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Risultati per: cantanti straniereArticoli trovati: 101


  1. Tell Me More Performance livello business
    Auralog ha lanciato la nuova versione di Tell Me More Performance livello Business, il suo software specialistico destinato a tutti coloro che devono imparare l’inglese per lavoro. Interattività avanzata per facilitare il perfezionamento dell’inglese. Tell Me More è il primo metodo che integra la tecnologia del riconoscimento vocale nell’apprendimento delle lingue straniere. Tell Me More Performance [...]
    Fonte: Megamodo

  2. Emi lancerà un negozio di musica on line?
    Secondo alcuni siti americani Apple sta per lanciare un negozio di musica on line. Contenuti anche gratuiti e la volontà di creare una community intorno a cantanti, canzoni e video.
    Fonte: Macitynet

  3. Un film disastroso per Carmen Electra
    Carmen Electra si potrebbe definire la regina delle parodie. È apparsa in Scary Movie, Scary Movie 4, Epic Movie, Hot Movie, 3Ciento e dal 10 ottobre tornerà sul grande schermo con Disaster Movie, firmato da Aaron Seltzer e Jason Friedberg, gli stessi di Scary Movie, Epic Movie e 3Ciento. Insomma i maestri della parodia americana, anche se, c’è da dire, da qualche anno la loro stella non brilla nel firmamento cinematografico. La bella Electra sembra un po’ la mascotte, questa volta la ritroviamo nei panni di Beautiful Assassin, l’alter ego ironico del personaggio di Angelina Jolie in Wanted. Una citazione che si unisce alle molteplici sparse nel film, da Indiana Jones e il teschio di cristallo a Cloverfield, da Una notte al museo a 10.000 A.C., da Sex and the City ad Iron Man, da High School Musical a Come d’incanto, passando per Batman, Hulk e Beowulf, insomma un purpuree di pellicole che vengono messe alla berlina. Carmen Electra: "Mi piace ironizzare su me stessa" - “Mi è sempre piaciuto sondare il lato divertente della medaglia – afferma l’attrice giunta a Roma per promuovere il film – soprattutto ironizzare su me stessa, mettere in contrasto i tacchi a spillo e il trucco con un atteggiamento sciocco. È bello riuscire a far sorridere il pubblico”. L’attrice che per un periodo ha sostituito Pamela Anderson in Baywatch e ha sempre sognato di diventare una ballerina non si rimprovera nulla, “mi piacerebbe interpretare un ruolo drammatico, le sfide mi intrigano, e magari un giorno lavorare con Ann-Margret – afferma – ma mi reputo fortunata, desideravo ballare per cantanti famosi e il sogno si è avverato, poi è arrivata Hollywood che mi ha dato la possibilità di entrare nel mondo del cinema. Mi piace interpretare cammei perché mi permettono di toccare più fronti, ad esempio ho realizzato una serie in dvd sul fitness dal titolo Aerobic Streaptease e ho scritto il libro How to be Sexy”. Nel suo libro, l'arte della seduzione - Dunque ci dica quali sono i suoi suggerimenti per essere sexy. “È stato divertente scriverlo – racconta – sono entrata in contatto diretto con il mondo delle donne, a dire la verità dovrei rileggerlo per accendere un po’ la fiamma con il mio compagno. A parte tutto, i suggerimenti spaziano dal linguaggio del corpo, alla sensualità. Sin dall’inizio ero consapevole del suo potere, ricordo che mia madre non era d’accordo quando volevo mettere i jeans stretti per far colpo sui ragazzi. Poi c’è l’abbigliamento intimo – prosegue - Ogni volta che ritorno da un viaggio compro un completo di lingerie nuovo di zecca. Credo comunque che il segreto sia conoscere profondamente se stessi, e non è facile, è un processo continuo, di solito risulta più semplice vedere la bellezza in qualcun altro che la propria”. Dai matrimoni falliti a regina del gossip - Carmen è reduce da due matrimoni e due divorzi con Dennis Rodman e Dave Navarro, le sue avventure con i paparazzi hanno fatto storia, ma non sembra lamentarsene “sono diventata un personaggio pubblico e da quel momento non ho voluto nascondere nulla, è un metodo che mi permette di aver maggior controllo su me stessa. Sono grata a questo lavoro, mi ha permesso di arrivare dove sono, quanto ai paparazzi fanno solo il loro lavoro”. Ritornando a Disaster Movie Carmen si cimenta anche in una scena di wrestling, un filo conduttore con The Nacked Wrestling League che ha presentato e sponsorizzato e con la famiglia: “Ho vissuto insieme a donne forti, in particolar modo mia madre, cintura nera di jujitsu – spiega - quando abbiamo preparato la scena ho cercato di ricordare i suoi movimenti. Mi sono divertita un mondo rotolare sul ring seminuda”.
    Fonte: Tiscali Spettacoli

