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Il Principe Mezzo-Sangue in immagini Succulento lotto di istantanee provenienti dal nuovo capitolo del franchise Harry Potter, giunto ormai alla sua sesta incarnazione cinematografica. Chi non le guarda è un babbano. Fonte: EverEye Al derby con Moratti per 5.050 euro... partendo dal Kuwait! Arriva dal paese arabo lofferta vincente per lasta di beneficenza conclusasi su eBay.it a favore dellAssociazione Robert F.Kennedy Foundation of Europe Onlus.
Lamore per la propria squadra del cuore non ha confini. A dimostrarlo è lutente di eBay che si è aggiudicato in asta benefica la possibilità di assistere al prossimo derby Inter-Milan in Tribuna dOnore con il Presidente Massimo Moratti per la cifra record di 5.050,00 euro. Ma più che la cifra, comunque da capogiro, sorprende la nazionalità del generoso tifoso nerazzurro, perché lofferta vincente è arrivata da... Kuwait!
Il prezzo di partenza dellasta, cominciata il 26 giugno, era stato simbolicamente fissato a 1 euro, e ha ricevuto la prima offerta dopo solo 2 minuti. Da allora lasta è proseguita a ritmo spedito passando in un solo giorno da 1 euro a 1000 euro. E come nelle migliori imprese sportive non è mancato il rush finale: negli ultimi 20 minuti il prezzo del lotto è passato da 3.150 euro a 5.050 e ha visto trionfare proprio il tifoso kuwaitiano.
La pagina dellasta, in una sola settimana, è stata visitata da quasi 10.000 visitatori ed attraverso 108 offerte ha raggiunto la cifra finale, che sarà devoluta interamente allAssociazione Robert F.Kennedy Foundation of Europe Onlus per la campagna a sostegno dei diritti umani.
Moratti come altri personaggi del mondo dello sport, della politica, dello spettacolo e della cultura, ha aderito in questo modo allattività di raccolta fondi destinati alla distribuzione gratuita del Manuale Educativo Speak Truth To Power: Coraggio Senza Confini.
Come sempre in questi casi, è aperta la caccia allidentità del fortunato utente eBay che assisterà a una delle partite più attese del nuovo campionato affianco al Patron nerazzurro. E probabilmente quel giorno gli occhi dei milioni di tifosi saranno puntati alla Tribuna DOnore proprio per individuare il generoso vincitore. Fonte: Pc Facile Avantasia: The Scarecrow (di Anatas) Ad essere sincero non sono mai stato un gran fan, estimatore o chissà cos'altro delle metal opera di Tobias Sammett, fatta salva per la seconda, "Metal Opera pt. II" che racchiudeva brani davvero belli ed entusiasmanti a canzonette da riempitivo. Tuttavia, nel corso degli ultimi anni, lo stesso Sammett ha dimostrato a tutti di aver voglia di non fossilizzarsi su lidi adiacenti a territori tipicamente powereggianti. E questo è emerso immediatamente dopo "Vain Glory Opera" e, appunto, la prima parte di Avantasia "A Metal Opera pt. I" che poco mi colpì, se non per il fatto di essere un disco di power metal e basta, infarcito dello specchietto per le allodole di nomi grossi e altisonanti, primi tra tutti quello di Kiske ma non solo.Tuttavia, dopo "Vain Glory Opera", Tobias e gli Edguy hanno dato una lieve sferzata al loro modo di concepire il power metal. Cosa che già nella seconda parte di Avantasia si era intravista (essendo un progetto tutto suo e "guai a chi me lo tocca!") ma che, soprattutto, era già esplosa in dischi come "Hellfire Club" e, soprattutto, nel capolavoro finale "Rocket Ride" della sua band principale, gli Edguy, laddove il power metal aveva letteralmente steso le scarpe al sole per lasciar spazio a