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In arrivo sui cellulari il videogioco di Hancock Avrete sentito parlare di Hancock, l’ultimo film che vede come protagonista un Will Smith supereroe decaduto e con problemi di alcolismo che tenta di riabilitare la propria immagine. Ebbene, prontamente si parla di sviluppare un videogioco per cellulari che trasporti sui nostri display trame, avventure e ambientazioni che Hancock compone su grande schermo. Addirittura sembra che il videogioco di Hancock sarà disponibile sui nostri cellulari ancora prima che il film esca, il 29 Agosto, al cinema.
Questa volta è stata Glu Mobile, azienda specializzata nello sviluppo di videogiochi per cellulari, a incaricarsi di adattare la pellicola cinematografica: l’utente potrà aiutare il supereroe protagonista a voltare tra gli edifici della città , facendo attenzione a schivare alberi e ostacoli, liberando e salvando le persone in pericolo, insomma l’utente accompagnerà il protagonista in tutte le attività quotidiane di un supereroe che si rispetti. Ogni missione superata, ogni livello oltrepassato, il supereroe otterrà nuovi accessori per il suo costume e nuovi sponsors.
Il gioco è per la maggior parte sul movimento delle pubbliche relazioni: il protagonista riceverà un consenso maggiore se riuscirà a salvare le persone, mentre non farà che acquistare discredito se causerà dei danni. Il livello di credibilità raggiunto è visualizzato, come potete vedere dalle fotografie allegate, sottoforma di una barra nella parte superiore dello schermo.
. Fonte: Cellulari.it Parco Nazionale dei Monti Sibillini: un trekking sino al glaciale Lago di Pilato Nel versante magico dei Sibillini tra tesori botanici, alberi secolari, paesaggi lunari e conche glaciali Fonte: Alice Viaggi [ E3 2008 ] Primo giocato di Call Of Duty 5: World at War In occasione della conferenza Activision, è stato mostrato il primo video in-game del nuovo first person shooter Call Of Duty 5: World at War che in questo episodio sarà sviluppato da Treyarch e tornerà indietro nel tempo fino alle Seconda Guerra Mondiale. Nella versione dimostrativa nella prima parte ci ritroveremo in una foresta e il colpo d'occhio sembra davvero buono con la presenza di numerose tinte di verde e diverse luci che passano fra gli alberi per rendere più realistica l'ambientazione; la seconda parte, invece, è incentrata soprattutto sul gameplay. Scopriamo che le ambientazioni saranno davvero enormi e ricche di particolari, potremo utilizzare oltre le "vecchie" armi dell'epoca anche il lanciafiamme che permetterà di far saltare mezzi di trasporto e bruciare nemici, alberi o la vegetazione circostante. L'azione sembra molto frenetica e c'è un'ottima cura per le esplosizioni arricchite dalla presenza di continui elementi di passaggio tra cui aerei colpiti, che si andranno a schiantare per terra. Da questo primo assaggio sul titolo dunque le novità presenti sono diverse ma c'è da sottolineare come l'interazione con l'ambiente, rispetto ai precedenti capitoli, sia davvero elevata. Fonte: EverEye Vinterriket: Lichtschleier (di gremlin) L'inverno è sempre stato una grande fonte di ispirazione, se non punto fisso, per moltissime band dell'area Black Metal… .Il progetto Vinterriket ("regnio di inverno" in norvegese) è forse quello con il legame più saldo tra la natura incontaminata, quella appunto oscura dell'inverno più gelido e desolante.Questo Lichtschleier è il quinto album ufficiale di Ziegler (la mente dietro a tutto ciò), uno dei 6 album che si distinguono nella sterminata discografia del nostro, tra un mare di Split e Demo e Compilation di entrambi… .Nell'ormai lontano 2006, ci viene proposto un album completamente dark ambient, dove le emozioni regniano