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Kevin Costner torna sul diamante in Bull Durham 2
Gli appassionati di baseball italiani possono esultare: stando a quanto pubblicato poche ore fa sul NY Post, Kevin Costner sarebbe in trattativa per riportare sul grande schermo il sequel di Bull Durham, uno dei film sul popolare sport americano più visti di tutti gli anni '80.
L'ex protagonista di.. [visita Zapster.it per la notizia completa] Fonte: Gamez Motojewel: un diamante per cellulare
Dedicato a tutte le donne che desiderano un telefonino affascinante e seducente, in grado di diventare un vero e proprio accessorio di moda, il nuovo cellulare Motojewel. Ispirato dalla moda dei gioielli oversize, il nuovo telefonino di Motorola propone un dispositivo dal design importante e dall'indubbio carattere, grazie alla finitura a specchio e alla particolare forma sfaccettata che lo rende simile ad un diamante.
Fonte: Jugo TecnologiaJan Dukes De Grey: Mice And Rats In The Loft (di Giona) Buongiorno ragazzi, com'è andata la lezione di musica dell'ora precedente con il professor Eliodoro? Era arrabbiato perché non avete ancora finito la ricerca sulle band tedesche dei '70? Ma siete ancora tutti vivi o devo fare l'appello? No perché sapete, mi dispiacerebbe se qualcuno fosse assente oggi, poiché, nella nostra consueta lezione di prog, affronteremo un argomento oscuro e particolarmente ostico, ovvero l'acid folk. Sì, si, abbassate pure le mani, lo so che siete preparati e che "First Utterance" risuona insistentemente contro le vostre tempie come esempio dell'eccellenza raggiunta dalla commistione della suddetta vena di folk con le caratteristiche del progressive, ma oggi parleremo di un'altra vetta altissima conquistata da quest'improbabile quanto misconosciuto sottogenere, un diamante perduto dal valore inestimabile, intagliato nel 1971 da tre ragazzi inglesi… Ma partiamo dall'inizio.Aprite il libro a pagina 1969 (si, è un mattone enorme, lo so) e vedrete due giovani polistrumentisti dello Yorkshire, Derek Noy e Michael Bairstow, intenti a formare un duo: i Jan Dukes de Grey. L'esigua formazione, un anno dopo la propria nascita, realizzò Sorcerers, un disco prettamente folk formato da brevi composizioni acustiche dai sapori pastorali, piuttosto distanti dai canoni del rock progressivo, ma non per questo prive di originalità e fascino, tanto che, ancora oggi, tale esordio è tenuto molto in considerazione dai saggi e dagli studiosi di generi musicali arcani ed obliati dal tempo.Ma torniamo al 1971 e facciamo la conoscenza del batterista Danis Conlan, terzo ed ultimo membro del gruppo, che si unì alle eccezionali doti fiatistiche di Michael (addetto a flauto, clarinetto, tromba, sassofono nonché a tastiera e percussioni) ed alla maestrìa di Derek con le corde (sia vocali, con il suo riconoscibilissimo timbro leggermente indemoniato, sia strumentali, suonando egregiamente basso e chitarra elettrica o a dodici corde), donando alla sonorità prodotta dal piccolo complesso, una maggiore incisività ritmica, derivante in atmosfere a tratti più aggressive e imprevedibili ed in propulsive e sconsiderate fughe al limite dell'improvvisazione. "Mice and Rats in the Loft" vede anche l'aiuto di una piccola orchestra che, archi e fiati alla mano, avvolge ed ammorbidisce in maniera perfetta i suoni graffianti prodotti dal cuore della band, donando un'aria ancor più epica alle composizioni, senza però scadere in pomposi ed eccessivi interventi fini a sé stessi.La suite iniziale "Sun Symphonica" ci mostra tutto l'esplosivo potenziale del terzetto, alternando momenti eleganti e delicati, dominati dal flauto, cullato dalle languide note scaturite dai violini, ad altri aspri e sincopati in cui la voce di Derek, di pari passo con la sua dodici corde, demolisce ogni utopico miraggio di consuetudine e stabilità, catapultando l'ascoltatore attraverso paesaggi bucolici e fantastici, permeati però di un'impalpabile ma chiaramente distinguibile clima di minaccia. L'ossimoro tende a ripetersi anche in seguito, durante "Call… Fonte: DeBaser Nokia N96, aggiornamento firmware: ecco la 11.018 A soli pochi giorni dalla commercializzazione è già disponibile una nuova versione del firmware per il Nokia N96, nuova punta di diamante del costruttore finlandese. Dalla iniziale versione 10.065 si passa alla nuova 11.018. A darne conto QUI è il... Fonte: Cellulari ad Hoc Motorola MOTOJEWEL, oggetto del desiderio di tutte le appassionate di moda Il nuovo Motorola MOTOJEWEL diventerà lÂ’oggetto del desiderio di tutte le appassionate di moda, regalo natalizio ideale grazie alla finitura a specchio e alla particolare forma sfaccettata che lo rende simile al migliore amico di ogni donna, il diamante.
