Trust Carbon Edition, nuovo mouse laser
Che sport motoristici e tecnologia vadano a braccetto, Trust lo sa meglio di chiunque altro: l’azienda è infatti attiva da anni nel mondo delle corse e attualmente gestisce una scuderia nelle GP2 Series, il Trust Team Arden. L’esperienza e le conoscenze acquisite in questo campo vengono poi utilizzate per sviluppare prodotti in grado di garantire [...]
Fonte: Megamodo
Trust SoundForce, nuova serie completa di altoparlanti
Suono migliore e design intrigante: sono questi i punti di forza di SoundForce, la nuova linea di altoparlanti che Trust presenta con orgoglio quest’autunno. Oltre al suono incredibilmente potente, i nuovi speaker sono contraddistinti da un elegante fascino tutto italiano, conferito loro non soltanto dal design laccato nero, ma anche dai nomi dei vari modelli, [...]
Fonte: Megamodo
Usa: 70% teenager usa gli snack
<P> (ANSA) - ROMA, 4 OTT - 'Il 70% dei ragazzini -dice una indagine Usa- si serve dei distributori automatici di merendine e bibite con rischi per linea e salute'. Secondo lo studio degli esperti della Temple University and The Food Trust, 'i distributori automatici stanno giocando un ruolo…
Fonte: Alice Tecnologia
Scoperto il gene nemico della lettura
ROMA
Per colpa di un pezzetto di Dna leggere una favola può trasformarsi in una missione impossibile. Un team di ricercatori dell’Università di Oxford (GB), grazie a uno studio diretto dall’italiana Silvia Paracchini, ha infatti scoperto una variante genetica nemica della lettura. Il gene, comune a più di una persona su sette, era già stato associato alla dislessia. E, secondo gli ultimi test condotti dagli studiosi britannici, le persone portatrici della particolare sequenza tendono a ottenere punteggi peggiori nelle prove di lettura. Insomma, stando ai neuroscienziati si tratta di uno dei geni colpevoli della dislessia. La buona notizia, però, è che la variante sotto accusa non influisce assolutamente sul quoziente d’intelligenza, secondo la ricerca pubblicata sull’American Journal of Psychiatry.
Precedenti studi avevano identificato almeno sei possibili geni che sembrano influenzare il rischio di dislessia. Il più papabile era proprio il gene KIAA0319, sul cromosoma sei. Proprio il team di Oxford, che lavora presso il Wellcome Trust of Human Genetics, aveva infatti suggerito un possibile legame con la difficoltà di lettura.
Nell’ultima ricerca gli studiosi hanno esaminato il rapporto tra una particolare sequenza del Dna (aplotipo) e l’abilità a destreggiarsi con le parole scritte, sottoponendo a test ad hoc un campione di 6mila bambini di 7-9 anni. «In media - spiega la Paracchini - chi possiede questa comune variante genetica tende a ottenere risultati peggiori nei test di lettura. Ma è importante notare che questo è vero solo per quanto riguarda questa particolare abilità, e non per il QI. Insomma, il gene non sembra collegato a difficoltà cognitive».
Inoltre l’effetto della variante genetica sembra piccolo ma statisticamente significativo. I ricercatori avevano già dimostrato che lo stesso aplotipo è collegato a una ridotta attività del gene nel mirino, durante lo sviluppo del feto. In effetti, agisce come una sorta di freno, attenuando il potere del gene impegnato a fare il suo lavoro mentre il feto cresce. Questo effetto influisce sullo sviluppo della corteccia cerebrale, l’area della nostra mente responsabile dei processi di pensiero.
Negli studi sugli animali si è provato a spegnere il gene KIAA0319, scoprendo che questo influisce sulla migrazione neuronale, il processo che permette ai neuroni creati nello strato più interno della corteccia di migrare verso la loro destinazione finale. «È chiaramente solo una parte del puzzle che spiega perché alcune persone sono meno abili a leggere o sviluppano la dislessia. Esistono, molto probabilmente, diversi altri fattori che contribuiscono a questo, ma il nostro studio fornisce utili indizi. Dobbiamo portare avanti le ricerche per comprendere il ruolo esatto di questo gene nello sviluppo cerebrale, e capire in che modo - sottolinea la studiosa italiana - influisce sulla capacità di lettura».
Fonte: LaStampa Scienza
L’alimentatore universale per notebook più piccolo al mondo
I notebook diventano sempre più popolari ogni giorno che passa. L’unico problema è rappresentato dagli alimentatori, da portare sempre con sé, che a differenza dei notebook si rivelano pesanti, ingombranti e scomodi da usare.
Trust ha però trovato la soluzione grazie alla serie Slimline Multi Function Power Adapters, una nuova linea di prodotti che, oltre ad [...]
Fonte: Megamodo
Applicazioni rifiutate da App Store, Apple gira un'altra vite
Dopo avere proibito agli sviluppatori di comunicare la esclusione delle loro applicazioni da App Store, Apple gira una nuova vite nel sistema che regola i rapporti con chi scrive programmi per iPhone e iPod touch: impedita anche la distribuzione ad hoc. E ora c'è chi vede allungarsi l'ombra dell'anti-trust.
Fonte: Macitynet
Recensione PS3: Mercenaries 2: World in Flames
In Reviews We Trust
Fonte: Tiscali GameSurf
Telecom 2.0: Il Futuro Delle Aziende Di Telecomunicazioni
Le aziende di telecomunicazioni saranno le uniche proprietarie di tutti i futuri canali di distribuzione dei contenuti?
"Tradizionalmente le aziende di telecomunicazioni hanno sempre offerto vari tipi di servizi e di connettività e, dovendo muovere una enorme mole di dati, con il tempo la loro missione più importante è diventata quella di preservare e di migliorare costantemente le loro reti e i loro sistemi di condutture."

Photo credit: Ann Triling
Oggi le offerte di base per la connessione sono diventate molto più accessibili: i prezzi stanno crollando verso un costo molto vicino allo zero che ti danno l'impressione che tutto ti sia offerto gratuitamente e, grazie all'incessante azione del P2P, la comoda e vecchia abitudine di agire solamente come "condotto di scarico" non è più un'opzione praticabile, non importa da che punto di vista la si guardi.
La conclusione è che è impossibile che contenuti e servizi non finiscano impacchettati in questi costosi condotti, cavi e network wireless .
Ma prendi nota di queste parole chiave: CONFEZIONATO e IMPACCHETTATO e Feels Like Free.
