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| Risultati per: Gorla Minore | Articoli trovati: 33 |
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Caffè, tè, mirtillo: perché
ci aiutano a stare meglio
Il caffè e il tè riducono il rischio di cancro all’endometrio, la mucosa che ricopre la cavità interna dell’utero. Secondo una ricerca pubblicata dall’International Journal of Cancer, nelle consumatrici di caffè e di tè si è riscontrata una minore incidenza di tumore dell’endometrio. Paragonando le consumatrici di tutte e due le bevande con le non consumatrici di nessuna delle due, si è osservata un’associazione inversa, diventata sempre più forte all’aumentare della quantità, dimostrando che caffè e tè insieme possono ridurre il rischio di cancro all’endometrio. La ricerca ha riguardato 1082 donne, di cui la metà con diagnosi di cancro endometriale e l’altra metà con un utero sano e senza diagnosi di precedente tumore di alcun tipo.
«I risultati di questa analisi - dice il professor Carlo La Vecchia, ricercatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e dell’Università di Milano e coautore dello studio - indicano che rispetto alle non bevitrici di caffè, le donne che ne bevono in quantità ridotta o moderata hanno una protezione del 13% sul rischio di ammalarsi di tumore dell’endometrio, mentre quelle che ne bevono in quantità elevata hanno una protezione del 36%».
Per soddisfare il palato sono un must, ma ora i mirtilli si confermano come altamente benefici per la nostra salute: questi frutti di bosco sono infatti in grado di inibire la crescita dei tumori e di stimolare il «suicidio» delle cellule cancerose, come dimostra un esperimento su topi con neoplasia all’esofago condotto da esperti dell’Ohio State Comprehensive Cancer Center e pubblicato sulla rivista «Cancer Prevention Research».
Secondo gli esperti, le proprietà chemiopreventive del mirtillo sono dovute alla presenza di antocianine, una classe di flavonoidi in grado di ostacolare il percorso del cancro verso lo sviluppo e la diffusione nel nostro organismo. In più, pare che questa sostanza possa indurre l’apoptosi delle cellule neoplastiche. Gary D. Stoner e il suo team lo hanno verificato nutrendo un gruppo di roditori con un estratto concentratissimo di mirtilli, rilevando un chiaro effetto preventivo nei confronti delle neoplasie. Si tratta di una delle prime conferme su modello animale di studi precedenti effettuati in vitro.
Secondo gli esperti, che stanno già tentando di procedere con i trial clinici, per godere dei benefici delle antocianine un uomo dovrebbe assumere circa 60 grammi di polvere di mirtillo al giorno. «Ora che sappiamo che l’estratto di antocianine è efficace quanto l’assunzione di frutti interi - assicurano gli esperti - speriamo di poter un giorno utilizzare un mix standardizzato di queste sostanze per combattere i tumori. L’obiettivo è di sostituire la polvere di mirtillo con i soli componenti attivi e poi identificare un modo per distribuirli meglio ai tessuti, incrementandone l’efficacia». Fonte: LaStampa Benessere Google Street View risolve un caso di sequestro di minore
