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Risultati per: Pignataro MaggioreArticoli trovati: 694


  1. Jeff Bridges nel sequel di Tron
    Il cult della fantascienza del 1982 avrà un sequel: Tr2n. Jeff Bridges ha confermato la sua partecipazione al progetto: "Al tempo di Tron non c'era internet né i cellulari. Inoltre adesso esiste il motion capture e penso che ne risulterà una versione della storia di successo ancora maggiore". Il film sarà .. [visita Zapster.it per la notizia completa]
    Fonte: Gamez

  2. G. Rossi a 90°: Seguo l'Italia, ma in Spagna sto bene
    E' l'esordiente più atteso del nuovo gruppo di Marcello Lippi: Giuseppe Rossi ha raccontato in esclusiva a Novantesimo.it le sue sensazioni nel primo giorno in Nazionale maggiore....
    Fonte: Tutto Mercato Web

  3. Olio Pignatelli Isernia: Il dg Fraraccio chiede maggiore determinazione e spirito di squadra
    Stamane sono ripresi gli allenamenti presso la palestra dell'Istituto Tecnico "Mattei" di Isernia
    Olio Pignatelli Isernia: Il dg Fraraccio chiede maggiore determinazione e spirito di squadra
    07/10/2008 13:02:08
    Fonte: LegaVolley

  4. Scoperto pianeta extrasolare
    <P> (ANSA) - PARIGI, 7 OTT - Il satellite francese Corot ha scoperto un pianeta extrasolare, delle dimensioni di Giove ma di massa assai maggiore.Battezzato 'CoRot-Exo-3b', il pianeta orbita intorno alla sua stella, un po' piu' grande del Sole, in 4 giorni e 6 ore. Lo ha annunciato il Centro…
    Fonte: Alice Tecnologia

  5. Logitech V550 Nano Corless Laser Mouse for Notebooks
    Situazione comune alle persone che utilizzando il notebook preferiscono il mouse al touchpad è dimenticare la periferica ogni volta che si spostano da un luogo all’altro. Logitech ha risolto il problema con Logitech V550 Nano dotato del sistema Clip-and-Go che permette di agganciare il mouse al portatile per muoversi liberamente senza perderlo o dimenticarlo. Per maggiore [...]
    Fonte: Megamodo

  6. Juventus: a gennaio si punta su Ledesma della Lazio
    L'argentino è considerato la soluzione ideale per dare maggiore razionalità alla manovra bianconera: ai biancocelesti andrebbero soldi e la comproprietà di Claudio Marchisio.
    Fonte: Alice Sport

  7. Ing scommette su Telecom Italia, ma il titolo è in rosso
    E' arrivato il momento di scommettere su Telecom Italia: questo è il giudizio di Ing, in attesa che il nuovo piano industriale, il prossimo 2 dicembre, fornisca maggiore chiarezza sulla strategia.
    Fonte: Trend online

  8. Sql Server alle falde del Kilimanjaro
    Avete appena aggiornato il vostro database Microsoft? Bene incominciate a far pratica con la prossima versione.  Nuove capacità di business intelligence, nuove funzioni che arriveranno dall’integrazione delle tecnologie dell’appena acquisita DatAllegro e, poi, naturalmente maggiore potenza e scalabilità per entrare finalmente nelle grandi installazioni di datawarehouse. Sono queste, in estrema sintesi, le novità preannunciate con un [...]
    Fonte: The Inquirer

