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Risultati per: Montesano sulla MarcellanaArticoli trovati: 5685


  1. Recensione libro: Open Xml, guida allo sviluppo
    In questa recensione vedremo il libro Open XML Guida allo sviluppo, scritto da Gianni Giaccaglini per Edizioni FAG di Milano, questo manuale sulla programmazione Office è dedicato a un argomento di grande attualità: il formato Open XML (OOXML) usato dai documenti di Microsoft Word 2007, Microsoft Excel 2007 e PowerPoint 2008, comprese le loro controparti per Mac comprese in Office 2008. Il formato Open XML è diventato recentemente standard ISO. Come il nome stesso suggerisce Open XML si basa sull’XML ed è sostanzialmente un formato testuale con “tag” che ne definiscono sia i contenuti che le formattazioni e la struttura... ...continua la lettura di questa notizia. Emanuelemattei.blogspot.com autorizza pc-facile.com a riportare la presente news.
    Fonte: Pc Facile

  2. Trenta missioni per ciascuno degli episodi di StarCraft II
    Blizzard fornisce rassicurazioni sulla consistenza dei tre episodi di StarCraft II annunciati nei giorni scorsi.
    Fonte: hwupgrade.it

  3. UFFICIALE: Pergocrema, Piantoni è il nuovo allenatore
    Sarà Oscar Piantoni a sostituire l'esonerato Daniele Fortunato sulla panchina del Pergocrema. L'ex tecnico di Monza, Albinoleffe e Valenzana sarà presentato questo pomeriggio alle 18...
    Fonte: Tutto Mercato Web

  4. ORLANDO SMENTISCE INTERVISTA SULLA SLA
    L'ex giocatore della Fiorentina rettifica quanto titolato oggi dal Corriere
    Fonte: Calciomercato.it

  5. Wta Zurigo, Pennetta sconfigge Petrova e ritrova Jankovic
    Al debutto l'Azzurra si imponte con un doppio 6-1 sulla russa e affronta ora la numero uno al mondo serba, che l'ha sconfitta anche al recente torneo di Mosca.
    Fonte: Alice Sport

  6. Ansaldo Sts continua a perdere terreno
    Continua a perdere terreno (-4,5% a 8,175€) Ansaldo Sts sulla scia dell'uscita dal capitale di Astaldi.
    Fonte: Trend online

  7. Allo stadio fischi sulla Marsigliese, interviene Sarkozy
    Il presidente Sarkozy ha apostrofato come "scandalosi", in una nota diffusa dall'Eliseo, gli avvenimenti di martedì sera allo Stade de France.
    Fonte: Alice Sport

  8. Ocse: fisco in frenata, ma l’Italia è nella top 10 europea
    L'Italia scala una posizione e si piazza al sesto posto nella "classifica" sulla pressione fiscale dei paesi dell'area euro. Un livello alto ma comunque 5,3 punti in meno rispetto al "top" della classifica dove c'é la Danimarca con il 48,9%
    Fonte: Panorama Economia

  9. Rumor: la prossima Xbox sara forward compatibile?

    Vi riportiamo oggi un nuovo rumor relativo alla prossima Xbox, che molti prevedono possa arrivare sul mercato tra il 2010 ed il 2012. Il sito statunitense Xbox Evolved afferma di aver ottenuto delle informazioni sulla compatibilità della prossima console con i giochi Xbox 360, rivelando delle informazioni molto interessanti. [continua]
    Fonte: Mondo Xbox

  10. Dispositivo Clear CMOS esterno da SilverStone
    SilverStone ha appena lanciato un nuovo semplice prodotto che farà la felicità degli utenti appassionati di overclock. Si tratta dell´SST-CLEARCMOS, un piccolo dispositivo da installare sulla finestra dello slot di espansione PCI che permette di effettuare il Clear CMOS, l´operazione di reset della memoria del BIOS, senza dover intervenire direttamente sulla mainboard e aprire il case. Alcuni produttori di schede madri intergrano il pulsante di Clear CMOS direttamente on-board e ASUS ha già u... ...


    Fonte: DinoxPc

  11. Blueboy: If Wishes Were Horses (di bedroombadview)
    Ci sono dei dischi che non possiamo ascoltare perchè davvero troppo brutti. Normale. Fateci casi però: ci son dei dischi che davvero non possiamo ascoltare perchè troppo belli. Perchè raccontano troppo di noi. Perchè erano già nostri ancor prima di acquistarli.  E questo è proprio uno di quelli.  Malinconia solare e stupefatto candore. Vorrei soffermarmi sulle gesta dei Blueboy e delle loro filiazioni, sulla saga della Sarah Records, sulla morte prematura di Keith Girdner ma il pudore mi impedisce di continuare… .   …
    Fonte: DeBaser