Grazie al suo attraente design, esaltato dalla tonalità quarzo scuro della scocca e la sfavillante tastiera interna color porpora, MOTOJEWEL non può che attirare sguardi di ammirazione: un telefono così alla moda che verrebbe voglia di indossarlo!

Fonte: AlicellHTC Touch Pro
INTRODUZIONE
L’HTC Touch Pro (7526/schede-tecniche/htc-touch-pro.html) è uno dei modelli HTC più generoso in quanto a funzionalità : si basa sul popolare HTC Touch Diamond, ma ad esso aggiunge alcune specifiche, come una tastiera QWERTY hardware. Potremmo considerarlo il successore del Tilt e si rivolge specificatamente a coloro che non possono fare a meno di una tastiera QWERTY.
CONTENUTO IMBALLAGGIO
- HTC Touch Diamond;
- Case in pelle;
- Auricolari;
- Cavo miniUSB;
- Caricabatteria;
- Protezione per lo schermo;
- CD con software.
DESIGN
Il pannello frontale dell’HTC Touch Pro è identico a quello del bellissimo Touch Diamond, mentre quello posteriore, nonostante sia molto simile, non è luccicante e il pattern a forma di diamante non è così pronunciato. Le differenze principali tra i due dispositivi sono ben visibili da qualsiasi altra angolazione si guardino. Ad esempio il Diamond è spesso 11.5 millimetri, mentre il Touch Pro 18 millimetri, una differenza che di certo non vi impedirà di tenerlo comodamente in mano, ma che probabilmente si farà sentire nelle vostre tasche. La distanza tra i due dispositivi diventa più percepibile quando si parla di peso, che l’HTC Touch Pro ha aumentato del 50%.
Come abbiamo rivelato in precedenza, il pannello frontale dell’HTC Touch Pro è una copia di quello del Diamond, e come quest’ultimo è un magnete per le impronte: dovrete pulirlo costantemente per rendere il suo aspetto gradevole e soprattutto per permettervi di vedere le immagini visualizzate sullo schermo all’aria aperta. Se rimane pulito, infatti, il display è completamente visibile sotto la luce diretta del sole. Come da consuetudine per un telefonino Windows Mobile, il display supporta solo 65.00 colori e ciò può inficiare una visione fluida di immagini e video.
I pulsanti sottostanti lo schermo sono piatti, ma facili da premere e in grado di restituire un buon feedback tattile. Solo le direzioni del D-Pad possono creare qualche problema per le loro piccole dimensioni. La retroilluminazione del D-Pad, in maniera inconsueta, assume il ruolo di un indicatore di sistema: ad esempio è in grado di segnalare una chiamata persa compiendo un movimento circolare.
Il tasto Power è collocato in cima al telefono, mentre il controller del volume si trova sul fianco sinistro della scocca. L’unico connettore è la porta miniUSB, usata per la connessione con il pc, gli auricolari e il caricabatteria, e si trova in fondo al dispositivo. La slot per il pennino stylus, che è di media lunghezza e non telescopico, si trova nell’angolo in basso a destra. Come nel Touch Diamond, tirare fuori il pennino attiva lo schermo.
Facendo scivolare sul fianco il pannello superiore della scocca, il telefono si apre e rivela una tastiera QWERTY composta da cinque file di tasti. Poiché ci sono molti pulsanti, essi sono molto più piccoli rispetto a modelli precedenti come il Tilt o il Wing, ma rimangono in ogni caso molto user-friendly e comodi da usare.
