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Risultati per: Porto ViroArticoli trovati: 325


  1. Cassano al City? Per ora solo un'ipotesi
    Le malinconiche brume di Londra potrebbero fare da sfondo al futuro di Cassano. Per ora si tratta solo di un’ipotesi. Chiacchiere che tra breve potrebbero diventare realtà. Anche perché Sulaiman Al Fahim, rappresentante all'Abu Dhabi United Group for Development and Investment, la società che ha rilevato il Manchester City, fin dalla sua prima apparizione nelle cronache del calcio ha dimostrato di essere uno che ci sa fare. City ambizioso - Del resto, a lui gli esempi non mancano, così ha mostrato di voler ricalcare il sentiero che, solo qualche anno fa, ha percorso Roman Abramovich quando decise di acquistare il Chelsea. L’obiettivo dei nuovi padroni del City è ambizioso: vogliono mettere il loro club al centro del calcio inglese e occupare al più presto un posto al sole in Champions League. Per dare gambe di classe al progetto, hanno strappato a suon di sterline Robinho al Real Madrid. Per fare una grande squadra, però, un solo giocatore non basta. Ecco perché Al Fahim ha sondato l’opportunità di far approdare in Inghilterra anche Ronaldo e Buffon. Le mosse della Juve -  Si tentenna per il brasiliano, non per il costo dell’ingaggio (l’ex milanista sarebbe pronto anche ad accettare uno sconto), ma perché preoccupano le sue traballanti condizioni fisiche. L’estremo difensore azzurro, invece, è stato blindato con un contratto pluriennale dalla Juve. Il discorso su Cassano è ugualmente complesso. Dipende da che cosa farà la Juve. Cobolli Gigli, indeciso, sta sfogliano la margherita. Problemi di cuore - Il futuro del fantasista di Barivecchia è, in sostanza, legato alle sorti di Del Piero (ma anche alla crescita tecnica di Giovinco). Se Alex deciderà di accettare l’arrivo del sampdoriano l’affare potrebbe andare in porto. Anche perché Fantantonio ha qualche problema di cuore da risolvere: la sua fidanzata, troppo giovane, avrebbe più di una difficoltà a trasferirsi in Inghilterra. L'incontro con Mancini - Per amor di cronaca, bisogna annotare l’incontro del 21 settembre tra Cassano e Roberto Mancini a Nervi. C’è chi ipotizza che i due abbiamo messo a punto un piano per conquistare l’Inghilterra. L’ex tecnico dell’Inter sta cercando il rilancio, attualmente è libero e il City sarebbe un’ottima sistemazione. C’è però anche un’altra ipotesi: potrebbe essere Cassano la chiave per il ritorno del Macio a Genova. Al posto di Mazzarri che con l’ex Pibe di Bari ha più di qualche problema.  
    Fonte: Tiscali Sport

  2. Un torrino a ''canna fumaria'' per promuovere il riciclo
    05/10 - Il Comune di Porto Azzurro sceglie la strada ambientale e avvia l’installazione delle isole ecologiche a scomparsa.
    Fonte: FOL - Software

