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Risultati per: atletica leggeraArticoli trovati: 83


  1. Acqua Lauretana in tour con Gianna Nannini
    Gianna Nannini non rinuncia all’Acqua Lauretana, già entrata nelle sue abitudine quotidiane, persino durante il tour estivo Gianni Nannini Live. Quindicimila bottigliette inedite, anche a disposizione dei fan che seguiranno i concerti. Il motivo è semplice. Per le qualità organolettiche, che la accreditano come l¹acqua più leggera d’Europa, Lauretana è l’ideale per sostenere le [...]
    Fonte: Megamodo

  2. Una Porsche Cayenne V6 per gli atleti
    Messa a disposizione da Porsche Italia, la vettura sarà l’auto di rappresentanza del gruppo sportivo di atletica leggera Fiamme Oro della Polizia di Stato. Padova. Porsche, da sempre a fianco dello sport, ha deciso di supportare il gruppo sportivo di atletica leggera delle Fiamme Oro della Polizia di Stato con una Porsche Cayenne V6. La vettura [...]
    Fonte: Megamodo

  3. Tutti campioni alle Olimpiadi in videogioco

    Atletica, nuoto, ginnastica, judo, tiro con l’arco: nel gioco edito da Sega per Beijing 2008 tutti gli sport olimpici sono rappresentati. E chi è in vena di vere sfide, può gareggiare online con altri atleti virtuali


    Fonte: Panorama Hitech e Scienza

  4. Powell, 9''88 e rivincita su Bolt Robles a un soffio da se stesso
    Atletica, al meeting di Stoccolma la sfida giamaicana sui 100: vince il più anziano
    Il cubano a 4 centesimi dal suo record nei 110 hs. Tutto facile per Wariner e Isinbayeva
    Powell, 9''88 e rivincita su Bolt Robles a un soffio da se stesso


    (22:31 22/07/2008)
    Fonte: Repubblica Sport

  5. Sigur Rós: Live @ Giardino di Boboli 11.07.08 (di Tiz)
    Avevo avuto una giornata di merda al lavoro, e sapere che a Pian del Voglio si era formata una coda di 13 km per un tamponamento non mi rallegrava. Le marce erano sempre le prime due, intanto che il tempo corrreva. Solo lui a correre sulla Bologna-Firenze quel dì. Arrivo a Boboli dopo 3 ore e un quarto di sofferenza. E mi dico che forse era meglio andare soltanto a vedere Tom Waits la settimana successiva e buonanotte al secchio… In più ero quasi sicuro che i Sigur Ros mi avrebbero stancato. Non avrei saputo spiegarne il motivo a priori se non con ipotetiche sensazioni… Mi dicevo che alcune "nenie islandesi" - soprattutto se prelevate a Agaetis, ( ) e Takk- le avrei rette, ma un intero concerto chissà. Scenografia scarna eppure amplissima. Palco con palle potenzialmente luminose e piana del giardino ravvivata da un pubblico che pare attento. Nel Prato delle Colonne tutto è pronto e, non si sa come, dal momento in cui parte la prima nota di Svefn-G-Englar tutto sembra diradarsi. Compresa la mia iniziale, e ingiustificata, ritrosia. La voce di Jonsi è quella di un Anti-Caronte, che attraverso l'aria trasporta alcuni fortunati passeggeri verso le sponde arieggiate di un bel paradiso. E le stelle si son viste e si son sentite, e non solo alla fine del Canto! Olsen Olsen, Se Lest, Glosoli, Hoppipolla. Una cavalcata leggera e iniziatica; tanto leggera quanto alle volte pesantissima. Chiedere all'archetto che sfregava le corde di una chitarra violentata nella cruda Untitled #8, o al basso su cui picchietta tamburellante una bacchetta di batteria quando le dita non bastano. Infine la solita banda in abito bianco e i violini delle Amiina ad accompagnare 90 minuti che difficilmente dimenticherò. Di solito succede per ogni bellezza inattesa. E quando Jonsi chiede venia a un pubblico "da teatro" per il malfunzionamento delle armoniche del piano, lo stesso pubblico parte con applauso menefreghista e sincero. Per stasera non avete di che scusarvi. Immagino che, stasera, perfino qualche statua da giardino abbia apprezzato il vostro stonato sound. Perchè non crederci in fondo; d'altronde, favola più favola meno……
    Fonte: DeBaser

