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Risultati per: Torre del GrecoArticoli trovati: 207


  1. TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO AGROALIMENTARE

    Il sistema dei riconoscimenti delle denominazioni e dei metodi di produzione è stato introdotto dall’Unione Europea per armonizzare una serie di normative dei singoli stati membri, che già esistevano a tutela della autentica “tipicità” di alcuni prodotti agroalimentari. Nell’Unione Europea, in sede di accordi internazionali, la politica delle denominazioni protette non ha avuto vita facile e non tutti i Paesi dell’Unione sono stati sponsor dell’opportunità di disciplinare la denominazione di origine, né è sempre risultato facile attribuire la paternità delle denominazioni e dei prodotti. In generale l’area mediterranea è più favorevole, rispetto ai paesi nord Europei, all’ approvazione di disciplinari di produzione tesi a tutelare le denominazioni di origine. Si può argomentare che la ragione di tali contrapposizioni può essere ricondotta nella diversa consistenza che ciascun paese ha di un patrimonio di prodotti alimentari, la cui produzione è legata alla provenienza territoriale. In alcuni paesi inoltre l’interesse economico è quello di “copiare” produzioni tipiche già note e conosciute dal consumatore, oppure di lasciare maggiormente libero il produttore al fine di creare produzioni con un mercato proprio . L’Italia è un Paese che conta su un patrimonio enogastronomico di prodotti “tipici” stimato, nel complesso, con un valore economico commerciale sui 20 miliardi di euro ed è di conseguenza il primo paese dell’Unione Europea per numero di prodotti a denominazione di origine tutelata e per superficie di terra coltivata con metodo di produzione biologico. Ottantamila aziende operano nell’ ambito dei marchi DOP e IGP. Si stima che la pirateria sui prodotti che suonano come Italiani sia stimabile fra i 55 e i 60 miliardi (Coldiretti e Federalimentare 2007) Nel 2008 (Fonte: Commissione Europea 2008) l’Italia ha raggiunto 170 riconoscimenti su un totale di 780 prodotti tipici a livello europeo. La Francia detiene 156 denominazioni ( è prima per la carne fresca – frattaglie con 52 prodotti e per i formaggi con 45 prodotti ). A seguire troviamo il Portogallo con 105 , la Germania con 69 e la Grecia con 85 , la Spagna con 11, la Repubblica Ceca con 12, mentre Belgio, Danimarca, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia vanno da 2 a 4 prodotti al massimo. Ultimi in Europa nella classifica risultano l’Ungheria che ha un solo prodotto tipico DOP, la Slovacchia con una IGP , la Slovenia con una DOP. Svizzera , Romania, Malta, Lituania, Lettonia, Estonia e Bulgaria non hanno richiesto la registrazione di nessuno prodotto a denominazione protetta. In Italia i riconoscimenti DOP sono maggiori rispetto alle IGP mentre in Francia si osserva la tendenza opposta e negli altri paesi non esiste sbilanciamento fra numero di DOP e numero di IGP. Da un’indagine condotta da Coldiretti-ISPO emerge che il 75% degli italiani preferisce prodotti a denominazione protetta e che 3 italiani su 4 sono convinti che il prodotti italiani siano più sicuri. Nonostante ciò il mercato dei prodotti tipici non è equamente distribuito in tutte le regioni ma si assiste a una evidente concentrazione al nord, dove è stimato pari all’ottantasette per cento del fatturato delle produzioni tipiche Italiane. La regione italiana con maggior numerosi prodotti tipici è l’Emilia Romagna, con 26 prodotti registrati; a seguire troviamo Veneto, Lombardia e Toscana mentre la Liguria si aggiudica il primato di essere la regione italiana con il minor numero di prodotti tipici. Nonostante quindi l’Italia sia al primo posto tra i paesi dell’Unione Europea per numero di prodotti tipici registrati, non tutte le Regioni hanno ugualmente sviluppato l’interesse verso tali produzioni. La stessa considerazione si può trasporre ai comparti. Infatti se i prodotti di qualità registrati sono per la maggior parte ascrivibili ai comparti ortofrutticolo e cerealicolo, non si può non notare che il fatturato maggiore invece è determinato dai prodotti caseari e dai prodotti a base di carne e con un ordine di grandezza superiore agli oli, pari a 100 e agli ortofrutticoli e cereali pari a 10 ( fonte Mipaf 2008) Quattro i prodotti italiani a marchio che da soli sono capaci di guidare l'intero settore delle produzioni certificate, assorbendo il 64% del fatturato: Grana Padano, Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano e Prosciutto San Daniele (Inea Conta 2008) . E’ logico dedurre dunque dall’analisi di tali dati, che al di là di considerazioni sul mercato e sull’immagine commerciale di ciascun prodotto, che molte DOP e IGP risultano apparentemente inefficaci e i prodotti poco conosciuti. Se si considera il potenziale economico del turismo legato ai prodotti tipici si può intuire come gran parte di esso rimanga inutilizzato. Anche nel settore dei vini le