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Fonte: ilsole24ore Tecnologia e Business Gino Pastore: Live al Parco delle Rose - 29.12.2008 (di Il_Paolo) Cari/e tutti/e, chi ha letto, nel corso dell'ultimo anno, alcune delle mie recensioni sull'arte italica "minore", avrà inteso come, a tratti, mi sia stato molto a cuore il tema dei migranti, ed, in genere, di chi è costretto dalla vita a divenire altro da quel che sperava di essere, o progettava di diventare, trovandosi "nuovo" oppure "diverso" rispetto alle proprie aspettative, ma talvolta anche rispetto alle attese, e speranze, riposte dagli altri nei suoi confronti, portando con sé il peso delle responsabilità che segnano la crescita, e le crisi, di ogni individuo che viva e non vegeti. Migrazioni che, in una vecchia recensione su Nicola Di Bari, avevo definito, forse enfaticamente, "dell'anima", e comunque forzose, a differenza delle gite in America o sulla neve dei protagonisti dei film dei fratelli Vanzina, che rappresentavano il contraltare allegro di certe riflessioni che potevano cogliersi fra le righe di alcuni miei scritti ospitati dai gentili editors del sito. Mi piace dedicare, con e per Voi, l'ultima delle mie recensioni su Debaser, prima di migrare a mia volta, ad un cantautore decisamente minore, al punto di essere quasi dimenticato dai suoi concittadini e contemporanei, ma non dai giovani che fanno ritorno a casa per le feste natalizie, riavvolgendo, così, la propria vita, quasi come un film: Gino Pastore, folksinger di Barletta che, la sera del 29 dicembre scorso, grazie all'iniziativa di un sito che raggruppa i pensieri di molti giovani di quel sud costretti ad andarsene di casa e di una brillante speaker dello stadio cittadino, è tornato sulle scene dopo circa otto anni di silenzio, ma non di oblio assoluto, per deliziare numerosi accoliti della sua musica ed i suoi testi. Fra essi vi ero anch'io, costretto in Puglia qualche giorno prima di partire per la mia amata Sharm El Sheik. Prima di dirvi del concerto, e dell'esperienza, delle sensazioni provate, vorrei inquadrare il cantautore di cui vi scrivo: barlettano, migrante a propria volta, poi tornato a casa, attivo soprattutto negli anni '70 ed '80, per poi sparire gradualmente dalle scene, Pastore ha un linguaggio in cui si fondono estetica ed, assieme, una particolare etica. La musica di Pastore, valida a mio parere in termini assoluti, senza distinzioni di etichette, generi o artificiose distinzioni fra arte "minore" o "maggiore" (rispetto a cosa, poi?), mescola sapientemente un folk di matrice dylaniana, avvicinabile al mood di molti autori in voga negli anni '70, con toni mediterranei che emergono dagli arpeggi di chitarra, dai controcanti e dagli arrangiamenti dei singoli pezzi, il tutto radicalizzato da testi e cantato in stretto dialetto barlettano. La musica popolare di matrice angloamericana si mescola, dunque,… Fonte: DeBaser Jon Hassell: Fascinoma (di giovanniA) Dopo avere indagato la natura delle musiche possibili (con Brian Eno), dopo avere considerato i suoni come parole scambiate con lo sciamano (e con David Sylvian), dopo avere creato l'immagine del quarto mondo per descrivere il suo stile musicale (dove convivono raga indiani, gamelan giavanese e joujouka nordafricano), Jon Hassell accoglie nel suo orizzonte sonoro musiche di altri, non di sua invenzione, e ne fa una parte consistente di "Fascinoma", riuscito lavoro del 1999 che richiama nel titolo in slang medico un esempio di malattia rara e affascinante, forse proprio quella della fascinazione musicale. Cinque standard jazz per il trombettista americano più cinque composizioni originali, in questo disco. Tra i primi, "Nature Boy" di Eden Ahbez, una rilettura di "Caravan" di Duke Ellington e Juan Tizol, nonché la conclusiva "Estate" degli italiani Brighetti e Martino; mentre i brani originali sono scritti quasi tutti insieme ai musicisti ospiti, che mischiano al suono della tromba di Hassell i timbri esotici di tambura (un liuto indiano senza tasti, simile nel suono al