  3. Sheva, il figliol prodigo traditore ritrova l'affetto dei tifosi
    E’ il 70° minuto di Zurigo-Milan: Ronaldinho calibra una palla deliziosa per Shevchenko che controlla, attende un attimo e poi batte rasoterra il portiere elvetico. Poi corre verso i tifosi rossoneri assiepati in curva e lancia la maglia. Loro applaudono e abbracciano simbolicamente il figliol prodigo che li aveva abbandonati qualche anno prima. Il perdono, già fatto presagire in altre occasioni, è così totale e ora l’ucraino, riassaporata la gioia del gol, può cercare di tornare ad essere il bomber del Milan, come un tempo, come nel 1999 quando sbarcò a Milano e conquistò il titolo di capocannoniere del campionato nel primo anno di permanenza in Italia. Capocannoniere già nel primo anno - Quella cosa, prima di lui, era riuscita solo a Michel Platini, e non è poco. Il bottino fu di 24 gol in 32 partite, una media mica male. E a suon di reti il giocatore si fa notare anche nei due anni successivi, nonostante il Milan non riesca a conquistare alcun trofeo. Diventa l’attaccante temibile, quello che ti castiga subito, appena gli concedi l’opportunità. Arrivano la Champions e la Supercoppa europea e, nel 2003/2004, lo scudetto. Sheva riempie di orgoglio ancora i tifosi del Diavolo quando conquista il suo secondo titolo di cannoniere e, sempre nel 2004, si aggiudica il pallone d’oro. Il matrimonio con il club rossonero sembra indissolubile e destinato a produrre allori e trofei, anche se al calciatore va male nella finale di Champions col Liverpool, dove sbaglia il rigore decisivo consentendo agli avversari di vincere il titolo. Ma nel cuore dei fans il posto del goleador venuto dall’Est è intoccabile e, quindi, le voci che lo vorrebbero in procinto di cedere al corteggiamento del magnate russo Roman Abramovic sembrano le solite chiacchiere da calciomercato. Il tradimento a favore di Abramovic - Quando le voci si fanno più consistenti, e si comincia a parlare di cifre da capogiro per i suo passaggio al Chelsea, tipo 50 milioni di euro, i suoi sostenitori arrivano, con striscioni e cori, a implorarlo di restare con la loro squadra del cuore. Ma a maggio del 2006, è il presidente Berlusconi ad annunciare che “Schevchenko gradirebbe andare in Inghilterra”. Lui, subito dopo precisa che “ha grandissimo affetto per il Milan, per i compagni, per l’allenatore e per i tifosi”, ma la sua decisione “è dettata da motivi famigliari”. Non ci sarebbero – secondo l’ucraino – "problemi di carattere economico" ma solo esigenze di carattere personale. Certo è che la cifra che incamera la società di via Turati è sontuosa: 45 milioni di euro. Un record assoluto. Mentre il contratto di Sheva è roba da 9 milioni di euro netti a stagione, 3 in più di quelli che gli dava il Diavolo rossonero. Così per molti di coloro che l’avevano amato, la scelta del loro beniamino, appare come tradimento. Una cosa da greti mercenari. Ammesso che nel calcio moderno ci sia ancora spazio per scelte fatte col cuore, i suoi fan non gliela perdonano. L'umiliazione della panchina - L’esperienza con i blues però non è delle migliori. La sua stella non riesce a brillare a forza di gol, come ci si aspettava, e viene offuscata da quella di Didier Drogba. Sheva segna reti importanti, come quella contro il Porto negli ottavi di finale di Champions 2007, e quella contro il Valencia nei quarti, ma è poca cosa. L’umiliazione della troppa panchina dell’anno successivo affonda l’immagine dell’ucraino e il suo umore. Così, in definitiva, quello che i tabloid inglesi definiscono “il peggior affare di calciomercato della Premier League”, deve aver pensato molto al suo periodo d’oro con la maglia numero 7 sulle spalle, lì sotto la Madonnina. Il ritorno al gol in rossonero - Da prima cominciano a rimbalzare voci su possibili intese tra Berlusconi e Abramovic, infine, dopo ammissioni e smentite, il ritorno del “traditore” si concretizza. Sulle sue spalle c’è ora il 76 (il suo anno di nascita) perché il 7 ce l’ha Pato e nessuno ha voluto mettere il fatto in discussione. Del resto per un figliol prodigo si può ammazzare il vitello grasso ma non demotivare un baby fenomeno su cui si è investito alla grande per il futuro. Senza contare che, lì davanti, il Milan ha anche altri giocatori come Borriello, Inzaghi e Ronaldinho, quindi il posto da bomber il goleador di Dvirkivščyna, paese ucraino che lo considera il suo orgoglio, se lo deve riconquistare. Il gol in Uefa contro lo Zurigo potrebbe essere un buon viatico per tornare ai fasti di quando era considerato il miglior attaccante d’Europa e Pelè lo definiva uno dei più grandi in circolazione. Lui è felice di questo primo gol da dedicare ai suoi tifosi, che tutto sommato, gli hanno già perdonato. “Sono felice perché ho regalato la vittoria alla squadra e mi sono sbloccato, anche se mi rendo conto di dover lavorare ancora tantissimo”. Intanto ringrazia tutti, “i tifosi in particolare, i compagni, l’allenatore e la società perché mi hanno dato una grande carica in questo periodo”. E’ un momento in cui il Milan sembra aver trovato la strada giusta ed accumulato autostima importante dopo la vittoria con l’Inter nel derby. Ed anche Shevchenko si è risvegliato goleador, come un tempo, quando i tifosi lo pregavano di restare. Sheva è tornato al gol e sta riconquistando i fans. Per il Milan è un’altra bella notizia.
    Fonte: Tiscali Sport