  4. SERJ TANKIAN e MIKE PATTON: online il frutto della loro collaborazione
    Abbiamo appena parlato di una "strana coppia" (Eugene Hutz e Max Cavalera), ed ecco profilarsi una nuova coppia esplosiva per il mondo del metal: quella costituita da Serj Tankian e Mike Patton! I due cantanti che hanno aiutato, con...
    Fonte: Musica Metal

  5. From Autumn to Ashes: Too Bad You're Beautiful (di fede)
    Quando si dice il caso. Proprio un anno fa, durante una vacanza scozzese, acquistai tutta una serie di cd a poco più di cinque sterline in un HMV: erano (a parte qualcosa di Neurosis e Mogwai) tutti dischi emo, genere di grande fortuna in Inghilterra e soprattutto negli USA. Pur essendo piuttosto lontano da questo genere avevo voglia di farmene una piccola cultura, tanto per allargare i miei orizzonti. Durante quel soggiorno comprai tra i tanti i Funeral For A Friend (grande acquisto), i Silverstein e gli Underoath (entrambi così così), i Poison The Well (mai digeriti) e i From Autumn To Ashes (anch'essi al tempo ostici). La settimana scorsa ho ripreso quest'ultimi e li ho messi in cuffia: mi sono dovuto ricredere alla grande. Sarà che in un anno ho ascoltato qualcosa di hardcore e (ahime) anche di metalcore, sarà stata la grigia nostalgia albionica, fatto sta che il disco mi è piaciuto. Non lo adoro sia chiaro, ma tra i solchi del cd ho trovato delle tracce potenti e al tempo stesso dolci, piene di lacrime di rabbia e di dolore, ho sentito dei brividi provati con tutt'altri generi. Il disco in questione, "Too Bad You're Beautiful", parte lanciatissimo con le urla sguaiate di "The Royal Crown vs Blue Duchess", che si intrecciano con un cantato melodico in un'intelaiatura veloce, violenta e ipertecnica che non da respiro e lascia spiazzati (spiacevolmente, almeno per quel che mi riguarda). Ci sono così tanti cambi di ritmo, convergenze e digressioni sonore, attacchi lancinanti, rumore insomma, da sentirsi in preda a una tempesta, con come unico appiglio il bellissimo e intimo break a tre quarti di traccia, che sfocia nella parte conclusiva in scream senza dubbio più apprezzabile melodicamente. Saltando ipoteticamente la canzone appena descritta e passando a "Cherry Kiss" l'impatto è diverso. C'è sempre molta velocità e potenza, ci sono i riff tecnici intessuti sulle urla potenti di uno dei cantanti, ma la presenza melodica è maggiore, e la si avverte ancora una volta nel break, che taglia in due la canzone e la fa crescere in ritmo e intensità emotiva. Alla fine del pezzo ho sentito che forse il disco aveva le sue carte per convincermi e ho proseguito nell'ascolto, che mi ha riservato una nuova sorpresa. "Chloroform Perfume", bellissimo pezzo tutto in clean, sconvolgente climax sentimentale che da una chitarra arpeggiata prosegue sino a un apice di fattura veramente pregevole. Da notare i testi: di dovere emo nelle tematiche, forse a tratti un po' adolescenziali, sanno comunque colpirti e lacerarti con versi semplici ma così cinici e crudeli da sembrar essere strappati dal diario di qualcuno che è stato appena abbandonato dall'amore della sua vita (un po' il concept del disco). Notevole poi la…
    Fonte: DeBaser