  9. Rome: Nera (di mementomori)
    "Nera", uscito nel 2006 per Cold Meat Industry, è il primo full-lenght di Rome, creatura artistica del belga Jerome Reuter, nuova sensazione del folk apocalittico. Copertina e titolo sono eloquenti nel richiamare immaginari tanto cari alla scena e tanto discussi ed avversati al di fuori della stessa; la musica, dal canto suo, richiama innegabilmente entità come Death in June e Der Blutharsch.La domanda sorge spontanea: siamo nel 2006, c'era n'era davvero bisogno? E a questo punto potrei raccontarvi le solite palle, che il monicker Rome non ha niente a che fare con la città capitolina ma è il diminutivo di Jerome, o che le fonti di maggiore ispirazione, a detta del diretto interessato, debbono essere rinvenute piuttosto nella produzione artistica dei vari Leonard Cohen, Nick Cave e Tom Waits (influenze che in realtà troveremo con maggiore evidenza nei lavori successivi).Quel che conta, in verità, è che ascoltando Rome non si ha l'impressione di trovarsi innanzi ad una bieca operazione di riciclaggio o allo strepitare guerrafondaio dell'imbecille di turno. Si sente che, a livello sostanziale, Rome è fatto di una pasta diversa. L'essenza della sua musica, al di là delle discutibili (presunte od effettive che siano) scelte ideologiche, è quella di uno struggente cantautorato in cui gli scenari di distruzione bellica, i tragici eventi che hanno lacerato a storia del novecento, costituiscono uno sfondo volto ad acuire la tensione emotiva che questa musica intende suscitare, nelle parole come nelle melodie. Come da copione, intense ballate folk si alternano a cupi episodi industriali e solenni interludi sinfonici, il tutto amalgamato dal talento melodico di Reuter, che evita accuratamente le asperità che spesso il genere richiede. Una profonda e sofferta voce si staglia al di sopra di tutto, lasciando dietro sé la musica come una lontana cacofonia: un mondo sfocato ed inafferrabile che fa da sfondo, che sporca, che contamina la visione poetica di un eroe romantico che sprofonda, insieme al mondo stesso, in un vortice di caos e futilità (da notare, a tal riguardo, l'uso massiccio di loop industriali e campionamenti chiamati continuamente ad insudiciare la dimensione melodica tratteggiata a pesanti pennellate dagli arrangiamenti acustici). L'armamentario impiegato in "Nera" è quindi una tavolozza con pochi colori. La mano dell'artista, già ferma e precisa, dipinge tuttavia con incisività un paesaggio stilizzato e in penombra raffigurante i drammi che sconvolgono la storia dell'uomo: fatti e suggestioni che tornano in realtà ad essere lo specchio in cui si riflettono i dolori dell'anima; un sussurro, una voce, che si perde nel fragore degli spari e degli edifici che crollano. L'album si apre con l'inevitabile introduzione atmosferica. A destarci è il clamore delle sirene anti-raid aereo e il passo marziale delle percussioni, chiamate a disegnare i movimenti sbilenchi di un brano ("A Burden of Flowers") che…
    Fonte: DeBaser

  10. Palermo, Ujkani convocato in Nazionale
    Il giovane portiere del Palermo, Samir Ujkani, è stato convocato nella Nazionale maggiore dell'Albania per il doppio impegno valido per le qualificazioni a Sudafrica 2010 in programma sabato...
    Fonte: Tutto Mercato Web

  11. La Borsa italiana: cos'è e come funziona
    La Borsa è un mercato fondato su regole precise in cui vengono scambiate determinate merci, che possiamo definire "strumenti finanziari". Le merci scambiate in Borsa sono soprattutto azioni, quote parte del capitale sociale di un'azienda, ma non solo. Rispetto al passato nella Borsa non vi è più nulla di fisico: il salone delle grida, gli agenti di cambio...sono un lontano ricordo e, ormai dal 1994, l'intero listino è informatizzato.
    Da ciò deriva la possibiltà, ormai nota, del Trading online, uno strumento che consente di operare in borsa anche ai piccoli risparmiatori.

    Solitamente, quando si parla di Borsa, si pensa immediatamente alle azioni, ma la Borsa è in realtà un mercato diversificato, dove sono trattati strumenti finanziari sempre più complessi. Proprio a causa di quest'ampia varietà di prodotti, si è reso necessario nel tempo ripartire la Borsa in più segmenti, secondo la logica di "un mercato per ogni tipologia di strumento finanziario". I mercati regolamentati operanti nel nostro paese sono diversi.

    A seconda dei prodotti finanziari scambiati, la borsa si articola in comparti operativi: 1) Azionario (MTA - Mercato Telematico Azionario), in cui si scambiano i titoli azionari quotati in Borsa. A sua volta, questo mercato si suddivide in: a. Blue Chip, b. Star, c. Standard, d. MTA International, e. MTF (Mercato Telematico dei Fondi). 2) SEDEX , 3) After Hours (TAH), 4) MOT (Mercato Telematico dei Titoli di Stato e delle Obbligazioni), 5) Contratti a premio (MTR), relativi ad azioni, obbligazioni convertibili, warrant quotati e diritti di opzione, 6) IDEM (Italian Derivates Market).

    Nuovo Mercato. È un mercato che si rivolge alle imprese dotate di maggiori contenuti innovativi e con alte prospettive di crescita. Permette inoltre di dare una forte visibilità europea alle imprese quotate, in quanto il Nuovo Mercato fa parte del circuito Euro.NM, alleanza di mercati azionari per le imprese innovative.

    Mercato ristretto. È il mercato in cui vengono negoziate azioni, obbligazioni e warrant che non sono ammessi alle contrattazioni ufficiali di Borsa: tale mercato presenta infatti criteri di ammissione alle quotazioni meno severi rispetto al mercato principale, ma offre comunque all'investitore le stesse garanzie del mercato maggiore.

    IDEM (Mercato Italiano dei Derivati). Nell'IDEM vengono trattati gli strumenti derivati come i contratti futures e i contratti di opzione aventi come attività sottostante strumenti come i tassi di interesse, valute...

    Mercato dei blocchi. In esso troviamo pacchetti di azione, appunto "in blocco", ovvero con quantitativi così alti che la loro negoziazione sul mercato azionario principale uno spostamento delle quotazioni (verso l'alto in caso di un grosso ordine di acquisto, verso il basso in caso di vendita): per evitare questa situazione è stato previsto di scambiare questi pacchetti in tale mercato.