DISPLAY
L’HTC Touch Pro mette a disposizione uno schermo TFT con risoluzione di 480 x 640 pixel ed è in grado di visualizzare fino a 65.000 colori. La qualità delle immagini visualizzate è davvero buona e la visibilità sotto la luca diretta del sole perfetta, purché lo schermo sia ben pulito dalle impronte che tendono a sommergerlo.
FOTOCAMERA
L’apparato multimediale dell’HTC Touch Pro è del tutto simile a quello dell’HTC Diamond. LA fotocamera è in grado di produrre immagini con una risoluzione di 3 megapixel, ma a differenza del Diamond, il Touch Pro ha un LED flash che consente di scattare anche al buio. L’interfaccia della fotocamera non offre tante funzioni come, ad esempio, quella dell’Omnia, ma non è neanche così modesta come quella dell’iPhone. L’unica omissione che davvero ci lascia delusi è la funzione auto flash.
Per quanto concerne la qualità delle immagini, quelle scattate outdoor non sono nulla di speciale, hanno un buon livello di dettagli, ma i colori sono innaturali e irrealistici. Le fotografie scattate in un ambiente ben illuminato sono soddisfacenti, ma se il sole è coperto dalle nuvole il risultato finale non è per niente buono, nonostante il flash.
MULTIMEDIA
Il riproduttore musicale dell’HTC Touch Pro non è cambiato rispetto a quello dei modelli precedenti. Ha una interfaccia molto gradevole e ricca di opzioni, anche se non riesce ad eguagliare quella dell’iPhone. Sfortunatamente la qualità dell’audio è tutta un’altra storia: l’altoparlante risuona bene, ma il volume è davvero troppo basso. Anche l’uso degli auricolari non riesce a migliorare la situazione, e soprattutto quelli messi in dotazione non riusciranno a soddisfare le esigenze di un esigente ascoltatore. Inoltre, poiché al posto di un connettore Jack stero da 3.5 millimetri, HTC ha deciso di usare una porta miniUSB per connettere gli auricolari, dovrete trovare un adattatore per connettere degli auricolari migliori.
L’HTC Touch Pro è equipaggiato anche con un sintonizzatore radio FM che vi consentirà di distrarvi dalla solita musica presente in archivio.
Per fare uso del riproduttore video, dovrete convertire i file in risoluzione QVGA, formato MP4 e codificatore H264. La qualità non è buona come quella delle clip in VGA (l’effettiva risoluzione dello schermo), ma d’altra parte non sono così pesanti per il telefonino.
Inoltre avrete a disposizione il player YouTube, che ha una risoluzione peggiore, ma che vi consentirà di accedere a una libreria immensa, ovviamente sempre che siate connessi alla Rete.
CONNETTIVITÀ
L’HTC Touch Pro è un dispositivo quad-band GSM (850/900/1800/1900 MHz) con una ricezione del segnale davvero buona anche in punti di provata difficoltà e supporta le reti GPRS/EDGE classe 10. Inoltre è compatibile con la rete 3G UMTS e super 3G HSDPA per le bande 850/1900 MHz.
Per quanto concerne la connettività locale l’HTC Touch Pro dispone di tecnologia Wi-fi, integra un chip GPS e supporta la connettività Bluetooth 2.0 equipaggiata con il protocollo A2P2, il quale consente di connettere auricolari stereo senza fili. Inoltre è possibile connetterlo via cavo miniUSB ad un computer.
BATTERIA
L’HTC Touch Pro è alimentato da una batteria Li-Ion con capacità 1340 mAh, la quale è in grado di offrirgli una autonomia energetica di circa 7 ore di conversazioni telefoniche e 360 ore di modalità standby.
PERFORMANCE
Siamo rimasti abbastanza delusi dal fatto che ci siano parecchi rallentamenti nella navigazione tra i menu dellÂ’interfaccia TouchFLO dellÂ’HTC Touch Pro, e qualche volta il telefono nel complesso non funziona adeguatamente. Problemi risolvibili tramite qualche aggiornamento software, ma crediamo che unÂ’azienda come lÂ’HTC non debba rilasciare prodotti ancora da finalizzare.
La qualità del suono durante le chiamate è buona anche se il volume della voce in entrata è sotto il livello medio.