  6. Autosalvage: Autosalvage (di Laggio)
    "I Know A Place, high in the mountains, in Switzerland, where there are lakes, and trees and woodland paths… and music!… beautiful music everywhere".Ci accoglie con questa frase allucinata il primo ed ultimo disco dei Newyorchesi Autosalvage, gruppo scoperto in primis da Frank Zappa che gli diede il nome prima di farseli soffiare dalla RCA, intestatari di un suono pregno di tutte le caratteristiche tipiche della psichedelia di quel sessantotto di cui è figlio legittimo e bastardo, nonchè equilibrato punto di incontro: l'acidità corrosiva, la leggiadria vocale, l'abilità ritmica e l'innata fantasia strutturale.In apertura già si staglia il loro personale capolavoro, la title-track omonima, deflagra estasiata fra coretti alla Californiana e il fuzz-tone perpetuo della chitarra del leader Rick Turner, uno status, il suo, affermato soprattutto in funzione all'arrangiamento; affidandosi al dulcimer il nostro riesce infatti a deviare e far schizzare una struttura che altrimenti correrebbe il forte rischio di cadere indistinta nel calderone lisergico di fine anni sessanta ma che invero assume connotazioni spaziali degne dei Pink Floyd di "The Piper At The Gates Of Down".E' una traccia sensazionale che in cinque minuti muta pelle costantemente senza mai lambire nemmeno minimamente la pomposità del prog-rock ma rimanendo leggera come un hit dei Mamas & The Papas, seppur infinitamente più fantasiosa; sotto il suo pesante umore acido si avvicendano pop, boogie e blues-rock con estrema quanto ispirata abilità tecnica.Poi il disco inevitabilmente cala, attestandosi comunque sempre su livelli eccelsi.Pur rimanendo indiscutibili le doti straordinarie di musicisti come il batterista Darius Davenport, vario e impeccabile, ed il bassista/pianista Skip Boone (fratello dello Steve Boon dei loro amici, qui non a caso citati, Lovin' Spoonful), gran parte delle canzoni che seguono rimangono pezzi che, nonostante siano eseguiti impeccabilmente e con forte impronta personale, rientrano nel solco della musica west-coastiana più classica.Neanche a dirlo i referenti maggiori sono i mastodontici Byrds ("Rampant Generalities" e "A Hundred Days") e Jefferson Airplane ("Glimpses Of The Next World's World"), i primi per le armonie vocali ed i secondi per l'indole acidificatrice. Questo non toglie che la mini-jam blues alla Grateful Dead di "Good Morning Blues", il boogie Creedenciano di "Our Life As We Lived It" e il viaggio lisergico di "Parahighways" facciano frizzare il cervello e scuotere le gambe inconsciamente.Ma i quattro capelloni semi-baffuti, non dimentichiamolo, provengono dalla grande mela e ciò nel sessantotto vuol dire principalmente Velvet Underground. Non è raro difatti notare nella loro proposta un attitudine lievemente più rumoristica delle band della costa opposta, dall'inflazionato utilizzo di fuzz e distorsioni (ben meno invasate di quelle dei quattro ragazzi Warholiani), ad un chitarrismo che unisce volutamente strimpellate malaticcie e stecche "fastidiose" (l'originale, vorticosa "The Great Brain Robbery" che si aggiudica il secondo gradino del podio), fino ad alcune disgressioni di banjo ed oboe che in certi momenti danno…
    Fonte: DeBaser

  7. SE 2.5i f, potente e leggera

    Arriva nei concessionari dopo due anni di test la quarto di litro della Sherco. Aggiornamenti per le sorelle maggiori SE 4.5i f e SE 5.1i f.


    Fonte: Fastweb Motori

  8. Pistorius, il no a Pechino è definitivo
    Il presidente della federazione di atletica leggera del Sudafrica, Leonard Chuene, ha detto che lo sprinter non farà parte neppure della staffetta della 4x400 impegnata alle Olimpiadi cinesi di agosto.
    Fonte: LaStampa Sport

  9. Web ovunque. Anche chi non vede
    L'Universita' di Washington ha lavorato a una nuova soluzione software, gratuita, pratica e, soprattutto, che non occorre installare. Leggera' il Web
    Fonte: Punto Informatico Hardware

  10. Euro in leggera ripresa contro dollaro a 1,5860 in attesa dei dati sul settore immobiliare USA
    Dopo qualche ora dall'apertura delle contrattazioni nelle piazze finanziarie del Vecchio Continente la moneta unica viene scambiata a 1,5860 rispetto al biglietto verde.
    Fonte: Trend online

  11. Accessibilità Ajax: Cinque Consigli Per Migliorare La Tua Interfaccia Web

    Nelle tecnologie di sviluppo per il Web, il paradigma Ajax sta riscuotendo sempre più successo. Molto spesso, la tecnologia Ajax è utilizzata per aggiornare porzioni di una pagina web senza dover ricaricare tutto il suo contenuto.