Ecco l'articolo completo:
Il Futuro Delle Aziende di Telecomunicazioni
di Gerd Leonhard
Il futuro delle aziende di telecomunicazioni sta sempre più nelle comunicazioni che nell'aspetto "tele", cioè della distanza; e quindi nell'agevolare le comunicazioni costruite e "lubrificate" con contenuti e servizi.
Il traffico vocale diventerà una fetta sempre più piccola della torta - in modo analogo a come i CD e le "unità di vendita" della musica digitale diventeranno solo una piccola percentuale degli introiti futuri delle etichette discografiche.
In un ecosistema di network che voglia mantenere e amplificare quei fastidiosi formati sempre alla moda nati con l'avvento del digitale, le aziende di telecomunicazioni e i loro operatori non avranno altra scelta che allargarsi in settori adiacenti ma del tutto inediti per loro - se non lo faranno altre parti in gioco come per esempio chi produce dispositivi per l'ascolto e per la comunicazione, i portali web, i social network e i motori di ricerca si sentiranno in dovere di riempire queste lacune e di spingere gli addetti ai network verso le basi di un ecosistema digitale che ha appena cominciato a svilupparsi (ricorda: solo il 2% della popolazione al mondo oggi dispone di una connessione a banda larga - c'è ancora molta strada da percorrere). Riesci a immaginarti un network per dispositivi mobili di Facebook, una piattaforma video di Samsung sempre per dispositivi mobili o anche (ovvio) un lettore di eBook di Google?
Una Nuova Definizione di Contenuto
Chiaramente questi concetti di "condotti di scarico e giardini chiusi" in stile Web 0.0 hanno ormai fatto il loro tempo - ora si tratta semplicemente di vedere che cosa passa per questi condotti, non la sua provenienza.
E un concetto cruciale è quello di dare una definizione nuova e allargata di contenuto: non solo come parte di un'opera "professionale" trasmessa in modo da poter essere protetta in buona fede con i copyright, ma anche come un'opera che sia comprensiva di tutte le interazioni circostanti provenienti dai lettori, dei punti focali di attenzione e dell'andamento dei click.
Il Contesto diventa anche Contenuto di grande valore
TwitterMusic, Google VidRead, Gone.MTV, Skype.TV, MotoTube…
Media 2.0
E' tempo per le aziende di telecomunicazioni di prendere parte a un nuovo gioco che si chiama Media 2.0 - una vasta e impressionante opportunità per i network più aggressivi di sorpassare letteralmente alcune di quelle aziende che emergono con ancora una certa paura del futuro, facendo nascere o semplicemente attivando nuovi punti di rottura che potrebbero essere benissimo la prossima versione di Viacom, CBS, BBC o Warner Music. La Deutsche Telekom, Orange o Telefonica avrebbero dovuto acquistare Last.fm, non la CBS!
Ora prova a immaginare Nokia che confeziona la musica della UMG e di SonyBMG nei propri dispositivi, e la vende insieme.
Immagina Google che tenta di confezionare la "musica libera" nel proprio motore di ricerca Top100.cn in Cina; pensa a Last.fm della CBS che mette a disposizione le proprie API per la "musica libera on-demand" all'interno dei social network.
Servizi come Last.FM, Pandora, Flickr e Twitter (e c'è ne sono molti altri) fanno già un grande utilizzo dei network di telecomunicazioni per distribuire e consegnare dati in quantità sempre più crescenti e a un passo sempre più veloce.
Adesso molte aziende di telecomunicazioni e molti operatori di network in tutto il mondo stanno iniziando a capire dove il futuro li stia portando: Contenuti + ConTesto + Comunicazioni + Servizi + AdSense 2.0.
Proviamo allora a delineare alcuni scenari per il futuro:
Twitter potrebbe cominciare a fornire "link" per contenuti già caricati online; gli utenti sarebbero così in grado di ricevere messaggi con un medialink a un file che è stato già caricato da qualche parte e iniziare subito a trasmetterlo per mezzo di un qualunque dispositivo mobile che disponga di Flash. MicroMedia ti dice qualcosa?
Un'azienda di telecomunicazioni (Verizon? SingTel? TMobile?) comprerà qualsiasi cosa rimanga della SonyBMG quando finalmente Bertelsmann lascerà la società ; e SK Telecom potrebbe anche cominciare a comprare la maggior parte delle azioni della Warner Music a livello globale (possiede già il 50% di Korean JV attraverso la WMG).
La mia opinione è che la musica 2.0 andrà probabilmente a coincidere con le aziende di telecomunicazioni 2.0 se i grandi agglomerati musicali (che si stanno però riducendo rapidamente) e le organizzazioni per i diritti musicali, che vanno sempre a passo di lumaca, continueranno a giocare pesante con chiunque abbia l'audacia di volere veramente utilizzare la loro musica in modo legale.
China Mobile darà vita a ChinaSpace, un social network costruito sul concetto di contenuti generati interamente dagli utenti (o dovremmo forse chiamarli Usators).
Il Nuovo Business Della Musica
Entro 18-24 mesi una delle principali aziende di telecomunicazioni (Vodafone? Telefonica? NTT?) darà l'annuncio del suo ingresso nel business musicale. Cominceranno praticamente da zero, liberi da vecchi cataloghi, contratti, personaggi e preoccupazioni tipiche della musica 1.0, lavorando con nuovi artisti e con quei personaggi di fama che avranno finalmente abbandonato le proprie etichette per passare a qualcosa di meglio, dando visibilità anche alle tante pubblicazioni sulla musica 2.0 che si sono fatte strada sulla rete (compreso il mio umile libro Music 2.0,).
Questo processo sarà accelerato dal fatto che molte etichette discografiche in crescita (no, non solo le major e la RIAA) come si sa sono riuscite a farsi detestare dai fan, dagli utenti, dagli artisti, dal pubblico in generale e - come avrai già capito - anche dagli stessi executive delle aziende di telecomunicazioni. Dopo dieci anni di colpetti sulla schiena e 100 milioni di dollari spesi per convincere queste persone a dare in qualche modo ai consumatori quello che veramente vogliono, non sorprende che ci sia una grande voglia di rifarsi.
Le aziende di telecomunicazioni sono ormai piene fino al collo e nei prossimi 9-18 mesi taglieranno i loro legami nei confronti del vecchio sistema delle major discografiche.
Le offerte di musica a tariffa piatta diventeranno uno standard - dando carburante alle aziende di comunicazioni di domani.
Caselli più intelligenti per un traffico maggiore.