CONCLUSIONE
L’HTC Touch Pro offre tutte le tecnologie presenti nell’HTC Touch Diamond, compresa la stessa interfaccia TouchFLO 3D, aggiungendo però una tastiera QWERTY molto maneggevole e user friendly, la quale rende la scrittura un’attività davvero piacevole.Sfortunatamente non porta sul mercato nulla di veramente nuovo, dando l’impressione di essere un dispositivo “vecchio”. Se necessitate di una tastiera hardware, allora l’HTC Touch Pro può essere una buona soluzione, altrimenti la scelta migliore ricade sul più sottile Diamond.. Fonte: Cellulari.it Drew&Natalie: batticuore d'autunno Barrymore e Portman: due ex bambine-prodigio, due punte di diamante del nuovo cinema americano, due belle ragazze. A passeggio con i compagni ...
Fonte: Kataweb Cinema - News Drew&Natalie: batticuore d’autunno Barrymore e Portman: due ex bambine-prodigio, due punte di diamante del nuovo cinema americano, due ... Fonte: Kataweb Spettacoli Asus: nuovo Lcd da 22" con inserti in pelle Asus presenta l'LS221H, il nuovo display LCD ultra-slim da 22” espressamente concepito per chi ricerca performance ed eleganza.
Grazie ai soli 45 millimetri di spessore, alle linee pulite, agli angoli smussati ed alla cornice di vetro esterna unita armoniosamente allo chassis nero lucido, ASUS LS221H sembra più un vero e proprio oggetto artistico che un display; il particolare rivestimento in vera pelle utilizzato nella parte bassa del pannello dona, inoltre, un ulteriore tocco di raffinatezza e calore.
Il nuovo ASUS LS221H si distingue anche per il pannello con vetro a taglio di diamante (con un livello di durezza di 9H), in grado di proteggere lo schermo da eventuali danni da urti accidentali e da contatto con sostanze nocive: il potere antiriflettente di questo vetro garantisce immagini particolarmente nitide e colori vivaci. 45 millimetri di spessore, linee pulite, angoli smussati, cornice di vetro esterna unita allo chassis nero lucido, particolare rivestimento in vera pelle utilizzato nella parte bassa del pannello, dinamici effetti di luce della tecnologia Light-in-Motion creati dai LED integrati nella base del monitor e allÂ’ingresso HDMI per il collegamento di dispositivi multimediali.
Troverete inoltre l'ASUS Smart Contrast Ratio (ASCR), che garantisce un rapporto di contrasto pari a 4000:1 e un tempo di risposta di 2 millesimi di secondo, assicurando elevata qualità video con immagini nitide, vivaci e senza ombre, e la funzionalità “Aspect Control”, che permette di scegliere il tipo di visualizzazione tra le modalità Full e 4:3. ASUS Splendid Video Intelligence Technology è invece in grado di rilevare la tipologia delle applicazioni video per ottimizzare la resa delle immagini. Oltre a poter scegliere tra cinque diverse modalità video, si possono selezionare perfino tre tonalità della pelle e cinque gradi di temperatura del colore, ottenendo così la visualizzazione più adatta ad ogni esigenza.