divagazioni sperimentali ora più marcatamente heavy, ora gothic ed ora anche power (udibile solo a sprazzi). Ne erano chiari esempi songs come "Sacrifice", "Trinidad" e "Save Me", tanto per citarne tre a caso."The Scarecrow", l'opera degli Avantasia, intraprende questa scia. Non concentrarsi solo su un power metal sinfonico oramai datato e cagato da mezzo mondo, tranne che da alcuni fan ottusi, ma dedicarsi a qualcos'altro, senza per questo escludere i soliti nomi ormai famosissimi che, anche qui, si sprecano (Michael Kiske che non si nasconde più dietro nessun stupido pseudonimo, Khan, Sascha Paeth, Somerville, Alice Cooper, e via dicendo, tanto per citarne alcuni tra i più noti). L'opener non è un buon biglietto da visita, poiché "Twisted Mind" altro non è che un pezzo power ripreso dall'ultimo disco degli Edguy e riadattato per la sezione Avantasia. Vede protagonista il singer dei Kamelot, Khan che, sfortunatamente, non può donare il massimo di se in questa song che, secondo me, rappresenta un piccolo neo al resto dell'opera.La title track, invece, è una bomba musicale. Lunga suite di oltre 10 minuti in cui accade di tutto, dall'apertura arabeggiante, si dipana in mi tempos, intermezzi epici e fraseggi melodici, per poi esplodere in tutta la sua rabbia nel finale. Forse la migliore del lotto assieme alla ballatona "What Kind Of Love" laddove si sfiora il pop alla Bon Jovi! Una delle più belle canzoni mai scritte, dove Sammett duetta con… Fonte: DeBaser Sonohra: Liberi da sempre (di CannibalKid) Se si arriva nemmeno alla metà di un disco e si preferirebbe ardentemente ascoltare gli Zero Assoluto non è esattamente un buon segno. Eppure è quello che mi è capitato con l'album d'esordio del gruppo "rivelazione" dell'ultimo Festival di Sanremo.I Sonohra suonano come un poco simpatico incrocio tra Alvin Superstar e delle unghie passate su una lavagna il primo giorno di scuola dopo le vacanze estive. I loro testi smielati e vuoti più dello sguardo di Monicona Bellucci riescono nella non facile impresa di far sembrare Moccia una sorta di Shakespeare contemporaneo. In apertura svetta (si fa per dire, naturalmente) "Love Show" il nuovo singolo pronto per l'estate che ha il pregio di farsi odiare con una rapidità disarmante. Attenzione: se ascoltata mentre si è in spiaggia può provocare improvvisi e inspiegabili annegamenti. "Sei un viaggio che non ha ne meta né destinazione… sei la terra di mezzo dove ho lasciato il mio cuore" cantano poi nella loro prima grande hit "L'amore". Tolkien si è già rivoltato nella tomba e ha mandato Sauron e Saruman in spedizione punitiva a Sanremo. Gli hobbit, frattanto, stanno seriamente pensando di abbandonare la loro terra di mezzo come segno di protesta. Il video della canzone, c'è da dire, è assolutamente godibile (se solo si fa finta che non ci siano i due sonohri in mezzo alle palle a rovinare le immagini della splendida campagna irlandese e se si azzera l'audio della tv)."English Dance" ha un testo molto forte, non adatto alle anime più sensibili: "Mi drogherò di musica" è difatti uno dei versi più aggressivi mai sentiti nella storia del rock'n'roll. Gli arrangiamenti d'archi sembrano messi giù a casaccio, così come una parte chitarristica che vorrebbe essere aggressiva ma riesce al massimo ad essere ridicola. "Cinquemila mini mani" parte con un pianetto e degli archi barocchi ancora una volta inseriti a caso, poi una chitarrina alla Oasis fa pensare che se proprio si deve scegliere con una pistola puntata alla testa, è questo a sorpresa (visto il titolo agghiacciante) il pezzo meno peggio del lotto. Tra le ballatone strappamutande spicca per noia quella che dà il titolo a tutto l'album. Una flebo totale, da ricovero immediato alla clinica degli orrori. Le due voci che vanno a braccetto riescono ad essere più irritanti di quelle di Paola & Chiara dei tempi peggiori. L'amalgama delle loro voci provoca un'insensata voglia di farla finita. Non da meno "Salvami" che con quel "nainanaina nainana" prova a inventare un nuovo tormentone alla "tuturuturututtu" degli Zero Assoluto e con la sua durata di quasi 6 minuti metterebbe alla prova anche la pazienza di un santo. Il finale è assolutamente delirante tra chitarre epiche stile The Edge e archi alla vogliamo essere i nuovi Sigur Ros (??!). La successiva "Io e te" è (indovinate?) un'altra ballatona romantica. In mezzo c'è persino una parte di chitarra country che anziché Johnny Cash ricorda piuttosto il pezzo "Sei parte di… Fonte: DeBaser Plastikman: Artifakts (BC) (di Dissonance) Plastikman è solamente uno dei tanti pseudonimi di Richie Hawtin, il padre della Techno Europea. Plastikman è probabilmente il monicker con il quale il Dj inglese ha sperimentato maggiormente ed ha creato le sue opere migliori. Fà molto triste ascoltare questo album e pensare il degrado in progress nella carriera di Hawtin, ormai ridottosi a scimmiottare i vari producer Pseudo Techno di questo scorcio di millennio. Ma non è di questo che vogliamo parlare vero?Ed allora parliamo di questo "Artifakts (BC)", il lavoro probabilmente più complesso ed oscuro della sua carriera. Di brani ne abbiamo sette, di minuti settanta due. E già da questo si può intuire che il prodotto in questione è tutt'altro che easy listening o in linea con gli standard della Techno dell'epoca. Infatti se in altri lidi si preferiva ancorare verso bpm alti e molta facilità di ascolto, qui le intenzioni sono tutt'altre. Hawtin si diverte a giocare con beat Ambient Techno, atmosfere pacate e bpm bassi. Và ricordato che questo lavoro, nonostante sia uscito nel 1998, contiene tutti brani realizzati ed abbandonati nel passato recente (dovevano finire sul desaparecido "Klinik"). Ma veniamo al lavoro in sè. L'apertura dell'album è affidata a tre brani slow tempo - "Korridor", "Psyk", "Pakard" - che vantano bene o male la stessa struttura compositiva, e godono di dilatazioni sonore notevoli (ascoltare i beat lisergici i "Psyk"). Tra le tre quella che si eleva è proprio "Pakard", dodici minuti da trip con uno dei beat migliori che siano mai stati composti in ambito Ambient Techno. L'ascoltatore viene tratto in inganno da questo incipit quasi suadente, oscuro ma pacato, poichè a rompere la quiete arriva "Hypokondriak", uno dei pezzi più malati dell'intera storia di Hawtin. Brano interamente fondato sull'essenza di un beat ossessivo ed incalzante, ripetuto fino allo stremo. Quasi un voler rinnegare tutto ciò che è stato detto nei primi venticinque minuti. La tempesta dopo la quiete. "Rekall" abbassa di nuovo il tiro, risultando comunque meno lenta del trittico d'apertura, con un tiro avvolgente e delle bassline piacevoli. Sicuramente sul podio dei migliori brani per quanto riguarda quest'album. "Skizofrenik" và un pò a ripescare ciò che è stato già detto in "Hyopkondriak", con un beat che sembra voler esplodere da un momento all'altro. Tutti temiamo una sua esplosione. Invece nulla cambia ed il brano rimane così statico, risultando fose l'episodio meno riuscito del lotto (che poi significa comunque essere dieci anni avanti al 