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Risultati per: Packard BellArticoli trovati: 59


  1. Satoshi Kon: Paprika (di Brian)
    L'immancabile abitudine italiana di prendere i film stranieri e piazzarci, sotto il titolo originale, un altro titolo che suoni molto "italiano" per così dire (sempre meglio di tradurlo o inventarlo completamente il titolo, altra tipica abitudine italiana), fa sì che in due o tre parole spesso e volentieri venga in qualche modo spiegato il nocciolo, completamente spolpato e lavato da ogni minima goccia, della storia che il titolo presenta. Questa volta ci troviamo di fronte al sottotitolo che recita "Sognando un sogno" che, prima di guardare il film in questione, non dice proprio nulla e può solo infastidire. Si capisce solo dopo aver visionato il film e allora si ringrazia il cielo della presenza di un sottotitolo italiano così poco chiaro. Sceneggiato e diretto di Satoshi Kon (regista e character design di "Perfect Blue" e "Tokyo Godfathers", in quest'ultimo anche autore del soggetto) e prodotto dalla famosa Madhouse; "Paprika" è un film d'animazione giapponese tratto da un romanzo di Yasutaka Tsutsui. Venne presentato in anteprima alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nel 2006. Prima nota, secca e precisa, da mettere in evidenza da subito: questo film è da guardare in uno schermo bello enorme e con un bell'audio massiccio; chi per qualche motivo non ha potuto vederlo al cinema (come il sottoscritto), guardandolo a casa nel televisore si perderà sicuramente qualcosa. Questo per lo stile di disegno, i colori e le musiche che sono presenti in questo film. Ma iniziamo a dire a grandi linee, senza i cosidetti "spoiler", la storia di questo film. Paprika rientra, a modo suo, nel genere poliziesco dove la psicologia la fa da padrone. Ambientato nei giorni nostri, unica nota fantascientifica è la presenza di una particolare tecnologia che permette agli scenziati di perlustrare, come non mai, nei sogni dei pazienti. Da qui, i vari problemi che può portare con sé una scoperta simile. Negli avvenimenti che vengono raccontati, girano un insieme di personaggi che non si può dire essere numerosi, ma strutturati abbastanza bene; decisamente meno curati quelli che, essendo comunque sia sempre "attivi" nella storia, sono marginali. In questo modo, quelli messi veramente in "evidenza" e che risaltano abbastanza nettamente sono appena tre; un numero che può sembrare (e che effettivamente lo è) basso, ma è un possibile lato negativo che viene decisamente neutralizzato dal "gioco" che viene creato fra questi tre personaggi. Si arriva così alla parte "tecnica" di questo film e si può affermare tranquillamente: Paprika è pura gioia per gli occhi. Guardare per crederci; basterebbero un paio di semplici screenshot per vedere l'alto livello che presenta questo film. Il disegno realistico e pieno di particolari crea numerose scene dove lo spettatore si perde con piacevole sorpresa nel guardare una stanza, un luna park, il traffico, un…
    Fonte: DeBaser

  2. Andrew Mc Killop: la guerra in Iran si farà.
    Se sapete l'inglese, vi consiglio questo bell'articolo di Andrew Mc Killop, che sostiene come per i governi occidentali una guerra contro l'Iran sia indispensabile.Proprio alla luce del peak, sapendo che l'Iran arriverà a zero export capacity entro il 2010, secondo...
    Fonte: Petrolio