Altri Scenari Verosimili
Skype verrà venduta da eBay a un'altro dei maggiori social network o a una grande azienda di telecomunicazioni e così facendo chiuderà il cerchio rispetto al percorso iniziale: un potente network per condividere dati nel modo più economico possibile, che siano chiamate telefoniche o altri bit e byte come ad esempio contenuti di vario tipo (musica, film, TV, libri...). Skype è il mezzo attraverso il quale il P2P legalizzato diventerà una realtà .
Entro 12-18 mesi, di pari passo con Google, una delle più importanti agenzie di pubblicità e di comunicazione stringerà un accordo con una delle maggiori aziende di telecomunicazioni e insieme lanceranno dei nuovi servizi generati dagli utenti e finanziati dalle pubblicità basandosi su un approccio di Advertising 2.0, che aggirerà del tutto la tradizionale produzione di contenuti e le procedure per la concessione di licenze e che offrirà ai nuovi artisti (anche senza contratto) nuovi modi di trovare visibilità .
Raccomandazioni Per le Aziende di Telecomunicazioni
Allora care aziende di telecomunicazioni, operatori e Internet Service Provider, ecco i miei umili consigli:
- Smettetela di preoccuparvi di soddisfare la musica in crescita e le varie parti in gioco dell'industria musicale o gli "studios" - entrambi vi dovranno seguire nel vostro percorso dando a cinque miliardi di utenti quello che vogliono, nei modi in cui lo vogliono, oppure
dovrete lasciarli al loro destino più in fretta che potete.
- Giocatevi bene le vostre possibilità perchè valgono molto: avete i network, avete gli utenti, avete i rapporti pubblicitari - potete ottenere i contenuti nella maniera che preferite.
- Come le radio e le industrie che trasmettevano prima di voi, cominciate a richiedere una nuova licenza standard in bianco per la trasmissione di musica interattiva e a durata intera, seguita dalla possibilità illimitata di scaricare la musica dai network digitali; e mentre avvengono queste negoziazioni cominciate a fare accordi con le agenzie pubblicitarie e anche direttamente con i pubblicitari per preparare il nuovo corso della pubblicità 2.0.
- Prima di tutto viene la musica e poi i film, i video, la TV... 700 miliardi di dollari per la pubblicità ogni anno sono pronti ad entrare nel business dei contenuti in cambio dell'attenzione degli utenti. Cogliete l'attimo.
Maggiori Informazioni
Alcune fonti di ispirazioni per questo Racconto del Futuro:
IBM Future of Advertising Report
Telco2.0 Two-sided business model
Telco2.0 Blog
Edelmann Trust Report
Scritto da Gerd Leonhard per MediaFuturist e pubblicato per la prima volta il 20 Maggio 2008 con il titolo "The Future of Telcos" (PDF)
Gerd Leonhard si occupa di nuovi media. E' un imprenditore del Web nonché autore, scrittore, divulgatore e speaker.
Se vuoi conoscere anche tu di cosa si occupa Gerd Leonhard, ti consiglio di visitare il suo blog MediaFuturist oppure di guardare i video tratti da New Media Conversation Future Talk. In alternativa puoi visitare il suo canale YouTube o abbonarti al suo Feed video. .
Photocredits
The Future of Telcos - Content & Service Pipes: Yin Chern Ng
The Future of Telecoms: Tomasz Trojanowski
Content Re-Defined: Kin Hang Norman Chan
Media 2.0: Goran Stojanovic
The New Music Business: Arnlod Turner
Other Likely Scenarios: Hypermania
Recommendations: Yuri Arcurs
Fonte: MasterNewMediaAnthrax: State Of Euphoria (di Rudy)
Dopo il triangolo delle bermude, virgola la stella del telefonino, ed il perchè la legge italiana non preveda il principio di "giusta causa" nel caso io uccida a morsi il tizio che mi scavalca nella coda per la pizza al taglio, ecco l'ennesimo mistero nella storia dell'uomo: "State Of Euphoria". Dopo anni e anni di profonde riflessioni sul motivo per cui l'unico pirla euforico sia io, e il disco venga invece spacciato dal resto del mondo come una ciofeca pazzesca, ad oggi sono finalmente giunto ad una conclusione definitiva: spero che questo inutile pianeta esploda in una nuvoletta di bum. Per chi non lo sapesse, l'album in questione è da sempre stato bollato come un clamoroso passo falso, e per giunta dagli stessi fan che considerano "Among The Living" il miglior lavoro mai partorito dalla band. Davvero incredibile, date le molteplici analogie tra i due e la riproposizione, seppure in chiave meno funny, di quelle sperimentazioni che caratterizzarono due anni prima l'ingombrante predecessore. I cinque hanno forse la gravissima colpa, oltre a sopravvalutare clamorosamente il cervello dell'anthrax-fan medio, di non voler ripetersi in toto: compattano ulteriormente le ritmiche, snelliscono un pochetto i brani, ma senza renderli per questo meno intricati, anzi. Qualcuno afferma che questo sia l'album più intimista e crepuscolare della loro discografia, ed in parte, ciò è pure vero: se alcune composizioni sono in effetti molto più riflessive, meditate rispetto al passato, d'altro canto non mancano di certo degli episodi più diretti, sulla scia di quell'hardcore-thrash più sfrenato che li ha resi famosi. Ma minchia, se questa varietà di intenti e di proposta musicale è da considerare un difetto… Il problema è più che altro quel dannato buco nero custodito nel vostro cranio, direi. A dir poco esaltanti i riff portanti di "Out of sight, out of mind" e della conclusiva "Finale" (mai titolo fu più azzeccato, probabilmente), un irrefrenabile treno in corsa. Meno elaborata e furente l'opener "Be all, end all", un brano che colpisce per la sua ricercatezza nelle melodie e per l'inusuale intro di archi. Interessantissime le sperimentazioni (soprattutto vocali) di "Make me laugh", un pezzo che ha bisogno di una lenta assimilazione, per poter essere apprezzato appieno. Puro, scultoreo tecno-thrash per quanto riguarda gli oltre sette minuti della centrale "Who cares wins", altro episodio memorabile che non si caga mai nessuno. E' invece ben più celebre "Antisocial", una canzonetta dalle ritmiche leggere e divertenti; d'altronde trattasi di una cover dei Trust, gruppo hard rock francese. Nulla per cui strapparsi le mutande ma carina, comunque. Il resto dell'album (cioè le rimanenti "Schism", "Now it's dark" e "Misery loves company", dato che "13" è una strumentale di 1 minuto, o poco meno) si staglia su ottimi livelli, …
Fonte: DeBaser
Federica Nargi, pensaci tu…
I trust in Nostradamus Failla, che il 22 luglio scrisse: la Velina mora sarà Federica Nargi . A ques...