sitar) e bansuri (un flauto di bambù, anch'esso indiano) oltre ai più familiari chitarra, pianoforte e percussioni. "Datura" (il nome di una pianta allucinogena…) è l'unico brano a firma del solo Hassell, ma non c'è da preoccuparsi: tutto l'album, dall'inizio alla fine, rispecchia in pieno lo stile di questo musicista ed è una testimonianza vivissima della sua ammirevole creatività. Da notare che "Fascinoma", diversamente dai lavori precedenti, è un disco quasi del tutto acustico, in cui Hassell fa un minore ricorso alla strumentazione elettronica e agli effetti con i quali filtrare la sua tromba. C'è qua e là, da parte dei suoi sodali, qualche campionamento oppure l'uso dello zendrum (un controller MIDI che serve a generare suoni percussivi) ma in generale "Fascinoma" si concentra sulla bellezza del suono, sulla sua magia quando esso è spoglio di artifici. Sotto questo profilo siamo in presenza di un lavoro esemplare: per la piacevolezza di questi 60 minuti di musica, per la qualità della registrazione, soprattutto per lo spessore e il carisma di ogni nota che Jon Hassell ci fa assaporare. … Fonte: DeBaser Spagna, maxi rissa in serie minore Alla fine della partita l'arbitro ha estratto il cartellino rosso 19 volte: e' finita cosi' un match di 1/a divisione nella regione di Cadice.La rissa cominciata tra i calciatori del... Fonte: Tutto Mercato Web Svelati i combattenti di King Of Fighters XII

Attraverso una specifica sezione del sito ufficiale di SNK Playmore oggi veniamo a conoscenza dell'elenco completo dei lottatori che troveremo nel picchiaduro King Of Fighters XII. Una serie di immagini rappresentano i combattenti con le relative biografie purtroppo, però, scritte in lingua giapponese. I fan storici della serie potranno notare Terry Bogard ed il suo fratello minore Andy, vere icone dei picchiaduro degli anni 90. King Of Fighters XII dovrebbe arrivare nei primi mesi del 2009. Fonte: Mondo Xbox Grazie a Fujitsu Services, Orange assicura ai propri clienti un servizio rapido ed efficiente 15/12 - La minore attesa alle casse garantita dalle soluzioni di assisted checkout implementate da Fujitsu ha portato un aumento del 13% delle vendite di Orange. Fonte: FOL - Software Sofa Surfers: Encounters (di Yosif) Valido progetto Viennese, sulla falsariga dei conterranei Kruder & Dorfmeister, i Sofa Surfers, malgrado un background e discografia minore rispetto ai blasonati cugini, si sono col tempo ritagliati un ruolo di primo ordine sull'interessante panorama austriaco. Dopo svariati cambi di stile ricorrenti ad ogni pubblicazione, (chi ha poi sentito anche l'insolito omonimo sequel, potrà ben comprendere), i 4 dj producer austriaci stavolta optano non tanto per un ovvia e limpida esplorazione di nuove sonorità , influenze e sperimentazioni, (cosa di certo non nuova nel genere), quanto ad un interessantissima alchimia sonora su cui si basa tutto o quasi questo terzo lavoro in studio che risponde al nome di "Encounters" edito nel 2002. Suoni dall'attitudine "dirty" (scratch, fx meccanico-industriali, ritmiche spinte e beat incalzanti) si mischiano a strumenti più umani e classici (archi, violini, organi, sax, piano); i loro territori di caccia spaziano dal dub, al reggae, trip hop, breakbeat ma sopratutto Hip Hop, l'ingrediente principale di gran parte di questo disco. Che l'Hip Hop sia un genere adattabile e affiancabile alle più svariate sonorità / generi è ormai cosa nota, basti pensare alla hip-house dei primi anni 90, ad alcuni episodi della discografia Chemical Brothers, ad alcune produzioni Trickyane, ai numerosi progetti