  3. Lenny Kravitz: Let Love Rule (di Cornell)
    Non tutti riescono a fare quello che ha fatto Mr. Kravitz. (1)Alto come una lattina dei distributori automatici, di bell'aspetto, dreadlocks lunghissimi, anima rock blues and soul, patito di Hendrix, Lennon, Sly Stone, Prince, Stefanino Meraviglia e Led Zeppelin, Lenny inizia la sua carriera nel magico starbusiness con quest'album che, a conti fatti, risulta il migliore di tutta la sua produzione. Da lì in poi un declino, povertà di idee e ristagnatura forzata nello stesso brodo primordiale caratterizzeranno una caduta libera senza imbragatura né paracadute. Al pari di un'altra promessa mancata della "nuova musica nera", Terence Trent d'Arby, Lenny Kravitz qui suona un po' tutto: basso, tastiere, batteria, chitarra e, ovviamente, canta e si fa i cori da solo fin dove può.C'è chi di ce che si sia fatto il culo on the road prima del successo, che abbia girato di locale in locale per presentarsi al mondo con la sua chitarrina, ma io ho sinceramente qualche dubbio, visto che la madre già apparteneva al mondo dello spettacolo (Ellen Willis, moglie di Tom, nei "Jefferson", remember?) e qualche porta magari gliel'ha aperta al figliol prodigo.Ma non sono cazzi miei e sinceramente non mi importa, tanto oramai se non hai un calcio in culo è difficile che tu possa andare da qualche parte ai piani alti e, sinceramente anch'io, se fossi un produttore, lo avrei messo subito sotto contratto dopo aver ascoltato un album come questo.Intendiamoci, Mr. Kravitz non ha inventato nulla, c'é chi lo definisce il copione dei copioni, perché si sentono in maniera imbarazzante tutti gli influssi che ho citato prima in questo disco, specialmente per il Dio mancino della sei corde e per l'occhialuto genietto dei Beatles, ma il pregio di quest'uomo è stato quello di saper fondere alla perfezione una miriade di influenze per dare alla luce un prodotto dalle buonissime e promettenti basi di partenza, rispolverando con prepotenza il vecchio sound 70's.Il groove di "Sitting on the Top of the World. . ", con quell basso funky, il blues/gospel a lento incedere di "My Precious Love", il sound '70 - Starsky and Hutch - di "Fear", la sensuale "Does Anybody Out There Even Care", il ritmo di "Mr. Cab Driver", la stupenda ballata in crescendo "Rosemary", scritto a due mani con l'ex compagna Lisa Bonet, la Lennoniana "Be" e l'Hendrixiana "Blues for Sister Someone", da sole valgono l'acquisto del disco.Tutti gli strumenti suonano (stravolutamente) come usciti da una reunion di blues and soul, con un pizzico di psichedelia degli splendidi anni appena passati, l'album scorre dalla prima all'ultima traccia senza risultare mai pesante e ripetitivo, la disposizione dei pezzi sembra studiata appositamente per incuriosire e non limitare ad un solo ascolto per poi…
    Fonte: DeBaser

  4. Lo storage di Hp approda in Bell Micro
    Anche Hp tra i prodotti storage distribuiti da Bell Micro
    Fonte: NetworkNews

  5. Asetek raffredderà le gaming stations Acer Predator
    Tra le varie mansioni Asetek si occupa anche della realizzazioni di sistemi di raffreddamento non convensionali per piattaforme desktop da gioco come Blackbird 002 di HP e iPower di Packard Bell. Oggi la società danese ha ampliato la collaborazione con i grandi distributori OEM annunciado l´accordo con Acer Incorporated per la fornitura di kits water-cooling completi preinstallati sulle gaming station Predator. "We are extremely pleased that Acer chose Asetek as its thermal management... ...