Fonte: Kataweb Spettacoli
The Offspring: Rise And Fall, Rage And Grace (di Gallagher87)
Dopo il mediocre Splinter il quartetto di O. C. ritorna con "Rise And Fall, Rage And Grace". Ad essere sinceri si può dire che i nostri sono in fase di tramonto, questo ultimo lavoro non è niente male ma presenta formule spremute e rispremute, a tratti ispirate dal binomio 'velocità/melodia' come nelle grande hits del passato ("All I Want", "The Kids Aren't Alright) e a tratti sembra prendere spunto (fin troppo) da lavori di Green Day, Coldplay ma non solo.Entrando nel dettaglio si può dire che l'album non ha quel puro spirito punk rock come ai tempi di "Smash" per intenderci, ma è un cd molto più 'pop-oriented', bene pezzi come "Half - Truism" e il primo singolo "Hammerhead" che sembrano tra i pochi a 'profumare di nuovo', già al secondo pezzo dell'album "Trust In You" ritorna inevitabilmente in mente "All I Want", persino i titoli sembrano cacofonicamente simili, le melodie lo sono molto di più, specialmente il ritornello che forse avrà l'unica differenza di essere abbassato di un paio di note. Il pezzo che sembra essere il più riuscito per entrare nelle charts è "You Gonna Go Far, Kid" , a mio parere miglior pezzo dell'album, ahimè fa parte si dei pezzi diciamo 'campionati', ma è composto decisamente bene mescolando una base pop-rock ad un ritornello da ricordare già dopo un paio di ascolti, un pò come ai tempi di "The Kids Aren't Alright" (ci siamo capiti… ). Non male "A Not Like Me", pezzo frizzante e scritto anche egregiamente, con tanto di seconde e terze voci di sottofondo e con uno spruzzo di malinconia, giusto quanto basta. Se il cd fosse composto solo dalle prime cinque tracce sarebbe un ottimo cd, anzi EP, già andando avanti si nota come le idee inizino a mancare, la ballata "Kristy, Are You Doing Okay?" ben recensita nella prima recensione dell'album scritta su debaser, è praticamente un clone di "We Don't To Look Back Now", pezzo dei Puddle Of Mudd contenuto nel loro ultimo album "Famous", per carità parliamo di una canzonetta carina e semplice da cantare, ma le analogie sono imbarazzanti. Purtroppo non è ancora finita la sagra dello 'scopiazzamento', "Nothingtown" ha un intro uguale alla famosa "Want You Bad" ma ci può stare, "Fix You" credo sia la primissima versione scritta da Chris Martin (Coldplay) ma poi scartata e rifatta ( Dexter Holland avrà rovistato tra i rifiuti di casa Martin e avrà trovato la demo, almeno il titolo poteva essere cambiato, non dico tanto un pò di astuzia). Ottima invece "Stuff Is Messed Up" qui non ho niente da dire, il pezzo è suonato bene e cantato meglio, degno dei migliori Offspring, forse unica nota positiva della seconda parte del cd, mentre "Rise And Fall" sembra cosi uguale ad "American Idiot" dei Green Day che persino…
Fonte: DeBaser
Imprivata OneSign rende piu’ sicura la Sanita’ inglese
University Hospital of South Manchester NHS Trust implementa il Single Sign-on con Imprivata OneSign. Lo staff medico può ora accedere più velocemente ai dati clinici dei pazienti. La soluzione supporta pienamente le smart card NHS ed offre funzionalità di audit e reporting
Fonte: FullPress Focus
La ricca conversazione del bonobo
In situazioni informali, i bonobo mostrano di avere una competenza linguistica decisamente superiore a quella che esibiscono in situazioni sperimentali controllate, lo afferma uno studio pubblicato sul Journal of Integrative Psychological and Behavioral Science da Janni Pedersen che anticipa parte della tesi di specializzazione che Pedersen, laureato presso l'Università di Aarhus in Danimarca, sta completando presso il Great Ape Trust (GAP) della Iowa State University in collaborazione con William M. Fields direttore di una sezione del GAP.
La scoperta contrasta con il pensiero dominante secondo ...
Fonte: Le Scienze
L’apprendimento subliminale dimostrato in laboratorio
La ricerca di cui parliamo oggi è stata condotta dal Wellcome Trust Centre for Neuroimaging dell'University College di Londra e dimostra che il cervello umano è in grado di apprendere sulla base di percezioni subconscie. Vediamo in pratica che cosa...
Fonte: Psicocafe
Provata l'esistenza dell'apprendimento subliminale
Sfruttando sofisticate tecniche di visualizzazione cerebrale, modellazione computazionale e mascheramento percettivo, ricercatori del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging presso l'University College di Londra ha dimostrato che è possibile realizzare un apprendimento finalizzato a uno scopo di ricompensa, senza la contestuale presenza di processi consci. Si tratta cioè di quel "apprendimento subliminale" di cui da quasi un secolo si parla, ma del quale finora non era stata dimostrata in modo inequivoco l'esistenza.
"Spesso le persone affermano che la loro intuizione porta a decisioni migliori di un ragionamento consapevole", ha osservato ...
Fonte: Le Scienze
Wall Street passa la mano nuovamente ai ribassisti. Attesa per il dato sulla vendita di case
I riflettori saranno ancora puntati sul settore finanziario, dopo il fallimento della Columbian Bank and Trust, ma si guarderà anche a Lehman Brothers.
Fonte: Trend online
P2P: Governo, Democrazia E Teoria Economica - Il Peer-To-Peer Come Stile Di Vita - Parte 2
"La nostra attuale economia politica si basa su un errore di valutazione: l'assunzione che le nostre risorse naturali siano illimitate, come se si trattasse di un pozzo senza fondo.

Photo credit: Maxim Malevich
Questa assunzione sbagliata crea un'illusoria scarsità di risorse culturali che sono invece potenzialmente abbondanti.
Tale combinazione di quasi-abbondanza e di quasi-scarsità distrugge la biosfera e ostacola l'espansione delle innovazioni sociali e della cultura libera.
In una società basata sul P2P la situazione è rovesciata: i limiti imposti dalle risorse naturali sono rispettati e l'abbondanza di risorse immateriali diventa il principio guida di tutto il sistema. Una teoria P2P si articola su alcuni punti chiave:
- il valore intellettuale, culturale e spirituale di base è prodotto da un'economia P2P non-reciproca;
- la teoria è affiancata da una sfera di scambio materiale, riformata e ispirata al P2P; ed
- è controllata a livello globale da un sistema di governo ispirato al P2P.