  6. Raf, la Metamorfosi ha un sapore pop raffinato
    Cosa è rimasto, poi, degli anni '80? Certamente Raf, che alla fine di quel decennio se lo chiedeva in uno dei suoi brani più famosi. A 25 anni dal successo mondiale di Self Control, Raffaele Riefoli (questo il suo vero nome) è profondamente cambiato, come testimonia il nuovo album Metamorfosi. In radio va il suo singolo Ossigeno e l'aria che oggi Raf respira è quella del pop di qualità, levigato, arrangiato in modo elegante, lontano dai lustrini della tv. Raf, il suo Ossigeno è soltanto musicale o ha a che vedere con il dramma ambientale del pianeta che ci ospita? "Bella domanda. Io non sono un cantautore politico e non punto necessariamente su testi di denuncia. Faccio pop, musica che non ha velleità rivoluzionarie, ma nel mio piccolo affronto proprio questo tema, la voglia di aria nuova, di aria fresca, con una lettura possibile a più livelli. Quella che interessa a me è squisitamente musicale. La musica è una forma di comunicazione emotiva, potente, che però si sta appiattendo in modo allarmante". Motivo? "La musica riflette il clima culturale che respiriamo. Oggi è tutto omologato, stereotipato, anche la fantasia è diventata un valore puramente mercantile. Pensavamo che non ci fosse modo migliore di vivere finché è successo il grande crack finanziario che è sotto gli occhi di tutti. E' evidente che qualcosa non quadra più, che il nostro sistema di vita non regge. Perciò immaginare il futuro fa paura, e anche in musica è più facile rifarsi a formule già collaudate, scontate". Metamorfosi presenta un Raf trasformato dal punto di vista sonoro? "No, il pubblico ritroverà il mio stile. Pop che evita certi eccessi beceri all'italiana, canzoni arrangiate in modo essenziale e con cura. La metamorfosi a cui alludo è quella delle cose, del tempo che passa, che trasforma il corpo e i ricordi. Io amo parlare di sentimenti perché sono un tema più universale. E poi, diciamocelo chiaramente, la gente vive bombardata da stress e cattive notizie. Non credo che ami sentirsi ripetere le brutture della vita in una canzone". Nel corso del tempo la sua presenza mediatica si è fatta sempre più defilata. Per scelta? "Sì, io non amo la ribalta e se potessi mi farei vedere ancora meno in giro. Per me apparire in pubblico coincide con la dimensione del concerto. Nient'altro. Quando vedo trasmissioni musicali in tv le trovo tutte false, insincere, i cantanti ci vanno sperando di essere capiti dal pubblico ma il rischio è di venire fraintesi, o di essere trattati come volto celebre da usare e gettare in cinque minuti. Roba come American Idol o X Factor, poi, è devastante". Meglio Internet, soprattutto per i giovani musicisti? "Il Web lo trovo più sincero, lì un artista emergente si mostra per quello che è, senza troppe sofisticazioni. Però il mercato musicale sarà sempre in crisi se non si combatte la pirateria. Che non serve a nessuno: danneggia gli artisti famosi, impedisce di investire sui nuovi talenti e trasforma in merce di pochissimo valore le tonnellate di musica scaricate in modo illegale dalla Rete. Alla fine si annoia anche chi ascolta, troppa roba e in modo distratto". Dopo 25 anni di successi pop qual è il sogno nel cassetto di Raf? "Dico la verità, mi piacerebbe produrre giovani musicisti. E' l'unico progetto collaterale alla mia musica che davvero mi appassioni".  
    Fonte: Tiscali Musica

  7. Centri estetici chiusi per prostituzione Fra i clienti calciatori e professionisti
    Arrestate tre donne con l'accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Otto le ragazze, tre italiane e cinque straniere, che lavoravano nei centri benessere con tariffe dai 50 ai 200 euro
    Fonte: Quotidiano Net

  8. The Ray Brown Trio: Soular Energy (di Fedenard)
    Ray Brown (1926-2002) ha rappresentato un punto di riferimento nel Jazz per anni. Ha suonato con moltissimi grandi musicisti e cantanti, basta solo ricordarne alcuni: Oscar Peterson, Max Roach, Charlie Parker, Ella Fitzgerald (divenuta sua moglie), Frank Sinatra, Dizzy Gillespie, Billie Holiday etc. Tra la fine degli anni 70 e i primi degli anni 80, Ray ha suonato nella scuderia di muscisti di Norman Granz per l'etichetta Pablo e ha inciso alcuni album con personaggi del calibro di Count Basie e Duke Ellington oltre ad essere stato co-protagonista in molte altre registrazioni. Ray non si è limitato a registrare con i più grandi compositori e musicisti, ma ha registrato più di un album a nome proprio. Uno SPLENDIDO esempio è rappresentato da questo "Soular Energy", edito originariamente dall'etichetta Concord Jazz In questo album del 1984 Ray ha riunito attorno a se Gene Harris al piano e Gerryck King alla batteria per dare vita a questo capolavoro. È musica di una bellezza che rapisce fin dalla prima nota: swing, energia e poesia sono i comuni denominatori della session. Musica che propone un'altissima qualità di esecuzione per donare un grandissimo piacere d'ascolto.Il pianista scelto da Ray è perfetto. Anche se Gene Harris non è famoso al pari di Art Tatum, Oscar Peterson o Bill Evans, in questo disco riesce a dare il meglio di sé. Il suo senso del tempo e del ritmo sono eccezionali, il dialogo con il contrabbasso di Brown è di una perfezione assoluta, mentre l'abilità di Ray di dialogare pariteticamente col pianoforte di Harris è altrettanto perfetta riuscendo, nel contempo, a creare una solida immagine ritmica sulla quale il batterista fa volare il proprio drumming.I brani presentati comprendono alcuni notissimi standards come "Exactly Like You", "Teach Me Tonight", "Take The ‘A' Train", "Sweet Georgia Brown", "Cry Me a River", ed un classico Blues di Ma Rainey: "CC Rider" (che è uno dei bonus tracks presenti sul disco). A proposito di "Take the A Trai"n (il vecchio classico di Duke Ellington e Billy Strayhorn), devo dire che questa interpretazione è una delle pià belle in assoluto che si possano ascoltare. Si tratta di un blues lento emozionante: il riff del contrabbasso di Ray è straordinario per profondità e bellezza. L'edizione presa in esame, un Lp 180 gr. di puro vinile rosso, è dell'etichetta per audiofili Pure Audiophile: è un'edizione assolutamente straordinaria dalle caratteristiche soniche eccezionali. Questa edizione è già la seconda, la prima era stata realizzata con vinile blu. Secondo i tecnici della Pure Audiophile, la colorazione del vinile è l'unico modo per assicurarsi di avere vinile vergine puro: se si compra vinile nero, di quello comunemente usato, non c'è modo per stabilire se il vinile è ricostruito (riciclato) oppure no. Chiunque di…
    Fonte: DeBaser