    Fonte: DinoxPc

  6. Erasure: Erasure (di giovanniA)
    Quando un gruppo intitola un disco con il proprio nome, ci sono due possibilità: si tratta dell'album di esordio, oppure di album il gruppo ne ha già fatti un bel po', e nel citare se stesso è alla ricerca di una nuova identità. Questa seconda circostanza è esattamente ciò che succede agli Erasure, duo britannico formato dallo scienziato pazzo Vince Clarke (colui che ha scritto da solo o quasi il primo album dei Depeche Mode, per andarsene subito dopo) e dal proletario Andy Bell, la voce del gruppo, un working class hero fiero, alcuni anni prima, del suo terrificante look tutto jeans e maglietta di cotone bianco arrotolata sui deltoidi. Ma dalla copertina di questo loro settimo album, "Erasure", uscito nel 1995, ci osservano con uno sguardo torvo e notturno, ridotti a fumetto. Dopo aver infilato almeno un paio di hits danzerecci per disco, a partire dal loro esordio nel 1986, qui adattano il loro stile al passaggio epocale dal vinile al compact disc, e riempiono quasi per intero la superficie del nuovo supporto, il dischetto argentato: 71 minuti di musica per undici brani. Se prima di questo lavoro erano tra i paladini più sfrontati di un synth-pop mercantile e disimpegnato, qui dilatano all'estremo i tempi della forma canzone e se ne escono con ballate che vanno dai 6 ai 7 minuti e oltre. In più la musica è stranamente solenne per un gruppo di questo tipo, la prima mezz'ora è un crescendo di intensità emotiva in cui Vince Clarke dietro ai sintetizzatori sembra recuperare quell'afflato cosmico monopolio dei tedeschi di due decenni prima. E se vi capita di ascoltare "Rock Me Gently" - pop song sì, ma di altissimo livello (e di 10 minuti di durata) - assisterete all'incontro tra lo strampalato duo e la voce luciferina di Diamanda Galás (presente qui e anche nell'intro di "Angel") che si presta a destabilizzare tutte le coordinate a cui eravamo abituati per un gruppo come gli Erasure. Lavoro sperimentale, sia pure in un territorio che resta ben delimitato - quello del pop -, suscita il parziale sconcerto dei loro fan, che dopo aver spinto al n. 1 delle classifiche inglesi i quattro album precedenti, non fanno arrivare oltre al n. 14 questo disco. E infatti, a seguire questa prova, ci sarà il ritorno a un electro-pop suadente e non problematico, ma decisamente meno interessante. …
    Fonte: DeBaser

  7. Apple aggiorna i driver per le stampanti HP
    Un aggiornamento di 405 MB per tutti gli utenti Mac che utilizzano stampanti Hewlett Packard, per la versione 10.5.3 del sistema operativo e successive.
    Fonte: Macitynet

  8. ATTO DI FORZA

    ATTO DI FORZARegia di Paul Verhoeven con Arnold Schwarzenegger, Rachel Ticotin, Sharon Stone, Ronny Cox, Michael Ironside, Marshall Bell, Mel Johnson Jr., Michael Champion, Roy Brocksmith, Ray Baker, Rosemary Dunsmore

    Recensione a cura di Giordano Biagio

    Recensione del film ATTO DI FORZA


    Fonte: FilmScoop Recensioni

  9. HP e Bell Micro, un accordo per lo storage
    HP ha annunciato la conclusione di un accordo con Bell Micro, distributore globale a valore aggiunto, che da luglio 2008 inserirà nella propria offerta i prodotti storage HP. L’accordo con Bell Micro, nell’ambito di un canale distributivo già consolidato grazie al quale HP insieme ai partner raggiunge in maniera capillare tutto il territorio, consente di [...]
    Fonte: Megamodo

  10. Bell Micro distribuisce le soluzioni storage di HP
    Dal mese di luglio 2008 le soluzioni storage di HP si aggiungono al portafoglio di prodotti distribuiti da Bell Micro
    Fonte: FullPress Focus

  11. Chiclete com Banana - Axé Brazil
    Per la prima volta in Italia, venerdì 18 luglio a Latinoamericando Expo, questo strabiliante gruppo di axé composto dai cinque musicisti Bell Marques, Rey, Waltinho Cruz, Wadinho ...
    Fonte: AllaRadio