  12. Graham Nash: Songs For Beginners (di Lewis Tollani)
    Quando queste "canzoni per principianti" videro la luce, il suo creatore aveva alle spalle una carriera che poteva bastare ed avanzare per rendite e rispetto futuri pressoché infiniti. Graham Nash da Blackpool (Inghilterra) era stato tra i fondatori del gruppo The Hollies, che nella seconda metà dei sixties infiammò milioni di persone in tutto il mondo con il suo pop fresco ed accattivante. Ma questo non gli bastava, tanto che nel 1968 si trasferì negli Stati Uniti dove iniziò una proficua collaborazione artistica e lisergica con David Crosby, fresco transfugo dai Byrds. I due si trovarono in perfetta sintonia, tanto da convincere Stephen Stills prima e Neil Young appena dopo ad unirsi a loro (entrambi orfani dei Buffalo Springfield) per dar vita al supergruppo che porta i quattro nomi, ancora una volta, alla ribalta mondiale, con l'album-manifesto "Deja Vu".I cambiamenti sono nell'aria speziata che corre sulla costa californiana, ma non sono quelli predetti e desiderati dalla Stagione dell'Amore, tanto che in pieno reflusso hippie-psichedelico, Nash dipinge 11 morbidissimi acquarelli, con voce ferma ma sommessa, dove la malinconia ed un pizzico di rassegnazione (era appena terminata la sua relazione con Joni Mitchell… ) fanno capolino ad ogni nota. L'anthem "Military Madness" è una straziante presa di posizione contro la guerra ("In an upstairs room in Blackpool, By the side of a northern sea, The army had my father, And my mother was having me, Military Madness was killing my country, Solitary Sadness comes over me") supportata da un robusto folk-pop suonato con l'urgenza di chi sa (o crede di sapere) che la fine non è molto al di là da venire… qui compare per la prima volta nel disco anche una languida pedal steel-guitar suonata da Jerry Garcia, mentre l'amico fraterno Crosby sovraccarica di tensione la successiva "Better Days" con la voce di Nash tirata fino allo spasimo. In questo brano troviamo anche un insolito Neil Young al pianoforte, così come farà anche per la splendida ballata in puro stile britannico "Simple Man", dove i richiami/rimandi ai migliori Paul McCartney ed Elton John sono fortissimi. Ma se proprio bisogna fare il nome di artista a cui questo disco si deve accostare, questo è John Lennon, anche se Nash sembra bruciarlo leggermente sul tempo, in quanto prende l'album "Imagine" dell'illustre connazionale e ne disegna gli scenari che poi lui intraprenderà, attraversando tutti gli anni settanta fino a trovare il tragico capolinea al volgere degli anni ottanta. "Wonderful Bird" e "I Used To Be A King" ne sono esempi perfetti, così come "There's Only One" richiama vagamente le costruzioni pop un po' barocche del lato oscuro della luna dei Floyd ancora a venire. "Sleep Song" è puro folk per chitarra e voci, mentre in "Man In The Mirror" illumina la strada per un certo pop sofisticato che vedrà nei Supertramp…
    Fonte: DeBaser

  13. L'Age Progression per Denise Pipitone
    Quando la tecnologia aiuta. L'Age Progression è una particolare applicazione grafica usata sempre più assiduamente da coloro che lavorano per ricostruire il volto di persone scomparse. È il caso di Denise Pipione, l'oramai tristemente nota bambina di Mazara del Vallo scomparsa nel 2004. La madre Piera Maggio, da sempre convinta nell'efficacia di tali elaborazioni, dichiara che la ricostruzione realizzata dai Ris di Roma non è risolutiva ma che potrebbe essere un elemento aggiuntivo per aiutare coloro che stanno indagando sulla scomparsa della bimba. Non solo, la foto più essere utilizzata come mezzo per diffondere l'immagine della figlia tra la gente con la speranza di ricevere riscontri e segnalazioni di avvistamenti. La ricostruzione non è stata semplice: è più facile infatti ricostruire un volto di una persona adulta visto il cambiamento facciale riscontrato nei più giovani. Il tenente colonnello Luigi Ripani, comandante del Ris di Roma, si dice però soddisfatto del risultato ottenuto incrociando la foto più recente di Denise (all'età di 4 anni) con la foto del parente con più somiglianze all'età della piccola attuale (8 anni). Maggiori dettagli dal sito ufficiale creato dalla mamma per Denise. A seguire un'interessante video che mostra i risultati ottenibili utilizzando l'Age Progression. http://www.youtube.com/v/GmBF0oEGWOI&hl=it&fs=1
    Fonte: Pc Facile

  14. 400 Watt per il nuovo alimentatore Corsair
    Una scelta controcorrente quella del produttore americano, che punta sulla qualità della costruzione con una potenza adatta alla maggior parte degli utilizzi
    Fonte: hwupgrade.it