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    Photo credit: Davide Guglielmo

    Anche se Ajax favorisce la creazione di interfacce web più interattive e più funzionali all’esperienza dell’utente, alcune volte può dimostrarsi un ostacolo nella progettazione di interfacce web che siano accessibili anche a persone che hanno delle difficoltà motorie o che sono portatori di handicap.

    Al fine di migliorare l’accessibilità dei siti web, è compito di tutte le figure professionali del web, dal designer agli editor di contenuti, capire quando è opportuno utilizzare un interfaccia web basata su Ajax. Inoltre, sempre al fine di migliorare l’accessibilità dei siti, è necessario fornire agli utenti delle alternative usabili in tutte quelle situazioni in cui un'interfaccia web basata su Ajax potrebbe risultare inadeguata.

    Ecco alcuni spunti di riflessione che ti aiuteranno nella progettazione della tua interfaccia web basata su Ajax:






    Accessibilità AJAX Per Siti Web

    di Brigitte Simard

    Ajax (acronimo di Asynchronous JavaScript And XML) è un innovativo framework di sviluppo per il Web, quindi non è nient’altro che un modo nuovo di utilizzare una serie di tecnologie già esistenti. Ajax consente di creare applicazioni web che permettono un’interazione con l’utente impensabile fino a pochi anni fa.

    In pratica, Ajax consente di aggiornare sezioni di pagine web senza bisogno di refreshare la pagina. Ciò consente di migliorare significativamente le performance di un sito web. Non solo. Ajax permette la creazione di interfacce web molto più raffinate e accattivanti.

    Sfortunatamente, Ajax può anche essere la causa di molti problemi nello sviluppo di interfacce web accessibili.




    Che Cos'è Ajax?

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    Photo credit: svilen001

    Ajax non è una nuova tecnologia di sviluppo per il Web, è piuttosto un nuovo approccio nella programmazione di un sito. Ajax è basato sui seguenti standard:

    L’aspetto chiave di Ajax è la sua asincronicità. Infatti, dietro le quinte, le applicazioni Ajax comunicano con il server web per aggiornare dinamicamente il contenuto della pagina dando all’utente la percezione che tutto avvenga istantaneamente.

    In questo processo, il linguaggio JavaScript gioca un ruolo fondamentale. E’ quello che si occupa di scambiare scambi i dati con il server e di manipolare il contenuto della pagina web.




    Vantaggi di Ajax Per L’accessibilità

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    Photo credit: star-one

    Utilizzare Ajax può migliorare significativamente la user experience e l’accessibilità delle interfaccia utente di un’applicazione web. Ecco alcuni esempi:

    • Menù a discesa con suggerimenti per la ricerca Questo tipo di menù può aiutare sia gli utenti con difficoltà di lettura che quelli con difficoltà motorie.

      ajax image 1.jpg
      esempio: non appena un utente digita del testo gli vengono suggerite città e aeroporti




    • Cursori drag & drop Questo tipo di controlli può aiutare gli utenti con difficoltà di lettura
    • ajax image 2.jpg
      esempio: un cursore utilizzato per filtrare i risultati di ricerca




    Problemi di Accessibilità Causati da Ajax

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    Photo credit: forwardcom

    Ajax e JavaScript vengono utilizzati per aggiornare il contenuto di una pagina web dinamicamente. Quando ciò accade, sia gli screen reader che i browser web reagiscono in modi differenti. Può succedere che:

    • Lo screen reader non si renda conto che la pagina web è stata aggiornata, quindi leggerà la versione non modificata della pagina. In pratica questo significa che chi è costretto a utilizzare uno screen reader non vedrà la pagina aggiornata.
    • Lo screen reader si rende conto che la pagina web è stata aggiornata, ma leggerà le modifiche via via che le incontra. Ciò è un comportamento accettabile finché il codice JavaScript non va a toccare il contenuto della pagina web prima della posizione corrente dello screen reader. Se ciò non accade, gli utenti non avranno la possibilità di ascoltare i contenuti della pagina modificati prima della posizione corrente dello screen reader.
    • Lo screen reader rilegge il contenuto della pagina web dall’inizio. Questo significa che un utente dovrà riascoltare di nuovo tutto il contenuto della pagina web. Per utenti portatori di handicap, non è facile ricordare quale punto della pagina web ha subito delle modifiche.
    • Lo screen reader legge tutti gli aggiornamenti. E’ un grosso aiuto per l’utente, ma se la pagina web ha subito molte modifiche, ciò potrebbe disorientarlo.

    Gli utenti che sono costretti ad utilizzare uno screen magnifier per visualizzare le pagine web potrebbero non accorgersi dei aggiornamenti che avvengono al di fuori dell’area di ingrandimento.

    Potrebbero perdere delle informazioni importanti, soprattutto se le modifiche avvengono in un’altra zona della pagina web.

    Infine, Ajax richiede che il browser web abbia JavaScript abilitato.

    Sebbene tutte gli strumenti per assistere i portatori di handicap siano in grado di gestire molti aspetti del linguaggio JavaScript, essi non sono ancora pienamente compatibili.




    Consigli Per l’Accessibilità Ajax

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    Photo credit: sundesigns

    L’unica domanda da porti, quando decidi di sviluppare un sito web e vorresti utilizzare un’interfaccia utente basata su Ajax, deve essere: ho davvero bisogno di utilizzare Ajax?

    Se la risposta è si, assicurati di seguire i consigli qui sotto. Riuscirai a migliorare l’interfaccia web del tuo sito:



    1. Informa Che la Pagina Verrà Aggiornata Dinamicamente

      Non tutti gli utenti hanno familiarità con interfacce web basate su Ajax

      Fagli capire che il contenuto della pagina web verrà aggiornato dinamicamente.

      Questo sarà utile soprattutto per chi è costretto ad utilizzare uno screen reader o un magnifier e potrebbe non accorgersi che il contenuto della pagina web è cambiato.




    2. Evidenzia le Aree Che Hanno Subito Modifiche

      Potrebbe essere utile evidenziare leggermente le aree dell’interfaccia web che hanno subito delle modifiche.

      Questo sarà utile soprattutto per chi ha difficoltà nella lettura e potrebbe non accorgersi che il contenuto della pagina web è cambiato.




    3. Non Cambiare il Focus

      Non spostare il focus sulla zona dell’interfaccia web che ha subito delle modifiche.

      Cambiare il focus potrebbe disorientare gli utenti che sono costretti ad utilizzare uno screen reader o un magnifier, anche perché, alcune volte, questi strumenti non hanno un meccanismo per tornare indietro.




    4. Offri la Possibilità di Aggiornare la Pagina Manualmente

      Dai ai tuoi utenti la possibilità di aggiornare la pagina manualmente. Per poter fare questo puoi inserire all'interno della tua interfaccia web un link o meglio ancora un bottone.

      Questo sarà utile soprattutto per chi è costretto ad utilizzare uno screen reader o un magnifier e potrebbe non accorgersi che il contenuto della pagina ha subito delle modifiche.

      Infatti, per chi ha problemi di lettura, accorgersi che il contenuto è cambiato potrebbe non essere così semplice.

      Se è possibile, salva le preferenze degli utenti per quanto riguarda la possibilità di aggiornare la pagina manualmente.




    5. Assicurati Che il Sito Funzioni Anche se JavaScript è Disabilitato

      Scrivi la tua applicazione web nella maniera più standard possibile, solo successivamente utilizza Ajax per migliorarne le sue funzionalità.

      In questo modo, anche se JavaScript è disabilitato oppure non è disponibile, gli utenti potranno continuare a utilizzare comunque la tua applicazione web.





    Se stai scrivendo un’applicazione che fa forte uso di Ajax, prendi in considerazione l’eventualità di fornire un’alternativa scritta in HTML.

    Se la tua applicazione web non può essere utilizzata da utenti portatori di handicap, ad esempio perché richiede di spostare dei cursori con il mouse, l’ideale sarebbe dare a questi utenti la possibilità di utilizzare una versione semplificata basata su HTML.