Grazie a queste caratteristiche, il P2P può essere definito come la logica di base di una prossima civilizzazione. Esso rappresenta sia soluzione che una risposta alla crisi strutturale del capitalismo contemporaneo."
In questa seconda parte di "P2P Come Stile di Vita" (qui trovi la prima parte), l'esperto mondiale di P2P Michel Bauwens discute le basi politiche ed economiche del governo P2P illustrando i principi democratici di produzione e proprietà ad esso collegati.
Mettendo in discussione i presupposti sbagliati sui cui si basano i nostri sistemi economici e politici, ci si accorge subito di quanto sarebbe drastico il cambiamento se i governi riuscissero a collaborare, invece che esercitare semplicemente il potere e il controllo, e fornissero alle comunità P2P i mezzi economici per fare passi avanti nella loro missione di cooperazione sociale.
In futuro, mi aspetto di vedere l'adozione di sistemi economici alternativi che forniscano agli individui le risorse di base per seguire le proprie vocazioni naturali, senza il bisogno di un controllo eccessivo da parte delle organizzazioni private.
Come ho già scritto: "Un governo P2P, se sostenuto da nuove regolamentazioni socio-economiche, compresa una sovvenzione universale per tutti, potrebbe essere il mezzo adatto per permettere agli individui di governarsi da soli, dedicandosi al tempo stesso, ai propri interessi e alle proprie passioni più profonde."
Introduzione di Robin Good
Le Implicazioni Politiche Della Rivoluzione P2P - Parte 2
di Michel Bauwens
5. La Teoria P2P Come Possibilità di Emancipazione Dei Nostri Tempi

Photo credit: Kostantin Inozemtev
Dal momento che un sistema a crescita infinita è fisicamente e logicamente impossibile in presenza di un ambiente naturale limitato, il sistema mondiale di oggi attraversa una crisi causata dalla sua stessa crescita. Se già stiamo consumando "per due pianeti", ci servirebbero allora quattro pianeti se Cina e India ottenessero parità di trattamento secondo gli attuali livelli di consumo occidentali. Questi fattori provocano una crisi a livello di risorse e di sistema ecologico e l'espansione del sistema viene limitata.
Comunque anche il sogno di un intenso sviluppo nella sfera immateriale rimane bloccato, dato che la sfera dell'abbondanza e della produzione sociale diretta attraverso l'economia P2P crea una crescita esponenziale nel valore d'uso, ma anche una crescita per altri aspetti delle opportunità ai margini del mercato.
L'attuale sistema mondiale si trova di fronte a una crisi simile a quella dell'Impero Romano basato sulla schiavitù, che non poteva più crescere a livello di espansione (oltre un certo punto, il costo dell'espansione superava i benefici della produzione aggiunta), e non poteva crescere neanche di intensità , perchè questo avrebbe comportato l'autonomia degli schiavi. Da qui l'emergere del sistema feudale, che ha di nuovo posto l'accento sull'area locale, dove la possibilità di crescere sia come produttività che come intensità era reale. I servi erano ancora legati alla terra, ma ora potevano avere famiglia, tenere una parte della loro produzione e subire una tassazione meno pesante e si dimostravano più produttivi degli schiavi. I signori prendevano una porzione sostanzialmente più bassa del loro surplus. Oggi, la crescita in estensione è in ultima analisi bloccata, mentre la crescita intensiva nella sfera immateriale richiede una riconfigurazione di base che trascende ampiamente il nostro sistema logico.
Analogamente l'attuale crisi strutturale richiede una nuova configurazione delle due principali classi sociali (così come i proprietari di schiavi sono diventati signori feudali e gli schiavi sono diventati servi).
Oggi vediamo emergere una classe di capitalisti legati alla rete, che rinunciano alla dipendenza dall'attuale regime di accumulazione immateriale per mezzo della proprietà intellettuale, in modo da permettere la partecipazione sociale attraverso piattaforme di proprietà che combinano in modo astuto aspetti di apertura e di chiusura mentre gli operatori nel campo della conoscenza si emancipano da una classe che era rimasta dissociata dai mezzi di produzione. Le capacità mentali e i network sono infatti i loro nuovi mezzi sociali di produzione. (Anche se rimangono decisamente dissociati dai mezzi per monetizzare il proprio lavoro in modo autonomo). Sarebbe giusto dire che, attualmente, le comunità P2P sono sostenibili in modo collettivo, ma non individuale, portando a una crisi di valore e a una precarietà diffusa tra i knowledge workers.
Secondo la mia opinione, la soluzione porta nella direzione seguente:
- il settore privato riconosce di dipendere sempre di più dall'esternalizzazione della cooperazione sociale e, in accordo con le autorità pubbliche, acconsente a un nuovo compromesso storico nella forma di un reddito base. Ciò permette alla sfera della cooperazione di prosperare ancor di più, creando benefici di mercato
- la sfera del mercato si dissocia da una forma di capitalismo a crescita infinita (come questo sia possibile richiede un articolo a parte, ma la chiave sarebbe in una riforma monetaria nella direzione di una macroeconomia, come proposto da Bernard Lietaer, associata a un nuovo regime che estenda la produzione di moneta dalle banche private al campo sociale attraverso sistemi monetari aperti).
- la sfera dell'economia P2P crea gli appropriati 'sistemi di riconoscimento del benessere' per poter identificare quelli di sostegno alla propria esistenza e nascono sistemi che riescono a tradurre in reddito la propria buona reputazione.
6. Governo P2P e Democrazia

Photo credit: Jarno Gonzalez
Stanno emergendo nuove infrastrutture P2P sociali e tecniche, come i media sociali e i team autonomi, che possono diventare il parametro dominante dei cambiamenti indotti dal capitalismo cognitivo (cognitive capitalism), e così la dinamica relazionale del P2P avrà effetti politici sempre maggiori.
La dinamica relazionale del P2P nasce ovunque vi siano network distribuiti, vale a dire network i cui gli agenti siano liberi di intraprendere azioni e relazioni e dove non ci sia coercizione ma, piuttosto, modalità di governo che emergono dal basso. Ciò crea processi come l'economia P2P, la produzione comune di valore, il governo P2P, vale a dire la capacità di auto-governo di tali processi e la proprietà P2P, il sistema autoimmune che impedisce l'appropriazione privata dei beni comuni.
E' importante distinguere il governo P2P di una multitudine di gruppi globali, piccoli ma coordinati, che scelgono processi non-rappresentativi in cui i partecipanti prendono le decisione su base collaborativa, dalla democrazia rappresentativa. Quest'ultima è una forma decentralizzata di divisione dei poteri ed è basata sull'elezione di rappresentanti. Siccome la società non è un gruppo P2P con alla base un consenso a priori, ma piuttosto una struttura decentralizzata di gruppi in competizione tra loro, la democrazia rappresentativa non può essere rimpiazzata da un governo P2P.