  15. Wall E, arriva nelle sale italiane il robot spazzino
    Un piccolo robot spazzino, dimenticato dagli esseri umani, che da centinaia di anni si ostina a portare avanti il compito per il quale è stato creato: pulire la Terra. Wall E è il nome del simpatico  robottino ed è anche il titolo del nuovo film d'animazione realizzato dalla Pixar Animation Studios e Disney. La pellicola arriva nelle sale italiane il 17 ottobre con l'obiettivo di confermare gli ottimi risultati ottenuti al botteghino americano (oltre 200 milioni di euro d'incasso). Due curiosità: Peter Gabriel ha scritto e interpretato la canzone originale dal titolo Down to Earth e l'astronauta Roberto Vittori è una delle voci italiane del film. L'ultimo robot sulla Terra - Dopo centinaia di anni passati da solo a fare quello per cui è stato costruito, Wall E (Waste Allocation Load Lifter Earth-Class) scopre un nuovo scopo nella vita oltre a quello di collezionare degli oggettini quando incontra un’elegante robot sonda chiamata Eve (Extra-terrestrial Vegetation Evaluator). Eve capisce che Wall E si è inavvertitamente imbattuto nell’elemento fondamentale per il futuro del pianeta e torna nello spazio per annunciare le sue scoperte agli umani che attendono impazientemente notizie a bordo della lussuosa navicella spaziale Axiom e che vogliono sapere se è sicuro tornare a casa. Wall E, il piccolo personaggio alla Robinson Crusoe - L’idea di Wall E è venuta nel 1994 ai pionieri della Pixar Stanton, John Lasseter, Pete Docter e il compianto genio della narrazione Joe Ranft. “Pensammo a un piccolo robot abbandonato sulla Terra - sostiene Stanton -. Non c’era una storia, era una sorta di piccolo personaggio alla Robinson Crusoe con cui ci ponevamo la domanda di cosa succederebbe se il genere umano abbandonasse la Terra e qualcuno dimenticasse di spegnere l’ultimo robot, senza che lui sapesse di poter smettere di compiere le azioni per cui è stato programmato”.  
    Fonte: Tiscali Spettacoli

  16. Fondazione IBM Italia e Città della Scienza presentano una nuova iniziativa sulla cultura scientifica
    Napoli – Fondazione IBM Italia e Fondazione IDIS – Città della Scienza presentano lascienzaneimusei.it
    Fonte: FullPress Focus

  17. Salute: fanno paura ambiente e smog
    <P> (ANSA) - ROMA, 15 OTT - A far paura oggi agli italiani, per le conseguenze sulla salute, sono sempre di piu' l'Ambiente e la minaccia dell'inquinamento.Lo rivela l'indagine del Censis 'Trent'anni di ricerca biomedica e di lotta alle malattie' realizzata su 1000 cittadini.L'indagine evidenzia…
    Fonte: Alice Tecnologia

  18. Wwf, Spagna e Giappone stop alla pesca del tonno rosso
    ROMA
    «La Spagna, paese chiave nella pesca del tonno rosso in Mediterraneo, e Giappone, il mercato più importante, sostengono con altri paesi una moratoria della pesca del tonno rosso in Mediterraneo, almeno fin quando la situazione non sarà riportata sotto controllo e non verranno create aree protette nei luoghi dove i tonni si riproducono e crescono. Un voto sorprendente, arrivato la notte scorsa dai delegati dei governi e delle associazioni non governative presenti a Barcellona per i lavori connessi al congresso della IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura)«. Lo afferma il Wwf in una nota.

    «La mozione prevede che le quote di pesca del tonno rosso vengano dimezzate come indicato dagli studi scientifici - prosegue l’associazione ambientalista -, e che la pesca venga fermata nei mesi di maggio e giugno (periodo di riproduzione del tonno rosso)».

    «Ancora non sappiamo se questa decisione sarà accolta in via definitiva, e tanto meno ci aspettiamo che venga approvata con una maggioranza schiacciante - afferma Sergi Tudela, direttore del programma Pesca del Wwf Mediterraneo -. Il buon senso indica però che c’è qualche speranza che la gestione ormai non sostenibile della pesca del tonno rosso venga bloccata. Sono i consumatori, la società civile, la comunità scientifica ad aver capito che se non verranno prese decisioni forti adesso, nel prossimo futuro non ci saranno più tonni da pescare».

    «Questa mozione - sottolinea il Wwf - è un ulteriore tassello di cui l’ICCAT (Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico) dovrà tener conto a novembre, quando si pronuncerà sulla gestione della pesca del tonno, definita dalla Commissione stessa ’una disgrazia internazionalè. È di qualche giorno fa un dossier del Wwf da cui emerge con tutta evidenza che in Italia la gestione della pesca del tonno è insostenibile e totalmente fuori controllo, mentre all’inizio di quest’anno l’associazione aveva diffuso un rapporto in cui si denunciava una capacità di pesca del tonno delle flotte presenti in Mediterraneo pari al doppio delle quote consentite».