incontrastate sulla pura violenza sonora che invece caratterizza in gran parte l'ormai fiorente filone black metal teutonico. Vinterriket ci propone 6 tracce, di cui una anche in video, di sinth minimale e magico nella sua semplicità, da ascoltare solo in poche, preziose, occasioni. Quei momenti in cui ci sentiamo tristi (per un motivo o per l'altro) o comunque siamo soli e non gradiamo la compagnia di altri… . questo disco mira proprio a isolare l'ascoltatore, ma non per deprimerlo con urla strazianti e accordi stonati (Xasthur)… la musica di Vinterriket ci dona quella pace tipica della natura, una pace che ci culla sulle dolci note di sinth e sui campionamenti di vento fra i pini e delle onde che lente e pigre si infrangono sulla risacca… se durante l'ascolto di questo "Lichtschleier", chiudendo gli occhi riuscirete senza sforzo a immaginarvi in un mondo completamente invaso dalla natura invernale, dove gli unici rumori sono quelli provocati dalla natura, e la vista spazia fra monti imponenti e lande desolate invase dalla neve, dove gli unici punti di riferimento sono quegli sporadici alberi che ostinati cercano comunque di farsi largo, affrontando la desolazione del luogo in cui hanno posto seme… …… se riuscirete a entrare in questo mondo incantato, dove il tempo è perennemente fermo alla quarta stagione, allora queste semplici note non vi annoieranno, ma saranno invece portatrici di visioni sempre più grandi… le gocce di sinth di Nebelwand, l'immensa dolcezza e magia della Title-track potranno davvero incantarvi e saziarvi, tanto che al termine dell'ascolto non potrete che lasciarvi a un solenne silenzio… .A impreziosire il tutto un booklet che si intona perfettamente con la proposta musicale, che raffigura quei paesaggi già descritti, e la versione video della splendida title-track, che fa leva su semplici immagini della natura per ipnotizzare e coinvolgere ancora di più l'ascoltatore, che proverà veramente dei brividi di freddo sentendo il vento che incessante batte contro i tronchi millenari dei monti…Ma se dopo tutto il proprio animo non si adegua alle visioni ricreate, perchè non abbandonarsi all'ascolto per entrare in una semplice calma emotiva…Magico… e immenso nella sua semplicità.… Fonte: DeBaser L'eco-ritiro: piantati 26 alberi al primo raduno a zero emissioni E ci sarà anche la mamma orsa 'Juve' Con una cerimonia simbolica nel ritiro di Pinzolo, in provincia di Trento, e' stato sancito il primo raduno in Italia a zero emissioni di CO2. Il Bosco Juventus potra' crescere negli anni grazie alla squadra di calcio. Era ancora senza nome l'animale che quest'inverno ha partorito due orsetti nella zona. Il sindaco ha porposto di chiamarla Juve Fonte: Quotidiano Net Vampire Weekend: Live @ Festival Solidays, Parigi, 4 luglio 2008 (di dallas.mccoy) È venerdì pomeriggio, e l'estate esplode nella capitale della Gallia. Almeno per poche ore il maltempo s'è guastato e, dopo l'ennesima settimana di chimica degli adesivi, un viaggio a caso nella banlieue affollata da hippies, campeggiatori e teenagers (rigorosamente col ciuffone e la divisa indie d'ordinanza) sembra l'unica soluzione possibile per concludere in bellezza. Non potevo risparmiarmi l'ultimo bagno di follia collettiva, prima del mio ritorno alla Città del Fiore. Potevo? Non potevo. Era da molto tempo che non andavo ad un festival, e non ero più preparato a certe dure realtà : due ore di fila per il controllo dei biglietti, di cui una sotto il sole, finché la massa semovente di zombies non mi ha spinto all'ombra provvidenziale di un filare di alberi. Più volte sono stato seriamente tentato di girare i tacchi e andarmene, pensando che trenta minuti di fighetti di Brooklyn non potevano certo valere tutto quello sforzo. E