denominazioni protette sono molto presenti: 316 DOC, 36 DOCG e 118 IGT. Ancora una volta il maggior numero di riconoscimenti sono concentrati al Nord : il Piemonte è la regione con il maggior numero di vini di qualità. Segue la Toscana, il Veneto e la Sardegna.. La Valle D’Aosta la più piccola fra le Regioni Italiane possiede solamente un prodotto certificato “Il Valle D’Aosta Doc”. Si fa notare a supporto del valore delle denominazioni protette, che il calo dei consumi che ha investito il comparto alimentare sembra avere colpito i vini convenzionali mentre i consumi dei vini a denominazione di origine, è in crescita. Lo stesso trend positivo si rileva anche per le produzioni con metodo biologico che nel 2004 avevano avuto un’inversione di tendenza rispetto alla crescita degli anni precedenti. Dal 2005 il biologico ha mostrato segnali positivi di crescita, segno che il consumatore è attento alle indicazione di qualità espresse in etichetta. La maggiore crescita delle produzioni biologiche questa volta si registra al Sud dove però bisogna notare che vi è stata una maggiore disponibilità di fondi rispetto agli anni precedenti: la Sicilia è la regione con il maggior numero di aziende dedicate al biologico, seguita dalla Puglia. Nella Comunità Europea la nazione con la maggiore superficie agricola investita a Biologico è l’Italia, seguita dalla Spagna e dalla Germania. Ma a livello mondiale, il continente con la maggiore superficie coltivata a biologico è l’Oceania e a seguire vi è l’Europa e America Latina mentre Nord America , Asia e Africa presentano percentuali piuttosto basse. A livello di consumi la maggior parte del fatturato del biologico è dovuto ai prodotti per l’infanzia , seguono i salumi e i preparati a base di carne, ortofrutticoli freschi e trasformati. L’aumento della spesa Bio è stata rilevata al Nord mentre al Centro sud si registra un generale calo. I prodotti Biologici sembrano infatti essere i più cari in assoluto fra i prodotti di qualità: circa 40 % in più rispetto a quelli tipici . Questo aspetto si ritiene che possa contribuire in maniera sostanziale nel processo di acquisto del consumatore, anche se studi sempre più numerosi dimostrano che negli ultimi anni si è delineato un profilo di consumatore sempre più attento all’alimentazione e orientato all’acquisto di produzioni di qualità. L’ottantasette per cento dei consumatori nel processo decisionale di acquisto mette al primo posto il rapporto qualità prezzo, dimostrandosi propenso ad accettare un prezzo maggiore per un prodotto di qualità. Ovviamente però non deve esistere sbilanciamento fra prezzo e percezione di qualità nel prodotto. In un generale flessione del mercato dei consumi, si ritiene che la polita della qualità debba essere preferita alla logica dei ribassi e della riduzione sconsiderata dei costi essenziali ad una produzione sicura. Il consumatore si mostra propenso a effettuare una spesa consapevole e ad operare scelte di consumo in favore di prodotti di qualità. Con la comunicazione in etichetta delle caratteristiche di qualità si fornisce senza dubbio al consumatore un supporto nel processo decisionale di acquisto. Un aspetto che a mio parere rischia di limitare la forza di penetrazione sul mercato delle produzioni tipiche è rappresentato dal fatto che all’interno della denominazione protetta, spesso sussistono prodotti con caratteristiche chimico fisiche diverse, non ritenute importanti e quindi non inserite nel disciplinare di produzione, ma che determinano prodotti organoletticamente anche molto distanti fra di loro: il consumatore quindi pur rimanendo libero di scegliere all’interno di un prodotto tipico, quello che incontra meglio il suo gusto, potrebbe rimanere disorientato nel riscontrare prodotti sensibilmente diversi e in taluni casi anche costi molto diversi per uno stesso prodotto a denominazione controllata. Tale aspetto, se da un lato evita l’appiattimento del prodotto e delle produzioni (da Biologo so bene che la variabilità crea evoluzione!! ) dall’altro rischia di vanificare lo sforzo della tutela dei prodotti tipici, in particolare quando i disciplinari tutelano pochi aspetti della produzione. Giova ricordare che se è vero che i prodotti che aderiscono a un disciplinare di produzione sono certamente simbolo di qualità, è altrettanto vero che esistono anche piccole realtà produttive che mantengono intatta la loro originalità senza aderire necessariamente a un disciplinare o a un’etichetta specifica: celebre è il caso del Sassicaia, noto Vino Da Tavola fino al 1994 quando ha aderito alla certificazione DOC, prima Doc creata per una sola azienda vitivinicola. Rimane chiaro che la qualità percepita dal consumatore al momento dell’acquisto è pur sempre un insieme di tutte le percezioni motivate dal prodotto fra cui c’è anche il marchio aziendale con la sua storia, che soprattutto nel caso di piccoli produttori non conosciuti viene costruita giorno dopo giorno ad ogni acquisto e ad ogni assaggio.