  12. Thin Lizzy: Thin Lizzy (di IcnarF)
    L'alba nuvolosa di una luminosissima giornata. Metaforicamente lo si potrebbe descrivere così l'omonimo debutto musicale dei Thin Lizzy, storico gruppo irlandese che emerse tra il calderone hard rock degli anni Settanta. L'album in questione è difatti caotico a livello di contenuti ed i timpani dell'ascoltatore dovranno districarsi in un'inospitale selva popolata da miriadi di idee musicali che rimangono un po' confuse, che non sembrano essere curate nei dettagli. Forse per l'ancora provvisoria formazione del gruppo (mancano le twin guitars!), ma soprattutto perché il travolgente ego compositivo di Phil Lynott, uno degli ultimi dimenticati poeti del rock, non esprime a pieno le proprie capacità in questo LP; l'arrangiamento di "Honesty is No Excuse", l'eccezione che conferma la regola, è molto piacevole con quel mellotron che fa da sfondo alla leggiadria della chitarra acustica, ma, per il resto, le rimanenti tracce sono talvolta slegate e confusionali. In questo "Thin Lizzy" è però già possibile scorgere l'impressionante crogiolo di influenze diverse che ogni componente del gruppo ha apportato alle composizioni:   Lynott, mulatto di madre brasiliana e padre irlandese, apporta sia sonorità tipicamente "nere" (vedasi il brano "Ray-Gun") che un eco di quella "scuola" di cantautorato folk irlandese che si fondono, in questo cd, con l'inventiva blues del chitarrista Eric Bell e che, a partire dal '75, si fonderanno con gli influssi hard rock che recheranno i due futuri chitarristi Gorham e Robertson. Dal momento che Bell "gigioneggia" un po' troppo ed il batteria Drowney (uno dei più sottovalutati della storia del rock, a mio modesto parere) non è incisivo come nell'immediato futuro, è proprio il lato più folk quello che si ode maggiormente in questo primo lotto di canzoni, dove sono le ballate con quel sapore squisitamente celtico, come "Eire" o "Saga of the Ageing Orphan", i pezzi maggiormente riusciti. Lynott, che qui mostra il suo appassionato sentimento d'appartenenza al proprio popolo, canta con quell'eterna vena di maliconia nelle vesti di un medievale menestrello della propria gente, delle proprie terre: infatti gli argomenti sono quasi tutti di tipo popolare e questo suo gusto per il folcloristico è testimoniato in maniera lampante soprattutto dalle varie "Return of the Farmer's Son", la succitata "Eire" e via dicendo. Un solo discreto (se raffrontato ai successivi lavori) esordio per questa leggendaria band che riuscì a trovare quel rischiosissimo punto di contatto tra due tradizioni diverse come l'hard rock, derivato primario del blues, e la musica celtica, soprattutto per la provvisorietà del sound, solamente un prototipo di quello che sarà successivamente, dove si riuscirà a congiungere la potenza sonora con il sentimento. Ma poi arrivò il giorno. …
    Fonte: DeBaser

  13. Weezer: Weezer (Red Album) (di GrantNicholas)
    E dopo il blu ed il verde, è la volta del rosso.Colore sicuramente scelto non a caso, dai redivivi Weezer; i giorni che hanno seguito l'ottimo successo di "Make Believe" non sono stati affatto facili. La band ha rischiato lo scioglimento, mentre il leader Cuomo si è concesso poco tempo fa un divertissement solista con una raccolta di demo "casalinghe". Si arriva così a questo "Red Album", sesta fatica in studio del quartetto di Los Angeles, che rompe un silenzio discografico lungo ben tre anni. Il nuovo disco è annunciato dal leader Rivers come una fresca ventata di novità (anche alla produzione, visto che al collaudato Rick Rubin si affianca Jacknife Lee, recente autore del "miracolo R. E. M. "): è vero, lo dicono sempre tutti all'uscita di un nuovo lavoro, ma i quattro in questione hanno sicuramente mantenuto la promessa.Se "Troublemaker" getta fumo negli occhi con una melodia catchy e visceralmente weezeriana (che avrebbe funzionato molto di più come singolo rispetto alla già inflazionata "Pork And Beans"), gli occhi escono fuori dalle orbite con la fragorosa "The Greatest Man That Ever Lived (Variations On A Shaker Hymn)", sei minuti abbondanti in cui i Weezer frullano di tutto e di più; rappato alla Eminem, ritmo sincopato, chitarroni decisi, cori, sirene della polizia ed un intermezzo acustico dominato dal convincente falsetto di un Cuomo in gran forma. I quattro sembrano voler evadere dalla "prigione" del pezzo killer da tre minuti scarsi, e ci riescono a volte bene (come in questo caso) e a volte male ("Dreamin'", che parte come uno scarto da "Make Believe" per finire in un pop-punk degno dei peggiori Green Day, o il noioso finale di "The Angel And The One"). Altre sorprese arrivano da "Everybody Get Dangerous", clamoroso furto ai danni dei Peppers più tamarri, e "Cold Dark World", che riesce a trovare un magico equilibrio tra melodia e dark side. Si cimentano al sogwriting (ed al canto) anche Bell, che firma e canta la convincente "Thought I Knew", e Wilson, che invece toppa con una "Automatic" perfettamente inutile.I tempi del "Green Album" sono ovviamente un lontano ricordo, ma i Weezer dimostrano di essere ancora vivi e vegeti, e di avere anche una certa voglia di rinnovare un guardaroba che rischiava di mostrarsi leggermente stantio.Tracce chiave: "Troublemaker", "The Greatest Man That Ever Lived (Variations On A Shaker Hymn)", "Cold Dark World"…
    Fonte: DeBaser

