notizie Hanoi
HOME
Ricerca Avanzata
News nel tuo sito
Comunicati Stampa
Economia e Finanza
--New Economy
--Finanza
--Diritto e Giurisprudenza
Arte e Cultura
--Cinema
--Fantascienza
--Arte
--Libri
--Architettura
--Teatro
Scienza e Tecnologia
--Telefonia e TLC
--Hardware
--Internet
--Wireless
--IT
--Informatica
--Videogames
--Apple e Mac
--Scienza
--Software
--Fotografia Digitale
--Elettronica
Cronaca
Estero
Gossip e Spettacolo
--Biografie
--Televisione
Motori
--Automobilismo
--Motociclismo
Musica
Politica
Salute e Benessere
Viaggi e Tempo Libero
--Eventi e Manifestazioni
Varie
--Solidarieta'
--Ambiente
--Beppe Grillo
--Servizi Gratuiti
--Agricoltura
--Manuali Guide Tutorials
--Animali
--Donne
Sport
--Calcio
--Pallavolo
--Ciclismo
--Basket
--Tennis
--Atletica
Archivio
NonSoloNews
Trova Lavoro
Trova Casa
Previsioni Meteo
Contatti
Trova Notizie:

Risultati per: HanoiArticoli trovati: 5


  1. Celtic Frost: 1984-1992 Parched With Thirst Am I And Dying (di Defender85)
        Il lunghissimo e un po' macabro titolo, che tradisce forse una malinconia di fondo nell'ormai agonizzante creatura musicale di Thomas Gabriel Warrior, ci introduce a quella che, nel 1992, fu l'ultima uscita discografica ufficiale dei Celtic Frost, che si sarebbero sciolti di lì a poco, nel 1993: un'appetitosa raccolta di inediti che farebbe la gioia delle orecchie di ogni appassionato e fanatico del leggendario combo svizzero, ma anche di qualsiasi amante del Thrash Metal in generale. "Parched With Thirst Am I And Dying" è però effettivamente anche il triste ‘surrogato' che Fischer e soci elargirono ai loro fans al posto del promesso album "Apollyon's Sun", del quale questa raccolta ospita una manciata di brani, che avrebbero dovuto farne parte.    Il disco ci propone, oltre a materiale completamente nuovo, come le assolutamente valide "Idols Of Chagrin", "Descent To Babylon (Babylon Asleep)" e "Under Apollyon's Sun" (comunque non ai livelli di una qualsiasi canzone presa a caso da "To Mega Therion"), remixaggi inediti di brani storici come "Return To The Eve", "The Usurper", "Circle Of The Tyrants" o "Mexican Radio", ma anche di pezzi tratti dai controversi "Cold Lake" (basti citare la versione radiofonica di "Cherry Orchards" o la registrazione di una nuova versione di "Juices Like Wine") e "Vanity/Nemesis", e soprattutto pezzi scritti negli anni passati e mai pubblicati, come le meravigliose "Journey Into Fear", "The Inevitable Factor" (inclusa posteriormente tra le bonus tracks della stampa su Cd di "Into The Pandemonium"), "In The Chapel, In The Moonlight" (stesso discorso della precedente, anche se però questa traccia era presente nell'EP "I Won't Dance" del 1987) e "Tristesse De La Lune", il mitico pezzo tutto a suon di violini e voce femminile che all'inizio la casa discografica si era rifiutata di inserire in "Into The Pandemonium" in quanto inadatto ad un audience Heavy Metal (!!!).    Certo, vedere (e ascoltare) una ciofeca come "Downtown Hanoi" tra due tracce della caratura di "Journey Into Fear" e "Circle Of The Tyrants" mette i brividi alla schiena, e non certo per il piacere (!!), ma, come avrete capito, questa raccolta è un piccolo tesoro di gemme preziose: c'è pochissimo altro da dire, questo validissimo "Parched… " è l'ultima testimonianza ufficiale dei Celtic Frost prima della reunion del 2001 (esperienza terminata tristemente e, pare, definitivamente, proprio nell'aprile di quest'anno, con la creazione da parte di Fischer dei Tryptikon), una testimonianza che suona a posteriori come l'estremo saluto di quella sfortunata formazione.…
    Fonte: DeBaser