70% dei produttori dell'epoca). Chiude il tutto "Are Friends Electrik/Lodgikal Nonsense" che riassume un pò quanto visto in tutto l'album, mantenendo comunque una velocità superiore ai momenti più Ambient di questo lavoro. Bellissimo il finale con la dissolvenza graduale di velocità che dà il via ad un break con uno dei beat migliori sentiti finora. Sarà… Fonte: DeBaser Celestia: Apparitia - Sumptuous Spectre (di Alcest) E venne anche l'ora dei Celestia, e un po' d'incertezze mi assalgono mentre ho a che fare con l'arduo compito di recensire un disco a suo modo unico, anche se componente di un universo narrow-minded come quello black metal. Guidati dal carismatico Sir Noktu Geistmortt, personaggio dall'attitudine tutt'altro che inattaccabile vista la sua esperienza in progetti buffoneschi come i Gestapo666, ma altresì impegnato in un paio di bands degne di nota come i Mortifera e i succitati Celestia, nel 2002 rilasciano questo "Apparitia-Sumptuos Spectre", uno dei loro pochi full-lenght vista l'abitudine della band di rilasciare le loro uscite sotto forma di demo, split, ecc. . Lontani dal satanismo onanistico e dalle tematiche pseudo-gore o panistiche dei colleghi scandinavi, questi tre mangiaranocchi portano come dono all'altare dell'arte un concept che devia un po' dalle classiche tematiche del genere, creando una dimensione dove si mescolano letteratura gotica, relazioni sentimentali tragiche (leggasi due di picche apocalittici e rifiuti sistematici da parte del gentilsesso) e figure femminili indistinte e rese spettri dalla potenza del ricordo, una dimensione dove anche l'estetica ha una sua rilevanza all'interno dell'opera, facendo da guida nell'universo Celestia e non da semplice contorno. L'avvio è travolgente, passionale, le trame chitarristiche modulano urla strazianti messe su un pentagramma, l'intensità delle note di "Awakening of the Dormant Fiancee" lascia senza fiato, mentre viene dato l'ultimo saluto al corpo moribondo della propria innamorata, confusi dalle immagini che il passato rende ancor più vivide davanti alla prospettiva del sonno eterno: qui ogni apatia viene repulsa, la malinconia esplode con veemenza, rendendo frenetico ogni secondo di questa canzone, interrotta da un break che spezza la tensione per rigettarvisi poco dopo senza lasciare scampo; balza subito al padiglione auricolare la volontà dei Celestia di dar vita a partiture che aspirano ad avere un propria personalità, riuscendo in pieno nell'obbiettivo vista la magnificenza dei riff che scaturiscono dalle sei corde, sorretti dall'incessante batteria di Astrelya che, seppur senza nessuna gran variazione sul tema, compie il suo dovere alla perfezione, sgombrando il campo da qualsiasi rischio di cadere nel banale. "Necromelancholic Reveries" parte più sommessa, ma è pura illusione: qui si picchia duro, ma la sensazione paradossale è che violenza e delicatezza non si siano mai sposate così bene: arpeggi tetri fanno da sottofondo alla gracchiante voce narrante di Noktu; un basso scandito completa l'affresco, e il risultato è da brividi. Ci si prepara alla pugnalata, e "Pervert, Decadent, Dying Love" è una delle lame più affilate del lotto: qui si trascende al superbo, mai tanto incenso è stato sparso in onore dei sentimenti negativi tra i quali non ve n'è uno che non venga assorbito dall'ascoltatore inerme, mai abbastanza predisposto ad una marcia emozionale di siffatta portata e di così alto livello. Tastiere lunari, centellinate… Fonte: DeBaser The Offspring: Rise and Fall, Rage and Grace (di Zimo_26) Ascesa e caduta, ira e grazia. 