invece… Una volta superata l'odissea dell'entrata, il Festival Solidays si prospetta come l'ambiente ideale dove passare un pomeriggio estivo: la maggior parte dei concerti si tengono sotto tendoni da circo, all'ombra e ben ventilati. Il pubblico riempie e svuota alternativamente l'area, e l'oretta scarsa tra un concerto e l'altro permette di riposarsi, prendere il posto per lo show successivo, ingozzarsi di birra e patatine fritte, andare al cesso, insomma tutte le attività ricreative degne di questo nome. Mentre smaltisco gli effetti dell'insolazione, ho tutto il tempo di osservare con divertito distacco i concerti di Xavier Rudd e Micky Green. Sarò breve: Rudd m'è parso lo Zucchero australiano, ma gli riconosco il look geniale da Indiana Jones grasso. La biondina invece è una ragazza molto carina e simpatica che fa musica pop piuttosto classica, con l'eccezione di alcune parti di chitarra minimali suonate su una Squier Hello Kitty che, abbinata al suo completo da sexy hostess, faceva la sua figura porno-demenziale (quindi ottima). Ma veniamo alla ciccia. I Vampiri si presentano con un quarto d'ora di ritardo, dando il tempo alle solite ragazzine urlanti di scaldarsi e caricare bene gli ormoni. Infine eccoli, look da studentello americano fine anni '80 inizio '90. Brufolosi come Alex Turner, ma molto, molto USA, anziché UK. La strumentazione di base è molto semplice: una relativamente modesta Epiphone Sheraton su un Fender Reissue Blues, a dimostrazione (se ce ne fosse ancora bisogno) che non si devono avere Broadcaster del '55 o Coronet del '65 e Vox del '68 per essere cool e avere ottimi suoni. Niente pedali, niente effetti, tutto molto semplice, solo parti di chitarra decisamente carine. Si aggiunga un basso incisivo e suonato molto bene e in modo per niente scontato (no gommoni come avviene ahimé per troppi gruppi, specie nei live) e una batteria tirata,… Fonte: DeBaser Un esercito di alberi sta invadendo l'Artico Un'armata di alberi sta invadendo l'Artico: è vero, sta accadendo. Le conifere stanno conquistando gli Urali, e tutto questo potrebbe essere un segnale inequivocabile dell'accelerazione del riscaldamento Globale.Le ultime osservazioni provengono direttamente dalla Siberia, un posto di solito dannatamente freddo:... Fonte: Futuro Prossimo Racconti: Gli anni del vento
Recentemente, Virginio Marafante (Chioggia, 1947) è ritornato a scrivere narrativa, dopo un silenzio durato oltre dieci anni, trovando ospitalità sulle pagine di Delos Science Fiction. Non possiamo non rallegrarci della ricomparsa di un autore di talento che è stato protagonista della scena letteraria fantastica dagli anni Settanta fino alla metà degli anni Novanta.
In questo lasso di tempo, infatti, numerosi suoi racconti, diversificati per tematiche, hanno trovato accoglienza in molte riviste specializzate, ma soprattutto ha pubblicato due romanzi di impronta fantascientifica, Luna di Fuoco (Urania/Mondadori, 1991) e L' Insidia dei Kryan (Editrice Nord, 1980), che hanno vinto rispettivamente la seconda edizione del Premio Urania e il Premio Italia.
Nella vita non fantascientifica, Marafante ha lavorato per molti anni nel campo dell’informatica, interessandosi nel tempo libero, oltre che di narrativa, anche di musica e scienza. Attualmente, vive in una cittadina dell’hinterland milanese. Gli anni del vento è una storia commovente, piena di calore, fatta di sentimenti, senza rinunciare però a far emergere anche un quadro sociale complesso ed affascinante: i Marconiani, gli Eco, le magalopoli da un lato e le zone agricole dall'altro e l'uso del vento come fonte energetica. Una storia di mare che ci ricorda che i pregiudizi possono trasformarsi in causa di tragedia o in momenti di sincero confronto.