    Fonte: MasterNewMedia

  12. Loreena McKennitt: The Mask and the Mirror (di Hell)
    Loreena viaggia, cerca, scopre, osserva, medita; la sua musica è il portavoce dei suoi muti pensieri e delle sue riflessioni; il suo canto leggiadro e cristallino è lo specchio della meraviglia provata, il racconto di un viaggio tra silenziosi ma impetuosi scrosci di arcane emozioni; "The Mask and the Mirror" è uno scrigno di immagini e colori, profumi e stagioni, poesie e malinconica dolcezza. Loreena viaggia e soprattutto fa viaggiare: questa è la prima impressione che si prova con il sopraggiungere di "The Mystic's Dream", uno dei brani d'apertura più evocativi che abbia mai avuto modo di ascoltare. Cori imponenti ma mai invadenti, un'occasionale cornamusa (più precisamente uillean pipe), scoppiettanti e decisi strumenti etnici a percussione che scandiscono un ritmo calmo e contenuto accompagneranno il canto velato e crepuscolare di Loreena, all'ombra dell'imponente Alhambra bagnata dagli ultimi raggi scarlatti del sole. Con la fresca ed ariosa "The Bonny Swans", splendido gioiello scritto e composto ispirandosi ad una leggenda celtica, la Musa intonerà un'agile ed accattivante melodia, sorretta da incalzanti ed allegri scambi di chitarra elettrica e violino. L'atmosfera si farà ancor più aggraziata e deliziosa con "The Dark Night of the Soul", e qui la splendida e limpida voce di Loreena sarà una timida lanterna nel carezzevole buio di una sera primaverile, mentre un semplice ma disarmante sussurro di violoncello lascerà a bocca aperta chiunque ascolti le sue note zuccherate che si libreranno in un ritornello dove "la" Loreena dà veramente il meglio di sè. Ma ciò che riesce ad incanalare meglio un'esperienza provata sulla sua stessa pelle è la tribale "Marrakesh Night Market", danzereccia e spigliata, il canto di una notte di magie e di incensi, ed ascoltandola non può non sovvenirvi un affollato mercato del Marrakesh animato dal brusio della frenesia mercantile; il tutto è avvolto dal tono appassionato, quasi drammatico, della nostra Musa. Sempre rimanendo in tema, la stessa "Full Circle" spira una tiepida ed onirica melodia orientale così leggera e soffusa, da dipingere un'alba arabesca celebrata dalla voce quasi ultraterrena della canadese che ci culla per sei minuti che scivolano via come un soffio. Una gemma dopo l'altra, dalla briosa e folkeggiante "Santiago", che tra l'altro non manca mai in sede live, al pianoforte languido ed autunnale di "Cé Hé Mise Le Ulaingt? / The Two Trees", fino alla densa veemenza lirica di "Prospero's Speech" (immancabili i riferimenti al Bardo Shakespeare e ad altri poeti come Yeats). Un album come "The Mask and the Mirror" è d'altri tempi, così come penso che sia Loreena stessa: una musicista impeccabile e raffinata, un'instancabile viaggiatrice pensosa, una donna di mondo. Probabilmente starà viaggiando anche ora che state leggendo, e chissà in quali terre pregne di cultura e mistero…  P. S. Ne approfitto per salutarvi perchè fra pochi giorni me ne andrò pure io;…
    Fonte: DeBaser

  13. Arena Powerskin R-Evolution+ a Pechino
    Tra poco meno di un mese Pechino sarà teatro di tante sfide. Come da sempre accade l’atletica sarà il fiore all’occhiello della manifestazione e tanto attesi saranno i costumi di nuova generazione che sono stati realizzati per l’occasione. Arena si è presa un posto da dominatrice in tal senso realizzando, in tempo per l’inizio delle Olimpiadi, [...]
    Fonte: Megamodo

  14. Non perdetevi la ginnastica artistica
    Jury Chechi raccomanda di seguire le gare di ginnastica, atletica e nuoto; e occhio alla cerimonia di apertura:
    Fonte: Grazia

  15. Bert, il super regolatore delle Tlc europee
    Gli eurodeputati hanno suggerito la creazione di una struttura leggera e poco coercitiva che riunisca le authority na




    Fonte: Data Business

  16. Mercedes SL 65 AMG: piuma sublime
    Mi inchino di fronte alla versione Black Series della Mercedes SL 65 AMG. Una belva che definirei una coupé leggera, spinta da un V12 6.0, con 670 CV: ha un rapporto peso/potenza di 2,79 kg/CV. Trattasi di una piuma che...
    Fonte: MondoAuto