  9. Desio (MI) Insieme per un sorriso
    Data/e:
    11/10/2008
    INSIEME PER UN SORRISO Sabato 11 ottobre 2008 ore 20,30 Desio (MI) Spettacolo con Grandi Artisti: comici di Zelig, cantanti, maghi, ...
    Fonte: Eventi e Sagre

  10. Al Sud è vincente il commercio elettronico
    Palermo
    Spetta alla Sicilia il primato per la vendita online di aquiloni, vini dolci e merchandising dei fumetti. È quanto risulta da un’indagine di eBay.it, primo sito di commercio elettronico in Italia. Gli abitanti del bel Paese sono sempre più orientati alle vendite sul web e la Sicilia è tra le regioni che più di tutte ha compreso le potenzialità di avere un’attività online. Oggi sono circa 1.237 i siciliani che hanno veri e propri negozi sul sito.

    Ma quali sono gli oggetti che vendono di più? L’indagine di eBay.it ha svelato che tra i prodotti più venduti nei negozi online della regione spiccano gli intramontabili aquiloni, biglie e Yo-Yo, le cui vendite qui costituiscono circa il 38% di quelle nazionali; subito seguiti dai vini dolci (circa 35%) e dal merchandising dei personaggi dei fumetti (32,4 %).

    Analizzando l’offerta dei negozi eBay.it del meridione, si scopre che è caratterizzata proprio dai giochi e prodotti per l’infanzia. Infatti, mentre la Sicilia la fa da padrone nella vendita di giocattoli, la Sardegna e il Molise detengono il primato italiano nella vendita online, rispettivamente, di abbigliamento premaman e passeggini. La Campania e la Calabria, invece, sembrano essere la meta prediletta dei collezionisti, in particolare degli appassionati di banconote straniere e di interofilia. La Puglia inoltre fa affari vendendo sistemi audio portatili e la Basilicata vendendo soprattutto gioielli in acciaio
    Fonte: LaStampa Tecnologia