di Virginio Marafante
Si fermò con un piede sulla passerella ad ammirare quella che per un anno e forse più sarebbe divenuta la sua casa. Era una goletta di media stazza, elegante e snella, all’attracco del pontile mobile. Doveva essere attorno alle duecento tonnellate di carico e, cosa stupefacente per quei tempi, completamente costruita in legno. Lasciò correre lo sguardo sulle murate d’un colore ocra intenso. Sollevando appena la testa, seguì contro il cielo limpido l’elevazione degli alberi di trinchetto e maestra, leggermente inclinati verso poppa, con le vele ancòra infrasconate. Il bompresso, per l’effetto prospettico dal punto in cui guardava, pareva allungarsi a dismisura ben oltre la sua reale portata. Sul mascone di dritta, spiccava in lettere d’ottone il nome del bastimento: Quarnaro. Gli... - Leggi tutto l'articolo e i commenti »
Delos Science Fiction 107 - luglio 2008 - Racconti - canale: Racconti brevi

Fonte: Fantascienza.comRacconti: Orfani della connessione
In pochi anni, Giovanni De Matteo si è imposto con idee e stile originali, all’attenzione dell’intera comunità dei lettori e degli addetti ai lavori della fantascienza italiana. Nato a Policoro, nel 1981, X - il nickname con cui è conosciuto sulla rete - si è laureato in ingegneria elettronica e dal 2003 è attivo anche come blogger. È tra gli estensori del documento programmatico da cui si è evoluto il Connettivismo, un movimento letterario che unisce le istanze del cyberpunk alla sperimentazione del futurismo.
Nel 2005 ha vinto con il racconto Viaggio ai confini della notte la seconda edizione del Premio Robot, indetto dall'omonima rivista. Del 2006 è il suo esordio editoriale, con la raccolta di racconti di fantascienza e fantastici Revenant - Storie di ritorni e di ritornanti (pubblicato con una prefazione di Vittorio Catani dalla casa editrice Ferrara). Nel 2007 ha curato con Marco Zolin una selezione di racconti a opera dei primi autori che hanno aderito al Connettivismo, confluiti nell'antologia-manifesto Supernova Express, sempre per Ferrara. Ha vinto la XVIII edizione del Premio Urania con il romanzo Post Mortem (pubblicato nel novembre 2007 con il titolo Sezione π²). È tra i curatori della fanzine NeXT e del relativo sito internet (Next-Station.org), sceneggiatore di fumetti per la Cagliostro ePress (per cui crea e scrive Piquadro, ambientato nel medesimo universo narrativo del romanzo, pubblicato a puntate sulla rivista Solaris. Collabora inoltre al portale Fantascienza.com e alla rivista Continuum. In Orfani della connessione, la nostalgia per un paesaggio bucolico e marino si confonde con la virtualità che è sempre più presente nella vita di tutti noi. Attraverso gli occhi dei due giovani protagonisti non possiamo non cogliere la poesia e la bellezza di una natura che – solo casualmente - è rimasta imbrigliata in qualche migliaio di bit.
di Giovanni De Matteo
La luce del sole spiove obliqua nel pomeriggio fino a trafiggere gli anfratti color cenere dei calanchi. Questo è il primo elemento che colpisce la percezione del ragazzino, imprimendosi a fuoco negli strati emozionalmente ricettivi della sua memoria, dietro le lenti. Mentre contempla la pioggia immateriale e dorata che filtra tra i rami degli alberi – un filare di cipressi stanchi, per quanto non debbano essere più vecchi della Bonifica – sa già che non dimenticherà mai questo momento. È il suo primo impatto con il mondo rurale, un immenso museo a cielo aperto in cui sopravvivono le vestigia del passato.Ed è come un pugno allo stomaco, perché solo adesso realizza di essere lontano dall’ambiente confortevole e tecnologicamente familiare della città. Si sente dis-integrato. Fuori dalla... - Leggi tutto l'articolo e i commenti »