    di Patrizia Norscia

     Consulente in tecnologia di processo agroindustriale e qualità

    Mailto: Patrizianorscia@interfree.it

    Per gli approfondimenti:

     Biologi italiani –A. La Torre; L. La Torre, I. Sacco, T. Vono. L’agroalimentare di qualità – 7/2008, p.65-76

    http://ec.europa.eu/agriculture/qual/it/pgi_04it.htm

    http://www.istat.it/istat/eventi/2008/fierabologna/

    http://www.inea.it/pubbl/itaco.cfm

     


    Fonte: AlimentaPress

  2. Torre di Mosto (VE) Paesaggi Veneti
    Data/e:
    da 11/10/2008 a 14/12/2008
    COMUNE DI TORRE DI MOSTO MOSTRA "PAESAGGI VENETI" PAESAGGI VENETI - Una collezione in divenire MUSEO DEL PAESAGGIO COMUNE DI TORRE DI MOSTO (VE) ...
    Fonte: Eventi e Sagre

  3. Borse europee, rally finale ma Wall Street chiude male
    Dopo una giornata prevalentemente in negativo l'avvio in forte rialzo del mercato Usa
    dà una svolta alle piazze del Vecchio continente, che finiscono tutte in netto guadagno
    Borse europee, rally finale ma Wall Street chiude male
    Piazza Affari: S&P/Mib su del 2,59%, Mibtel a +1,82%. Unicredit, rialzo di quasi il 10%
    A New York Dow Jones a -1,52% e Nasdaq a -1,48%. Giù anche l'S&P 500 a -1,32%
    di ANDREA GRECO