elettronici che hanno abbracciato la scelta di linee vocali rappate, passando per le più commerciali proposte pop che sempre più spesso si avvalgono di beat-ospiti-rappati Hip Hop, e potrei continuare per ore, ma qui non ci si ritrova davanti alle sonorità di Juxtapose, tantomeno gli Outhere Brothers, i collage di Norman Cook o chi altro, bensì un qualcosa per certi versi nuovo ed inusuale. L'attitudine street della doppia H infatti incontra adesso gli avanguardismi elettronici del quartetto austriaco, i cazzeggiosi e solari cantati ragga si affiancano ora a produzioni oscure di stampo urbano-industriale che ci riportano con la mente in terra austriaca, panorama ben lontano dai briosi colori reggae. Nulla di nuovo si potrà pensare, ma è con un ascolto concentrato e tecnico che si comprende appieno questo lato fondamentale, che di fatto è il concetto su cui ruota tutto l'operato, e che risulterà poi essere la famosa alchimia che contraddistingue Encounters, un alone di nebbia, cupezza e agonia sonora di indubbio fascino. Non ci sono descrizioni nè sample che tengano, potrei sgamare qualche versetto da qualche poetucciolo da quattro soldi, per evidenziare la decadenza di questo lavoro, oppure prendere in prestito qualche paragrafo dalle recensioni più teatrali, o perchè no, piazzare un "agghiacciante" di qua, un "mal di vivere" di la, ma non occorre, questo disco va solamente ascoltato per tutta la sua buona ora di durata per ben capirlo, improbabili licenze pseudofilosofeggianti lasciano il tempo che trovano, tuttavia un quadro generale di quello che si… Fonte: DeBaser Max Gazzè: Contro un'onda del mare (di GustavoTanz) Il 1996 per l'Italia è stato un anno particolare. Da una parte c'era il ritorno dei grandi cantautori, con Fossati che sfornava uno dei suoi lavori migliori, "Macramé", De André che scriveva il suo canto del cigno, "Anime Salve", De Gregori con il buon "Prendere e Lasciare", e Battiato con l'ottimo "L'Imboscata". Da un'altra era nell'aria l'avvento delle nuove band della penisola specializzate in rock e non solo, grazie ad album come (tra i tanti) "Il Vile" dei Marlene Kuntz, "Linea Gotica" del Consorzio Suonatori Indipendenti e "Ust" degli Ustmamò. E in mezzo chi c'era? Bella domanda. In mezzo potrebbero essere collocati quei cantanti che hanno avuto modo di dire qualcosa, e di cui qualcuno ancora riesce a dire la sua al giorno d'oggi. C'era Gianluca Grignani, la cui "Fabbrica Di Plastica" può essere tranquillamente considerata il suo capolavoro, prima di iniziare (dal 1999 in poi) un declino dolorosissimo e caratterizzato da canzoni tendenti all'insulso e al becero, c'era Daniele Silvestri, che con il suo "Dado" riesce a fare il botto, sorprendendo ancora di più critica e pubblico; e, ultimo ma non ultimo, c'era Max Gazzé. All'epoca bassista proprio del sopracitato Silvestri, proprio nel 1996 Max realizza una delle sue opere migliori, il suo esordio "Contro Un'Onda Del Mare". Un disco che lo si può considerare un manifesto della parte più grezza di Gazzé (aspetto che lo stesso artista riproporrà in parte nell'ultimo album): testi a volte complicati ("Quel che fa paura", "Sul filo"), ma notevoli, e sonorità tendenti ad un rock duro ("Karbogha": "Croce di sangue sullo scudo, mano protesa per forte paura, mantello strappato dalla spada, custode del Santo Sepolcro"), intenso ("Il bagliore dato a questo sole": "Liberi di vivere, liberi di ascoltare le illusioni della mente e dell'anima… "), a volte quasi Soundgardeniano ("Gli anni senza un dio": "Vedi figlio mio, solo poi ti accorgerai che è meglio non capire le