Delos Science Fiction 107 - luglio 2008 - Racconti - canale: Racconti brevi

Fonte: Fantascienza.comRacconti: Alta velocità
Alberto Priora è il detentore di un invidiabile primato: consuma narrativa di fantascienza dall’età di otto anni e non ha ancora smesso. Come se non bastasse, scrive fin dai tempi delle elementari ed i suoi primi romanzi vantano svariati tentativi di imitazione. Classe 1965, sposato, con due figli, Priora vive a Saronno (Va). Laureato in Scienze Naturali, ha lavorato come guida naturalistica, nell’editoria, nella distribuzione dei fumetti, come responsabile di negozio, come buyer e direttore vendite e infine come product manager e traduttore di videogiochi. Il suo apprendistato al genere fantascienza è passato anche per una serie televisiva come UFO, per un film cult come 2001: Odissea nello spazio, per il fumetto, di cui possiede più di 15.000 albi in lingua originale e per il mondo delle fanzine, nel quale è stato animatore della testata Albedo. Tra il 1990 e il 1993 è vicepresidente di un club di Giochi di ruolo ed ha fatto il Master in almeno dodici giochi differenti (soprattutto Call of Cthulhu). Come scrittore, ha vinto il Premio Galassia 2007, con il racconto Il singolo terrestre e le triadi di Cassiopea, pubblicato sul numero 53 di Robot ed il Premio Il Sentiero dei Draghi 2007, con il racconto Metodologie per un uso corretto dei soggetti affetti da patologie fobiche. Suoi racconti sono apparsi su Robot (Delos Books), Short Stories (Ed. Scudo), Mangiami Vol.1 (Magnetica Edizioni). Scrive, inoltre, news per il portale Fantascienza.com. La sua passione per i videogiochi ed i giochi di ruolo traspare anche nel racconto che vi presentiamo, che ha per titolo Alta velocità. Un viaggio che viene improvvisamente interrotto può rappresentare anche l’inizio di un nuovo destino per due giovani ragazzi, abituati agli incontri virtuali e poco a quelli reali…
di Alberto Priora
Sir Reginald alzò d’istinto lo scudo e le frecce avvelenate dei goblin si infransero sulla sua superficie magica senza arrecare alcun danno.— Un agguato! — esclamò il Vescovo della Lega Elfica che li accompagnava in quella missione verso il Tempio segreto di Vor. Dal limitare del bosco sbucò una massa di nemici urlanti. Sir Reginald vide avanzare goblin e orchi puzzolenti e anche un enorme troll dalla pelle pustolosa e dall’alito fetido. — Fai subito uno dei tuoi incantesimi, Proctor! —ordinò al mago della Scuola della Magia Sequestrata. Proctor fece dei gesti e pronunciò alcune parole segrete. Subito un turbine violaceo scaturì dalle sue mani e colpì l’orda degli attaccanti, scaraventandoli di nuovo tra gli alberi del bosco. Sir Reginald alzò la spada magica e affrontò il troll. —... - Leggi tutto l'articolo e i commenti »
Delos Science Fiction 107 - luglio 2008 - Racconti - canale: Racconti lunghi

Fonte: Fantascienza.comPerfections Du Noir - Perfections du Noir EP
Durante le riprese del film "Fitzcarraldo" (di Werner Herzog, NdR), nella giungla amazzonica, un indio addetto al taglio degli alberi venne morso da u... Fonte: Rockit Recensioni Lycia: A Day in the Stark Corner (di Laggio) Lycia è il progetto gotico-elettronico del chitarrista statunitense Micheal Van Portfleet. Costruito in bilico fra le dilatazioni dei corrieri cosmici Kraut quali Klaus Schulze e Tangerine Dream e la percussività funerea di Children Of God degli Swans, questo suo terzo album è datato 1993. La sua musica viene da molto più lontano, distante nel tempo e nello spazio. Dal medioevo parte affiorando dalle brughiere nebbiose e desolate dell'est europeo, dalle cantine umide e vuote di un castello della Transilvania echeggia nei secoli attraverso oceani e continenti ed arriva a noi, gotica e ancestrale, per narrarci storie millenarie di amore e di