    «Il mese scorso gli scienziati dell’ICCAT avevano avvertito che la popolazione di tonno del Mediterraneo è sull’orlo del collasso - prosegue l’associazione ambientalista -. Alcune grandi catene di distribuzione in tutta Europa sostengono il boicottaggio, lanciato dal Wwf, della sua vendita. La mozione approvata a Barcellona, inizialmente osteggiata da alcuni paesi, che hanno poi votato a favore, è stata presentata dal Wwf, dall’associazione spagnola Ecologistas en Accion, GOB, SEO/Birdlife e dall’amministrazione delle isole Baleari, che si è candidata a creare nelle sue acque un santuario del tonno rosso».


    Fonte: LaStampa Ambiente

  19. Peer To Peer: Società, Politica Ed Economia Nel Mondo P2P - Video Intervista Con Michel Bauwens

    Lasciando da parte il file-sharing, il peer-to-peer è una modo alternativo di lavorare, di vivere e di guadagnare. Nonostante l'attenzione sul peer-to-peer dei maggiori media si sia incentrata principalmente sul dibattito in corso sul file-sharing e sui contenuti pirata (musica, film, giochi), le conseguenze sociali, economiche e politiche del peer-to-peer vanno oltre questo focus ristretto.

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    Michel Bauwens - Photo credit: Robin Good

    Il successo di Wikipedia è un esempio perfetto di come la collaborazione peer-to-peer si estenda oltre il concetto dei contenuti pirata. Wikipedia dimostra che come metodo di produzione, il peer-to-peer può avere successo e addirittura ottenere effetti che i sistemi proprietari non riescono a raggiungere.

    Inoltre, il peer-to-peer come modello di governance e come modello economico mantiene le promesse e sviluppa soluzioni per problemi con cui gli altri modelli, inclusi la democrazia e il capitalismo, sono incapaci di confrontarsi. Come modello economico può creare nuovi stimoli di produzione e di lavoro. Più che il denaro, come accade nel capitalismo, il vero motore è la "produzione volontaria appassionata".

    Forse un esempio ancora migliore di come il peer-to-peer possa fondamentalmente contagiare, in senso buono, il modo in cui viviamo è il potenziale che ha di creare un sistema monetario alternativo al nostro. Il crescente successo del microlending e delle istituzioni di microlending come Prosper, ha già dimostrato che anche un sistema sociale radicato come il nostro sistema finanziario può trarre beneficio diventando maggiormente distribuito.

    In questa esclusiva video intervista di MasterNewMedia, Michel Bauwens, fondatore della Peer-to-Peer Foundation, descrive alcuni dei fantastici benefici che il peer-to-peer sta apportando alla nostra società.

    Ecco tutti i dettagli:




    Peer To Peer: Perché il P2P è Migliore Del Capitalismo

    Se vuoi sapere cosa non va del capitalismo e come il peer-to-peer rappresenti un'evoluzione di esso, devi osservare la storia della motivazione e della cooperazione. Le società pre-moderne erano basate sulla coercizione e sulla forza, uno schiavo doveva dare tutto e i servi della gleba dovevano dare la metà di tutto ciò che producevano.

    La soluzione per questa situazione capitalistica consisterebbe nell'abbandono degli obblighi e delle imposizioni sul persone e nella condivisione degli interessi reciproci, in modo che dovremo solo scambiare elementi di uguale valore con gli altri. Questa sarebbe un'ottima soluzione, perché passeremmo da una motivazione esterna negativa, la paura, a una motivazione esterna positiva, il denaro.

    Il problema di questa cosa però è che se non hai denaro, se non hai motivazioni positive che ti spingono ad agire, non lo farai. Un altro problema si pone nel caso un cui vivi in un sistema basato su interessi personali e di cui nessuno osserva le conseguenze. Nessuno si preoccupa dell'inquinamento. E nessuno vuole fare qualcosa in maniera volontaria e gratuita.

    Per di più se osservi come funziona il processo di innovazione di un'azienda vedrai che i miglioramenti sono determinati dalla necessità di essere sempre competitivi. Se invece non hai concorrenti perché operi in un contesto monopolistico, non apporterai nessun miglioramento. Prendi per esempio il browser di Microsoft, Internet Explorer, non si è evoluto per circa cinque anni, perché ormai Netscape era morto.

    Pensa ora invece ad un prodotto peer-to-peer come Mozilla Firefox. Le persone che lavorano al progetto migliorano continuamente il prodotto non perché vogliono essere i migliori, ma perché vogliono creare il miglio browser possibile. Firefox non ha bisogno di proteggere i propri diritti, chiunque può progettare un plugin. Quindi Firefox è un prodotto in continua evoluzione, senza possibilità di arresto.