Specifiche tecniche:
- Risoluzione massima 1680x1050 WSXGA+
- Tempo di risposta (gray-to-gray) 2 ms
- ASCR (ASUS Smart Contrast Ratio) 4000:1
- Colori 16.7 millioni
- Luminosità 300 nits
- Angolo di visuale 170° (H) / 160° (V)
- Protezione pannello 9H hardness
- Splendid™ Video Intelligence Technology
- 5 modalità video e 3 tonalità pelle
- Input: D-sub, HDMI
- Garanzia sistema e pannello 3 anni
- Garanzia “Zero Bright Dot” 1 anno
Il nuovo display ASUS LS221H è immediatamente disponibile in Italia al prezzo al pubblico di 329 Euro IVA inclusa. - Maggiori informazioni sul sito www.asus.it. Fonte: Pc Facile HTC: arriva il Diamond “in White” Chi segue quotidianamente Cellulari.it o, in generale, il mercato della telefonia mobile, si sarà accorto di come alcune aziende, fino a pochi anni fa semisconosciute nel nostro paese, siano entrate a far parte dell'Olimpo del settore, grazie ad un lavoro davvero ottimo e, quindi, a prodotti di grandissima qualità . Una di esse è senza dubbio High Tech Computer (50/listini-cellulari/htc.html) , azienda taiwanese che sta attraversando un periodo molto positivo, grazie a devices del calibro del Touch o del Diamond. Proprio quest'ultimo smartphone, da molti considerato uno dei migliori presenti sul mercato, verrà rivisitato dal colosso asiatico e distribuito in una nuova versione “in White”. Come potete vedere dall'immagine qui sopra, il Diamante avrà solo la parte posteriore e i quattro lati in bianco, mentre il front resterà quello classico. Gli utenti interessati al prodotto, quindi, potranno cosi scegliere su due colorazioni differenti, ma niente nella nuova release verrà cambiato in termini di specifiche tecniche. Secondo le indiscrezioni che circolano sul Web, il Diamond in White dovrebbe arrivare nel nostro vecchio continente già dal mese prossimo. Attendiamo, quindi, di saperne di più nelle prossime settimane. . Fonte: Cellulari.it Un nuovo trailer di Lego Batman

Warner Bros. Interactive Entertainment ha pubblicato oggi un nuovo trailer del suo divertente action game, LEGO Batman, dedicato al sempre apprezzatissimo uomo pipistrello. Il gioco, sviluppato da Traveller's Tales, avrà un'esilarante trama che vedrà i soliti cattivoni Joker, Harley Quen, Pinguin e l'Enigmista alle prese con un diamante rubato da Catwoman. [continua] Fonte: Mondo XboxDiscordance Axis: The Inalienable Dreamless (di Vilde K. Voland) E' incredibile quanto anche noi cultori dell'underground, sempre pronti ad incensare il nuovo, lo strano, l'anticommerciale, riusciamo ad essere disattenti. Spesso siamo tanto impegnati a rimirare la bella forma curiosa di un sasso che non facciamo caso ad un diamante. Tutte lì le grindheads, tutte ad aspettare l'ennesimo disco dei Napalm Death, la solita solfa dei soliti nomi (e ce ne sarebbero a centinaia), il timbro del cartellino gore delle innumerevoli nuove leve che hanno tutto dalla loro, tranne la personalità, le novità ultra eccitanti delle commistioni brutal/grind/gore/death. E i Discordance Axis? E i Discordance Axis a fare la figura dei Carneadi di turno, ignorati dai più e sommersi dallo tsunami (scusate il termine, davvero, come proto-grindhead anche io ho brutti ricordi riguardo gli tsunami… ) di uscite discografiche inutili e derivative che affollavano e affollano il mercato musicale, costretti a fare tour solo in Giappone perchè solo lì se li filavano. Credetemi, ancora non riesco a spiegarmi il loro mancato boom. Più che di power trio si poteva parlare d'un tre d'assi: Dave Witte alla batteria (vi dicono nulla gli Human Remains? se non vi dicono niente e vi reputate grandi esperti di grindcore per me meritate l'esilio. E comunque il nostro batterista extraordinaire ha militato anche con altre nullità come Municipal Waste e Burnt by the Sun), Jon Chang alla voce, uno degli screaming più lancinanti che ho mai avuto il (dis)piacere di ascoltare, ora coi promettenti e secondo me anche mantenenti Gridlink, Rob Marton alla chitarra, ovvero uno dei più creativi axeman mai nati in ambito grind, e basta. Sì, neanche i Discordance Axis avevano il basso, e da un po' prima dei Pig Destroyer (comunque molto bravi) di turno. Ok, direte voi, le premesse sono ok, ma la musica? La musica è un ko al primo round. Perchè i Discordance Axis avevano capito