morte. Colpi stanchi di batteria si affannano lenti e pesanti, carichi della polvere del tempo che ogni battito alza nell' atmosfera grigia e fumosa, la chitarra piange volteggiando sospesa e rarefatta nell' aria, fra alberi rinsecchiti e spogli, mentre le tastiere, come libellule agonizzanti in una ragnatela, esalano i loro ultimi respiri e una voce vaga per le deserte pianure piovose, fredda e profetica. Si, arriva da lontano questa musica, tormentata ed antica, ghiacciata all'imbrunire e sprofondata in un doloroso oblio che attanaglia la sua anima e non gli concede il piacere della morte. A Day In The Stark Corner è la sinfonia del nulla che piano avanza, il lamento di uno zombie stanco di vivere, il disperato rimpianto di un fantasma verso una vita che vede scorrere lontana ma che non può più toccare. Decadente. … Fonte: DeBaser Steve Howe: The Grand Scheme Of Things (di Dr.Adder) Prima di iniziare questa recensione vorrei esprimere il mio giudizio sulla copertina di questo disco, perchè tutte le volte che osservo l'immagine 'gigante' di Howe rispetto agli alberi e alle due galassie mi viene un po' da sorridere. Certamente Steve è uno dei grandi musicisti del Rock inglese, ma la sua fotografia mi sembra leggermente 'egocentrica', sicuramente avrebbero potuto 'svilupparla' meglio, soprattutto se compaiono nelle note del booklet due grandi nomi come quelli di Roger & Martyn Dean. Posso rivelarvi che questo lavoro è ottimo, ma è penalizzato dalla prestazione vocale piuttosto debole e a tratti inconsistente di Howe, mentre, sarebbe bastato secondo me, inserire un buon cantante per innalzare sensibilmente il risultato creativo e la valutazione dell'opera. Fortunatamente, il disco propone anche dei pezzi strumentali che danno modo al chitarrista di esprimersi liberamente con il suo caratteristico virtuosismo e il suo inconfondibile gusto. Howe si impegna anche a suonare tutta una serie di altri strumenti (basso, percussioni, tastiere, mandolino, koto e flauto) dimostrandosi un notevole polistrumentista, inoltre, al suo fianco compaiono anche i due figli Dylan (batteria) e Virgil (tastiere). Sedici brani per un totale di circa cinquantanove minuti (1993 Relativity). L'opera è piuttosto variegata come generi musicali, anche con sonorità orientali come la tenerissima "Road To One's Self". Immancabili anche alcuni passaggi progressivi che inevitabilmente rimandano alle importanti opere degli anni '70 insieme ai componenti degli Yes. Come già accennato in precedenza, gli episodi migliori si riscontrano nei pezzi strumentali, dove il chitarrista riesce a realizzare degli ottimi assoli che non si riducono mai a dei semplici passaggi esibizionistici. Ottimi perciò: "Desire Came First" e "Luck Of The Draw" di impostazione più Country, "The Valley Of Rocks" che ricorda molto gli strumentali di chitarra acustica del suo passato musicale, "Wayward Course" e "Common Ground", quest'ultimo è un bel duetto di chitarra acustica e piano. Da segnalare anche "Passing Phase", "Georgia's Theme" e "Maiden Voyage" di impostazione più progressiva. Comunque, anche alcuni brani cantati non sono da disdegnare, come la title track "The Grand Scheme Of Things", "At The Gates Of The New World" e "Too Much Is Taken And Not Enough Given", forse il brano cantato migliore del disco con un buon testo pro-ecologico. Discreto il booklet che contiene anche i testi delle canzoni e questa bella citazione: "In the same sweet eternity of love is a circle tha doth restless move" - Anon. Si tratta in conclusione di un'opera più che valida, sia come qualità che come quantità musicale e che presenta un musicista in ottima forma. Voto disco 3, 7 su 5 (chitarre). … Fonte: DeBaser 6 Luglio nel Borgo di Valcasotto Dove camminava la “Bela Rosin".