    La cosa geniale del peer-to-peer è che filtra le motivazioni le motivazioni esterne positive e negative e si focalizza molto di più sulle motivazioni personali e sulla produzione volontaria e appassionata. Il tuo interesse personale per il miglioramento corrisponde allo stesso interesse di tutte le persone interne all'organizzazione. E l'intero progetto, grazie a Internet, è aperto a qualunque persona.

    • Quando un'istituzione for-profit compete con un'istituzione for-benefit come la Mozilla Foundation, questa può contare su una comunità forte, in questo modo l'azienda for-profit perde una vantaggio competitivo. In questo senso penso che la produzione peer-to-peer sia un miglioramento dei modelli della sovrapproduzione for-profit.
    • Similmente, se prendi in esame due aziende for-profit in competizione, tra le due vincerà quella che si aprirà verso gli utenti e li inviterà a partecipare. Questo significa che le aziende for-profit stanno adottando pratiche peer-to-peer. Prendi due comunità, una chiusa e isolata, l'altra aperta alla collaborazione con le aziende e con le singole persone, quest'ultima avrà sicuramente un vantaggio sull'altra. Ciò che voglio far capire è che le produzione peer-to-peer e quella for-profit non sono antagoniste, ma sono complementari sotto molti punti di vista.

    Vorrei sottolineare però che la produzione peer-to-peer ha un carattere post capitalista perché non si fonda sui prodotti, sulle relazioni salariali o sulla produzione per un mercato basato sulle merci e sullo scambio di valori.

    Così, in qualsiasi maniera porti a compimento il tuo lavoro, ci sarà sempre una parte di esso esterna al mercato. Stai imparando a fare le cose in maniera differente e non solo per interessi personali.




    Peer To Peer: L'Attuabilità Economica Della Produzione Peer To Peer

    Sì, penso che questa sia un'interessante proposta su cui riflettere. Ora ti spiego perché.

    In questo momento siamo divisi in due. Ci sono due aspetti delle nostra vita:

    • Da una parte abbiamo il bisogno di sopravvivere, ciò significa dover guadagnare e quindi intraprendere una relazione economica formale: veniamo retribuiti attraverso una qualsiasi forma di salario. Ma molto spesso il nostro lavoro si traduce in alienazione. Non facciamo ciò che ci piace e non sopportiamo il nostro capo. Tutti elementi che rendono questa soluzione non sopportabile per molte persone.
    • E poi c'è quel qualcosa in più. E quel qualcosa in più che riguarda l'intelletto, i computer, l'accesso alla rete che fa in modo che quando non dobbiamo lavorare per sopravvivere possiamo dedicarci sempre più alle nostre passioni.E creiamo ciò che io chiamo la produzione peer-to-peer, i modi governare e la proprietà.

    Ciò che sto notando oggi è che sempre di più questa nostra parte, questo qualcosa in più, è molto più produttivo rispetto a ciò che facciamo nel sistema tradizionale.

    Questo dovrebbe far capire qualcosa al sistema, dovrebbe far riflettere. Il sistema ritiene che le persone disoccupate o le persone che si trovano in una fase intermedia tra un lavoro e l'altro, non abbiano alcun valore.

    Invece io sostengo che forse è proprio in questo momento che le persone producono il valore maggiore per la società.

    • Quindi la prima cosa da fare è creare un sistema che permetta una maggiore mobilità nel mercato del lavoro. E' il progetto di una carriera a lungo termine che permette alle persone di dire "voglio dedicarmi alle mie passioni, posso farlo per un certo periodo e poi posso tornare sul mercato.
    • Penso che se matureremo in questo, se potenzieremo il peer-to-peer, scopriremo che in questo momento il valore maggiore è creato dall'economia informale.
    • In quel momento penso che potremmo iniziare a discutere di un reddito base perché allora non ci sarà più bisogno del welfare. Non ti sto dando del denaro solo per aiutarti. Sto riconoscendo che semplicemente per il fatto che sei un cittadino attivo in rete e produttore di un valore condiviso, stai fornendo alla società un valore di primaria importanza e quindi, ti restituisco ciò che hai dato.

    Non credo però che siamo arrivati già a questo punto. Penso che la maturazione della produzione peer-to-peer potrebbe in questo momento condurre la situazione verso una destinazione che non conosco, ma che nel giro di dieci, venti, trent'anni potrebbe diventare realtà.




    Peer To Peer: Il Potenziale Del P2P Per Unificare il Mondo

    Questo accade molto raramente. Perché la maggior parte delle persone oggi intuiscono subito che l'apertura è meglio della chiusura. Sai che quando queste persone sentono parlare di free software e dello sviluppo dell'open-source, riconoscono che è un'ottima maniera per fare le cose. Se vuoi cooperare, devi essere aperto con chi sta a contatto con te.