  14. Cuore Amd e design minimalista: Packard Bell cala la doppietta (Mobile)

    Due nuovi notebook, entrambi basati sulla nuova Cpu Turion X2 Ultra Dual Core Mobile, che si presentano a chi cerca la perfetta combinazione fra prestazioni multimediali ed estetica


    Fonte: MyTech

  15. Samsung Instinct approda in Canada?
    Sembra che il mercato canadese non si voglia lasciare sfuggire gli smartphone più all’avanguardia, più aggiornati e desiderati che i produttori di dispositivi telefonici mobili hanno prodotto ultimamente. Dopo le polemiche suscitate dalle tariffe troppo alte che l’operatore di telefonia mobile canadese Rogers ha imposto sull’iPhone, tariffe che, secondo fonti ancora non ufficiali, hanno causato l’indignazione di Apple, che avrebbe deviato sul mercato Europeo numerosi modelli destinati al mercato canadese, ecco che in Canada si sente parlare anche del Samsung Instinct. Anche per questo dispositivo dovremo aspettarci costi tariffari acuti e insostenibili? Samsung ha annunciato che incomincerà a distribuire in Canada il samsung Instinct in congiunzione con Bell Canada, a partire dall’8 Agosto. Partirà una petizione simile a quella che ha visto la luce per l’affaire iPhone? Siamo curiosi di vedere gli sviluppi di questa vicenda. Come veloce ragguaglio, vi riportiamo alcune delle principali caratteristiche del Samsung Instinct. Prima immancabile caratteristica è uno schermo touchscreen da 3.1 pollici, che permette di controllare il proprio dispositivo con immediatezza e semplicità; inoltre integra EV-DO (Evolution Data Optimizer), tecnologia che consente una velocità di trasmissione dati eccellente, un modulo GPS, un sistema operativo interamente sviluppato in Java e per molti utenti è molto più usabile dell’interfaccia dell’iPhone, un fotocamera da due megapixel. Può, in aggiunta, ricevere segnali TV, e integra un browser Internet di livello avanzato. .
    Fonte: Cellulari.it

  16. Buy-out record su Bell Canada. Entra un fondo insegnanti
    NEW YORK - Mentre l'America festeggia, in tono minore, il 4 luglio più difficile degli ultimi decenni, con lo spettro della recessione che minaccia l'economia, il Canada riporta una...
    Fonte: ilsole24ore Finanza

  17. 08:43: M&A: buy-out record su Bell Canada, pagati 35 mld dollari
    Mentre negli Stati Uniti continua a soffiare il vento della recessione, il Canada riporta una folata di ottimismo con la più grande acquisizione a debito mai affettuata in tutta la storia dell'M&A. Dopo una difficile trattativa durata un anno, siè conclusa la cessione di Bce, il…
    Fonte: Alice Economia