    (22:40 03/10/2008)
    Fonte: Repubblica Economia

  4. BIMBI... TUTTI A SCUOLA DI CIRCO!
    AMBARADANcon il patrocinio del Comune di Torre Boldonepresenta percorsi formativi tra circo e teatroI partecipanti potranno orientarsi tra diverse discipline della pista e del palcoscenico, ritagliandosi un proprio percorso formativo attraverso le arti sceniche del movimento. Una scoperta dello "spettacolo...
    Fonte: Crepapelle

  5. La torre che aspira l’anidride carbonica
    L’hanno battezzata «CO2 Tower», la torre dell’anidride carbonica, perché è sormontata da un grande e alto cilindro d’acciaio che svetta in posizione verticale. E’ la prima macchina per aspirare anidride carbonica direttamente dall’aria costruita dall’uomo, il sogno dei governanti e degli industriali di mezzo mondo, alle prese con il difficile esercizio dei tagli alle emissioni [...]
    Fonte: Pianeta Verde

  6. Hotel Viareggio: ammira la bella Piazza Mazzini e la sua Torre

    Prenota un hotel a Viareggio e visita le sue splendide Ville, il Gran Caffè Margherita, la famosa Galleria del Libro e tutta la campagna toscana.




    Fonte: Excite Viaggi

  7. In Canada la torre anti anidride carbonica

    Potrebbe risolvere i problemi legati ai tagli del gas serra




    Fonte: Excite Magazine

  8. 100.000 computer per l'Internet del futuro
    GINEVRA
    Si inaugura oggi al Cern la rete "Grid" (calcolo a griglia), proprio dove 17 anni fa nacque il World Wide Web. È nata per analizzare l’enorme quantità di dati che il più grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) inaugurato il 10 settembre scorso, comincerà a produrre a partire dalla prossima primavera, quando sarà stato riparato il guasto che lo ha costretto a fermarsi poco dopo il suo debutto.

    Con la potenza di calcolo di 100.000 computer, Grid è una rete distribuita che unisce 140 centri di calcolo di 33 Paesi. Grazie ad essa migliaia di fisici di tutto il mondo potranno analizzare l’enorme quantità di dati che ogni saranno prodotti dall’acceleratore Lhc: 15 milioni di Gigabyte, tanti quanti possono essere contenuti in una torre di Cd alta 20 chilometri, vale a dire alta 60 volte la torre Eiffel.

    La nascita della Grid è un’impresa che parla in gran parte italiano. «L’idea è partita dall’Italia nel 1999, quando abbiamo cominciato ad affrontare il problema di come condividere le risorse per il calcolo dei dati dell’Lhc: ci eravamo resi conto che le tecnologie esistenti non erano adatte», spiega il direttore del Centro nazionale per la ricerca e sviluppo nelle tecnologie informatiche e telematiche (Cnaf) dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), Mirco Mazzuccato. Ed è il Cnaf di Bologna, oggi, uno degli 11 nodi del primo livello della rete Grid, ossia uno dei nodi che riceveranno direttamente dal Cern i dati prodotti dall’acceleratore Lhc. Dall’idea italiana è nata nel 2001 la European Data Grid: «ha permesso di verificare che la tecnologia funzionava», prosegue Mazzuccato. «Volevamo - aggiunge - che i ricercatori potessero utilizzare i centri di calcolo in modo trasparente per evitare una fatica insostenibile». Proprio come era accaduto prima che nascesse il Web.

    «Adesso la Grid è un prodotto finito, funziona bene ed è sicura», osserva l’esperto. I dati vengono inviati dal Cern a 11 nodi di primo livello e da questi redistribuiti ai centri di secondo livello. In Europa sono attivi 60.000 computer che fanno capo a 250 sedi di ricerca, negli Stati Uniti ce sono circa 30.000 e alcune migliaia sono in Asia, soprattutto a Taiwan, Giappone, Cina e Corea.