  4. Marianne Faithfull: Broken English (di Vulture)
    Nel turbine di artisti più o meno leggendari che si sono susseguiti nel corso dei decenni, è normale che qualcuno resti indietro, dimenticato dalla massa di ascoltatori. Fa sorridere però il fatto che siano sempre i grandi artisti, quelli con la maggiore sensibilità, a diventare "di nicchia". E' un peccato perchè certi album darebbero grande piacere a tante persone, ma ci si ritrova sempre in quattro gatti a discuterne.  E' questo il caso di Marianne Faithfull, ricordata più per una fatidica barretta di Mars, che per le sue eccezionali doti di interprete. Si può benissimo dividere la carriera della signora Faithfull in due parte nette e definite: una pulita e lineare, costellata di belle cover e guidata da una voce adamantina e infantile; l'altra fatta da molte liaisons dangereuse, dipendenza da eroina, tentativi di suicidio, ma soprattutto da bellissime canzoni interpretate con una voce nuova. La nuova voce di Marianne Faithfull è quella dell'esperienza, dell'innocenza che fugge via inseguita da strisce da cocaina e mozziconi di sigarette.  Nel 1979 viene pubblicato "Broken English", capolavoro indiscusso di Marianne Faithfull. Chi in quegli anni seguiva quest'artista, sicuramente strabuzzò gli occhi nel vedere la copertina: una foto completamente saturata in blu la ritrare in un atteggiamento quasi annoiato e depresso, noncurante; unico punto di colore in questo mare di blu è rappresentato dalla brace di una sigaretta tenuta pigramente fra le dita.  L'album parte con la title-track: scenari da Guerra Fredda e ritmo ossessivo ci trasportano in lande nelle quali inglese, tedesco e russo si confondono. La voce roca e incatramata si rompe spesso e volentieri, aggiungendo espressività e incertezza. Seguono tre gemme: "Witches' Song", "Brain Drain" e "Guilt" in cui si fa chiara la direzione sonora dell'album, orientato verso una perfetta fusione della rabbia del Punk, del ritmo del Reggae e delle innovazioni della New Wave. Spicca poi "The Ballad of Lucy Jordan", in cui ci confrontiamo coi sogni infranti di una donna, oppressa dalla routine familiare e pervasa dal desiderio struggente di evasione. "Working Class Hero", standard di John Lennon, vive una seconda vita reintrepetata da Marianne Faithfull, che la trasforma in un pezzo sinceramente indignato spruzzato da un sound rockeggiante.  L'album (breve, di solo 8 brani) si chiude con quello che a mio parere è il pezzo migliore e rappresentativo di questo periodo della Faithfull: "Why'd Ya Do It". Marianne Faithfull qui si prodiga in ogni tipo di turpiloquio: espliciti riferimenti sessuali e parolacce da scaricatrice di porto si susseguono per quasi 6 minuti raccontando una storia di gelosia morbosa e di un grave tradimento da parte di un uomo ("Why'd ya do it, she screamed, after all we've said / Every time I see your dick I see her cunt in my bed"). La…
    Fonte: DeBaser