miserie strane che ho capito io, chiudi gli occhi, è solo un fulmine, che verrà il tuono e io non ci sarò… "), senza troppa voglia di strafare con il rischio di finire male. Non mancano brani un po' più pacati, come "Sirio è sparita", "Il viaggio di Luna" ("Troverò prima o poi… Terra mia?"), e la divertente "Sono pazzo di te" ("Come farò a guarire dalle tue bugie, se non hai mai capito che sono pazzo di te?"). Di quest'ultima è imperdibile il video, ormai introvabile, dove Max gira con una bambola gonfiabile!Notevoli anche le quattro tracce denominate "Atmos", quasi delle mini-jam sessions (esclusa la quarta, denominata "Scherzo di un do minore", esperimento per archi elettronici ben riuscito). Ma non scherza la devastante e grottesca "Terra", scritta a quattro mani con Lucio Morelli ("accendo… Fonte: DeBaser Motorola W233 Renew, un candybar rispettoso dell'ambiente Ecologia, biodegradabilità , riciclo. Sono alcune delle parole più importanti della società odierna, che molte case produttrici dovranno seguire per la realizzazione dei devices nei prossimi anni, in modo tale da rendere l'impatto ambientale sempre minore, in un periodo di crisi seria, non soltanto per l'economia globale, ma anche per il clima e la natura. Motorola (4/listini-cellulari/motorola.html) cerca di rilanciare il proprio marchio con devices sempre più particolari, come abbiamo visto in molti articoli, ma cerca anche di ritagliarsi una fetta importante anche nel mercato emergente dei dispositivi ecologici: ecco, quindi, arrivare il W233 Renew. Il device si presenta come un normale candybar dalle linee essenziali e semplici. Non è chiaro quali siano le reti supportate dal terminale, ma tra le specifiche tecniche già diffuse si parla dell'assenza di due tra le features più “classiche” per un cellulare odierno, ovvero la fotocamera e la connettività Bluetooth. Tali mancanze fanno scivolare il prodotto tra quelli di fascia bassa, ma sarà senza dubbio una manna dal cielo per la batteria, la quale avrà consumi decisamente minori e l'autonomia del device sarà molto superiore a molti altri prodotti presenti sul mercato. Tra le caratteristiche sicuramente presenti, invece, vi sono da citare una radio FM e uno slot per l'espansione della memoria, compatibile con miniSD fino ad un massimo di 2 GB. Il Motorola W233 Renew è stato concepito in maniera tale da essere smaltito molto più semplicemente rispetto ai cellulari “normali”, grazie a materiali più rispettosi per l'ambiente e meno inquinanti. Il prodotto esordirà tra pochi giorni sul mercato statunitense via T-Mobile ad un prezzo ancora sconosciuto. . Fonte: Cellulari.it Subito al pronto soccorso? No, a volte è meglio il pediatra Questo è vero nella grande maggioranza dei casi ma spesso il Psp viene utilizzato per patologie che non hanno niente di urgente e per problemi di minore importanza che potrebbero essere meglio affrontati dal Pediatra di fiducia (PdF) Fonte: Tiscali Donna Padova (PD) TECNICA ''MINORE'' Data/e: da 19/12/2008 a 10/01/2009
TECNICA "MINORE" 19 dicembre 2007 - 10 gennaio 2008 via Cesare Battisti 54 - Padova Artelier progetti d'arte e cultura dedica all'acquerello ... Fonte: Eventi e Sagre
Cuba: i 50 anni di rivoluzione si celebrano in tono minore
Poco spazio all'anniversario sulla stampa, nessuna adunata di massa all'Avana