    Penso quindi che il peer-to-peer sarebbe capace di unire tante persone con idee politiche diverse, perché già di per sé contiene in sé un concetto di libertà che, per esempio, piace sia ai liberali che ai progressisti. Presume un concetto di uguaglianza che piace a sinistra e un concetto della relazione, l'idea di comunità, che piace anche a destra.

    Quindi quello che dobbiamo fare è guardare agli interessi comuni di un gruppo di persone per far aumentare le possibilità di crescita e non politicizzare eccessivamente la questione, creando una specie di opposizione artificiale.




    Peer To Peer: Differenze Tra Governance e Democrazia

    Penso ci sia una differenza tra la governance peer-to-peer e la democrazia, diretta o indiretta che sia. Cercherò di spiegarmi al meglio:

    Pensa al mercato. Pensa alla gerarchia e alla democrazia. Sono semplicemente tre forme differenti di allocazione delle risorse.

    • Il mercato si fonda sul prezzo. Tutti gli sforzi si concentreranno sugli elementi di maggior valore.
    • La gerarchia si fonda sull'intelligenza, perché "noi conosciamo tutto quindi organizzeremo la produzione per te".
    • La democrazia infine si fonda sui gruppi di persone diverse con interessi diversi, quindi "discuteremo insieme su chi deve fare cosa".

    La governance peer-to-peer si attua nell'ambiente immateriale della cooperazione intellettuale attraverso la rete. Fondamentalmente sei tu che aggreghi le tue stesse risorse e finché farai questo, non avrai bisogno di altri aiuti o fonti esterne. Non avrai bisogno di un mercato, di una gerarchia o della democrazia stessa. Il genere di relazioni che avrai sarà il contributo volontario ai progetti di altre persone. E non mi dovrai pagare per fare in modo che io ti ascolti. Devi ottenere il consenso e accumulare esperienza. Hai bisogno anche di ottenere in qualche modo la partecipazione.Noi vediamo che tutto ciò funziona e che le persone sono in grado anche di organizzare progetti complessi grazie alla governance peer-to-peer. Questo è un aspetto dell'equazione.

    L'altro aspetto riguarda il fatto che per cooperare devi sostenere un costo per le infrastrutture di cooperazione. Hai bisogno di un server, per esempio. I server sono risorse rinnovabili quindi devi sostenere anche dei costi di backup. Hai bisogno quindi di allocare e proteggere le tue risorse. Ciò che accade nella produzione peer-to-peer è che le persone creano ambienti non-profit come la Mozilla Foundation, la Apache Foundation e la Wikimedia Foundation. Queste società gestiscono le infrastrutture di collaborazione per conto della comunità. Siccome però hanno risorse limitate, devi adottare una struttura democratica.

    Quindi direi infine che la società non si deve confrontare solo con le risorse immateriali, ma piuttosto con le poche risorse materiali, che hanno a che fare con la fame, il cibo e le cose concrete. Abbiamo ancora bisogno della democrazia.

    Ma al livello della collaborazione intellettuale, della cultura, della conoscenza e della progettazione aperta, fai parte della governance peer-to-peer. Quindi penso esista una spazio della democrazia e uno spazio della governance peer-to-peer. Questo spazio crescerà ma non sostituirà del tutto al democrazia. Penso che ciò sarà impossibile fino al momento in cui vivremo in un mondo materiale.




    Peer To Peer: La Visione Del Mondo di Michel Bauwens

    Il mio sogno è un mondo in cui un numero sempre maggiore di persone possa seguire le proprie passioni, trovare il senso della propria vita, esprimere se stesso. Il valore creato in questo modo sarà enorme.

    Nel mondo attuale pensiamo che la natura sia infinita e che abbiamo il dovere di creare "cose" (intellettuali, spirituali, culturali) limitate artificialmente. Il mio sogno è superare questo stadio e arrivare a riconoscere che la condivisione è infinita e che la natura invece è non è infinita. Perciò la nostra società cambierà in base a come cambieremo le nostre relazioni. Sarà una società basata sul riconoscimento.

    Penso che una volta che avrai iniziato a lavorare con un approccio peer-to-peer nel tuo campo, che potrai seguire le cose a cui sei appassionato, allora non vorrai più tornare indietro.

    Penso che tutte le persone dovrebbero avere una chance, non solo alcune di esse.




    Peer To Peer: Perché le Persone Hanno Paura del P2P

    Penso che sia una questione di esperienza, di capacità. La paura di impoverirsi intellettualmente. La paura che se tu allarghi la partecipazione, le persone che ne sanno di più saranno confuse nelle masse. E penso che quanto più gerarchica sia una società, tanto più avranno esperienza del potere e tanto più avranno paura di perderlo.

    Penso a paesi come la Francia dove le persone sono molto più intransigenti su questi temi che in altri paesi. C'è la paura infatti che se effettui un'apertura, le persone più ignoranti prenderanno il potere e che la qualità della società crollerà. Questa è la paura che avverto.