    La rete Grid ha anche affrontato un lungo periodo di rodaggio: «a partire da un anno e mezzo fa abbiamo cominciato a utilizzare questa tecnologia per fare prove a livelli che si avvicinavano sempre più a quelli necessari con i dati dell’Lhc. Ora siamo pronti a partire». Nel frattempo la rete Grid ha cominciato ad essere utilizzata da gruppi estesi di biologi, genetisti, geologi e geofisici. In futuro potrebbe entrare nelle case, proprio come è accaduto con Internet.
    Fonte: LaStampa Tecnologia

  9. La torre che aspira l'anidride carbonica
    Funziona perfettamente e potrebbe risolvere il problema dei tagli al gas serra che altera il clima
    Fonte: Corriere della Sera Scienze

  10. Tempi duri per chi fa affari intorno al petrolio
    Tempi duri per chi fa affari intorno al petrolio
    di ANDREA GRECO

    (18:27 02/10/2008)
    Fonte: Repubblica Economia

  11. iPhone in Grecia, una mezza occasione perduta
    L'iPhone in Grecia è stato accolto bene ma dopo l'entusiasmo dei primi giorni ora l'interesse è scemato. La ragione? La mancanza del supporto nativo all'interfaccia in Greco e una tastiera Greca. Utenti delusi anche dal fatto che sarebbe bastato davvero poco per dare ai residenti del paese del Mediterraneo quello che hanno gli abitanti dei paesi nordici. Occasione perduta?
    Fonte: Macitynet

  12. Rialzo record del petrolio Borse in ribasso dopo la sbornia
    Dopo la prima euforia il mercato si preoccupa del debito pubblico Usa
    Torna a scendere il dollaro e a salire il greggio, penalizzando i titoli energetici e quelli legati al biglietto verde
    Rialzo record del petrolio Borse in ribasso dopo la sbornia
    Milano chiude a -1,42%. Giornata nera a Wall Street: -4,17%
    di ANDREA GRECO

    (20:10 23/09/2008)
    Fonte: Repubblica Economia

  13. Mos Def: Mathematics (di Girasole.)
    Matematica. The Mighty Mos Def. Quando stai dentro un cerchio, stai sicuro che dovrai fare i conti con il Pi Greco. Quando vai a votare, stai sicuro che il tuo pezzo di carta sarà decisivo. Decisivoper il futuro della nazione. Cazzate. Boka-boka-boka-boka-boka. It's five dimensions, six senses, Seven firmaments of heaven to hell, 8 million stories to tell, Nine planets faithfully keep in orbitWith the probable tenth, the universe expands length… Lui l'ha capito. Lui ci è arrivato e ora ti guarda con quella faccia sbarazzina dalla copertina del suo primo disco solista (Tutu di Miles Davis, vi dice qualcosa?) - eccola. A scquòla i suoi compagni lo deridevano, lui a scrivere le sue rime nei cessi Sporchi e Puzzolenti, tipicamente Americani, toh, forte! - non ho fatto i compiti, che cosa dirà la Maestrina? è tutto matematica… Streets too loud to ever hear freedom sing, Say evacuate your sleep, it's dangerous to dream;In fondo l'America ha sempre avuto paura, per farlo sapere al mondo non serviva l'11 settembre, no di certo, dopo la paura è solo aumentata, ora anche le nonnine a stelle e strisce guardano insospettite coloro che hanno una folta barba nera, si sono svegliate pure loro, il Governo invece è sempre pronto con un mazzo di fiori in mano ed un sorriso a 74. 5 denti, perché in fondo è tutto matematica… Sixty-nine billion in the last twenty yearsSpent on national defense but folks still live in fear like, Nearly half of america's largest cities is one-quarter black, That's why they gave ricky ross all the crack. Perché finalmente uno dei tanti fra la folla ha alzato la mano per aggrapparsi alla nuvola della speranza, uno con qualcosa da dire (finalmente), uno con le Rime dentro, le battone e i soldi li lascia a gente come 50 Centesimi Scarsi, gente che si rifà al Concept sullo Sterco, tipi del genere, roba da ogni giorno per consumo di massa - che poi la massa sia stupida o manipolata, a noi (ne facciamo parte? crediamo davvero di essere diversi, ovvero, siamo davvero diversi?) che cccefrega? Il Phonte (bridge, sì sì) della canzone è perfetto, riassume tutto in poche battute di attori diversi - Ghostface Killah, Fat Joe (il gigante dei Terror Squad), pure i Ghostbusters. Manco a dirlo, DJ Premier, la Sacra Metà di quel gruppo Geniale (ma dhai?!) nominato in terra "Gang Starr", assembla una vera e propria armata di morsi violenti e velenosi -I revolve around S-s-s-s-cience… Tornando al nostro furbetto che ha capito tutto, ecco, te lo spiega pure perché tu non riesci ad uscire dalla triade Battone/Auto/Soldi quando reppi -You wanna know how to rhyme you better learn how to add, It's mathematics. La risposta non cambia mai, puoi metterci numeri…
    Fonte: DeBaser