  5. Brasile: Gremio ko, Palmeiras pari
    Il Gremio perde il derby di Porto Alegre con l'Internacional ed e' raggiunto in testa al Brasileirao dal Palmeiras(pari in casa del Nautico).Risultati del 27/o turno: Coritiba-Atletico...
    Fonte: Tutto Mercato Web

  6. Porto, Lisandro Lopez chiede il rinnovo
    Nonostante un contratto in scadenza a giugno 2012, l'attaccante argentino del Porto Lisandro Lopez non è completamente contento di rimanere tra i Dragao. Il calciatore vorrebbe una...
    Fonte: Tutto Mercato Web

  7. Libano, attentato contro bus: morti
    Il mezzo militare distrutto da una esplosione all'entrata del porto di Tripoli
    Fonte: Corriere della Sera Esteri

  8. Alessio Secco: Alla Juve non serve Cassano perché c'è Del Piero
    Alessio Secco, a pochi giorni dalla sfida con la Sampdoria, chiude le porte all'arrivo di Antonio Cassano in bianconero. "Cassano gioca in un ruolo che è quello del nostro capitano - ha affermato ai microfoni di Sky - e, avendo noi una fiducia illimitata in Del Piero, ci aspettiamo ancora un lungo periodo di successi con lui". Più chiaro di così il direttore sportivo bianconero non poteva essere: nella prossima stagione, insomma, il talento di Bari Vecchia non arriverà alla corte di Ranieri. "Devo dire che Cassano è uno dei pochissimi talenti italiani in circolazione, è un giocatore che a me piace molto, sicuramente non facile da gestire, anche se questo non deve essere un problema. Qui alla Juve abbiamo avuto esempi di giocatori, come Davids e Montero, che hanno offerto un rendimento straordinario". Il futuro è Giovinco - Sebastian Giovinco, che contro il Catania è stato autore di una grande prestazione, non lascerà invece la Juve, nonostante la trattativa per il rinnovo non sia ancora giunta in porto. "Non credo che sia a rischio la sua permanenza alla Juve, assolutamente - ha proseguito -. E' un patrimonio della Juve, è cresciuto da noi, è un giocatore sul quale la Juve crede e sul quale vuole investire per il futuro. Rinnovi facili non ce ne sono mai, ma le distanze non sono così ampie, per cui è prevedibile che si riesca ad arrivare ad un accordo in tempi brevi. E' importante, ci interessa che il giocatore capisca che deve terminare il suo processo di maturazione alla Juventus, anche mentalmente, soprattutto per il suo futuro, che sia consapevole di non essere arrivato. Deve capire che ha appena iniziato a fare qualcosa di grande, deve essere consapevole di questo. Ha le possibilità per andare molto lontano".  
    Fonte: Tiscali Sport