    Terzo Mercato. È un mercato non regolamentato. Le contrattazioni, infatti, avvengono "spontaneamente" in un locale presso Piazza Affari, dove gli intermediari si scambiano titoli non ancora quotati nel mercato regolamentato.

    Le possibilità, per chi vuole investire parte dei propri risparmi in Borsa, sono divrse: 1) essere un investitore individuale e agire in piena autonomia (attraverso il trading, lo strumento più immediato e meno costoso; appoggiandosi alla propria banca); 2) scegliere la strada del risparmio gestito, affidandosi a un professionista dell'investimento (si possono sottoscrivere quote di un fondo o affidarsi a una gestione patrimoniale).
    Fonte: AlimentaPress

  12. Il livello dei mari europei si alza più velocemnte degli altri
    Ingv: per l'Europa è legittimo temere un maggiore impatto negativo
    Fonte: LaStampa Ambiente

  13. Giugiaro: C'è tanta voglia di sognare
    PARIGI
    Seduto in un divanetto nello stand Alfa Romeo, a due passi da una rossa MiTo, Giorgetto Giugiaro si rilassa. «Salone interessante, c’è di tutto e di più. Emerge una effervescenza generale, concept che anticipano modelli di serie, novità piccole e grandi in un rimescolio di tendenze che vanno in ogni direzione, mescolando il presente e il futuro contro la crisi». E, intanto, sfoglia un taccuino su cui, con diligenza da cronista, si è annotato le auto che più lo hanno incuriosito.

    Giugiaro, come sempre, è restio a dare giudizi su quanto hanno fatto gli altri, nel bene e nel male, sa perfettamente che impegno e passione, fattori industriali ed economici, sono alle spalle di ogni modello. Ma visto che è a due passi dalla MiTo si lascia andare. «Bella scelta di design - dice -, ha il look delle vetture nate per correre. Una sportiva che pare un coupé, spero che nel suo settore abbia la stessa fortuna della Fiat 500».

    Dalla 500 alla Ford Ka, che nasce dalla stessa piattaforma della piccola torinese. Il principe dei designer sottolinea come «abbia uno spirito diverso. Mi sembra che sia un’auto “svolazzante”, fascinosa, ultramoderna. La 500 è la felice rielaborazione di un’epoca, di un ricordo, la Ka ha un futuro da scoprire, specie con i giovani».

    Auto compatte in pole position, dunque? «Ma no, c’è spazio per ogni esigenza. Come non è giusto, a mio parere, ridurre questo Salone a mostra delle elettriche o delle ibride. C’è sempre voglia di vetture da sogno, capaci di farsi notare. Come la Ferrari California o la Lamborghini Estoque. Certo, l’industria si prepara alla nuova sfida dell’ambiente e della riduzione delle emissioni. Ed è indubbio che ci attenda, a livello generale, una stagione di vetture meno esagerate. Piuttosto, ho notato come il lusso e la raffinatezza si stiano spostando verso gli interni: ricchi, preziosi, imbottiti di tecnologia».

    Prima di riprendere il cammino per gli stand, Giugiaro non rinuncia a un apprezzamento per la Citroën («stanno facendo un buon lavoro, interessante il concept Hypnos»), a un appunto per la iQ Toyota («design molto giapponese, look da cartoon») e a una lode per l’elettrica Pininfarina-Bolloré: «Una splendida sorpresa. E’ una vettura stuzzicante, dimostra come il design possa trarre vantaggi in termini di spazio e soluzioni da concetti diversi da quelli classici».

    Per Lorenzo Ramaciotti, responsabile del design del Gruppo Fiat, Parigi «focalizza i temi dell’ecologia». Spiega: «Il problema è complesso e, quindi, abbiamo risposte differenti. L’elettrica, applicata alle city car, è ad esempio una di queste. Tanti i fattori in gioco, dalle normative ai costi alla praticità. Nelle forme vediamo auto che si evolvono, come la Golf, e altre che seguono nuove tendenze, coma la Fiesta. E c’è chi punta a costruirsi una maggiore visibilità, come Citroën. Noi, con MiTo e Delta, proseguiamo con forza nel nostro cammino di rinnovamento della gamma».