  14. Aphrodite's Child: Best of Aphrodite's Child (di cece65)
    Ok, so benissimo che recensire una raccolta non è una cosa molto ortodossa, soprattutto per noi DeBaseriani. Mi prendo questa scusa, però, per parlare di un grande gruppo che per un brevissimo lasso di tempo, meno di tre anni, dal 1968 a metà del 1971, ha segnato un solco profondo nella storia della musica non anglofona con un pugno di canzoni dall'alto tasso emozionale. Un gruppo greco, gli Aphrodite's Child, che si avvaleva della fantastica e poetica voce di Artemios Ventouris Roussos (Demis), della grande batteria di Lucas Sideras, e della lucida follia di quel geniaccio di Evangelos Odyssey Papathanassiou (cioè il grande Vangelis). Non mi voglio nemmeno soffermare su tutti i pezzi di questa pur striminzita raccolta (nove brani in tutto), tra cui ci sono delle vere e proprie gemme come "Spring, Summer, Winter and Fall" e "I Want to Live", ma voglio porre l'accento su due canzoni che riascoltare anche adesso a distanza di anni mi provoca l'effetto turbinoso di un'emozione potente. La prima è la risaputa ma splendida "Rain and Tears", cioè il pezzo che per primo fece conoscere al mondo la bellezza e la unicità della voce di questo grande (in tutti i sensi, era un omone) cantante, mentre la seconda è "It's Five O'Clock". Mi è veramente difficile descrivere le sensazioni che mi provoca l'ascolto di questo pezzo, dalle magiche tastiere iniziali a quella voce che si alza limpida come il mare Egeo, soprattutto nel bellissimo ritornello. Meraviglioso è poi l'assolo centrale di Vangelis che fa avvicinare notevolmente il pezzo ai Procol Harum. Peccato che poi il gruppo sia durato troppo poco, vuoi per la voglia, sicuramente giustificata visto il suo monumentale estro, di Vangelis di misurarsi con cose più impegnative che non il pop-rock, e che lo porterà comunque ad ottenere gloria e fama planetari, soprattutto con le colonne sonore di "Blade Runner" e di "Chariots Of Fire", e un po' anche perchè la voce di Demis, a un certo punto, doveva "camminare" da sola. Che poi il Demis si sia qualche volta un pochino svenduto con pezzi e arrangiamenti al limite del kitsch è un'altra storia, ma d'altra parte quella voce emozionava cantando qualsiasi cosa. P. S. : Ho sentito di recente Julio Iglesias cantare "Forever and Ever". Beh, ragazzi, NON C'È PARTITA, Demis 8 Julio 0. …
    Fonte: DeBaser