Comunque entrambi i modelli si influenzano a vicenda tenendo conto l'uno dell'altro. I progetti P2P che si evolvono oltre un certo grado e cominciano ad affrontare temi decisionali sulla scarsità delle risorse probabilmente adotteranno alcuni meccanismi rappresentativi. Le decisioni burocratiche e di rappresentanza saranno in certi casi rimpiazzate da network di governo globale, che per certi versi si possono auto-governare. In ogni caso, i processi di decisione dovranno incorporare sempre più modelli multistakeholder, per riuscire a includere tutti i gruppi interessati. Questo modello di collaborazione basato sui gruppi ricorda nello spirito il governo P2P su base individuale, in quanto entrambi condividono un ethos partecipativo.
7. Verso un Approccio Basato Sulla Partnership
Photo credit: Juri Arcurs
In una politica basata sulla partnership, lo Stato permette e incoraggia le comunità di utenti a creare valore in modo autonomo cercando di eliminare gli ostacoli sul loro percorso.
Il cambio di approccio fondamentalmente è il seguente.
Nella visione che ha ispirato l'era moderna, gli individui erano considerati come parti di un sistema atomico. Si credeva che avessero bisogno di un contratto sociale che delegasse l'autorità a un ordine superiore, a una sovranità , in modo da creare la società e che la socializzazione fosse compito di istituzioni che si rivolgessero a loro come a una massa indifferenziata. Nella nuova visione invece gli individui sono sempre già connessi tra loro, e guardano alle istituzioni in modo informale. Le istituzioni avranno allora il dovere di evolversi e diventare nuove ecologie di supporto, escogitando le infrastrutture più adeguate.
I politici dovranno farsi più esperti e abili nelle interpretazioni, per riuscire ad elevare al campo istituzionale le questioni che nascono dalla rete di network della società civile.
Lo stato diventa in quest'ottica un arbitro neutrale (o ancora meglio: sostenitore dei beni comuni); cioè un meta-regolatore delle tre sfere di competenza principali, abbandonando il dilemma binario tra stato e proprietà privata per abbracciare un'opzione triarchica che comprenda:
- regolamentazioni da parte del governo.
- libertà del mercato privato.
- progetti autonomi della società civile.
Uno Stato basato su un rapporto di partnership riconosce che è la legge della competizione asimmetrica (asymmetric competition) a dover dare supporto all'innovazione sociale.
Un esempio in cui mi sono imbattuto di recente è l'attività del municipio di Brest, nella Bretagna Francese. In questa città la sezione di "Democrazia Locale", sotto la direzione di Michel Briand, rende disponibili infrastrutture online, corsi di formazione e veri e propri strumenti per la condivisione (come telecamere, apparecchiatura audio e così via) in modo che gruppi o singole persone possano creare progetti di interesse sociale e culturale in modo autonomo. Ad esempio, il progetto Territoires Sonores permette al pubblico di creare file audio e video per valorizzare i propri percorsi personali, che non devono rispondere nè a una compagnia privata nè allo stesso municipio. In altre parole, è un caso in cui l'autorità pubblica permette e incoraggia un'economia sociale diretta di valore.
La dinamica del P2P, con i pensieri e le sperimentazioni che è in grado di ispirare, non rappresenta solo una terza forma per l'economia del valore sociale, ma anche nuove regolamentazioni e strutture istituzionali che possono essere esplorate e applicate.
Accade allora che dalla società civile emerga una nuova forma istituzionale, i commons: una concezione inedita della proprietà e delle sue regolamentazioni.
A differenza della proprietà privata che è esclusiva, e della proprietà di Stato che tende ad espropriare i beni individuali, la proprietà nella forma dei commons vede l'ìndividuo in pieno possesso della propria sovranità , che però può scegliere di condividere con gli altri.
Solo nella forma dei commons la proprietà è in grado di riconoscere la naturale propensione della conoscenza umana a scorrere, a propagarsi ovunque. Un regime di proprietà privata porta invece a una lotta radicale contro questa tendenza. Ecco perchè il formato dei commons verrà probabilmente adottato come soluzione più competitiva.
Per quanto riguarda l'istituzionalizzazione di queste nuove forme di proprietà comune, è da citare l'opera di Peter Barnes e del suo libro Capitalism 3.0. L'autore parla infatti di come parchi nazionali e ambienti comunitari (vedi la proposta Skytrust) possano essere guidati da trust fiduciari. Questi trust avrebbero il compito di conservare intatto il capitale naturale e di preservare le risorse attraverso un sistema di voto individuale. Sarebbe un'alternativa accettabile sia rispetto alla nazionalizzazione che alla privatizzazione o deregolamentazione.
La mia congettura è che in una nuova civilizzazione, in cui logica del P2P sia alla base della creazione di valore, i commons saranno l'istituzione centrale che guiderà l'intero meta-sistema. Il mercato sarà un sotto-sistema P2P che si occuperà dell'economia competitiva di prodotti reali in base a un pluralismo reso sempre più vivace da schemi di reciprocità .
8. Una Politica Progressiva, Rinnovata, Focalizzata Sul Supporto Dei Commons

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Cosa significa questo per la nostra tradizione di emancipazione nata con la rivoluzione industriale?
Credo che potrebbero verificarsi due effetti positivi:
- una dissociazione dal collegamento automatico con le forme del governo burocratico (il che non significa che non possano essere appropriate in certi casi). Si potrebbero così formulare proposte che diano supporto diretto allo sviluppo dei commons
- una dissociazione da altre alternative, come la privatizzazione e la deregolamentazione, con il supporto ai commons e all'economia P2P. Sarebbe un'alternativa sia alla privatizzazione neoliberista che all'introduzione di logiche private nella sfera pubblica (vedi la politica di Tony Blair).
Il progresso potrebbe allora assumere le forme di una teoria dell'informazione piuttosto che quelle della società industriale.
Invece di difendere lo status quo del mondo industriale, il progresso tornerebbe ad essere una forza trainante, ad esempio nella lotta per arrivare a una società basata su una corretta informazione, alleandosi con i movimenti per i commons, per la partecipazione e per gli schemi aperti.
Questi movimenti sono cresciuti negli ultimi anni proprio a causa dell'esigenza di un'economia efficace per il P2P e i commons.
- I movimenti per i formati liberi e aperti hanno l'intento di assicurare materiale grezzo per la produzione culturale combattendo contro i monopoli capitalistici che ostacolano l'innovazione. Forniscono per così dire i dati dell'equazione.