    Roberto Piatti, ex Bertone, che con il suo StudioTorino rappresenta una forza nuova nel design italiano, condensa il Salone in uno slogan: «Emozione e responsabilità». Aggiunge: «Non si rinuncia a colpire il pubblico, ma si cerca di farlo con un approccio, come dire?, politically corret. Siamo in una fase di transizione, in cui le novità tecnologiche sono inserite in un contesto tradizionale. Bisognerebbe dimenticare il passato e disegnare prodotti innovativi sfruttando le possibilità di cui oggi disponiamo. La plancia di un’auto, come concetto, è sempre la stessa. Ma dalla radio all’Ipod è stata una rivoluzione. Sul piano estetico è il trionfo dell’iperdecorazione. Superfici piene di linee, forse troppe».
    Fonte: LaStampa Motori

  14. Al volante a 16 anni come in Francia? Sì, ma accompagnati da un tutor
    Due i vantaggi dell'idea: da un lato una maggiore sicurezza alla guida dopo 24 mesi di training; dall'altro un sensibile sconto sul premio dell'assicurazione obbligatoria
    Fonte: Quotidiano Net

  15. Luisito Bianchi: La Messa dell'Uomo Disarmato (di telespallabob)
    Gutenberg Corner N°1 Prima di parlare del libro mi permetto un'introduzione personale, spero vogliate perdonarmi. Al liceo, nel giornalino scolastico, curavo una rubrica sui libri: ne recensivo due ad ogni numero. "Gutenberg Corner" era il nome di questa rubrica, avendo saputo che su DeBaser è possibile scriverne a riguardo, ho deciso di non perdere l'occasione di riaprire questo piccolo spazio e di condividerlo con gli altri. Nel primo numero scelgo uno dei libri più affascinanti usciti in Italia negli ultimi anni: "La messa dell'Uomo Disarmato". L'inizio del libro è affidato a Franco, un novizio prete che non decide di continuare l'esperienza sacerdotale e sceglie di fare il contadino nel casolare di famiglia con i genitori. La vita del paese è tranquilla, molto serena e apparentemente distaccata dal mondo circostante. Sulla scena si può scorgere tanta gente comune, persone tranquille, ognuna con i propri ritmi e le consuete attività scandite dai tempi della Natura. Due eventi inquietano Franco: la scelta di non diventare prete, descritta in un epistolario molto sentito, e la partenza del fratello Piero sul fronte in Grecia durante la Seconda Guerra Mondiale. Il ritorno a casa sarà drammatico: arriverà con i piedi congelati e negli occhi le immagini indelebili della morte di tanti ragazzi caduti senza un perché. Il momento più drammatico sarà l'8 settembre: l'occupazione tedesca sconvolge la vita del paese e dei suoi abitanti. Molti fanno una scelta di vita, andando sulle montagne e decidendo di diventare partigiani. La Resistenza diventa un momento importante dove tanti si trovano, decidono di imbracciare le armi per una causa. Oltre a Piero sono tanti i compaesani che lo seguono: Stalino, Sbrinz, Rondine. Per alcuni sarà un viaggio senza ritorno. Ognuno ha una storia, un modo di vivere, una personalità e un sentimento da portare con sé. Il periodo fino al 25 aprile è descritto da un narratore onnisciente, le diverse peripezie dei gruppi dove sono presenti i protagonisti sono raccontate con perizia e precisione, in uno di questi c'è anche un abate. Egli legge la Bibbia ai partigiani, indice messa e li aiuta nelle loro azioni ma non decide mai di colpire qualcuno, non uccide mai. La conclusione della guerra diventa un momento di riflessione e di pacificazione, alla ricerca di un Senso a tutto quello che è avvenuto. Un bilancio umano molto crudo con Franco che ritorna narratore in prima persona. Con questo libro si compie un percorso unico nella letteratura italiana: ogni personaggio, maggiore o minore, hai dei connotati, è descritto molto bene ed ha un suo valore intrinseco nella storia. Il nucleo narrativo principale, il racconto della Resistenza, è intenso, passionale e anche preciso. Non ci sono pause o momenti morti: ogni…
    Fonte: DeBaser