  18. Da HP 2 nuovi portatili basati sulla piattaforma AMD Puma
    Hewlett-Packard espande la propria linea di notebook indirizzati al segmento businnes con 2 nuovi modelli basati sulla nuova piattaforma AMD Puma
    Fonte: hwupgrade.it

  19. Marcia Gay Harden in Whip It
    Secondo l'Hollywood Reporter l'attrice Marcia Gay Harden (Into The Wild) reciterà in Whip It, commedia scritta da Shauna Cross e diretta da Drew Barrymore incentrata su un team femminile di pattinatrici. La regista avrà anche il ruolo di protagonista e sarà affiancata dalla signorina Juliette Lewis, la simpatica psicopatica Bonnie-style di Natural Born Killers e dalla statuaria Zoe Bell, stunt di Uma Thurman nei due Kill Bill di recente vista anche in Death Proof e Planet Terror.
    Fonte: EverEye

  20. Rush: Hemispheres (di splinter)
    1978. Altro disco da incorniciare per i tre canadesi del prog. Un altra volta i Rush sfornano un album di chiaro orientamento prog-rock, come già accadde per i superbi "2112" e "A Farewell To Kings". Bastano quattro canzoni (due più lunghe e articolate, le altre due più brevi) e solo 36 minuti ai Rush per regalarci un altro delizioso piatto a base di strutture complesse, melodie accattivanti, effetti sonori da brivido, tecnica effimera ed un'ottima dose di energia.Il disco conferma chiaramente le sonorità espresse nel precedente "A Farewell To Kings" e sembra fornire una prestazione ulteriormente migliore. Pochi i cambiamenti attuati in quanto a strumentazione e strutture: Geddy Lee conferma di voler sperimentare con i synth ma senza tralasciare i suoi struggenti riff di basso, Peart continua ad utilizzare il suo bell'equipaggiamento di percussioni a far compagnia alla sua batteria, Lifeson si riconferma abile a giocare con la sua chitarra.Si apre alla grande con la continuazione di quella "Cygnus X-1" con cui li avevamo lasciati l'anno precedente. 18 minuti da ascoltare davvero con tutto il cuore e tutta la convinzione di ciò che i Rush sono. Struttura forse un po' troppo ripetitiva per un brano di tale lunghezza; almeno nei primi 12 minuti il brano sembra non possedere quell'articolazione tipica delle suites, riproponendo melodie piuttosto simili fra loro (senza annoiare, per fortuna!): buoni riff di chitarra, sostituiti da arpeggi in alcuni momenti e qualche nota col synth nonché l'eccellente prestazione vocale di Lee; poi passati i 12 minuti ecco che ci si cala in atmosfere spaziali che se inserite in un film di fantascienza porterebbero al premio Oscar; tutto merito dei sintetizzatori di Geddy Lee (e chissà come mai gli altri recensori dei synth non ne parlano mai quando, invece, già allora erano a tutti gli effetti nell'equipaggiamento della band e contribuivano in buona parte al loro sound); poi il brano riprende la carica quasi istantaneamente dando di nuovo spazio alla grinta di Lifeson per poi concludersi con una piacevole chitarra acustica.E dopo aver lasciato il buco nero ecco il brano più breve dei quattro, "Circumstances". Lifeson è protagonista con le sue potenti chitarre rimandando più esplicitamente a ritmiche hard rock; ma da inchino è il giro di synth che interviene nella parte centrale. Più malinconica è la n° 3 "The Trees": apre una dolce chitarra classica, poi subito spazio a quelle elettriche e anche qui è da applaudire la parte centrale: lunghi arpeggi di Lifeson, Peart che gioca con le percussioni e Lee che regala un'altra bella melodia con il synth.E chissà con quale cappello bisogna inchinarsi alla strumentale "La Villa Strangiato" che chiude il disco! Non certo con un cappellino da rapper o con un caschetto da muratore, un bel cilindro forse ci sta! 9 minuti e mezzo all'insegna della tecnica e della fantasia! E se il buongiorno si vede…
    Fonte: DeBaser




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