  11. Meryl Streep, Mamma Mia! che musical
    Meryl Streep, vincitrice di due premi Oscar (Kramer contro Kramer, La scelta di Sophie) e ben 14 volte candidata alla prestigiosa statuetta, non smette mai di sorprendere: balla, canta e salta nel musical Mamma Mia!, dal 3 ottobre al cinema. “È stata una sfida, ma anche una grande gioia, non mi sembrava vero quando mi hanno chiesto di partecipare al film, era un sogno diventato realtà”, afferma l’attrice. E sorprende anche per la sua semplicità. A Roma si presenta come la donna della porta accanto, molto simile alla Donna del film, impegnata, con salopette indosso, a preparare in fretta e furia il matrimonio della figlia Sophie (Amanda Seyfried). Un musical nelle isole greche - Nella splendida cornice dell’isola greca di Kalokairi Sophie ha un altro sogno, conoscere finalmente il padre. Alla vigilia del giorno più bello della sua vita, rovistando tra le vecchie memorie della madre, scopre che vent’anni prima Donna ha avuto tre storie d’amore contemporaneamente. Ecco che scatta l’invito a tre uomini diversi: Sam Carmichael (Pierce Brosnan), l’uomo d’affari, Bill Anderson (Stellan SkarsgÃ¥rd), l’avventuriero e Harry Bright (Colin Firth), il banchiere. Tutti e tre si ritroveranno nell’isola in preda a riconquistare la vecchia fiamma e soprattutto Sophie. Dal teatro al grande schermo - Il film, come è facile intuire, è costruito sull’omonimo musical teatrale tradotto in otto lingue, visto da 30 milioni di spettatori e rappresentato, da dieci anni, in 170 città in tutto il mondo. A scandire la storia di una sposa, una madre e tre possibili padri sono le canzoni degli ABBA (da I Have a Dream a Honey, Honey, da Mamma Mia a Dancing Queen, da SOS a Take a Chance on Me) che, insieme alla scatenata Meryl, sorreggono la struttura di tutto il film. Per l’attrice americana non è la prima esperienza davanti al microfono, l’abbiamo sentita in Cartoline dall’inferno e Radio America “Il panico a volte ti fa fare cose che non avresti mai immaginato – afferma l’attrice – la musica mi ha aiutato, ti infonde energia, ho cercato di predispormi nel migliore dei modi. Conosco i miei limiti, sono un’attrice non una cantante. I cantanti si esprimono con il cuore, io non ho questa forza”. Meryl Streep: "Mai sentita la prima della classe" - Dal film esce la vitalità straordinaria di una persona che porta i suoi (quasi) sessant’anni ma che non pesano più di tanto. “Prima di tutto sono grata di essere ancora qui, di avere la famiglia e la carriera che ho. Alcune volte capita di sentire qualche dolorino alle ginocchia, ma sprizzo di energia, come molte altre donne. E Mamma Mia è un modo per dichiarare questa vitalità femminile”. L’attrice, con alle spalle un iter senza errori, potrebbe ergere una barriera indissolubile con i suoi interlocutori, invece fa cadere l’aura di mito e stimola quella di donna e di madre. Meryl sconcerta per la sua normalità: “Non mi sono mai sentita la prima della classe – dice – sono madre di quattro figli e francamente ogni giorni sento dalle loro voci cosa c’è che non va. Avere una famiglia ti aiuta a rimanere ancorata a terra. Mi sento nell’industria del cinema quando affronto una conferenza stampa. Certo spesso mi capita di confrontarmi con le giovani attrici, timorose di chissà cosa, poi quando mi dimentico le battute si rilassano perché capiscono che sono umana. Proprio in questi giorni sono stata al festival di San Sebastian e ho rivisto scene di film che non ricordavo nemmeno – continua – quando penso alla mia carriera è come aprire un album di famiglia, mi soffermo sul rapporto con la troupe, il regista, un’indimenticabile location, non faccio la conta dei premi o delle critiche positive, non fa parte di me”. Presto protagonista de Il dubbio - A proposito di premi c’è nell’aria una sua candidatura ai prossimi Academy Awards per il film Il dubbio: “Anche questo è tratto da un testo già conosciuto – sottolinea la Streep – un premio Pulitzer. Qui vesto i panni di madre superiora che lotta con un ordine di suore e un prete pedofilo interpretato da Philip Seymour Hoffman”. Inoltre al Festival di Roma la vedremo in Theater of War di John Walter, un documentario che segue da vicino il processo creativo del suo personaggio, Madre coraggio, andato in scena a New York nel 2006. “È una atto di accusa contro tutte le guerre – dichiara – ho accettato il ruolo per una canzone in particolare, l’inno che Madre coraggio canta alla figlia. Da ciò capiamo chi sono le vittime di queste guerre e chi soffre maggiormente”. Poi torna a parlare della famiglia, della figlia che vuole intraprendere la carriera di attrice. “Ho molti amici attori che non hanno avuto successo - racconta – è un mondo di luci e ombre e i miei figli lo sanno, tuttavia devono ancora capire come all’inizio della mia carriera sia stata così ottimista. Conoscono bene cosa li attende, ma sono liberi di scegliere il loro cammino”. Il sostegno a Obama - Una figlia ha anche studiato in Italia, a Bologna “quando è tornata a casa ha iniziato a usare il termine ‘Boh’, è stato come un contagio”, in sala stampa tutti a ridere e ad applaudire. Infine non si poteva non affrontare l’argomento politica. Su Sarah Palin, nessun commento, mentre su chi voterà alle prossime elezioni Meryl Streep sgrana gli occhi, come per dire: “Come, non lo sapete?”. “Ma Obama ovviamente”. Poi dedica un ultimo affondo sul mondo femminile: “Il ruolo delle donne sta diventando sempre più forte anche se la strada non è spianata, nella vita pubblica sono considerate meno capaci degli uomini, però influiscono sulla vita politica dei compagni politici”. “Grazie Meryl di esistere”, è stato il commento più utilizzato in conferenza. Concordiamo.  
    Fonte: Tiscali Spettacoli

  12. Alitalia: contatti serrati tra governo, Cai e sindacati. E gli stranieri stanno a guardare
    Sindacati convocati a palazzo Chigi per domani mattina. Berlusconi sulle compagnie straniere: "Air France, British e Lufthansa hanno bussato. Ma solo per una quota di minoranza". Poi accusa il leader del Pd e la Cgil: "Hanno fatto saltare l'accordo con la Cai". Fantozzi presenterà domani la relazione all'Enac per impedire il ritiro della licenza. La compagnia in vendita anche su eBay.... LEGGI ANCHE: Il dossier Alitalia. Partecipa al FORUM e guarda la GALLERY: i protagonisti degli ultimi due anni
    Fonte: Panorama Economia