Passeggiata dal Borgo di Valcasotto – Pamparato (cuneo) al Castello passando per la vecchia strada lungo il Rio Casotto. Domenica 6 Luglio con partenza alle ore 15,30 piccola camminata libera a tutti fino al castello di Casotto. Verrà percorsa, rigorosamente a piedi, la vecchia strada che costeggia il Rio Casotto e che ci immaginiamo più e più volte abbia visto passare a piedi o in carrozza la signorina Rosa Vercellana, da tutti conosciuta come "Bela Rosin". Potremo così rivivere, immersi nel verde, un pezzo di storia d'Italia molto mondano, ma non per questo meno affascinante. Un modo diverso, molto legato alla natura, di trascorrere una domenica pomeriggio in compagnia degli amici o della famiglia. Saremo assistiti da un accompagnatore naturalistico qualificato che ci spiegherà le particolarità, delle erbe, dei pascoli e degli alberi, rispondendo con pazienza ad ogni nostra domanda. Dopo circa 40 minuti arriveremo al Castello che sarà possibile visitare a prezzo scontato (visita non obbligatoria). La passeggiata è libera a tutti e, pur non presentando difficoltà di nessun tipo, deve essere affrontata con calzature e abbigliamento adeguato. Appuntamento quindi alle 15,30 davanti al Mulino del Borgo per camminare con la "Bela Rosin". Il rientro al Borgo è previsto per le 17,30 proprio in tempo per un'indimenticabile "polenta sinoira".
Sempre domenica 6 Luglio,chi arriva per il pranzo potrà inoltre godersi un piccolo meeting di Mx-5,lo spider più venduto di sempre. Un grazie agli amici del club Riviera per aver scelto il Borgo. Ulteriori info al nr 0174-351007 o su www.valcasotto.it Fonte: AlimentaPress Tromba d'aria: danni e cinque feriti lievi A causa del vento, a terra sono caduti rami, alberi, cartelli stradali, impalcature, vasi e oggetti che si trovavano su balconi e terrazzi Fonte: Quotidiano Net Nubifragi a Torino e Milano alberi caduti e allagamenti
Dopo giorni di caldo, le temperature si sono abbassate mentre temporali e vento hanno causato parecchi disagi
(22:33 29/06/2008)
Fonte: Repubblica Ambiente Sara Lazarus with Biréli Lagrène Gipsy Project: It's All Right With Me (di fusillo) "È la canzone sbagliata… Lo stile è sbagliato… Anche se ha un bel sorriso il suo sorriso è sbagliato… Però, che bel sorriso… E la sua voce è perfetta per me… " Questo è il probabile motivo per cui Sara Lazarus nel 1994 vinse il prestigioso concorso "Theolonius Monk". Sembra infatti che i giurati di quella manifestazione, per esprimere un giudizio o chiarirsi fra loro, siano tenuti per contratto a storpiare il testo di "It's All Right With Me", canzone di Cole Porter che dà il titolo al CD qui recensito… Si dice inoltre che tale clausola piaccia un casino al grande chitarrista Biréli Lagrène, il quale, benchè libero da obblighi contrattuali, deve aver formulato un pensierino simile in almeno un paio di occasioni: nel 2003 quando decise di partecipare all'esordio della Lazarus ("Give Me The Simple Life") e poi nel 2006 quando impiegò baracca, burattini e "Gipsy Project" nel di lei secondo disco (cioè questo qui… ). Ebbene, potrei io non essere d'accordo con persone tanto assennate? No, assolutamente e sono sicuro, caro lettore, che concorderai anche tu se ti andrai ad ascoltare o meglio vedere… A proposito, preferisci la versione live o quella videoclip di "It's All Right With Me"? Risolto questo dilemma amletico, clicka qui per la versione live, qui per la versione videoclip… Quando è in ballo una formazione che suona il Jazz nella sua variante "manouche", il pensiero di tutti gli affezionati va al chitarrista gitano Django Reinhardt ma al Lagrène, gitano pure lui, il riferimento non dovrebbe dispiacere, anzi… Io invece un cruccio ce l'ho: quando ascolto questa bellissima raccolta di canzoni, sento la mancanza di un violinista a la Stephane Grappelli, (storico collaboratore di Django, n. d. r). Si, ci sono qua e la degli archi nei brani lenti, ma un Grappelli è tutt'altra cosa… Crucci a parte le