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Risultati per: Danny De VitoArticoli trovati: 11


  1. Manchester United, Welbeck non vuole il prestito
    Dopo aver raggiunto la prima soddisfazione personale con la maglia dei Red Devils, il giovane Danny Welbeck ha deciso di chiedere a Sir Alex Ferguson di non cederlo in prestito. Il calciatore vuole...
    Fonte: Tutto Mercato Web

  2. Successo in Usa per l'Oliver Twist di Bombay
    Piace in Usa, dove ha debuttato in settimana, 'Slumdog millionaire' la commedia drammatica di Danny Boyle. In Italia il film sara' nelle sale il 5 dicembre con il titolo The Millionaire. La ...
    Fonte: AlCinema

  3. Video Metadata: L'Importanza Strategica Dei Metadati Per I Video Publisher - Parte 2

    I video metadati possono essere la chiave di volta del successo dei tuoi video online. Capendo cosa realmente sono i metadati e come devono essere usati, puoi incidere significativamente sul modo in cui i tuoi contenuti video vengono gestiti, distribuiti e trovati online.

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    Photo credit: badboo

    Ma i metadati dovrebbero essere creati dalle persone, come succede per la maggior parte dei processi di produzione video, o dovrebbero essere automatizzati? Quali sono i costi di questa operazione?

    Nella seconda parte di questo report (Parte 1) troverai tutti i dettagli:

    Introduzione scritta da Daniele Bazzano




    La Valuta Dei Video Online - Parte 2



    L'Arte e la Scienza Della Creazione Dei Metadati

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    Data l'importanza dei metadati per i video online, bisogna fare un'approfondita considerazione su cosa costituisca un buon metadato.

    Mentre permettono una migliore ricerca dei video e un buon grado di interattività per un'esperienza online di qualità, i metadati non solo favoriscono la ricerca dei video, ma migliorano anche l'esperienza in modi che non sarebbero possibili con la tradizionale video distribuzione. Oltre a questo, i metadati possono migliorare l'esperienza dei video online in modi che ancora devono essere scoperti.

    La creazione di metadati è un argomento centrale ed è l'oggetto di molti studi e iniziative delle società che stanno dietro allo scopo di questo report.

    Per riuscire a spiegare cosa costituisce un buon metadato, ci affideremo ad alcuni semplici esempi che illustreranno una delle questioni principali riguardanti la creazione di metadati: devono essere creati dalle persone o devono essere automatizzati?




    Metadati Manuali e Automatici

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    Figura 4

    Immagina di cercare un cameo di Brad Pitt in un episodio della sitcom dell'NBC sitcom ‘Friends’. Immaginiamo che un certo numero di fan di Friends non ha ancora cercato questo video e non l'ha ancora postato su YouTube, tutto questo richiederebbe alcune cose in particolare: i metadati dell'episodio in cui Brad Pitt appare.

    Data la sua celebrità, è molto probabile che Brad Pitt sia citato nei metadati della descrizione dei contenuti creati durante la produzione. Questi dati sono stati inseriti da qualcuno del team della produzione.

    Dopodiché, è possibile che un utente in cerca di questo episodio voglia guardare l'intera clip: i metadati hanno fatto il loro dovere. Ma più probabilmente l'utente vorrà vedere solo le scene in cui appare Brad Pitt. Dato che il video finale non ha il time code originale usato per editare questo video, questa informazione è persa e deve essere ricreata.

    Per cercare Brad Pitt all'interno di questo episodio, potrebbe essere impiegato un programma di riconoscimento facciale impostato sull'attore americano. Immaginiamo che il software possa fare questa operazione, identificherà il primo fotogramma e quelli successivi in cui appare Brad Pitt. Potrebbe essere utilizzato anche un software per il riconoscimento del cambiamento di fotogramma, in modo che identifichi il punto in cui Brad Pitt appare e inserisca un marker di inizio e di fine scena.

    Teoricamente, questo tipo di procedimento potrebbe funzionare, dando per scontato che questa tecnologia sia affidabile. La migliore tecnologia sviluppata in questo ambito, il riconoscimento vocale, è affidabile quasi al 100% (nei migliori casi la cifra si aggira intorno al 95%, ma secondo quanto si dice, su larga scala si ferma al 50%), quindi la prima domanda da porsi sarebbe se lo strumento possa funzionare nel riconoscere Brad Pitt. Considerato il fatto che il suo volto è molto noto, immaginiamo che il sistema possa essere impostato bene in questo caso, ma le possibilità che questo accada veramente sono decisamente poche. Inoltre, impostare i sistemi per riconoscere la voce, il viso e gli oggetti richiede moltissimo tempo e molte risorse.

