pagine 120, Euro 8
Voto ottimo
In centinaia di opere fantascientifiche la storia del mondo è andata diversamente, la vittoria dell'Asse nella seconda guerra mondiale, la sconfitta dell'Unione nella guerra di secessione americana, la sopravvivenza di Roma imperiale e altri passati alternativi sono stati ipotizzati sulle pagine delle riviste e dei romanzi. In effetti la fantascienza ucronica ha esplorato talmente tanti cambiamenti storici, più o meno probabili, che allo scrittore di oggi non restano che due possibilità, la prima è quella di scegliere un cambiamento già esplorato e vedere di trovare qualche sviluppo... - Leggi tutta la recensione e i commenti »
Sezione: Recensioni libri - 12 ottobre 2008 - recensione di Giampaolo Rai

Fonte: Fantascienza.comDue figli di....
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Titolo originale
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Dirty Rotten Scoundrels
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Produzione
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USA 1988
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Regia
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Frank Oz
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Interpreti
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Michael Caine, Steve Martin, Barbara Harris, Frances Conroy
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Durata
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110 minuti
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Erano mesi che non decidevo di sacrificarmi a guardare la televisione, ma sabato sera, stanco e deluso, mi arresi alla grande scatola parlante (augh!). La storia vede due imbroglioni, uno di classe e uno più scapestrato, alle prese con truffe di vario genere a danno di ignare milionarie. Il film non comincia bene, anzi a stento ho superato i primi venti minuti, tanto da convincermi a cambiare canale. Il caso volle però che, disfatto sul mio divano, io non raggiungessi con la mano il telecomando. Così una volta che la trama volge alla parte centrale, ovvero quando i due protagonisti si sfidano su chi di loro trufferà per primo una malcapitata, la pellicola sale di livello e le situazioni cominciano a diventare esilaranti. La gara è il momento più bello del film, a cui va aggiunto un finale che regge bene. Vi devo dire però che ho visto un pessimo Steve Martin enfatizzare a dismisura tutte le situazioni del film, e ne sono rimasto deluso, avendone ricordi migliori. In conclusione, superata la prima mezz’ora, la pellicola merita per una serata in cui si volesse stare leggeri (questo è un discorso che vi avevo già fatto in altre recensioni) e/o si è talmente distrutti da non riuscire a cambiare canale. Baci falsi a tutti.
nilcoxp Fonte: BlogBusterMarco Travaglio - 13/10/1964 - Giornalista e scrittore Marco Travaglio nasce a Torino il giorno 13 ottobre 1964. Consegue la maturità classica al Liceo Salesiano Valsalice di Torino, è la laurea in Lettere Moderne e in Storia contemporanea presso ...
Fonte: BiografieOnlineArt Spiegelman: Maus (Maus, A Survivor's Tale) (di Girlanachronism) Maus (Maus, A Survivor's Tale) di Art Spiegelman (U. S. A. ) 1973-1991, Edizioni EinaudiScritta in oltre 10 anni di lavoro da Art Spiegelman e pubblicata a cavallo di tre decadi "Maus" è probabilmente la più famosa, se non più importante, graphic novel di tutti i tempi. Accolta fin dalla sua uscita dall'unanime consenso sia di critica che di pubblico è stata tradotta in oltre 20 lingue, ha ricevuto i più importanti riconoscimenti internazionali nell'ambito del mondo fumettistico: dall'Angoulême all'Eisner passando, soprattutto, per il Pulitzer nel 1992. Attraverso i ricordi del padre, sopravissuto al campo di sterminio Auschwitz, l'autore ricostruisce, con la tecnica del flashback e con una trama narrativa che si dipana tra il presente (gli anni '70) e la ricostruzione soggettiva (ma profondamente documentata) di avvenimenti occorsi tra il '35 ed il '45, il dramma dell'Olocausto. Tutto ciò senza risparmiarsi toccanti riferimenti autobiografici che contribuirono nella scelta di avventurarsi nel terreno insidioso della ricostruzione storica di un avvenimento ancor oggi, ovviamente, discusso: e se il difficile rapporto con il padre, mai uscito completamente dal dramma psicologico vissuto, permea tutto il libro, Spiegelman non nasconde che la vera scintilla sia stata il suicidio della madre, anch'essa una sopravissuta, avvenuto quando lui era ventenne. Scintilla che accende l'intero motore narrativo di questo romanzo a fumetti: il senso di colpa del sopravissuto, magistralmente riassunto nella frase (seconda parte, secondo capitolo, trentunesima vignetta) "Si. La vita si schiera sempre con la vita, e in fondo le vittime sono colpevolizzate. Ma non sono sopravissuti i MIGLIORI, nè sono morti. È stato tutto A CASO!"Disegnata in un bianco e nero ricco di sfumature e particolari, l'opera è divisa in due parti distinte, pubblicate in origine separatamente: "Mio padre sanguina storia" e "E qui cominciarono i miei guai" dedicate rispettivamente ad Anja Spiegelman (la madre dell'autore) e a Richieu Spiegelman (suo fratello maggiore morto in un campo di sterminio). Le due sezioni non presentano tra loro differenze stilistiche o narrative particolari ma furono divise perchè portate a termine a quasi dieci anni di distanza l'una dall'altra. Oltre ai meriti etici "Maus" fu una vera rivelazione per la scelta, quasi caricaturale, di Spiegelman di rappresentare i protagonisti non con fattezze reali ma con sembianze animali, differenti a seconda delle varie nazionalità ed etnie, umanizzate. Così gli ebrei divennero topi, i tedeschi gatti, i polacchi maiali e così via: inutile dire che l'effetto, voluto, finale fosse un fluttuare tra il pathos drammatico degli avvenimenti narrati e una spinta quasi comica provocata dal vedere "in scena" un artifizio tipico del fumetto di genere umoristico, da Mickey Mouse in poi. Il valore aggiunto è proprio questo: nonostante questa controversa e coraggiosa scelta Spiegelman non da mai l'idea di prendere in giro gli… Fonte: DeBaser Nissan contro Porsche per il record al Nurburgring
La casa tedesca accusa quella giapponese di aver barato nei test con la GT-R E il colosso di Tokyo replica colpo su colpo. Ecco l'incrfedibile storia
Nissan contro Porsche per il record al Nurburgring
(16:37 12/10/2008)
Fonte: Repubblica Motori WoW, che storia!! Bistrattati, etichettati, derisi: sono i giocatori del piu' celebre gioco di ruolo mai esistito. In alcuni casi ci spendono su molto, moltissimo, rivendicando il diritto ad essere diversi Fonte: Punto Informatico Hardware
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