10 anni sono passati dal "best seller" Americana, e quasi 5 anni dal loro ultimo lavoro, Splinter. Ora gli Offspring sono tornati con questo Rise and fall, rage and grace. Vi giuro, non sapevo cosa aspettarmi da questo disco e quando ascolti gli Offspring sai a cosa ti riferisci quando ti chiedi quali canzoni sforneranno, perché si può rimanere inorriditi davanti ad alcuni episodi quali "The Worst hangover ever" o esaltarsi con "The Kids Aren't Alright". Per cui inserisco il cd nel lettore ed aspetto. "Half-Truism" è il perfetto inizio, già al secondo ascolto ti metti ad urlarla a squarciagola, perfino il mio vicino di casa la sa a memoria. Quello che balza subito "all'orecchio" è che in questo cd gli Offspring in molte canzoni abbandono lo stile "punk Californiano" che li ha resi famosi, a favore di tracce più strutturate con continui cambiamenti di ritmo. Un esempio palese è il singolone testosteronico "Hammerhead", con un bellissimo testo sulle armi da fuoco in America e con un finale di quelli che non ti aspetti. Si passa in continuazione dall'"ira" alla "grazia", ovvero dal classico pezzo tiratissimo "Trust in You" alla Gone Away del 2008 "A lot Like Me", veramente bellissima. Da citare inoltre anche la strana "You're gonna go far kid" con un ritornello orecchiabilissimo, una delle migliori del lotto. La prima parte del cd quindi è estremamente potente e convincente. Poi incominciano le sorprese. Puntuale come il flash dell'autovelox ecco che arriva la prima ballatona acustica, "Krisy are you doing ok?". Quello che salva questa canzone dall'oblio è il bellissimo testo dove si racconta di una ragazza che ha subito violenze sessuali. Commerciale e molto "radio friendly", niente da dire. Questa canzone ci introduce nella "grazia" del disco, rappresentata da pezzi orecchiabili e veloci e ballatone strappalacrime. Pezzo migliore della seconda parte è "Stuff is messed Up" velocissima, tirata e dura quanto basta. Tirando le somme è bello vedere gli Offspring che tentano di "sperimentare" e non rimangono ancorati ad un solo genere. Me lo immagino Bob Rock che, seduto ad un tavolo, discute con Dexter Holland della scaletta del cd, immaginando di far contenti tutti. Tracce veramente indigeste sono "Fix You", pezzo lento e francamente inutile e la conclusiva "Rise and Fall", praticamente un clone di "American Idiot" con accordi invertiti (mi auguro si tratti solamente di uno scherzetto di Dexter ai Green Day, data la loro continua rivalità… ). Ascesa e caduta, ira e grazia si diceva, mai titolo fu più azzeccato. Il loro migliore dai tempi di Conspiracy of One. … Fonte: DeBaser Ariadna Project: Fire of Hate (di Anatas) Inizierò la recensione così, immediatamente: questo è un gran disco del cazzo! Questo sarebbe uno di quei dischi da non acquistare mai, neppure sotto tortura, poiché romperebbe le balle anche a chi se l'è fatte ricostruire apposta d'acciaio per evitare uno smaronamento di coglioni della serie: ho bisogno di un paio di palle così, belle grosse, grasse e indistruttibili, un po' come Robocop o quelle di Terminator. Dischetto di power metal facilino facilotto facilò, che tanto deve agli insegnamenti finnici degli Stratovarius (R. I. P. ) nel quale le tastiere con i loro giri mozartiani altro non fanno che scassare la minchia all'ascoltatore essendo onnipresenti in tutte (ma tutte!) le songs del lotto. Qualcosa di inaudito, cazzo. La produzione e la perizia tecnica dei musicisti è indiscutibile, nulla a che dire. Basso