- I movimenti per la partecipazione chiedono che chiunque possa usare le proprie abilità personali per contribuire ai progetti comuni e abbassare così la soglia tecnica, sociale e politica di accesso; e infine
- Il movimento per i commons cerca di impedire l'appropriazione privata dei beni comuni così da garantire concretamente che le opere comuni possano circolare, essere riprodotte senza trovare impedimenti e creare a loro volta materiale utile, libero e accessibile.
Questi movimenti si presentano generalmente sotto tre modalità :
- movimenti trasgressivi, come il file sharing di vecchia e nuova generazione che ci fa capire l'inadeguatezza del sistema legale;
- movimenti costruttivi, che danno luogo a una nuova struttura per le relazioni sociali, come il movimento Creative Commons, del software libero e così via;
- tentativi riformisti o radicali di cambiare il regime istituzionale per adattarlo alle nuove realtà .
Personalmente non credo che questi movimenti andranno a creare nuovi partiti politici, ma che cercheranno di instaurare alcuni legami con il mondo politico, questo sì.
Se da un lato il P2P come governo è capace di combinare elementi sia di eguaglianza che di libertà , coprendo così l'intero spettro politico, dall'altro io ritengo che sia la sinistra la forza più adatta per stringere alleanza.
C'è anche una connessione con il movimento ambientalista. Se i movimenti culturali combattono contro la scarsità di risorse prodotta da regimi restrittivi come il sistema dei copyright e dei brevetti, i movimenti ambientalisti combattono contro l'ingannevole abbondanza prodotta da logiche di mercato prive di restrizioni. Bisogna abbandonare questa doppia illusione di abbondanza e scarsità se vogliamo sostenere il nostro attuale livello di civilizzazione. Come hanno sottolineato Richard Stallman e altri, copyright e brevetti sono concepiti proprio per ostacolare la libera cooperazione e lo scambio culturale tra gli individui e sono dannosi ai fini del progresso umano quanto la distruzione della biosfera.
Troviamo quindi un enorme potenziale in questa possibile emancipazione dell'uomo, che dovrà essere in linea con le nuove generazioni e recuperare quel vantaggio guadagnato dai repubblicani fin dagli anni 80.
9. Conclusioni: Cosa Bisogna Fare?

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Ricapitoliamo i punti principali, per sottolineare la sovrapposizione tra il movimento contro la scarsità delle risorse e quello per la sostenibilità dei progetti.
Noi viviamo in un'economia politica che è contraria alle nostre intuizioni. Siamo convinti che l'ambiente naturale sia un pozzo senza fondo e così ci siamo costruiti un sistema economico basandoci sulla logica della crescita infinita. Ma dal momento che le risorse naturali sono in realtà limitate, l'abbondanza è solo illusoria.
Siamo anche convinti di dover introdurre nuove restrizioni nella sfera della produzione immateriale in modo da impedire la libera circolazione delle innovazioni culturali e sociali. Così creiamo solo ostacoli a chi vuole cooperare con le nostre leggi sulla proprietà intellettuale.
Quello che ci serve invece è una politica economica che prenda coscienza di due fattori fondamentali: c'è scarsità di risorse nella sfera materiale e c'è invece abbondanza in quella immateriale.
Il procedimento di innovazione sarà complesso e richiederà lavoratori autonomi e creativi che possano condividere le loro competenze.
Nel mondo dell'economia immateriale, del software, dei testi e del design i costi di riproduzione sono marginali e così vediamo emergere un'economia P2P non-reciproca, con persone che si impegnano secondo la propria volontà nella creazione di valore d'uso traendo profitto dai beni comuni così creati senza avere necessariamente rapporti reciproci.
Nel mondo dell'economia materiale, dove c'è scarsità di risorse e vanno recuperati i costi, questa mancanza di reciprocità non è possibile. Quindi ci servono altre modalità di scambio neutrale, come il mercato.
Nella sfera dell'economia immateriale l'umanità sta studiando le leggi dell'abbondanza. Senza competizione è il valore dei beni ad essere vincente attraverso la condivisione.
Da questo punto di vista l'evoluzione ci porta verso licenze non-proprietarie, modalità economiche partecipative e forme di proprietà basate sui commons. Emerge una nuova tribalizzazione, nel senso positivo del termine. Nel mondo dei beni materiali si prepara invece una serie di crisi, dovute alla scarsità delle risorse: il riscaldamento globale ne è un esempio. Da questo punto di vista vedremo gli aspetti più negativi della tribalizzazione a causa della competizione.
La logica dell'abbondanza ha le potenzialità per portarci a riorganizzare il mondo a un livello più alto grazie alla spinta del P2P.
La logica della scarsità potrebbe invece portarci a nuove guerre per le risorse, facendoci cadere perfino in un nuovo medioevo come dopo la caduta dell'Impero Romano.
La sfida che ci attende è tutta nel portare la logica dell'abbondanza nel mondo della scarsità .
E' un'eventualità realistica?
Nel mondo immateriale dell'abbondanza la condivisione non è problematica e l'ulteriore espansione di un'economia non-reciproca è del tutto plausibile. "Insieme sappiamo tutto": questo dovrebbe rappresentare il nostro ideale.
Nel mondo materiale della scarsità delle risorse l'abbondanza si traduce in tre concetti chiave che possono cambiare la coscienza dell'uomo e di conseguenza le sue pratiche economiche. "Insieme abbiamo tutto" non è un'ideale realistico: abbiamo bisogno di concetti di transizione.
Distribuire ogni cosa è il primo concetto chiave.
Ciò significa sfruttare solo una parte delle risorse fisiche e dei mezzi di produzione. Significa avere un'economia che si sviluppa verso modalità di mercato P2P come il commercio equo (un meccanismo di mercato soggetto a un arbitrato P2P, con produttori e consumatori legati da un rapporto di partnership) e l'imprenditoria sociale (che utilizza i profitti per il progresso sociale).
La tendenza alla miniaturizzazione dei mezzi di produzione rende realistico questo scenario: la fabbricazione dal desktop porta a nuove figure, come i designer individuali, e a tempi di lavoro più rapidi che diminuiscono i vantaggi della produzione industriale. Il prestito sociale crea una distribuzione del capitale finanziario; e la produzione sociale diretta di moneta attraverso il software non è uno scenario così remoto (vedi l'opera di Bernard Lietaer); se da un lato è vero che la scarsità di risorse farà aumentare il costo dell'energia e del materiale grezzo, è vero anche che probabilmente l'economia ritroverà una sua dimensione locale, e le possibilità del P2P aumenteranno sempre di più.