Fonte: Corriere della Sera Esteri Sergej Prokofiev: Pierino e il lupo (di enbar77) Ricordo che qualche manciata di lustri fa, quando indossavo ancora un grembiule blu con fiocco rosso per andare a scuola, nei pomeriggi liberi dagli impegni (quasi tutti), amavo molto ascoltare le fiabe di Andersen, o quelle rivedute da Disney attraverso dei meravigliosi dischi a 45 giri, egregiamente pubblicati dai Fratelli Fabbri. Erano pochi minuti intensi che riuscivano ad estasiare le giovani memorie dei bambini dell'epoca, bambini non ancora rincitrulliti dall'onda inarrestabile della tecnologia. All'epoca pochissimi eletti possedevano il famigerato Commodore 64 o il fratello minore Vic-20 che prevedevano molti minuti di attesa per caricare e mostrare sul televisore di casa, salvo occupazione per telenovelas o partite di calcio in chiaro, il videogioco all'ultimo grido. Il primo pc ad entrare a casa mia fu un "Olivetti Prodest" in linguaggio basic, mentre avevo dilapidato diverse paghette al bar (400 lire al giorno e 1000 lire la domenica grazie alla buonanima di mio nonno) per cercare di terminare "Ghost 'n goblins" o "Double dragon" (per non parlare di Dragon's lair). Mio padre, un giorno mi propose di ascoltare una fiaba diversa. Diversa tra virgolette in quanto ero cresciuto ascoltando musica classica. Allora mi propose di ascoltare qualcosa di anomalo, un intreccio tra fiaba e musica classica e mi ritrovai tra le mani un 33 giri su cui era riportato, in uno stile simile al naif, un paesaggio rappresentato da una casetta circondata da una staccionata, un albero, un piccolo stagno e una foresta che fungeva da cornice. "Sergej Prokofiev - Pierino e il lupo" narrata da Eduardo De Filippo (e che narrazione!). Non conoscevo il compositore. Anni dopo scoprirò che aveva musicato i film di Eizenstejn e che la meravigliosa "Danza dei cavalieri" contenuta nell'opera "Romeo e Giulietta" suonava nella colonna sonora di una rèclame del profumo "Egoiste", dove qualche decina di modelle attaccavano, affacciandosi a delle finestre, urlando l'epiteto che battezzava il prodotto, un presunto adone che le rispondeva appoggiando la boccetta sul bordo di una ringhiera da balcone. Il narratore lo conoscevo benissimo. Mi aveva fatto sbellicare dalle risate con l'emissione di un "pernacchio" al Duca Alfonso Maria di Sant'Agata dè Fornari. Dal momento che il mangiadischi di plastica rosso era fuori uso, approfittai, con la dovuta attenzione, del giradischi paterno, orientando il lettore sui 33 giri e avendo cura di riporre nello spazio apposito, il dischetto da hockey valido al funzionamento dei 45. Non avrei mai pensato che qualcuno avesse avuto un'idea del genere. Qualcosa di eccezionale si stava impossessando delle mie facoltà . Degli strumenti quanto mai azzeccati che sostituivano i movimenti, le voci, i versi, le azioni dei personaggi di questa favola assolutamente straordinaria. Pierino, il protagonista, musicato da una piacevole sequenza ad archi dove si può immaginare un vispo bambino che saltella spensierato in un prato… Fonte: DeBaser Alessandra Mussolini - 30/12/1962 - Leader politico Alessandra Mussolini nasce a Roma il giorno 30 dicembre 1962, figlia di Romano Mussolini, quarto figlio di Benito Mussolini e Anna Maria Scicolone, sorella minore di Sophia Loren. Sposata dal 1989 ...
Fonte: BiografieOnline Nel cervello area chiave
per la scleta delle parole ROMA
Gli psicologi della Rice University (Usa) hanno identificato un’area del cervello coinvolta nel processo di scelta delle parole quando il soggetto è impegnato in una conversazione. La scoperta, pubblicata sulla rivista dell’ Accademia Americana delle Scienze “PNAS”.
Secondo lo studio, la capacità di scelta delle parole durante una conversazione dipende dal funzionamento di una particolare area del cervello, denominata Lifg (area frontale inferiore sinistra).