e batteria scandiscono alla perfezione il tempo, il singer tenta di imitare i mostri sacri del genere (Sammett, Kiske e lo stesso Kotipelto), mentre le chitarre le chitarre, coi loro virtuosismi tutti neoclassici e barocchi, cesellano melodie davvero incantevoli. Melodie accompagnate da quelle fottute tastiere, unico punto davvero basso del disco. Disco che sarebbe andato più che bene se solo gli Stratovarius non fossero mai stati inventati. Inutile, quindi, procedere con una track by track e con un'analisi microscopica delle songs, poiché queste tendono a somigliarsi tutte e senza neppure troppi complimenti! Sin dall'opener "Fire Of Hate" si capisce il genere proposto e la strada che a band ha intenzione di propinarci. e non bastano una ballad come "Until The End" a farci riprendere fiato (in verità unica canzone molto più sopra le righe rispetto alle compagne) da un terremoto di duelli tasti eristici e sinfonici. Unica song davvero degna di menzione è la più che riuscita cover di "More Than Meets The Eye" degli Europe che spezza quel filone power-Stratovarius per proporci un sano e fresco hard rock ottantiano rivisitato in chiave heavy metal. In conclusione, un disco che, attualmente, non serve ad una beneamata mazza chiodata se non utilizzato quale strumento per un buono e sano allenamento al tiro al piattello o, per i più negati, ottimo come rotella per tagliare la pizza. Alla larga. … Fonte: DeBaser iPhone 3G, Italia nel primo lotto Apple conferma con un comunicato ufficiale che il nostro paese sarà nel lotto dei primi 22 dove sarà venduto a il nuovo iPhone 3G. L'11 luglio arriva anche MobileMe Fonte: Macitynet Get Cape. Wear Cape. Fly: Searching For The Hows And Whys (di Tobby) Sam, sei tornato… quanto mi sei mancato in questi due anni… Due anni dal precedente "The Chronicles Of A Bohemian Teenager", che con il suo delicato mix tra acustica, cantautorato e elettronica tanti elogi aveva ricevuto dalla critica d'oltremanica. E da me, proprio qui su DeBaser. E questo disco, più che un seguito un fratello di "Chronicles", conferma il talento e la sensibilità di questo artista ingiustamente sconosciuto qui in Italia. Spiccano indiscutibilmente l'unico brano spensierato e poppeggiante del lotto, "Waiting For The Monster To Drown", e contemporaneamente "Better Things", in cui una chitarra acustica e un duetto con Kate Nash danno vita ad una insolitamente cupa ed evocativa cavalcata che non potrà lasciarvi indifferenti. E il resto non è da meno, anche se inizialmente per forza di cose colpisce meno dei due brani appena menzionati: il giro di chitarra di "Window Of Your Mind" farebbe venire malinconia anche ad un blocco di marmo, il ritornello di "Young And Lovestruck" difficilmente riuscirete a levarvelo dalla testa, il crescendo di "Could've Seen It All" è maestoso… Ascoltatelo. … Fonte: DeBaser HTC Touch Diamond: online il videoclip promozionale
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Mentre l'elegante e minimalista Pocket PC Phone HTC Touch Diamond si appresta a popolare le vetrine dei negozi del Bel Paese (il primo lotto di terminali con localizzazione inglese e' gia' in distribuzione, e sara' seguito a breve dalla variante con ROM italiana), si e' affacciato sul Web un interessante videoclip promozionale che lo vede protagonista. Riportiamo a seguire il breve filmato che evidenzia l'elevata fluidità delle animazioni grafiche che caratterizzano l'interfaccia tattile TouchFLO 3D, coadiuvata dal brillante monitor con risoluzione VGA: buona visione.