  16. TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO AGROALIMENTARE

    Il sistema dei riconoscimenti delle denominazioni e dei metodi di produzione è stato introdotto dall’Unione Europea per armonizzare una serie di normative dei singoli stati membri, che già esistevano a tutela della autentica “tipicità” di alcuni prodotti agroalimentari. Nell’Unione Europea, in sede di accordi internazionali, la politica delle denominazioni protette non ha avuto vita facile e non tutti i Paesi dell’Unione sono stati sponsor dell’opportunità di disciplinare la denominazione di origine, né è sempre risultato facile attribuire la paternità delle denominazioni e dei prodotti. In generale l’area mediterranea è più favorevole, rispetto ai paesi nord Europei, all’ approvazione di disciplinari di produzione tesi a tutelare le denominazioni di origine. Si può argomentare che la ragione di tali contrapposizioni può essere ricondotta nella diversa consistenza che ciascun paese ha di un patrimonio di prodotti alimentari, la cui produzione è legata alla provenienza territoriale. In alcuni paesi inoltre l’interesse economico è quello di “copiare” produzioni tipiche già note e conosciute dal consumatore, oppure di lasciare maggiormente libero il produttore al fine di creare produzioni con un mercato proprio . L’Italia è un Paese che conta su un patrimonio enogastronomico di prodotti “tipici” stimato, nel complesso, con un valore economico commerciale sui 20 miliardi di euro ed è di conseguenza il primo paese dell’Unione Europea per numero di prodotti a denominazione di origine tutelata e per superficie di terra coltivata con metodo di produzione biologico. Ottantamila aziende operano nell’ ambito dei marchi DOP e IGP. Si stima che la pirateria sui prodotti che suonano come Italiani sia stimabile fra i 55 e i 60 miliardi (Coldiretti e Federalimentare 2007) Nel 2008 (Fonte: Commissione Europea 2008) l’Italia ha raggiunto 170 riconoscimenti su un totale di 780 prodotti tipici a livello europeo. La Francia detiene 156 denominazioni ( è prima per la carne fresca – frattaglie con 52 prodotti e per i formaggi con 45 prodotti ). A seguire troviamo il Portogallo con 105 , la Germania con 69 e la Grecia con 85 , la Spagna con 11, la Repubblica Ceca con 12, mentre Belgio, Danimarca, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia vanno da 2 a 4 prodotti al massimo. Ultimi in Europa nella classifica risultano l’Ungheria che ha un solo prodotto tipico DOP, la Slovacchia con una IGP , la Slovenia con una DOP. Svizzera , Romania, Malta, Lituania, Lettonia, Estonia e Bulgaria non hanno richiesto la registrazione di nessuno prodotto a denominazione protetta. In Italia i riconoscimenti DOP sono maggiori rispetto alle IGP mentre in Francia si osserva la tendenza opposta e negli altri paesi non esiste sbilanciamento fra numero di DOP e numero di IGP. Da un’indagine condotta da Coldiretti-ISPO emerge che il 75% degli italiani preferisce prodotti a denominazione protetta e che 3 italiani su 4 sono convinti che il prodotti italiani siano più sicuri. Nonostante ciò il mercato dei prodotti tipici non è equamente distribuito in tutte le regioni ma si assiste a una evidente concentrazione al nord, dove è stimato pari all’ottantasette per cento del fatturato delle produzioni tipiche Italiane. La regione italiana con maggior numerosi prodotti tipici è l’Emilia Romagna, con 26 prodotti registrati; a seguire troviamo Veneto, Lombardia e Toscana mentre la Liguria si aggiudica il primato di essere la regione italiana con il minor numero di prodotti tipici. Nonostante quindi l’Italia sia al primo posto tra i paesi dell’Unione Europea per numero di prodotti tipici registrati, non tutte le Regioni hanno ugualmente sviluppato l’interesse verso tali produzioni. La stessa considerazione si può trasporre ai comparti. Infatti se i prodotti di qualità registrati sono per la maggior parte ascrivibili ai comparti ortofrutticolo e cerealicolo, non si può non notare che il fatturato maggiore invece è determinato dai prodotti caseari e dai prodotti a base di carne e con un ordine di grandezza superiore agli oli, pari a 100 e agli ortofrutticoli e cereali pari a 10 ( fonte Mipaf 2008) Quattro i prodotti italiani a marchio che da soli sono capaci di guidare l'intero settore delle produzioni certificate, assorbendo il 64% del fatturato: Grana Padano, Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano e Prosciutto San Daniele (Inea Conta 2008) . E’ logico dedurre dunque dall’analisi di tali dati, che al di là di considerazioni sul mercato e sull’immagine commerciale di ciascun prodotto, che molte DOP e IGP risultano apparentemente inefficaci e i prodotti poco conosciuti. Se si considera il potenziale economico del turismo legato ai prodotti tipici si può intuire come gran parte di esso rimanga inutilizzato. Anche nel settore dei vini le denominazioni protette sono molto presenti: 316 DOC, 36 DOCG