  9. Moric: Sono pazza di Fabri ma non lo sposerò più
    Nonostante la sexy fiction passionale tra Nina Moric e Fabrizio Corona a bordo di una barca a Porto Cervo immortalata dagli scatti di Novella 2000 e la dichiarazione d'amore dell'agente dei paparazzi, lei ribatte: "Sono pazza di Fabrizio ma non lo sposerò un'altra volta". Così Nina svela al Tgcom tutti i particolari del suo ritorno di fiamma con l'ex marito con cui è già legata in Comune e dal quale ha avuto il piccolo Carlos. Tutta la verità - Per i due quest'estate è stata davvero bollente e i paparazzi non li hanno per niente risparmiati. Anzi li hanno immortalati insieme fra carezze erotiche in alto mare, ma la top model precisa: "Con Fabrizio la passione è fortissima, tra noi c'è una grande chimica ma non ho intenzione di risposarmi". La croata non vuole affrettare i tempi e non vuole più piangere per il suo lui. "Ci vuole tempo per ricostruire una storia che ti ha lacerato dentro", spiega. Innamorati pazzi - Nina racconta la sua tormentata storia, dai ricordi della prima caldissima notte d'amore alle furiose litigate per finire con i numerosi riavvicinamenti. "Ci vediamo senza impegno. Fabrizio dorme spesso a casa mia. Sembiamo due fidanzatini che si stanno conoscendo e tentano, fra alti e bassi, di venirsi incontro". I due nonostante siano molto legati, sono però entrambi irrazionali e irruenti: "In passato sono volati piatti e parole grosse tra noi", precisa Nina. Poi aggiunge: "Fare pace con Fabrizio è molto appagante. Siamo passionali nel bene e nel male, passiamo dall’odio folle all’amore folle". Solo per Fabrizio - Nina racconta il primo giorno con Fabrizio che ha conosciuto a Los Angeles. Solo presentazioni e sguardi intensi. Il colpo di fulmine è avvenuto un anno dopo a Milano."Fabrizio lo conosco da otto anni e per me c’è solo lui. Credo che questo valga anche per lui. Se sapessi che frequenta un’altra starei molto male. Per quanto mi riguarda non ho altre storie, e non ho avute durante questi mesi turbolenti". Fabrizio, come dottor Jekyll e mister Hyde - Nina quando le chiedono se l’esperienza del carcere ha cambiato Fabrizio, risponde decisa: "Il Fabrizio persona è un ragazzo eccezionale e sensibile, lontano anni luce dal personaggio che si è costruito. Il personaggio Corona non è quello che amo, anzi mi mette a disagio. Se scendesse dal piedistallo e mostrasse com’è davvero la sua immagine, sarebbe molto diversa".  Tra guai e ingaggi - Con l'amaro in bocca racconta i guai giudiziari che l'hanno vista coinvolta assieme a Fabrizio Corona: "E’stato difficile vedersi sequestrare i soldi. Tutti pensano che io facessi la bella vita con i soldi di mio marito. Io vivo con i miei". E poi dice che a Lele Mora ci tiene ma non ha molte cose in comune. Voltando pagina, promette che nella sua vita non ci saranno più calendari, ma ci saranno altri progetti. Però questo è top secret.  
    Fonte: Tiscali Spettacoli

  10. Corona e Moric, nozze nel Duomo di Milano
    Dietro le sbarre aveva giurato di riprendersi la sua Nina. Detto fatto. Così per Fabrizio Corona (34 anni), dopo i guai giudiziari, è arrivarto il momento del fatidico sì. Presto porterà sull'altare del Duomo di Milano la modella Nina Moric, la sua compagna da anni con la quale si erano lasciati dopo lo scandalo di Vallettopoli e con la quale ha avuto anche Carlos (5 anni). La lieta notizia dovrebbe essere diffusa allo chalet Quadrifoglio di Porto San Giorgio, dove la coppia più chiacchierata del momento sarà ospite d'eccezione al galà Affari di stelle. Un party speciale - Grande attesa quindi per la prima uscita pubblica dei due che annunceranno infatti il loro matrimonio religioso, al grande party. Madrina dell’evento sarà la bella Nina, che parteciperà all’animazione stregando i presenti con il suo charme. La manifestazione inizierà con la cena, in compagnia della Band Sun Beat Air e del mago Mancini. Gli spiriti bollenti di Fabrizio - Che la coppia si stava avvicinado era ell'aria, ma che i due facessero così in fretta a dare libero sfogo ai loro spiriti bollenti questa è un'altra storia. Ma gli occhi indiscerti di Novella 2000 li ha beccati in Sardegna a bordo di una barca davanti a Porto Cervo, in una pal fiction bollente e piccante che ha lasciato tutti di sasso. Lei prona vestita con un mini perizona tirabaci rosso dove il suo tondo e perfetto lato b ha fatto letteralmente impzzire Fabrizo che era invece seduto sopra di Nina a cavalcioni impegnato a palpeggiarle il corpo. Solo una doccia fredda avrebbe spento le piccanti e erotiche intenzioni dell'agente dei paparazzi.  
    Fonte: Tiscali Spettacoli