Fonte: SoloPalmari Euro 2008, Frings confessa. Il pallone dei mondiali? L'ho perso... ''Non so dove sia il pallone dei Mondiali 2006''. Torsten Frings non vale granche' come collezionista. Il tedesco due anni fa lotto' per impossessarsi del pallone... Fonte: Tutto Mercato Web Lotto di immagini per Alpha Protocol
Sega ed Obsidian Entertainment ci mostrano una serie di nuove immagini di Alpha Protocol, nuovo RPG dall'inedita ambientazione spionistica. Il protagonista del gioco sarà Micheal Thorton, un agente della CIA che, dopo essere stato tradito dai suoi superiori e ricercato dal governo statunitense, decide di operare in segreto usando il "Protocollo Alfa" per smascherare la cospirazione. Il gioco è in fase di sviluppo per Xbox 360, PS3 e PC. continua» Fonte: Mondo Xbox In Italia 23 milioni di giocatori42 miliardi in Lotto e Gratta e vinci Il mercato del gioco pubblico oggi in Italia è il quinto comparto produttivo per volume d'affari Fonte: Corriere della Sera Cronaca Bullet For My Valentine: Scream Aim Fire (di emanuele) Prendete quattro ragazzi della provincia gallese un po' incazzati col mondo, dategli una chitarra, una batteria, un basso e un'altra chitarra, fategli incidere un po' di rumore ordinato in maniera tale da sembrare lontanamente musica ed avrete uno degli act più sensazionali del secolo, i Bullet For My Valentine. Nati nel 2003 a Bridgend, i BFMV altro non sono che l'ennesimo gruppo Metalcore con sfumature emo, pronto a calcare per qualche anno la scena, sin quando (speriamo presto) così come sono arrivati, se ne andranno. Dopo un album, uscito per ben tre volte in altrettante differenti versioni (classica, re-issue e Deluxe), eccoli riaffacciarsi sul mercato discografico nel 2007 con l'ennessimo prodotto pseudo-musicale adatto alle masse di fan addormentati che si accontentano di un album piatto, pieno di melodie tanto zuccherose da causare il diabete, strutture che più elementari non si può e testi al limite della demenza. "Scream, Aim, Fire", questo il titolo del capolavoro, è un lavoro piuttosto semplice e lineare, che si sviluppa tutto nello stesso modo, presentando delle canzoni costruite tutte nella forma più classica di strofa-ritornello-strofa-ritornello-"assolo"-ritornello, basato come si diceva prima su melodie abbastanza di facile presa, venate di una sottile quanto costruita malinconia, e sulle quali si adagia sempre la voce piuttosto anonima a dirla tutta di Matthew Tuck, intento a tessere linee vocali ora pulite e smielate, ora più "acide", proponendo uno scream abbastanza innocuo e poco aggressivo. Delle otto canzoni qui presenti nessuna spicca ne per originalità nè per gradevolezza, e pur non risultando brutta in maniera assoluta, rischiano ben presto di annoiare a proprio a causa della piattezza generale. Qualcosa da salvare in tutto questa c'è, si notano infatti dei riffs piacevoli sparsi qua e la, ne sono esempio i riffs portanti di "Disappear" e "Waking The Demon", ed anche alcune linee vocali non sono poi tanto male, ed ancora una volta è "Waking The Demon" a svettare su tutte le canzoni del lotto, ma sembra davvero troppo poco per giustificare l'acquisto o l'ascolto per intero del disco. Spiace dover stroncare un gruppo ancora molto giovane che probabilmente avrà tutto il tempo per migliorarsi, ma se questi sono i risultati, per ora siamo decisamente molto lontani dal traguardo della sufficienza, dal momento che qualche melodia azzeccata non fa di un album un buon album. Bocciati con davvero poche riserve. … Fonte: DeBaser 12 Moto Guzzi California Vintage al Quirinale Ieri pomeriggio sono partite da Mandello alla volta della Caserma Corazzieri Sanfront di Roma le 12 Moto Guzzi California Vintage che completano il lotto di 24 unità destinato a rimpiazziare, dopo 13 anni di servizio, le precedenti California II.