  15. Internet Explorer 8 "Beta 2" in Italiano
    Microsoft ha annunciato la disponibilità di Internet Explorer Beta 2 in 21 lingue addizionali rispetto alla release di Agosto scorso. Internet Explorer Beta 2 è ora disponibile in versioni localizzate in arabo, cinese, ceco, danese, olandese, inglese, finlandese, francese, tedesco, greco, ebraico, ungherese, italiani, giapponese, coreano, norvegese, polacco, portoghese, brasiliano, russo, spagnolo, svedese e turco. I nuovi download sono disponibili accedendo alla pagina ufficiale su Microsoft Download Center e selezionando la lingua desiderata, in alternativa è possibile collegarsi alla pagina dedicata alla nuova versione del browser. Internet Explorer Beta 2 supporta esclusivamente le versioni x86 delle seguenti piattaforma: Windows Vista, Vista SP1, XP SP2, XP SP3 e Server 2008 (ad eccezione della versione in ebraico che supporta anche le versioni 64-bit di Windows Vista e Windows Server 2008). ...continua la lettura di questa notizia. Tweakness.net autorizza pc-facile.com a riportare la presente news.
    Fonte: Pc Facile

  16. Taranto Sociale: Ostuni, un parco a Torre Pozzelle, già 1400 firme
    Torre Pozzelle è già Sito di interesse regionale (Sir) proprio per le sue caratteristiche ambientali, e presto otterrà il riconoscimento di Sito di interesse comunitario (Sic).
    Fonte: PeaceLink

  17. Internet Explorer 8 Beta 2 in Italiano
    Microsoft ha annunciato la disponibilità di Internet Explorer Beta 2 in 21 lingue addizionali rispetto alla release di Agosto scorso. Internet Explorer Beta 2 è ora disponibile in versioni localizzate in arabo, cinese, ceco, danese, olandese, inglese, finlandese, francese, tedesco, greco, ebraico, ungherese, italiani, giapponese, coreano, norvegese, polacco, portoghese, brasiliano, russo, spagnolo, svedese e turco. I nuovi download sono disponibili accedendo alla pagina ufficiale su Microsoft Download Center e selezionando la lingua desiderata, in alternativa è possibile collegarsi alla pagina dedicata alla nuova versione del browser…


    Fonte: Tweakness

  18. Wall Street crolla ancora e trascina giù l'Europa
    Le piazze del Vecchio continente erano in buon rialzo fino al pomeriggio, poi l'andamento del mercato americano ha provocato una brusca inversione di tendenza
    Wall Street crolla ancora e trascina giù l'Europa
    Sono stati sempre i titoli finanziari a spingere giù i listini e Piazza Affari (Mibtel -2,22%) non ha fatto eccezione. Per Unicredit anche una breve sospensione per eccesso di ribasso
    di ANDREA GRECO