e 118 IGT. Ancora una volta il maggior numero di riconoscimenti sono concentrati al Nord : il Piemonte è la regione con il maggior numero di vini di qualità. Segue la Toscana, il Veneto e la Sardegna.. La Valle D’Aosta la più piccola fra le Regioni Italiane possiede solamente un prodotto certificato “Il Valle D’Aosta Doc”. Si fa notare a supporto del valore delle denominazioni protette, che il calo dei consumi che ha investito il comparto alimentare sembra avere colpito i vini convenzionali mentre i consumi dei vini a denominazione di origine, è in crescita. Lo stesso trend positivo si rileva anche per le produzioni con metodo biologico che nel 2004 avevano avuto un’inversione di tendenza rispetto alla crescita degli anni precedenti. Dal 2005 il biologico ha mostrato segnali positivi di crescita, segno che il consumatore è attento alle indicazione di qualità espresse in etichetta. La maggiore crescita delle produzioni biologiche questa volta si registra al Sud dove però bisogna notare che vi è stata una maggiore disponibilità di fondi rispetto agli anni precedenti: la Sicilia è la regione con il maggior numero di aziende dedicate al biologico, seguita dalla Puglia. Nella Comunità Europea la nazione con la maggiore superficie agricola investita a Biologico è l’Italia, seguita dalla Spagna e dalla Germania. Ma a livello mondiale, il continente con la maggiore superficie coltivata a biologico è l’Oceania e a seguire vi è l’Europa e America Latina mentre Nord America , Asia e Africa presentano percentuali piuttosto basse. A livello di consumi la maggior parte del fatturato del biologico è dovuto ai prodotti per l’infanzia , seguono i salumi e i preparati a base di carne, ortofrutticoli freschi e trasformati. L’aumento della spesa Bio è stata rilevata al Nord mentre al Centro sud si registra un generale calo. I prodotti Biologici sembrano infatti essere i più cari in assoluto fra i prodotti di qualità: circa 40 % in più rispetto a quelli tipici . Questo aspetto si ritiene che possa contribuire in maniera sostanziale nel processo di acquisto del consumatore, anche se studi sempre più numerosi dimostrano che negli ultimi anni si è delineato un profilo di consumatore sempre più attento all’alimentazione e orientato all’acquisto di produzioni di qualità. L’ottantasette per cento dei consumatori nel processo decisionale di acquisto mette al primo posto il rapporto qualità prezzo, dimostrandosi propenso ad accettare un prezzo maggiore per un prodotto di qualità. Ovviamente però non deve esistere sbilanciamento fra prezzo e percezione di qualità nel prodotto. In un generale flessione del mercato dei consumi, si ritiene che la polita della qualità debba essere preferita alla logica dei ribassi e della riduzione sconsiderata dei costi essenziali ad una produzione sicura. Il consumatore si mostra propenso a effettuare una spesa consapevole e ad operare scelte di consumo in favore di prodotti di qualità. Con la comunicazione in etichetta delle caratteristiche di qualità si fornisce senza dubbio al consumatore un supporto nel processo decisionale di acquisto. Un aspetto che a mio parere rischia di limitare la forza di penetrazione sul mercato delle produzioni tipiche è rappresentato dal fatto che all’interno della denominazione protetta, spesso sussistono prodotti con caratteristiche chimico fisiche diverse, non ritenute importanti e quindi non inserite nel disciplinare di produzione, ma che determinano prodotti organoletticamente anche molto distanti fra di loro: il consumatore quindi pur rimanendo libero di scegliere all’interno di un prodotto tipico, quello che incontra meglio il suo gusto, potrebbe rimanere disorientato nel riscontrare prodotti sensibilmente diversi e in taluni casi anche costi molto diversi per uno stesso prodotto a denominazione controllata. Tale aspetto, se da un lato evita l’appiattimento del prodotto e delle produzioni (da Biologo so bene che la variabilità crea evoluzione!! ) dall’altro rischia di vanificare lo sforzo della tutela dei prodotti tipici, in particolare quando i disciplinari tutelano pochi aspetti della produzione. Giova ricordare che se è vero che i prodotti che aderiscono a un disciplinare di produzione sono certamente simbolo di qualità, è altrettanto vero che esistono anche piccole realtà produttive che mantengono intatta la loro originalità senza aderire necessariamente a un disciplinare o a un’etichetta specifica: celebre è il caso del Sassicaia, noto Vino Da Tavola fino al 1994 quando ha aderito alla certificazione DOC, prima Doc creata per una sola azienda vitivinicola. Rimane chiaro che la qualità percepita dal consumatore al momento dell’acquisto è pur sempre un insieme di tutte le percezioni motivate dal prodotto fra cui c’è anche il marchio aziendale con la sua storia, che soprattutto nel caso di piccoli produttori non conosciuti viene costruita giorno dopo giorno ad ogni acquisto e ad ogni assaggio.