  2. Hanoi Rocks: Street Poetry (di ilfreddo)
    Hanoi RocksStreet PoetryFaccio lo stretching prima dell'inizio della partita assieme ai compagni di squadra, come ogni sabato da ottobre a maggio. Mi giro e dall'altra parte della rete ci sono dei ragazzini che avranno almeno 10 anni meno di me; sbruffoncelli e gasati ma è normale a quell'età mi dico. Quello che mi salta all'occhio non sono nemmeno i loro completini tutti uguali: cazzo sembrano fatti con lo stampino anche mentre sincronizzati si scaldano per la partita dietro il severo sguardo del coach. Una brutta copia del panzone con bastone annesso dei cartoni giapponesi degli anni '80. Ma nemmeno questo non è che mi interessi particolarmente, per usare un delicato eufemismo. Quando cominciamo a schiacciare per sgranchirci le ossa e legamenti i ragazzini incastonano con parca delicatezza pali di ferro nei tre metri, ma nemmeno questo mi interessa e mi preoccupa; sono conscio che non hanno esperienza ed infatti alla fine è stato 3 a 1 per noi. Quello che veramente mi ha stupito è vedere tutti questi ragazzi messi insieme con sputi e cerotti. Uno aveva due cavigliere, ginocchiere per rotula ballerina e avrà avuto ha solo 17 anni!! Io l'ho sempre detto che se fai pesi troppo presto, quando il fisico non è completamente sviluppato, rischi di distruggerti. Meglio tenersi e non esagerare…Lo stesso discorso vale per le rock band. Molte si sfasciano e raggiungono il successo troppo presto e si perdono per strada in un lampo avanzando a grandi passi verso un rapido declino. Gli Hanoi Rocks non fanno decisamente parte della categoria. Sono la prima formazione scandinava che riuscì a sfondare anticipando perfino i ben più famosi Europe, grazie al primo lavoro del 1981 intitolato "Bangkok Shocks, Saigon Shakes". Scomparsi nel 1985, ancora giovanissimi quando un incidente stradale uccise il batterista degli Hanoi Rocks (la macchina la guidava il cantante, ubriaco, dei Motley Crue) e la loro voglia di ripartire. Solo nel 2002 hanno ripreso ad incidere. "Street Poetry" è il loro ultimo capitolo. Come si evince dal titolo sono una band dedita ad un hard rock stradaiolo, ruvido e semplice; stupisce sentire questa carica dal leader Micheal Monroe che ormai è più vicino ai 50 che ai 40. Un cd di facilissima assimilazione che regala un'ora di rock energetico, melodico, ruvido e sufficientemente vario con capitoli più melensi come la tamarrissima "This One Is For Rock 'n Roll" oppure "Teenager Revolution", alternati a mazzate del calibro dell'apripista "Hypermobile" e di "Highwired". Ma è eclitticità di pezzi come "Worth Your Weight in Love" dove la chitarra se ne sta in un angolino a favore di un coro ipnotico con forti innesti riusciti di sax che mi fanno spendere queste entusiastiche righe. Tinte blues con i suadenti giri di chitarra nella title track e armonica e energia allegra contagiosa dei migliori e primi Aerosmith (Powertrip).…
    Fonte: DeBaser

  3. Sziget Report 2007 - Day Seven: Hanoi Rocks, Hammerfall, Leningrad, Julielle Lewis, Eagles Of Death Metal
    Ultimo giorno di Sziget, ma con tantissimi concerti interessanti e performance grandiose da parte di tutti, che vengano dall'America (Juliette & The Licks), dalla Russia (Leningrad), dalla Svezia (Hammerfall) o dalla Finlandia (Hanoi Rocks). E per le ultime ore passate...
    Fonte: Musica Metal

  4. Appunti di viaggio: il Vietnam
    La prima cosa che colpisce del Vietnam è il colore verde. Quello delle risaie a perdita d’occhio, delle piantagioni di tè, delle montagne coperte dalla vegetazione. Il più spettacolare tra gli eco-itinerari alla scoperta di questo Paese, tra natura e spiritualità, parte da Hanoi e si spinge nell’estremo nord-ovest, in una delle regioni meno conosciute [...]
    Fonte: Grazia

  5. DA HANOI A TORINO PER FUTURO CENTRO TRAPIANTI FEGATO
    TORINO, 3 GIU - Prende il via, a Torino, il progetto di collaborazione italo-vietnamita per la nascita di un centro per i trapianti di fegato e pancreas nell'ospedale Viet Duc di Hanoi. Nel corso del prossimo anno sei medici vietnamiti saranno addestrati dall'analogo centro trapianti dell'ospedale Molinette di Torino.
    Fonte: Cybermed




1 - 5 di 5