  17. Atletica, la Grenot in Cina   con la maglia azzurra 
    Atletica, la Grenot in Cina   con la maglia azzurra 
    Dalla Iaaf l'inatteso via libera: l'italo-cubana Libania Grenot, da poco primatista italiana dei 400 metri, può gareggiare "senza nessuna riserva o limitazione" con il suo nuovo Paese
    Fonte: Gazzetta dello Sport

  18. George Roy Hill: La Stangata (di London)
    Elegante, pulita e leggera. Tre aggettivi per descrivere una commedia fresca e ammiccante nonostante l'attenta ricostruzione storica e lo sfondo, quello della Chicago degli anni '30, impossibile da tenere fuori dalla scena. "The Sting" il suo piccolo ruolo nella storia del cinema lo ha per vari motivi, sicuramente l'intelligenza con cui è costruito il plot, le carte in tavola  vengono mostrate ma fino ad un certo punto. Non ha grandi pretese ma vanta una coppia d'attori affiatata, Redford e Newman (nuovamente insieme dopo "Butch Cassidy"), e un grande attore forse un po' dimenticato, Robert Shaw . Redford e Newman sono perfetti nel loro ruolo di imbroglioni che tentano il colpo grosso ai danni di un potente boss di New York, Shaw "È inutile essere un artista se devi vivere come un impiegato". La storia è semplice, però stupisce l'ingenuità con cui i due truffatori costruiscono la loro "stangata" e come il malavitoso si faccia fregare, il tutto, nella sua cristallina genialità, quasi farsesco. Robert Roy Hill regge questo gioco di trucchi più o meno svelati con grande sapienza, è una commedia e si ride ma qualche riflessione sugli USA di quegli anni l'alimenta. La povertà, un paese in costante mutamento, dai mille volti e dalle mille storie. E chissà quanta gente proprio come Henry Gondorff e Johnny Hooker ha cercato di sopravvivere di piccole truffe e furti sognando il grande colpo, la stangata. Se non lo avete mai visto è un peccato, ed è giunto forse il momento di lasciarvi piacevolmente trascinare dalle peripezie di questi due mascalzoni sulle note di ragtime di Scott Joplin. …
    Fonte: DeBaser

  19. Batmobile vs. Toyota F1
    “Lui” è un pachiderma, grasso, imponente e brutto. “Lei” è magrissima, leggera, a dir poco atletica e bellissima. Non stiamo spettegolando sulla coppia di sconosciuti seduta...
    Fonte: Omniauto

  20. Samsung Adidas Mycoach per Klinsmann?
    Samsung Adidas Mycoach, un modello dedicato all'utenza sportiva. Chi segue attentamente le varie releases delle case costruttrici di telefonia mobile mondiale sa bene di cosa stiamo parlando: un terminale nato dalla collaborazione tra la casa costruttrice sud coreana Samsung Electronics e Adidas, una delle brand leader nel mercato degli articoli sportivi. Già dalla fine dello scorso anno si sapeva della sua esistenza e delle singolari caratteristiche tecniche del device: si tratta di un terminale quadribanda con il supporto per le reti GPRS ed EDGE (assente, quindi, la compatibilità con le reti mobili ad alta velocità). Presente una fotocamera da 2 milioni di pixel , la connettività Bluetooth, ingresso USB, lettore multimediale e radio FM. Ma le particolarità del device sono ben altre: è dotato, infatti, di cardiofrequenzimetro, registrazione delle sessioni di allenamento monitoraggio dell'attività fisica, possibilità di realizzare un proprio piano d'allenamento personalizzato e di riversare i dati su un personal computer. Insomma, un vero e proprio personal trainer da tenere a portata di mano che, a qualche settimana dalla sua disponibilità anche sul mercato italiano, fa parlare di sé. Il motivo? Pare che il Samsung in questione stia per diventare un oggetto che aiuterà i giocatori del Bayern Monaco ad allenarsi. La squadra di Jurgen Klinsmann, quindi potrà essere la prima squadra di calcio al mondo ad utilizzare il cellulare per migliorare la propria preparazione atletica. Vedremo se tale informazione verrà confermata nei prossimi giorni. .
    Fonte: Cellulari.it




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