    di Patrizia Norscia

     Consulente in tecnologia di processo agroindustriale e qualità

    Mailto: Patrizianorscia@interfree.it

    Per gli approfondimenti:

     Biologi italiani –A. La Torre; L. La Torre, I. Sacco, T. Vono. L’agroalimentare di qualità – 7/2008, p.65-76

    http://ec.europa.eu/agriculture/qual/it/pgi_04it.htm

    http://www.istat.it/istat/eventi/2008/fierabologna/

    http://www.inea.it/pubbl/itaco.cfm

     


    Fonte: AlimentaPress

  17. Oasis: Dig Out Your Soul (di GrantNicholas)
    "Sono troppo vecchio per sedermi e scrivere ancora rock ‘n roll". E' arduo trovare ancora qualcuno disposto a credere a quella faccia di bronzo di Noel Gallagher. Effettivamente "Don't Believe The Truth", l'ottimo album che aveva definitivamente riacceso la stella della band mancuniana dopo una "crisetta" più di popolarità che prettamente artistica, è considerabile alla fin fine l'opera più "poppeggiante" degli Oasis: poche chitarre elettriche e tanto senso melodico. Ma con "Dig Out Your Soul", settima studio release dei fratelli più famosi d'Inghilterra, la carte in tavola cambiano pesantemente.Il riff di "Bag It Up" mette subito in chiaro che stavolta, più che guardare ai Beatles, i ragazzi vogliono spingersi oltre; capita quindi che Noel si ritrovi a citare come influenze, oltre agli immancabili "scarafaggi", bands come The Pretty Things, The Who, Iggy ed i suoi Stooges e, arrivando a tempi più recenti, The White Stripes e gli amiconi Kasabian. Il duo a strisce di Detroit, per esempio, fa capolino (o forse qualcosa di più) nei tre minuti di "Waiting For The Rapture", interpretata attraverso un celestiale ed impeccabile falsetto dallo stesso Noel. "The Turning" rimanda al 1997 di "Be Here Now" con l'aggiunta di un quanto mai pertinente piano nella strofa ed un finale preso pari pari da "Dear Prudence". "The Shock Of The Lightning" è un tipico pezzo alla Oasis con l'aggiunta di una spolverata di Primal Scream, "I'm Outta Time" è il classico che i mancuniani riescono a tirar fuori in ogni loro album (piccolo particolare, questa meraviglia per piano e voce è scritta da un quanto mai ispirato Liam) e contiene una parte dell'ultima intervista che John Lennon ha rilasciato prima di essere ucciso. "(Get Off Your) High Horse Lady" è la cosa più strana mai uscita dalla penna del Gallagher maggiore (uno stomp blues martellante ed intenso risalente alle sessions per "Heathen Chemistry"), mentre "Falling Down" sembra un pezzo kraut rifatto da Coldplay e "To Be Where There's Life" suona come la perfetta commistione tra "Supersonic" e "Who Feels Love?". Passati il trascurabile hard rock di "Ain't Got Nothin'" e le piacevoli  schitarrate in libertà di "The Nature Of Reality", chiude una ondeggiante "Soldier On", inserita nel disco su consiglio degli amici The Coral (da segnalare un insolito Noel alla batteria).Gli Oasis convincono alla grande in questa nuova veste più rock/psichedelica e meno "paracula", confermando la regola che vuole una grande svolta dopo la pubblicazione di un best of ("Stop The Clocks", pubblicato nel 2006).Che il nuovo sound dei Gallagher avvicini addirittura qualche detrattore? Vedremo…Tracce chiave: "Waiting For The Rapture", "I'm Outta Time", "(Get Off Your) High Horse Lady", "Falling Down"…
    Fonte: DeBaser

  18. Arriva il nuovo Bond, le stelle italiane lo omaggiano
    Il 7 novembre lo rivedremo nei cinema italiani, con il nuovo capitolo italiano delle sue avventure intitolato Quantum Of Solace. A impersonarlo, in una versione mai così dura e oscura, sarà ancora una volta l'attore Daniel Craig. Ad oltre mezzo secolo dal primo libro che lo vide protagonista, l'agente segreto al servizio di sua maestà, James Bond, non ha perso un grammo del suo fascino. Ma il 2008 è l'anno di un altro importante anniversario che viene celebrato da alcuni dei divi del cinema e della tv più amati del nostro Paese. Bova tra le Bond girl - Nel centenario della nascita dellos scrittore Ian Fleming, inventore della spia più amata di tutti i tempi, a interpretare il mito di James Bond e la sua evoluzione nel tempo il fotografo Fabio Iovino ha chiamato Raoul Bova, uno degli attori italiani di maggiore fascino. Nel servizio fotografico, poi pubblicato da Panorama First., Iovino ha omaggiato alcuni dei momenti salienti della saga di 007, ritraendo Bova-Bond tra le immancabili Bond girl, impersonate da attrici come Laura Chiatti, Martina Stella, Carolina Crescentini e Lucrezia Lante Della Rovere. Un lavoro di stile e ricercatezza, lontano dalle solite immagini patinate. Tradimento e vendetta - Ferito da Vesper, la donna che amava, diviso tra il desiderio di vendetta e la freddezza che gli impone il proprio mestiere, in uno scenario in cui tutti tradiscono tutti e nessuno è quel che mostra di essere. Ritorna un James Bond nero, violento ed erotico come non mai nel nuovo film della serie intitolato Quantum Of Solace e diretto da Marc Forster (Monster's Ball, Il cacciatore di aquiloni). Il regista di origine svizzera ha puntato su un cocktail di azione selvaggia e atmosfera di tensione senza un attimo di respiro. &nbsp;
    Fonte: Tiscali Spettacoli