La sostenibilità è il secondo concetto.
Visto che un sistema a crescita infinita non può durare per sempre, dobbiamo abbracciare nuovi concetti di mercato come quelli indicati dalla scuola di pensiero del capitalismo naturale (David Korten, Paul Hawken, Hazel Henderson), dal capitalismo 3.0 (vedi la proposta di Peter Barnes di usare i fondi fiduciari come forme di proprietà in quanto impongono la conservazione del capitale), dai processi di produzione e design che procedono passo per passo in modo che non ci sia spreco. Dobbiamo muoverci verso un'economia a stadi regolari (Herman Daly), che non è necessariamente statica: un'economia capace di compensare la perdita delle risorse che abbiamo sfruttato in natura.
Il terzo concetto è quello di sufficienza o abbondanza
L'abbondanza è analizzabile non solo da un punto di vista oggettivo, ma anche da uno soggettivo. In un'economia dei beni materiali la crescita infinita deve essere rimpiazzata dal concetto di sufficienza: la condizione dell'uomo e la sua felicità non possono più dipendere dall'accumulazione e dal consumo dei beni materiali, dovranno basarsi piuttosto su valori immateriali. Valori tali da permetterci di andare in cerca della nostra identità come individui creativi, collaborativi, che si riconoscono in comunità P2P.
Solamente un'economia che faccia tesoro dell'esperienza può evitarci una cultura di frustrazione e sacrifici, con l'infelicità e l'inevitabile repressione che questa comporta. Un'economia di questo tipo non sarà creata solo dalle affiliazioni commerciali (franchising), ma anche dal vero e proprio valore culturale. Comunità e imprese P2P, anche grazie alla partnership statale, avranno il compito di dipingere il grande quadro del valore immateriale: più sarà profondo il valore della nostra presenza come esseri umani, più sarà trascurabile il nostro attaccamento ai meri beni materiali.
Fine Della Seconda Parte
Qui trovi la prima parte.
L’autore:
Michel Bauwens (1958), belga, è un esponente della Filosofia Integrale e teorico del Peer-to-Peer. Ha lavorato come consulente Internet e information analyst per la United States Information Agency, information manager per British Petroleum (dove ha creato uno dei primi centri di informazione virtuale) ed è stato editor-in-chief del primo magazine europeo per la convergenza digitale, l'olandese Wave. Con Frank Theys è il co-creatore di un documentario di tre ore chiamato TechnoCalyps, una disamina della "metafisica della tecnologia". Ha curato due antologie in lingua francese sull'Antropologia della Società Digitale.
Nonostante sia stato studente di Ken Wilber, ora critica alcuni aspetti del movimento Wilber-Beck e si batte da tempo per una società non autoritaria basata sul P2P.
Michel è l’autore di alcuni saggi online, inclusa la tesi Peer-to-Peer and Human Evolution, ed è editore di P2P News.
Ora vive a Chiang Mai, Thailandia, dove ha creato la Foundation for P2P Alternatives e gestisce un blog.
Ha tenuto corsi sull’antropologia della società digitale per gli studenti della ICHEC/St. Louis a Bruxelles, Belgio e per la Payap University e la Chiang Mai University in Thailandia.

Fonte: MasterNewMedia115 MLN DI ANIMALI USATI NEL MONDO PER ESPERIMENTI
Londra - Sarebbero almeno 115 milioni gli animali sono stati usati in tutto il mondo nelle sperimentazioni scientifiche. Lo afferma una ricerca realizzata in Gran Bretagna da due organizzazioni, la British Union for the Abolition of Vivisection e il Dr Hadwen Trust for Humane Research ed e' stata pubblicata sulla rivista journal Alternatives to Laboratory Animals.
Fonte: Cybermed
A rischio gli Obiettivi del millennio per la malaria
Gli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG) dell'ONU per contrastare la malaria a livello globale, probabilmente, non verranno raggiunti: è questa la conclusione di uno studio di Bob Snow, del Wellcome Trust, che firma un articolo sulla rivista online ad accesso libero PLoS Medicine.
Gli otto obiettivi MDG furono stilati dalle Nazioni Unite nel 2000 per affrontare la povertà globale e le disuguaglianze nell’accesso alle cure sanitarie. Il sesto Obiettivo consiste "nel fermare e cominciare a invertire l'incremento dell’incidenza della malaria e di altre malattie molto diffuse.”
La malaria rappresenta ...
Fonte: Le Scienze
No Age: Weirdo Rippers (di MissBlinky)
Dean Spunt e Randy Randall sono attivi già da tempo nella scena Underground Losangelina. Erano loro, infatti, a gestire lo Smell, piccolo locale in Downtown LA dove hanno suonato parecchi gruppi Noise spaccac**o, Mika Miko in primis.I due ragazzi si fanno conoscere sotto il nome di Wives insieme al batterista Jeremy Villalobos con l'eccellente debutto "Erect The Youth Problem", ma Villalobos decide presto di lasciare e Spunt e Randall, rimasti soli, diventano No Age.Nel 2007 pubblicano "Weirdo Rippers".Codesto gioiellino non è un vero e proprio album d'esordio ma una raccolta degli highlights dei cinque EP pubblicati nel 2006 per cinque label differenti.Distorsioni, muri di Feedback, cantato sbilenco, approccio DIY, melodie orecchiabili e lo-fi sono il loro pane e in questo disco, piuttosto discontinuo e frammentario, c'è di tutto. Dal Dream-Pop elettrico di I Wanna Sleep al Punk Hardcore sferragliante della sorprendente mitragliata Boy Void. Dalle atmosfere Ambient di Sun Spots ed Escarpment al Garage di Everybody's Down.Dead Plane, che scoppia a 4 minuti e 52 dopo una lunga intro che non c'entra un tubo con il resto della canzone, è puro Punk '77, mentre My Life's Alright Without You, il pezzo più radio friendly del disco (in senso mooolto lato, ovviamente) può essere così sintetizzato:Beach Boys +Distorsioni =Un Bijou.Ho come l'impressione che questi No Age lo stiano pian piano mettendo nel bip ai famigerati Yeah Yeah Yeahs, che fino ad ora dominavano incontrastati sulla scena Noise Pop attuale. Certo, Randy e Dean non si potranno mai permettere i creativi abitini da Karen tanto amati, ma di sostanza ne hanno in abbondanza, forse anche un filo in più degli YYY. E se lo dice una che Karen O la worshippa manco fosse Cristo In Terra, significa che i No Age martellano davvero di brutto.Trust me.…
Fonte: DeBaser