  11. UFFICIALE: Porto, rinnovo per Nuno
    Il secondo portiere del Porto Nuno (34) ha prolungato fino al 2011 il proprio contratto coi Dragões.
    Fonte: Tutto Mercato Web

  12. Michael Dell: rischiate e sarete premiati
    'Ogni azienda è nata piccola'. Un primo, chiaro messaggio, che ha il sentore dell'augurio, rivolto da Michael Dell ai partecipanti allo Small business excellence Award (il concorso di Dell che premia le aziende con meno di cento dipendenti che utilizzano la tecnologia in modo innovativo), riuniti a Berlino nella giornata di lavoro che decreterà anche il vincitore assoluto del concorso lanciato all'inizio dell'anno.

    La proclamazione avverrà nel mese di Ottobre e i colori italiani sono rappresentati dalla TecnoModel di Porto Sant'Elpidio, che realizza prototipi per il mondo del calzaturiero.
    Parla del delicato processo che porta alla nascita di una azienda, il manager, 'fragile e delicato' nelle sue parole. Anche perché nessuno sa se, quando e come quel progetto sarà destinato ad avere successo.

    L'istinto conta molto e Michael Dell riconosce una forte spinta emozionale nelle scelte che lo hanno guidato fin qui.
    Fonte: IlSoftware

  13. Vicenza: mostra “Palladio Cinquecento Anni”
    Dal 20 settembre 2008 a Vicenza presso Palazzo Barbaran da Porto (fino al 6 gennaio 2009) la grande mostra “Palladio Cinquecento Anni”, che poi si trasferirà a Londra, presso la Royal Academy of Art (31 gennaio - 13 aprile 2009). Verranno presentate oltre 200 opere originali, fra disegni autografi, dipinti, libri, manoscritti, mappe, bronzetti e [...]
    Fonte: MondoCasaBlog

  14. Gazzetta - Guai in vista per Ronaldinho
    Il nome di Ronaldinho, riporta il quotidiano brasiliano O Globo, è comparso negli atti dell'inchiesta disposta da un pubblico ministero di Porto Alegre riguardante l'arresto di Richard...
    Fonte: Tutto Mercato Web

  15. Lo Monaco: Con Mourinho   per me è una storia chiusa
    Lo Monaco: "Con Mourinho   per me è una storia chiusa"
    L'a.d. del Catania torna sulla polemica a distanza con il tecnico dell'Inter: "Vicenda finita, mi sono scusato ma forse non è servito. Però Mourinho al Chelsea disse: 'Se avessi voluto vivere tranquillo sarei rimasto al Porto, con la Coppa dei Campioni, Dio e dopo di lui io'. Leggendo questa frase capisco tante cose..."
    Fonte: Gazzetta dello Sport Calcio

  16. Taranto Sociale: Dragaggi, rivediamo la normativa
    Il sindaco Stefàno scrive ai ministri all'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e delle Infrastrutture, Altero Matteoli, per rilanciare lo sviluppo del porto di Taranto. «La centralità e la strategicità del porto di Taranto nel complessivo sistema portuale sono fattori pienamente riconosciuti. Va sbloccata una situazione legislativa che, così come pensata, non rende giustizia alla voglia di riscatto e alla necessità di crescita e di sviluppo economico dell'intero sistema portuale»
    Fonte: PeaceLink

  17. Taranto Sociale: Rigassificatore, «no» dell'Authority
    Brindisi, il presidente Giurgola esprime parere negativo sulla valutazione di impatto ambientale. Commissione Via, anche i vertici del porto si oppongono alla British Gas. Sempre solido il fronte contrario. Caforio dell'IDV: «Mi auguro non si voglia scavalcare la volontà popolare»
    Fonte: PeaceLink