cos'era il grind. Molti oggi sono soliti mettere nello stesso calderone grind, brutal e death, ma pochi si ricordano che il grindcore non è -core per caso: è la forma più estrema e violenta del punk, e il punk, prima che stilema musicale, è concetto. Cos'hanno in comune Johnny Rotten e Greg Ginn? Dal punto di vista musicale poco, dal punto di vista della testa molto; erano due uomini in rivolta, e la loro rivolta in musica aveva lo stesso nome, punk. L'urgenza del messaggio era la priorità, la tecnica musicale, la struttura e gli stilemi compositivi delle canzoni erano invece accessorio, un bonus, qualcosa in più. Si può fare una canzone punk con un feedback di chitarra, una batteria che fa tu pa tutu pa e una voce sguaiata, è già sufficiente. Si può fare una canzone grind con un feedback di chitarra, una… Fonte: DeBaser Agricantus: Tuareg (di Mukkiodossa) Ho affondato le mani nel fango ed è rimasto attaccato limo sotto le mie unghie. Canzoni come lente carovane, in viaggio verso città fantasma coperte dalle polveri del deserto. Ogni brano è un diamante nella sabbia, da “Ljuljuten” (dove la cantante Rosie Wiederkehr comincia a rappare sommessamente per poi liberare la sua voce sorprendente in una ninna nanna Tamachek) a “Disiu”, dove una preghiera amorosa si distende su un mantello blu trip hop; passando per l’inquietudine danzante di “Com’U Ventu” e per le braccia della fascinosa “Carizzi R’Amuri”, un sogno di Es Souk prima della scomparsa delle acque che la circondavano (e ti senti riempire anche tu quando senti le parole “Es Souk si inchi, u cori si inchi” uscire dalle labbra della Wiederkehr, che prima si era abbandonata a vocalizzi lamentosi in sottofondo). Il disco è una vera sorpresa. Mai avrei pensato che la world music potesse essere così stilosa. Qua i suoni di strumenti tradizionali provenienti da diverse parti del mondo vengono fusi in un'acida miscela elettronica, facendoci sprofondare sottozero come in una gelida nottata sahariana. I loops copulano con i battiti del darabouka, le voci si sovrappongono e si intrecciano, per poi dissolversi in echi misteriosi, sotto uno stormo di legni (Arghul, Duduk). Una miriade di suoni, intelligentemente combinati, per un ascolto che deve essere ad un volume abbastanza elevato da penetrare il timpano e aprire in due il cervello, per lasciare che la musica trovi lo spazio che le serve al suo interno.… Fonte: DeBaser Spazio/ L'asteroide Stein ripreso da Rosetta sembra un diamante <P> Roma, 6 set. (Apcom) - Le immagini inviate dalla sonda Rosetta, che ieri ha avuto uno storico incontro ravvicinato con l'asteroide (2867) Steins, mostrano un oggetto di circa 5 km di diametro, la cui forma ricorda vagamente quella di un diamante I primi dati e le prime immagini rimandate a… Fonte: Alice Tecnologia Notizie: Il bizzarro anatema prossimo venturo di Stephenson
 Il prossimo romanzo dell’autore americano ci trasporta in un mondo dal sapore milleriano, in cui il sapere è custodito in una rete di monasteri improntati a un rigido codice di comportamento.
Dall’avanguardia post-cyberpunk alle atmosfere millenariste del suo ultimo lavoro, Neal Stephenson dimostra di non essere certo un autore che ama crogiolarsi sugli allori. Nella sua carriera ha esplorato in lungo e in largo gli orizzonti postmoderni del fantastico, spaziando dal thriller ecologico di Zodiac alle contaminazioni memetiche di Snow Crash, dalla rivoluzione nanotech de L’era del diamante agli intrighi storici che dalla prima guerra mondiale di Crytonomicon affondano indietro nel tempo fino al Ciclo Barocco (lasciato incompleto dal suo editore italiano…). Il 9 settembre uscirà... - Leggi tutto l'articolo e i commenti »
Sezione: Notizie - canale: Dall'estero - 5 settembre 2008 - articolo di Giovanni De Matteo