regole del gioco sono più o meno queste: batteria (André Ciccarelli), contrabbasso (Diego Imbert) e chitarra ritmica (Hono Winterstein) swingano a dovere mentre Biréli svaria a piacere, a volte marcando il ritmo a suon di pennate, a volte chiudendo le frasi con arzigogoli e ricami, sempre e comunque cercando nuove e sorprendenti soluzioni come un bravo enigmista o come uno sciatore provetto che, stanco delle piste troppo battute, scenda di là dove lo sciatore domenicale vede solo neve fresca, un'eccessiva pendenza, sassi, alberi e tutti gli altri segni premonitori dell'apocalisse… E tu che fai? Ti metti comodo in seggiovia e segui con l'occhio le peripezie di Birèli, ne ammiri lo spirito scaltro, invidi la grazia e il "senso" dei suoi movimenti. Poi ti vien voglia di andargli dietro ma una scusa provvidenziale ti farà desistere all'ultimo secondo… E la Lazarus? Non potrebbe essere più brava: … Fonte: DeBaser Genoma: modificare quello del cacao <P> (ANSA) - WASHINGTON, 26 GIU - Modificarne il genoma degli alberi per produrre semi di cacao migliori e un cioccolato piu' buono: e' l'obiettivo della Mars.Il colosso dolciario americano ha raggiunto con Ibm e ministero dell'Agricoltura Usa un accordo per produrre cacao per via genetica, con… Fonte: Alice Tecnologia Panasonic è sponsor tecnico di Goletta Verde Prosegue la collaborazione con Legambiente: a bordo di Goletta Verde parte “zoommare”, concorso fotografico per documentare il bello e il brutto delle nostre coste.
Il concorso sarà attivo dal 24 giugno al 22 settembre 2008. Per partecipare basta far pervenire due scatti in digitale, uno rappresentante il “bello” e l’altro il “brutto” del nostro mare e delle nostre coste, attraverso l’indirizzo www.legambiente.eu/zoommare: le tre immagini che saranno ritenute migliori dalla giuria, composta da giornalisti e fotografi, si aggiudicheranno i premi finali. I primi tre classificati di ogni categoria (“il bello” ed “il brutto”), vinceranno rispettivamente le seguenti fotocamere Lumix: una DMC-L10, una DMC-TZ5 ed una DMC-FS5.
La premiazione avverrà nel mese di novembre 2008.
Prosegue dunque la collaborazione fra Panasonic e Legambiente. Fino al 30 marzo infatti gli acquirenti di un televisore al plasma della linea VIERA hanno potuto sostenere lÂ’associazione ambientalista nel raggiungere un obiettivo ambizioso: piantare 100.000 nuovi alberi in occasione della Festa dellÂ’Albero.
Da sempre impegnata nello sviluppo di prodotti eco-compatibili, nella riduzione dell’impatto ambientale delle attività produttive e nella realizzazione di efficaci sistemi di riciclaggio, Panasonic ha intrapreso sforzi importanti per costruire fabbriche con minimo impatto ambientale, che si caratterizzano per la rigorosa filtrazione delle acque di scarico, la riduzione dei consumi energetici e il severo controllo di emissioni e gas esausti.
Panasonic è stata la prima al mondo a raggiungere la completa eliminazione del piombo nella produzione di tutti i pannelli al plasma (PDP), evitando, ad esempio, anche i 70 grammi contenuti in un 37 pollici standard. Considerando l'intera produzione mondiale di televisori, i nuovi schermi consentono una riduzione totale di circa 300 tonnellate di piombo.
Con la crescita a livelli allarmanti delle emissioni mondiali di ossidi di carbonio, è importante che le aziende tengano un comportamento socialmente responsabile. Panasonic offre la stessa qualità e le stesse prestazioni eccellenti che la gente si aspetta dai suoi prodotti, e al tempo stesso è in grado di realizzarli rispettando l'ambiente.
Con questa nuova iniziativa al fianco di Legambiente l’azienda si conferma ai vertici in tema di eco compatibilità ed attenzione al mondo che ci circonda.
Per informazioni sul concorso: www.panasonic.it. Fonte: Pc Facile Quanti alberi tagliati in meno grazie a questa stampante che può cancellare e riscrivere sui fogli?
Fonte: Futuro Prossimo
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