  13. True Symphonic Rockestra: Concerto In True Minor (di Metallus)
    Nel panorama metal mondiale (e non solo) penso che raramente si siano toccate vette di trash così alto.Ma partiamo dal principio. Prendete due tenori (Thomas Dewald, docente all'Università di Mainz e Vladimir Grishko, addirittura Ministro Della Cultura in Ucraina). Affiancategli uno dei cantanti più famosi (e discussi) del panorama metal mondiale, James Labrie. Poi prendete Dirk Ulrich a musicare il tutto in chiave rock/metal, e avrete "Concerto in True Minor", il primo disco della True Symphonic Rockestra, che vuole essere un tentativo di portare il concetto dei "Tre Tenores" nel mondo metal.Peccato che l'esperimento è fallito del tutto, ma uno di quei fallimenti che non ammettono repliche.Partiamo dalla musica. Gli arraggiamenti in chiave metal dei vari pezzi (grandi classici del musical, della musica classica e della musica napoletana) son falliti del tutto, dato che si riducono ad una batteria martellante e una chitarra che sembra sempre ferma su 4-5 note. Della serie "facciamo un gran casino, tanto il metal è questo no?" . A volte sembra di trovarsi davanti ad un gruppo di ragazzini che ha cominciato da poco a suonare la chitarra elettrica, tanto da risultare dozzinali i vari arraggiamenti.Poi non parliamo dei 3 "rock tenores", come son stati ribattezzati nell'artwork. Se i due tenori fanno il loro compitino e se lo portano a casa (d'altronde è il loro mestiere), su Labrie è meglio stendere un velo pietoso. La sua voce è totalmenete inadeguata al progetto, e la pronuncia italiana e sopratutto quella napoletana ha un effetto comico che sicuramente illuminerà le vostre giornate più buie (vi consiglio "Funiculì, Funiculà").L'intento dell'album viene totalmente meno, e ve lo straconsiglio solo se siete grandi fan di Labrie o se volete farvi due risate. Se volete un assaggio, dal loro myspace potete ascoltare 3 brani.Tracklist:01. Nessun DormaTribute to Hollywood (Medley)02. My Way03. Moon River04. Singin' In The Rain05. Granada06. Tu, Ca Nun ChiagneCat Stories From the West Side (Medley)07. Ochi Tchorniye (trad. )08. Memories (Cats)09. Cielito Lindo (trad. )10. Tonight (West Side Story)11. Libiamo Ne Lieti Calici12. La Donna E Mobile13. Non Ti Scordar Di Me14. O Sole MioSolo Songs15. Dein ist mein ganzes Herz16. With A Song In My Heart17. Dorogoi Dlinnoyu (trad. Russian version)Around the World (Medley)18. America (West Side Story)19. Funiculi Funicula20. Brazil21. Pourquoi Me Réveiller …
    Fonte: DeBaser

  14. Enrica Pintore

    Le foto della bellissima sarda 22enne. Nata a Nuoro ma vive a Firenze, è laureata in Lingue Straniere e ha praticato tae kwon do


    Fonte: Excite Magazine

  15. Aprire una societa' all'estero. Un'idea ingenua ?
    Lavorare, lavorare ... Ma all'estero e' tutto oro ? Ci scusiamo per il volume basso.
    --Video available--

    Mi e' stato chiesto se i consigli presenti sui vari siti internet per aprire una società straniere sono corretti.

    La domanda sorge sempre piu' spesso da quando Google e tanti a
    Fonte: Civile.it