Fonte: Fantascienza.comMotorola lancia il Motojewel, un terminale per l'utenza femminile La statunitense Motorola (4/listini-cellulari/motorola.html) prosegue nella realizzazione di devices per qualsiasi fascia di mercato e per diversi tipi di utenza, rendendo più capillare e completa la produzione, sperando almeno di mantenere il pareggio di bilancio registrato nell'ultimo trimestre o addirittura di superare le aspettative non certo rosee per l'azienda in forte crisi già dalla fine dello scorso anno. Una delle ultime releases, dedicata principalmente per un utenza al femminile, è il Motorola Motojewel, cellulare con scocca a conchiglia dal design particolarmente curato, dalle linee rotonde e dai bordi frastagliati, quasi a ricordare una pietra preziosa, un diamante. Nella superficie superlucida della scocca è nascosto un piccolo display che “scompare” se il cellulare non viene utilizzato. È dotato di una fotocamera da 2 milioni di pixel completa di zoom 8x e della possibilità di effettuare anche videoregistrazioni. Non manca nemmeno il supporto per la connettività Bluetooth stereo, il lettore multimediale Windows Media Player 11 e la push mail. Il Motojevel, inoltre, è dotato della tecnologia Crystal Talk, che garantisce una qualità davvero alta nelle conversazioni durante le telefonate, eliminando la maggior parte del rumore e dei disturbi di rete. Il terminale esordirà il mese di novembre sul mercato britannico, distribuito in esclusiva da Carphone Warehouse. . Fonte: Cellulari.it Rammstein: Mutter (di Starblazer) Quattro anni, tanto è durata la gestazione dell'album destinato a raccogliere la pesantissima eredità di "Sehnsucht". Un periodo di tempo abbastanza lungo, che ha permesso a Till Lindemann, il Re Inchiostro del metal (insieme a Ronnie James Dio e Dani Filth) di scrivere alcuni tra i più bei testi della sua carriera ("Meinz Herz Brennt", "Spieluhr", "Mutter", "Zwitter" e "Nebel" su tutti) al resto della band di ampliare i propri orizzonti, avvicinandosi al gothic e collaborando per la prima volta con un'orchestra sinfonica. Tutto questo dà origine a "Mutter", capolavoro di una bellezza disarmante, un disco dal sound potente ma raffinato, profondamente introspettivo e con intuizioni melodiche geniali, che non rinnega il passato della band e ne anticipa il futuro. L'Opera inizia con un'overture di archi, che sembrano venire da chissà quale abisso dell'inconscio, sulla quale si fa strada l'inconfondibile voce di Till Lindemann, che parte ovattata, distante, per diventare sempre più forte, interpretando alla perfezione un testo che parla della notte: parla di incubi, demoni, fantasmi e fiabe nere: questa è "Mein Herz Brennt", meraviglia della meraviglie, le perla tra tutte le perle, canzone epica e tenebrosa al tempo stesso, che trova l'apice nel riff cavalcante accompagnato sempre dagli archi, che crea una sorta di effetto Kashmir e che passa così come era venuta, che sfuma come il mondo dei sogni al sorgere del sole. Il sole, appunto, che dà il proprio nome alla terza canzone del disco, il perfetto negativo della prima: si tratta però di un vero e proprio sole del buco nero, una sorta di entità malefica che brucia, acceca e opprime, che non tramonta mai e impedisce il riposo, una vera e propria fonte di alienazione che viene celebrata con un riff granitico e ipnotico e un ritornello intenso e scandito, che creano così la magia di questa autentica pietra miliare dello Schiacciasassi, il cui mood allucinato viene ribadito da un superbo video che vede come protagonista una Biancaneve un po' diversa da quella della classica iconografia fiabesca. Il viaggio nell'universo di questo disco continua attraverso tappe di assoluta bellezza come la titletrack "Mutter", ballata assolutamente toccante; musica e testo da pelle d'oca, per la quale qualsiasi rock band sarebbe disposta a uccidere, oppure "Zwitter", grintoso brano heavy metal senza troppi fronzoli dietro al quale si nasconde un originalissimo inno al narcisismo. In mezzo a queste due canzoni c'è un altro diamante come "Spieluhr", una specie di cavalcata resa molto ipnotica dai carillon di sottofondo e dalla voce di una bambina (distorta al computer) che duetta con Till. Un esperimento riuscito alla perfezione, dalla bellezza quasi irreale, così come la storia narrata nel testo. La canzone che chiude questo capolavoro si chiama invece "Nebel" (nebbia),… Fonte: DeBaser Diamante (CS) Peperoncino Festival Data/e: da 10/09/2008 a 14/09/2008