    Io credo che il peer-to-peer corra il pericolo di fare quest'effetto in alcune situazioni. Non credo che questo però dipenda dal peer-to-peer. Penso che si tratti di una cattiva organizzazione, di un'errata governance, queste sono le motivazioni che portano a quel tipo di processo. Ora adottiamo un design sensibile e conscio del valore che ha come lineeguida la progettazione di qualcosa di diverso, l'autonomia e la selezione di eccellenza. Questi sono i migliori processi per essere più efficaci rispetto ad altre forme di organizzazione sociale.

    Penso che questa paura sia la stessa paura della democrazia, di quando le persone iniziano a sostenere che tutti hanno il diritto di votare. E' la stessa paura che si aveva quando si credeva che la democrazia avrebbe portato al potere la massa. Ora abbiamo la democrazia da duecento anni ed è lungi dall'essere perfetta. Ma chi vuole tornare ai tempi dello stato autoritario? Credo quasi nessuno.

    Succede lo stesso con il peer-to-peer. Una volta che esiste, una volta che l'hai usato, una volta che hai un problema e provi a risolverlo con un approccio peer-to-peer, non vuoi più tornare indietro al vecchio sistema.




    Peer To Peer: Come il P2P Può Cambiare il Nostro Sistema Economico

    Io definisco il peer-to-peer come la produzione sociale diretta di un valore da parte di una società civile.

    Guarda al denaro, che è creato dalla banche attraverso i loro prestiti ed è regolato dalle banche centrali. Una delle cose che abbiamo scoperto nel peer-to-peer è l'importanza delle architetture invisibili. Il tipo di protocollo e le regole del design favoriscono alcuni comportamenti e rendono difficili altri comportamenti.

    Penso che ciò ci mostra che queste strutture economiche oggi, basate unicamente sul denaro, condurranno ad una crescita infinita. Una crescita infinita in un ambiente limitato. Non penso che sia una buona cosa un sistema economico del genere, basato sulla lotta per l'ottenimento di risorse limitate, soprattutto per le persone che hanno davvero bisogno di queste risorse. Inoltre il 98% del denaro viene utilizzato per attività speculative, creando una bolla dietro l'altra. Non penso assolutamente che questo sia un buon sistema.

    Ora, come potrebbe cambiare un sistema come questo? Ovviamente le persone che vogliono trarre un profitto da questo sistema, non lo cambieranno. Quindi, se creassimo un sistema monetario aperto che potremmo controllare da soli? Un sistema di cui potremmo scegliere la struttura e che le comunità fisiche e virtuali potrebbero iniziare a utilizzare dal basso. Penso che questo sia uno dei particolari cambiamenti che potrebbe accadere attraverso il peer-to-peer.

    L'altro è il seguente: per far funzionare il peer-to-peer, devi contare sulle tue stesse risorse. Quindi oggi abbiamo:

    • I nostri cervelli
    • Una comunità di surplus
    • I computer
    • L'accesso alle reti

    Tutto questo ci permette di collaborare in maniera virtuale. Quindi possiamo fare tutto ciò che non è fisico, possiamo farlo attraverso il peer-to-peer.

    Quando le macchine inizieranno ad essere sempre più piccole, avremo una fabbricazione di desktop, costruttori personali, una produzione flessibile, macchine adatte a diversi scopi. Tutti questi trend mostrano che gli investimenti diventeranno meno onerosi e maggiormente distribuiti.

    Quando i finanziamenti saranno maggiormente distribuiti, che è l'obiettivo centrale del social lending (come il sistema americano Prosper o quello inglese Zopa). Semplicemente ciò significa che le persone possono ottenere prestiti dalle altre persone comuni.

    Quindi:

    • I computer sono distribuiti
    • Le macchine sono in via di distribuzione
    • Il denaro è sempre più distribuito

    Tutto questo incrementa la presenza del peer-to-peer nella società. Quindi la produzione peer-to-peer può muoversi dalla pura conoscenza della produzione alla progettazione aperta di macchinari, facendo tutto questo secondo un approccio peer-to-peer, anche il reperimento di capitali.

    Tutti questi cambiamenti non avverranno certo in una notte. Ma penso che la direzione per cambiare sia proprio questa. Quindi nei prossimi dieci, venti, trenta anni vedremo questi passi compiuti da diverse persone e assisteremo alla creazione delle basi per un altro tipo di società che io chiamo società peer-to-peer.




    Peer To Peer: La Visione di Michel Bauwens Sulle Valute Alternative

    La moneta aperta per me è un particolare tipo di valuta alternativa che ha la capacità di seguire regole diverse.

    L'importante non è avere un valuta che si comporta come quella vecchia. L'importante è avere nuove regole per la stesa valuta. Finché ci saranno valute locali, queste non varieranno. Quindi ciò che suggerisco è la creazione di sistemi monetari aperti che siano virtuali, attraverso Internet, che possano variare globalmente e che fungano da interscambio tra comunità diverse.