  19. Giorgia Wurth, attrice non per caso e donna impegnata
    Nonostante sia una persona affabile e sensibile e dottoressa in Scienze della Comunicazione, il suo cruccio maggiore è quello di non saper dialogare con la mamma. Giorgia Wurth, del '79, annunciatrice televisiva, nonché attrice bella e brava si rammarica perché non riesce a buttare giù quel maledetto muro che c&rsquo;è tra lei e la madre che ama in maniera incondizionata: &ldquo;La mia paura più grande è quella di non riuscire mai a dire a lei che le voglio un mondo di bene&rdquo;. Ma poi si riaccende e si rallegra quando parla del lavoro perché è un momento davvero d&rsquo;oro ricco di successi e di soddisfazioni, si illumina quando parla della sua storia d&rsquo;amore che protegge a spada tratta e spera un domani di poter condurre anche un programma di politica rivolto ai giovani &ldquo;perché troppo poco coinvolti e interessati all&rsquo;argomento&rdquo; .&nbsp; Nel 1998 inizia la carriera televisiva come conduttrice a Disney Channel , poi dal 2003 come annunciatrice di Rai Tre. L&rsquo;esordio è stato casuale? &ldquo;Non sono una di quelle che dice che ha accompagnato le amiche ai provini. L&rsquo;ho voluto io.&nbsp;Durante gli esami di maturità mi facevo in quattro per sostenere dure selezioni. Il pallino della tv l&rsquo;ho sempre avuto fin da piccola. Ho voluto una telecamera e i miei familiari mi&nbsp;registravano mentre mi improvvisavo televenditrice di qualsiasi oggetto nel mio canale che avevo chiamato Tele Giorgia. Il ricavato lo avrei investito per l&rsquo;acquisto delle merendine&rdquo;. Poi decide di intraprendere la carriera da attrice. Nei suoi ultimi lavori è in Sleepless di Maddalena de Panfilis, poi in Ex di Fausto Brizzi che usciranno nel 2009 &ldquo;Da Milano mi sono trasferita a Roma è ho studiato teatro. Oggi sono orgogliosa di aver lavorato per questi registi. Quella della de Panfilis è un&rsquo;opera prima, invece Brizzi è un regista già collaudato. Sono rimasta felicissima anche per il cast d&rsquo;eccezione. Claudio Bisio è fantastico e Claudia Gerini è stupenda&rdquo;. La commedia corale Ex incentrata sugli amori finiti è tutto un programma. Che rapporto ha con i suoi ex? &ldquo;Ottimi, soprattutto con i liceali e universitari. Siamo amici e ci sentiamo ancora oggi&rdquo;. In amore si butta a capofitto o è prudente? &ldquo;Cerco di essere prudente mentre mi butto a capofitto&rdquo;. E&rsquo; una seduttrice? &ldquo;Assolutamente no&rdquo;. Ma lei è fidanzata? &ldquo;Si da due anni, ma preferisco custodire e proteggere il mio sentimento&rdquo;. Professionalmente per lei è un periodo d&rsquo;oro. Cosa sta preparando ora? &ldquo;In Tv sono già in onda in Un Posto al Sole e nel 2009 uscirà Il Bene e il Male con Gianmarco Tognazzi e Bianca Guaccero. Capitan Basilico il film con il duo comico Ale &amp; Franz e Giorgio Faletti momentaneamente solo in Liguria dal 10 ottobre. Ci sono altri progetti in corso ma per ora è top secret&rdquo;. Lei è molto bella. Con il suo lavoro l&rsquo;aspetto fisico è importante? &ldquo;Sì, è un ottimo biglietto di presentazione. Ma credo fermamente che bisogna sapersi differenziare e non omologarsi per eccellere&rdquo;. Poserebbe senza veli? &ldquo;Beh. Sono dotata di cellulite, ma forse sì dipende per chi e per che cosa mi dovrei spogliare e mettere in bella mostra la mia bella buccia d&rsquo;arancia&rdquo;. Qual è la sua migliore qualità? &ldquo;Quella di voler sempre capire. Io sono molto curiosa e per esempio mi intriga la politica e voglio capirla fino in fondo. Tanto che mi piacerebbe condurre una trasmissione pensata per i giovani. Oramai il nostro Paese ha perso la soglia dell&rsquo;indignazione e accetta qualunque cosa, come se fossimo in un grande circo&rdquo;. Il suo difetto? &ldquo;Sono attenta al giudizio degli altri&rdquo;. Quale difetto detesta negli altri? &ldquo;La strafottenza e l&rsquo;ostentazione del potere&rdquo;. Ha qualche paura? &ldquo;Io e mia mamma comunichiamo poco. Il mio timore più grande è non riuscire mai a farle capire che la amo da impazzire&rdquo;. &nbsp;
    Fonte: Tiscali Spettacoli

  20. Garessio (CN) La Castagna Garessina
    Data/e:
    05/10/2008 - 12/10/2008 - 19/10/2008
    5 e 12-18 OTTOBRE 2008 "LA CASTAGNA GARESSINA" GARESSIO - Borgo Maggiore e Borgo Ponte    Orari: tutto il giorno La fiera propone mostre, ...
    Fonte: Eventi e Sagre




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