  16. Baglioni e quel Piccolo grande amore tra tour e film
    Questo piccolo grande amore (Q.P.G.A.), una delle canzoni più famose della storia della musica italiana, continua la sua escalation. E vede il suo autore Claudio Baglioni anche nelle vesti di romanziere e sceneggiatore. “Non sopporto di essere etichettato ma è il destino di molti colleghi, vedi De Gregori con La donna cannone o Ivano Fossati con La mia banda suona il rock. Con Questo piccolo grande amore comunque ho fatto pace da un po’ di anni”. E così il brano diventato la colonna sonora di moltissimi amori si tramuta in un doppio album, un concerto, un libro e un film. “Un’opera pop”, così viene definita. Tutto è partito dall’idea di farne un film che seguiva l’iter di uno dei rari concept album italiani, ovvero che raccontano attraverso le canzoni una storia. “Oggi si punta alla frammentazione espressiva – afferma Baglioni - viene richiesto un altro approccio alla realizzazione di un LP e poi c’è molto meno coraggio, noi cantanti non dovremmo mai ritirarci dal tavolo da gioco”. Il film in lavorazione - Il regista Riccardo Donna è sul set da quattro settimane e ne mancano ancora cinque per terminare le riprese. Insieme a lui i due protagonisti esordienti, Emanuele Bosi e Mary Petruolo, il primo veste i panni del diciannovenne Andrea, al primo anno di università, la seconda interpreta la diciassettenne Giulia, all’ultimo anni di liceo classico. Un giorno i loro sguardi si incontrano e scatta la scintilla, il fuoco del grande amore. Il primo, con tutti i dubbi e le emozioni vergini. Un viaggio di saliscendi scandito dalle canzoni del cantautore romano che diventa l’io narrante. “Non si tratta di un musical, né di un Across the Universe italiano – sottolinea Baglioni – anche se qualche punto di contatto c’è, gli anni Settanta fungono da sfondo. Nel Sessantotto esisteva il sogno collettivo, le persone sognavano per se stesse e per la generazione successiva, poi non è più capitato un periodo simile, sono arrivati gli anni inutili. E la storia d’amore segue questa scia, ha un sapore antico che non ha nulla da spartire con il linguaggio moderno”. Vedremo cosa ci aspetta l’11 febbraio 2009. C’è chi lo ha già etichettato come “l’antesignano di Moccia”. Tutti questi aspetti verranno affrondati molto più approfonditamente nel libro Q.P.G.A., il primo romanzo di Baglioni che sarà pronto per fine novembre. “Ho molto rispetto per chi lavora con la parola scritta – afferma – credo che sarà il mio primo e ultimo libro”. “È da dodici anni che lo corteggiamo – ammette Gabriella Ungarelli, direttore editoriale Varia Mondatori – finalmente siamo riusciti a convincerlo. Nel testo confluiscono i suoi appunti risalenti al 1972, la storia d’amore tra Andrea e Giulia e il rapporto con tutto ciò che ruota intorno a loro: i genitori, il mondo borghese e la periferia”. “Volevo raccontare un’epoca che non si è più ripetuta”, aggiunge Baglioni. L'album e il tour - L’album sarà un doppio cd con 36 tracce, quindici delle quali facevano parte dell’originale, le restanti sono inedite. In un primo tempo Questo piccolo grande amore (l’LP) doveva contenere molte più canzoni, visto che Baglioni era agli esordi la RCA decide di condensare il tutto in un unico disco. Per l’occasione sono stati recuperati i nuovi brani, “è stato un po’ imbarazzante all’inizio - dichiara il diretto interessato – poi il sentimento e l’emozione hanno prevalso quando ho rivissuto i momenti di un tempo passato”. Insieme ad essi troviamo le canzoni ben note “riarrangiate, riarmonizzate e reintepretate con la sapienza di oggi”. Ci saranno anche quaranta ospiti straordinari però Baglioni non vuole, per ora, annunciare i nomi. L’LP arriverà nei negozi in autunno. In contemporanea con l’uscita del disco partirà il Q.P.G.A. Concert, il 12 novembre da Milano per proseguire a Roma e Napoli. Mentre dal 2 febbraio 2009 si terrà la tournee vera e propria con quattro o cinque tappe. “Anche qui ci troviamo di fronte a una novità assoluta”, sottolinea Ferdinando Salzano, AD di Friends&Partner Group, “due ore e mezza di musica dal vivo accompagnate dalle immagini rimontate e manipolate del film”, spiega Baglioni  
    Fonte: Tiscali Musica

  17. Unexpect: In A Flesh Aquarium (di Rabbia88)
    Correva il 2006, quando gli Unexpect partorino quella che io considero, personalmente, una piccola perla. Rispetto al loro lavoro precedente, questo album è davvero molto più sperimentale. In campo troviamo un bassista a nove corde, un batterista, un violinista, uno che lavora alle tastiere, una cantante e due chitarristi cantanti anch'essi. La prima canzone parte con il piano accompagnato da un motivo elettronico, che si conclude con le voci dei tre cantanti assieme. Il violino è una costante di tutto l'album, e la voce della bella Leilindel non è davvero male, anche se in certi tratti un pò nasale. L'unica pecca di questo album è probabilmente la registrazione, che in certi punti offusca e rende confusi certi passaggi. La seconda canzone, "Feasting Fools", è più influenzata dal Death metal e un poco meno sperimentale, anche se conserva passaggi davvero interessanti che si discostano completamente da quello che è il Death in se. La seguente "Desert Urbania", che parte con un piano come la titletrack, amalgamandosi poi con il violino e il cantato. Va detto che la cantante non usa solo il Clean, ma anche lo Scream, e i due chitarristi cantano sia in pulito che in Growl (o Grunt), facendoci godere in pratica di 6 voci. La traccia dura 7: 29 secondi, ma non annoia per niente, o non me almeno. Quasi tutte le tracce dell'album sono su una durata medio-lunga, ma l'album non sembra risentirne affatto. Dopo la buonissima "Summoning Scenes" viene il turno della più sperimentale di tutto l'album, "Silence_011010701", quasi completamente computerizzata, con l'ausilio del violino. Non dico altro, ascoltatela e giudicate voi, forse non piacerà a tutti. "Megalomaniac Trees" parte più spedita, dato che la precedente non ha dei toni molto aggressivi, e si distingue per l' ampio uso del violino e per un passaggio che ricorre molto frequentemente per tutta la canzone, ma che trovo bellissimo e culmina con la voce pulita dei cantanti. Verso la fine del cd si passa per tre tracce che porta lo stesso nome, allungato in modi diversi. "The Shiver Another dissonant chord" è anche essa molto sperimentale, con le voci della cantante sovrapposte, in un crescendo che culmina nella estremamente frenetica e caotica "The Shiver Meet me at the carrousel". Nella successiva "The Shiver A clown's mindtrap" il violino è di nuovo molto presente, con un coro eseguito di nuovo all'unisono. L'ultima canzone parte sempre con esso, ma la colonna portante sono i riff taglienti e le tastiere, per 11 minuti di durata. Tastiere che ci accompagnano per tutto l'album, a volte come sottofondo, a volte emergendo con melodie proprie. A mio avviso tutto l'album merita molto non ho trovato una sola traccia brutta, anche se alcune…
    Fonte: DeBaser