Per arrivare a tale conclusione, gli psicologi hanno condotto un esperimento su 16 volontari sani e 12 volontari affetti da afasia (un disturbo del linguaggio spesso conseguente a ictus cerebrale), mettendo a confronto le immagini cerebrali dei due gruppi. Gli specialisti hanno così potuto constatare che l’abilità dei pazienti con afasia di riuscire a utilizzare le parole appropriate nel corso di una conversazione dipendeva, appunto, dalla maggiore o minore integrità dell’area cerebrale Lifg.
Si tratta, commentano gli esperti, di una scoperta rilevante che aiuterà a comprendere meglio i problemi di linguaggio verbale che colpiscono molti pazienti.
Fonte: LaStampa Scienza Virtual parent, protegge
l'attività dei ragazzi sul web ROMA
È come un genitore virtuale e controlla e protegge le attività dei ragazzi sulle chat, troppo spesso a rischio di adescamenti e “grooming”. A realizzarlo è stato l’Istituto per le applicazioni del calcolo (Iac) del Consiglio Nazionale delle Ricerche che, in collaborazione con l’università di Roma Tor Vergata e con l’Ecpat, l’End Child Prostitution pornography And Trafficking Onlus Italia, ha messo a punto il sofisticato software battezzato «Virtual parent». «Questa applicazione studiata in particolare per Messenger permette ai genitori di controllare l’attività di istant messaging dei propri figli in modo semplice» spiega Massimo Bernaschi dell’Iac-Cnr di Roma.
Questa applicazione, infatti, continua Bernaschi, «presenta le informazioni in maniera flessibile e rapida ed è accessibile remotamente quasi in tempo reale, così da rendere intercettabili tempestivamente le possibile minacce». In particolare, il programma controlla tutta l’attività dei ragazzi sulla chat, dal contenuto dei messaggi inviati alle caratteristiche delle immagini condivise e ricevute, fino ad analizzare i profili degli utenti con cui si intergisce.
Queste informazioni vengono immediatamente trasferite sul pc dei genitori, che hanno così a disposizione un quadro completo dei movimenti on line del figlio: quanti contatti ha avuto e con chi, le conversazioni effettuate, i file e le immagini ricevute e inviate. «Virtual parent non è un filtro -precisa Bernaschi- perchè non blocca a priori i contatti, quindi il minore può esprimersi liberamente. Certo, noi consigliamo a chi lo installa di informare i figli della presenza del sistema di controllo».
La funzione principale del software realizzato dagli esperti del Cnr è quindi quella di semplificare la vita ai genitori che vogliono proteggere i propri ragazzi dai pericoli della rete. E può costituire un valido aiuto per educare i minori a un comportamento responsabile su internet.
L’uso del “social networking” e delle chat riscuote un crescente successo soprattutto fra giovani e adolescenti. Le piazze virtuali però, oltre a essere luoghi di condivisione di opinioni e gusti, possono diventare anche fonte di problemi. Accedere è semplice: basta fornire informazioni che rendono facilmente rintracciabile chi decide di appartenere a queste comunità on line.
«Chi si iscrive ad una chat -sottolinea il Cnr- indica il proprio nome e cognome, l’indirizzo e-mail, in qualche caso il numero di cellulare e, spesso, inserisce anche la propria foto, godendo così di una visibilità pericolosa, che può determinare quello che in inglese è definito “grooming”, l’attività di adescamento attraverso il web di minori, che diventano così vittime». «L’opportunità offerta dalla rete di conservare l’anonimato o di fingersi chi non si è -avverte ancora il Cnr- offre, inoltre, all’adulto la possibilità di manipolare il minore, ignaro della reale identità dell’interlocutore». Un’identità che però non potrà sfuggire all’occhio attento del moderno “Virtual parent”.
Fonte: LaStampa Tecnologia 1100, Monster da grandi
Nato sull'onda del successo riscontrato dalla sorella minore 696, l'ultimo 'mostro' di Borgo Panigale promette il massimo divertimento in sella impreziosito dall'inconfondibile stile Ducati.
Fonte: Fastweb Motori
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