    (19:00 17/09/2008)
    Fonte: Repubblica Economia

  19. Iannis Xenakis: Electronic Music (di giovanniA)
    Compositore di origine greca ma trapiantato a Parigi, Iannis Xenakis (1922-2001) fa dell'estraneità il suo destino (xenos, in greco: straniero). Estraneo alle mode, agli stili, alle correnti, crea una musica dalla forte personalità, attingendo a piene mani da discipline quali la matematica e l'architettura, servendosi di teorie e regole derivate da esse che riversa nella sua tecnica compositiva. Vale per la sua musica elettronica, ben rappresentata in questo cd antologico, come per il resto del suo ampio catalogo. Sei i brani di questa antologia pubblicata dalla EMF - Electronic Music Foundation, preziosa testimonianza delle primissime esperienze di Xenakis nel campo della musica elettroacustica, quali ad esempio "Diamorphoses" (1957) e "Concret PH" (1958). Uno studio basato sul rumore bianco il primo brano, nel secondo Xenakis registra il crepitio delle braci, ne estrae frammenti di breve durata e li assembla in strutture complesse variandone la densità: è la tipica sua tecnica delle "nuvole di suoni", già impiegata nella sua musica strumentale. "Orient-Occident" (1960) è un classico della musica elettronica, un brano più ombroso e meditativo su cui si innestano frammenti "concreti" e rumoristici: fu commissionato dall'Unesco come musica per un cortometraggio del regista Enrico Fulchignoni. I 21 minuti e 40 secondi del successivo "Bohor" (1962) sono un geniale assemblaggio di fonti sonore metalliche che producono un clangore ossessivo e piacevolmente monocorde, finché solo verso il termine entra una sorta di vento elettronico con relativo sbatacchiare di imposte, che porta il brano a conclusione. "Hibiki Hana Ma" (1969-70) incorpora registrazioni di un'orchestra (in particolare, i glissandi degli strumenti ad arco), di un tamburo militare e di un biwa, un liuto giapponese: composto per la Fiera Mondiale di Osaka, il titolo significa "riverbero - fiore - intervallo". Il cd si conclude con "S. 709", brano del 1994 e dunque realizzato a quasi 25 anni dal precedente: creato con un software autoprodotto, rigorosissimo nelle premesse teoriche, il pezzo suona come l'assalto di uno sciame di zanzare elettroniche che per 7 minuti girano vorticosamente attorno alla pelle invitante dell'ascoltatore. Ennesimo esempio del richiamo che esercita questa musica, che trovo affascinante non perché è elettronica, ma perché è di Xenakis. …
    Fonte: DeBaser

  20. Yannis Xenakis: Electronic Music (di giovanniA)
    Compositore di origine greca ma trapiantato a Parigi, Iannis Xenakis (1922-2001) fa dell'estraneità il suo destino (xenos, in greco: straniero). Estraneo alle mode, agli stili, alle correnti, crea una musica dalla forte personalità, attingendo a piene mani da discipline quali la matematica e l'architettura, servendosi di teorie e regole derivate da esse che riversa nella sua tecnica compositiva. Vale per la sua musica elettronica, ben rappresentata in questo cd antologico, come per il resto del suo ampio catalogo. Sei i brani di questa antologia pubblicata dalla EMF - Electronic Music Foundation, preziosa testimonianza delle primissime esperienze di Xenakis nel campo della musica elettroacustica, quali ad esempio "Diamorphoses" (1957) e "Concret PH" (1958). Uno studio basato sul rumore bianco il primo brano, nel secondo Xenakis registra il crepitio delle braci, ne estrae frammenti di breve durata e li assembla in strutture complesse variandone la densità: è la tipica sua tecnica delle "nuvole di suoni", già impiegata nella sua musica strumentale. "Orient-Occident" (1960) è un classico della musica elettronica, un brano più ombroso e meditativo su cui si innestano frammenti "concreti" e rumoristici: fu commissionato dall'Unesco come musica per un cortometraggio del regista Enrico Fulchignoni. I 21 minuti e 40 secondi del successivo "Bohor" (1962) sono un geniale assemblaggio di fonti sonore metalliche che producono un clangore ossessivo e piacevolmente monocorde, finché solo verso il termine entra una sorta di vento elettronico con relativo sbatacchiare di imposte, che porta il brano a conclusione. "Hibiki Hana Ma" (1969-70) incorpora registrazioni di un'orchestra (in particolare, i glissandi degli strumenti ad arco), di un tamburo militare e di un biwa, un liuto giapponese: composto per la Fiera Mondiale di Osaka, il titolo significa "riverbero - fiore - intervallo". Il cd si conclude con "S. 709", brano del 1994 e dunque realizzato a quasi 25 anni dal precedente: creato con un software autoprodotto, rigorosissimo nelle premesse teoriche, il pezzo suona come l'assalto di uno sciame di zanzare elettroniche che per 7 minuti girano vorticosamente attorno alla pelle invitante dell'ascoltatore. Ennesimo esempio del richiamo che esercita questa musica, che trovo affascinante non perché è elettronica, ma perché è di Xenakis. …
    Fonte: DeBaser




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