  18. A Storm Of Light: And We Wept The Black Ocean Within (di PostNero)
    Chiusa o accantonata l'esperienza Red Sparowes e Battle of Mice, Josh Graham (visual per i Neurosis) da vita a questo nuovo progetto insieme a Domenic Seita (basso) e Vinny Signorelli (batteria).A Storm of Light il nome sotto il quale in questo 2008 esce il primo album. "And We Wept the Black Ocean Within" è un connubio di visioni glaciali e profonde come l'oceano, elemento quest'ultimo su cui si basa questa sorta di concept.Le infuenze Neurosiane sono decisamente evidenti, ma non schiaccianti (non ci troviamo davanti ad una brutta copia dei Neurosis) ben strutturati i pezzi, possenti e mastodontici riff di chitarra accompagnano l'ascoltatore sin dalle prime note di "Adrift", opening dell'album.La voce scura e possente di Graham riesce bene a dare l'idea di profondita che permea questo lavoro, la batteria semplice e decisamente presente da quel ritmo lento che acuisce di volta in volta il fluire di un disco decisamente cupo. Non c'è nulla che possa spiccare, a livello di pezzi suonati, in questo lavoro, non c'è una canzone che andrebbe fatta notare più di qualche altra, non ci sono "hits" da segnalare, ma è il complesso del disco che vale la pena di apprezzare.Senza poi considerare lo splendido (e questo si che spicca) artwork che accompagna il disco, del resto Graham ci sa fare con le immagini, basti appunto pensare al suo ruolo di "visual" nei Neurosis!!Cade questo disco, ecco come definirei la cosa, questo disco cade in un oceano nero fatto di frequenze basse e riverberanti, e raramente durante l'ascolto si può emergere per prendere una boccata d'aria, si ha proprio la netta sensazione di essere sott'acqua e che oltretutto sia anche notte!Incubi galleggianti, e atmosfere del terrore vengono descritte lungo le 10 tracce del disco, pochi fronzoli, ma buonissimi riff e ottima scelta di suoni, a dir poco gonfi e violenti. "Leaden Tie" è forse il pezzo a cui sento di dover dedicare qualche passaggio in più, non perchè sia particolarmente fuori contesto o spicchi per qualche caratteristica, semplicemente è un pezzo possente, dove l'influenza Neurosis diviene ottimo spunto su cui tessere una tela melmosa, con un buon utilizzo del Synth come strumento d'ambiente. La batteria scandisce con crudeltà un tempo lento che ci accompagna sempre più in un abisso oceanico oscuro e popolato da mostri che nemmeno l'immaginazione più malata potrebbe forse concepire.Un disco d'ascoltare di notte forse, un disco che sa dare all'ascoltatore emozioni e brividi improvvisi senza chiedere tanto in cambio. Bisogna saperli ascoltare i dischi, e questo album non chiede altro, essere ascoltato e metabolizzato. Una volta fatto questo probabilmente non vi ci staccherete più.Infine c'è "Breach" che ci accompagna verso la chiusura del disco. Tetri suoni di una nave in porto aprono questa traccia, mentre riverberi e feedback di chitarra lasciano l'ascoltatore in attesa di un qualcosa,…
    Fonte: DeBaser

  19. Palermo, Zamparini: Nilmar non ci interessa. Siamo coperti in avanti
    Il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, chiude le porte all'arrivo in maglia rosanero dell'attaccante brasiliano dell'Internacional di Porto Alegre, Nilmar Honorato da Silva...
    Fonte: Tutto Mercato Web

  20. Crociere, la Calabria entra nel circuito Costa

    Da venerdì prossimo i turisti a bordo della "Costa Marina" potranno imbarcarsi e sbarcare dal porto di Corigliano Calabro




    Fonte: Excite Viaggi




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