  18. Runes Order: The Land of Silence (di Breus)
    I genovesi Runes Order sono un progetto di musica elettronica-ambient che in realtà fa capo ad un'unica persona, tal Claudio Dondo; che col passare degli anni ha sfornato una serie impressionante di dischi e nastri reclutando musicisti e cantanti tra gli amici, con alterne fortune e alterni risultati. La musica di Runes Order da un lato è intrisa di suggestioni industrial con contaminazioni politiche e ideologiche marcatamente di destra, o quantomeno di ispirazione "celtica". Dall'altro sembra aver ripescato due decenni di tendenze elettroniche senza particolari guizzi di contenuto. Vale a dire che la scelta di un'aura runica attorno al progetto si è fermata ai titoli e alle iconografie senza realmente dichiararsi nei (rari) testi e nell'impostazione sonora. Questo perchè Dondo non ha mai dimostrato di avere doti di compositore originale e in grado di evolversi, finendo per supplire alla scarsità di idee musicali con un sovrastrato di matrice culturale. "The land of silence" è il secondo lavoro uscito ufficialmente su cd, dopo l'esordio di "Winter". E anche questo album, come il primo, consta di rimaneggiamenti di materiale già pubblicato su cassetta all'inizio degli anni '90, ripulito ed arrangiato con uno spirito che veleggia tra Dead Can Dance, Death In June, OMD e i Cure più tastieristici. Copertina e atmosfere tendono ad identificare l'opera con un filone decadente e marziale, ma laddove prevale il ritmo e le voci femminili si srotolano in sinuose litanie, le reminiscenze di genere sono più vicine al synthpop e alle produzioni 4AD. Nel complesso la tracklist non è male, se considerata nei singoli incipit dei vari pezzi. Ma un ascolto attento conferma che non c'è grande capacità di sviluppare i brani e alla lunga il disco è molto ripetitivo, costruito su interminabili introduzioni che non decollano mai. Caratteristica, questa, che nei lavori successivi si ulteriormente amplificata. "Ombre", "Metamorphosi" e la titletrack "The land of silence" non sono male, nel nocciolo. Ma soffrono di una scarsa identità. La malinconica "Tears in the snow" è diventata un piccolo classico dei Runes Order, forse il loro pezzo più conosciuto: e a ragione, visto che tesse un ricamo di piccole suggestioni old-fashion, con suoni analogici e una batteria martellante, ma discreta. Un pezzo che difficilmente si incontra in album posteriori. Runes Order è un nome piuttosto conosciuto nel sottobosco delle produzioni indipendenti italiane, anche grazie a diverse apparizioni dal vivo e ad un piccolo stuolo di estimatori. Francamente inspiegabile, però, l'esaltazione di certa critica che ha valutato il progetto di Dondo come uno dei più influenti e talentuosi degli ultimi anni, considerando che si tratta di una discografia piuttosto monotona, che attinge a man bassa altrove e non ha mantenuto una line-up in grado di dare un'impronta evolutiva al percorso. "The land of silence" resta uno dei capitoli meno pretestuosi e abbozza una traccia di…
    Fonte: DeBaser

  19. Italiani, no a parole straniere
    <P> (ANSA) - ROMA, 8 SET -Agli italiani non piace l'uso di alcune parole straniere nella propria lingua. Lo rivela un sondaggio internet della societa' Dante Alighieri. Secondo il sondaggio del sito www.ladante.it, il termine straniero piu' detestato e' 'weekend', in cima alla classifica con l'11%…
    Fonte: Alice Tecnologia

  20. 11 settembre, nuovo video di Al Zawahiri«L'Iran è complice degli Usa in Iraq»
    Dure critiche anche nei confronti degli Hezbollah: hanno favorito l’arrivo delle forze straniere in Libano
    Fonte: Corriere della Sera Esteri




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