Rispetto al modello “Civile”, le 24 Moto Guzzi California Vintage destinate ai maestosi custodi del Capo di [...] Fonte: Megamodo Chaos Among Nameless: Incarnation: The Mortal Coil (di Alì Murtacc) Nel fitto sottobosco italiano s'aggirano creature che altro non aspettano che venire fuori dall'oscurità nella quale sono cresciute per poter staccare la testa a morsi al primo malcapitato che casualmente gli passa sotto tiro. I Chaos Among Nameless non sfuggono a questa regola. Stiamo parlando di un sestetto formatosi a Bologna nell'estate/autunno dell'anno scorso, dedito ad un death metal brutale e variegato nelle strutture, che ingloba diverse influenze passando per partiture cadenzate in stile mosh e rallentamenti sludge. La formazione comprende Ficio e Paride (vocalists), Leo e Sean alla chitarra, Pietro al basso e Samurai alla batteria. "Incarnation: The Mortal Coil" è la loro prima demo, registrata nel novembre 2007 ai Dreamforge studios di Modena. Quello che salta subito all'orecchio è la registrazione, abbastanza pulita e nitida (a differenza di centinaia di demo che sembrano registrate in presa diretta da una fognatura) che rende giustizia ad ogni strumento rendendo l'ascolto godibile. Dopo un intro di 53 secondi che ci cala perfettamente nell'atmosfera del disco parte il primo brano, "As Flies Lay On Decayed Remains", brano articolato che alterna veloci blastbeats a mid-tempos ben costruiti, accompagnati da un riffing storpio che potrebbe ricordare i Dying Fetus del primo periodo (vedi "Purification Through Violence"), per poi finire con un bell'arrancare dal sapore quasi thrash. Segue la più rallentata e soffocante "Incarnation part 1", che ci mostra le influenze doom/sludge del gruppo, per poi accelerare nel finale riprendendo la carica aggressiva e dirompente del primo pezzo. Si nota una certa capacità di costruzione dei brani, creando strutture abbastanza varie con frequenti cambi di ritmo senza risultare troppo prevedibili. La terza traccia, "King Becomes Killer", è a parere di chi scrive la migliore del lotto: il riff iniziale, sorretto dalla batteria secca e precisa di Samurai, è ottimo e rimane impresso nella mente dell'ascoltatore. Il riffaggio è frenetico e velocissimo (specie nella sfuriata grind nella parte iniziale) e la struttura è davvero imprevedibile, in quanto si passa da un passaggio thrashy ad un tempo nervoso e stoppato in stile mosh. "Incarnation part. 2" è forse il pezzo che meno rimane impresso all'ascolto, con un buon riffing ma che non presenta passaggi o spunti particolarmente degni di nota, pur mantenendo sempre una certa varietà compositiva ed una perizia tecnica ottima. Un unico appunto che si potrebbe fare riguarda i growls, a tratti forse un po' acerbi dato che l'impasto sonoro del gruppo è abbastanza pesante e tagliente, ma che comunque non risultano sgradevoli all'ascolto come accade spesso nel genere (leggasi: Prostitute Disfigurement). In sostanza, siamo di fronte ad una buona demo, convincente e ben suonata che, pur presentando leggere imperfezioni in qua e in là, ci mostra una band ben preparata con voglia di picchiare duro. Forse è troppo presto per giudicare il gruppo visto che i pezzi sono… Fonte: DeBaser USA, banda larga gratis per tutti FCC e' pronta ad indire un'asta per un lotto di frequenze. Da utilizzare come strumento per combattere il digital divide. Al prezzo della neutralita' del network Fonte: Punto Informatico Hardware La Lotto prende in giro Materazzi e la Nike La Lotto ha pensato bene di sfruttare l'errore dal dischetto contro il Siena di Marco Materazzi. Ne è uscita una pubblicità "graffiante", ma molto simpatica. Cosa ne dite, la Nike (il baffo "veste" i piedi di Matrix) risponderà a... Fonte: SpotX Alberto Landi di Lotto Sport Italia ci racconta l'ultima campagna Lotto! Qualche giorno fa abbiamo dato visibilità alla pubblicità (qui sopra) che prendeva spunto dall'errore dal dischetto di Marco Materazzi contro il Siena. Quel penalty sbagliato rischiava di compromettere la stagione dell'Inter, ma qui vogliamo parlare della vicenda sotto un... Fonte: SpotX
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