    Peer To Peer: Come il P2P Può Continuare a Crescere

    Penso che la cosa più importante per il peer-to-peer è crescere un passo alla volta. Ed è esattamente ciò che la Peer-to-Peer Foundation vuole fare. Vogliamo essere una piattaforma di interconessione, dove le persone e le diverse comunità possano rendere pubblici i propri sforzi in maniera libera e gratuita, dove ognuno possa vedere chi sta portando avanti un progetto simile al proprio e possa condividere i diversi esperimenti.

    E quando le persone vedranno che fare le cose con un approccio peer-to-peer è più efficace, gratificante e democratico, adotteranno sempre più quest'abitudine. Penso quindi che ci troviamo all'inizio di una vera e propria rivoluzione.




    Peer To Peer: La Relazione Tra le Persone e la Tecnologia

    Gli ingegneri che hanno creato Internet, l'hanno fatto per fini scientifici, perché gli scienziati e i ricercatori potessero scambiarsi informazioni e potessero aiutarsi a vicenda. Man mano che Internet è diventata sempre più popolare, ci sono stati elementi interni ad essa che sono dventati sempre più centralizzati. Ora questo è vero e il Web, per esempio è un sistema di tipo client-server. Credo però che l'importante sia non farsi distrarre dalla tecnologia.

    La cosa più importante sono le persone.Tu, in quanto singola persona, puoi produrre informazioni, condividerle e distribuirle? E posso io, come utente, trovare queste informazioni, prenderle e usarle? Finché tutte queste cose saranno garantite avremo delle relazioni umane di tipo peer-to-peer.

    Ovviamente anche la tecnologia è importante. Dobbiamo guardare ad essa, sapere chi ne è il responsabile, chi il proprietario, quali sono le regole: dobbiamo stare molto attenti a tutto questo. Ma non dovremmo farci distrarre dalla tecnologia.

    Tutto si fonda sull'abilitazione e sul potenziamento della partecipazione umana, questa è la chiave di volta. E qualche volta ciò che il peer-to-peer fa in maniera naturale è ciò che potrebbe rendere i sistemi meno efficienti. Prendi per esempio Napster: era efficiente perché aveva un database centralizzato. Ma ciò lo ha reso vulnerabile. Quindi, da un punto di vista politico, la comunità del file sharing è stata obbligata a diventare un sistema puramente peer-to-peer, non perché era un sistema tecnicamente superiore ma perché c'era bisogno di un sistema inattaccabile: questa è stata una decisione politica.

    Devi fare un bilanciamento tra l'essere peer-to-peer in maniera più pura e magari avere una maggiore ridondanza o l'essere più efficiente, grazie a elementi maggiormente centralizzati. Questa scelta però rende più vulnerabili dal punto di vista della proprietà e del controllo. Quindi questa è una decisione tecnica, non ideologica. Devi vedere cosa concretamente succede per fare tutte queste decisioni.

    In genere noi preferiamo i sistemi distribuiti perché permettono alle persone di essere responsabili delle proprie risorse di produzione.



    Informazioni su Michel Bauwens

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    Michel Bauwens (1958), belga, è un esponente della Filosofia Integrale e teorico del Peer-to-Peer. Ha lavorato come consulente Internet e Information Analyst per la United States Information Agency, Information manager per British Petroleum (dove ha creato uno dei primi centri di informazione virtuale) ed è stato editor-in-chief del primo magazine europeo per la convergenza digitale, l'olandese Wave. Con Frank Theys è il co-creatore di un documentario di tre ore chiamato TechnoCalyps, una disamina della "metafisica della tecnologia". Ha curato due antologie in lingua francese sull'Antropologia della Società Digitale.

    Nonostante sia stato studente di Ken Wilber, ora critica alcuni aspetti del movimento Wilber-Beck e si batte da tempo per una società integrale non autoritaria basata sul P2P.

    Michel è l’autore di alcuni saggi online, inclusa la tesi "Peer-to-Peer and Human Evolution", ed è editore di P2P News.

    Ora vive a Chiang Mai, Thailandia, dove ha creato la Foundation for P2P Alternatives e gestisce un blog.

    Ha tenuto corsi sull’antropologia della società digitale per gli studenti della ICHEC/St. Louis a Bruxelles, Belgio e per la Payap University e la Chiang Mai University in Thailandia.


    Fonte: MasterNewMedia

  20. Notebook Fujitsu-Siemens Esprimo U9215: nuovo chipset Cantiga al lavoro
    Fujitsu-Siemens ha da poco in catalogo lÂ’Esprimo U9215, un notebook ultraportatile basato sulla piattaforma Centrino vPro 2. Chassis in materiale plastico e pochi orpelli estetici fanno da contrappunto allÂ’efficienza generale.
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