XVI festival del Peperoncino Diamante (CS) Da mercoledì 10 a domenica 14 settembre Da mercoledì 10 a domenica 14 settembre si svolgerà... Fonte: Eventi e Sagre È l'HTC Diamond l'“European Smart Phone 2008-2009” Quest'anno si è parlato molto dell'HTC (50/listini-cellulari/htc.html) Diamond, interessante modello considerato da molti come uno dei principali antagonisti dell'iPhone 3G di Apple e del suo strapotere mediatico. Il terminale di High Tech Computer è riuscito in questi mesi a ritagliarsi una buona parte del mercato, grazie a tutta una serie di particolarità che lo rendono unico e differente dal resto dell'offerta smartphones presente, distanziandosi anche dagli altri modelli di Windows Mobile Phones. Perché stiamo parlando proprio del Diamond? Perché nei giorni scorsi il touchscreen device di HTC è stato premiato dall'EISA (European Imaging and Sound Association) come “European Smart Phone 2008-2009”. Un'interfaccia Touch Flo molto bella da vedere e intuitiva, forse un po' più lenta rispetto a quella ormai famosa del melafonino, ma molto competitiva, promettente e migliorabile anche attraverso aggiornamenti software già in fase di sviluppo. Un design innovativo, elegante, particolare e molto bello da vedere, quasi un gioiello, impreziosito da un motivo a diamante nella sua parte posteriore e reso più elegante dalla colorazione “in Black” lucida e riflettente. Sono queste e tutte le specifiche tecniche del Diamond ad aver convinto la giuria dell'EISA, che ne ha premiato design, software e concezione stessa del dispositivo. . Fonte: Cellulari.it Rammstein: Herzeleid (di Starblazer) 1995: i Ramones pubblicano un album intitolato "Adios Amigos", fine dichiarata della loro parabola musicale, e per il successivo tour d'addio scelgono come band di supporto un gruppo emergente che con il punk c'entra come un orso polare nel Sahara: si tratta dei Rammstein, che proprio in quell'anno avevano pubblicato il loro disco d'esordio, "Herzeleid", il primo passo verso la gloria eterna per una band capace di superare tutti i luoghi comuni, di scrivere testi a dir poco geniali e di inventare un vero e proprio genere (il Tanz Metall) per poi rinnegarlo negli anni della maturità. Un passaggio di consegne che può apparire quantomeno strampalato, ma pur sempre il simbolico avvicendarsi tra due realtà musicali egualmente imprescindibili, ciascuna per il proprio genere e la propria epoca.Già, ma com'è questo oggetto, che ha permesso al neonato Schiacciasassi un così grande onore? "Herzeleid" è un album molto fluido, molto omogeneo e molto coeso, una sorta di diamante allo stato grezzo, primogenito di una band in quel momento non ancora al massimo del proprio potenziale. L'elemento chiave di questi Rammstein primordiali è il groove, l'inconfondibile groove del Tanz Metall creato da un continuo, meticoloso lavoro chitarra-tastiere ripetuto in quasi tutte le canzoni del disco. Ciò che ne risulta è un sound di grande appeal e originalità, in cui il metal si incastra alla perfezione con elementi quasi synth anni '80, grazie appunto alle tastiere di Christian "Doktor Flake" Lorenz. Bastano le prime note dell'opener "Wollt Ihr Das Bett In Flammen Sehen", con il suo riff accompagnato da un incessante giro di basso che si ripete per tutta la durata del brano per immergersi completamente in queste atmosfere un po' over the top, atmosfere che ritornano anche in canzoni come la bellissima "Der Meister", in cui i Nostri aggiungono al cocktail una melodia vagamente orientaleggiante che aggiunge ulteriore fascino a una composizione già di per se magica, oppure l'accoppiata "Weisses Fleisch"-"Asche Zu Asche", fracassone e strafottenti, ma con gran classe. La spina dorsale, lo zoccolo duro del disco è completato da altri tre grandi pezzi: il singolo "Du Riechst So Gut", la cui melodia quasi ossessiva e il ritornello orecchiabile e un po' perverso non possono certo lasciare indifferenti, "Leichzeit", altro Tanz-Metall da manuale e l'ironica "Heirate Mich" (notevoli i cori sul ritornello, che saranno poi ripresi dieci anni dopo in "Te Quiero Puta". )I giovani Rammstein provano anche delle variazioni sul tema, e proprio qui dimostrano i propri limiti di band esordiente, non azzeccando sempre: ad esempio "Das Alte Lied", la canzone più lenta e cadenzata del disco, una specie di nonna delle varie "Dalai Lama" e "Spring", rispetto alle quali dimostra però meno mordente e gusto per la melodia, risultando così un pochino piatta e monotona, così come… Fonte: DeBaser
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