    Il secondo problema è se la clip finale è visibile anche dal punto di vista cinematografico:

    1. I cambi di scena sono corretti, oltre che accurati?
    2. Gli stacchi tra le scene interrompono il dialogo?
    3. Conosciamo il contesto dello show in cui Brad Pitt viene introdotto?

    Queste sono solo alcune considerazioni.

    Comprensibilmente il miglior punto in cui far iniziare la clip sarebbe la scena precedente, o forse in un punto successivo della scena. Una persona potrebbe prendere questa decisione in maniera rapida e intuitiva, mentre l'automazione potrebbe non offrire lo stesso risultato ottimale e accurato. Infine, una persona potrebbe dover rivedere e potenzialmente modificare il lavoro della macchina.

    Per definire in maniera più precisa la questione dei metadati automatici rispetto a quelli manuali, prendi in considerazione queste cose:

    1. Dovremmo riconoscere Ted Danson sotto il costume di Hellboy, o Danny DeVito nel costume del Pinguino: le possibilità di riconoscimento facciale sarebbero poche, visto che persino le persone umane a volte non posso riconoscere i visi dietro alcuni travestimenti. Indubbiamente però, un persona è molto più indicata per questo compito.
    2. Differenze ancora più marcate tra i metadati automatici e manuali possono essere mostrati dai programmi sportivi. Le inquadrature sportive sono una combinazione di diverse angolazioni, spostamenti rapidi e transizioni veloci tra una scena e l'altra. La combinazione di ciò con il fatto che i giocatori non sono sempre ripresi in faccia rende impossibile applicare le tecnologie di riconoscimento facciale per creare clip in maniera automatica. Creare una clip di un tiro da tre punti di Lebron James o dei passaggi per il touchdown di Tom Brady può essere fatto solo da una persona.

    In un qualsiasi evento, dato l'imperfetta accuratezza di un qualsiasi sistema automatizzato (riconoscimento vocale, facciale o visivo, cambiamento di scena, etc.), i risultati finali di qualità derivano tutti dalla creazione manuale, mentre l'automazione può solo contribuire a facilitare il processo.

    Una seconda importante considerazione, discussa di seguito, riguarda il fatto che la creazione dei metadati è impossibile da automatizzare completamente.




    I Video Sono Qualcosa di Più Della Somma Delle Singole Parti

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    Aldilà della scena, degli oggetti, del riconoscimento facciale e vocale automatico o manuale, i video sono un mezzo di comunicazione complesso.

    E' la combinazione creativa di elementi visivi, suoni, parole, emozioni e racconti interni ad ogni video che lo rende tale. La comprensione del fascino intrinseco di un video online per i diversi utenti può essere effettuata solo dalle persone umane.

    Come nel precedente esempio del paesaggio marino sereno, immagina che la musica di sottofondo sia quella del film Lo squalo, ma che il video abbia un commento comico che prenda in giro l'ingiustificata paura degli squali.

    L'emozione associata al video è l'humor, che è opposto alla paura. Il commento può dare informazioni sugli squali, l'intento di informare è opposto a quello di impaurire. Le persone possono subito capire questo intento e associare ad esso dei metadati per renderlo noto al proprio pubblico.

    Tra le implementazioni di successo dei metadati elencate prima, i modelli di navigazione alternativi, inclusa la navigazione attraverso i video, permettono all'immaginazione di creare nuove e durevoli esperienze che non sarebbero possibili con i modelli dei metadati automatici.

    Prendi per esempio programmi con diverse trame intrecciate come Lost, i reality show con molti partecipanti ed eventi come American Idol della Fox e Survivor della CBS o gli eventi sportivi in cui gli utenti possono aspirare a ricreare l'esperienza del programma originale in molte maniere differenti.

    Considera gli esempi seguenti:

    • Lost: Sawyer + Kate + Scene Romantiche: crea una playlist di tutte le scene degli episodi in cui Sawyer e Kate sono in atteggiamenti romantici
    • American Idol: Stagioni 1-9 + Vincitori + Finali: crea una playlist con tutte le perfomance dei vincitori finali di American Idol
    • Sport: Tom Brady + Passaggi per i Touchdown: crea una playlist di tutti i passaggi di Tom Brady nelle partite della NFL.

    Anche se gli esempi qui sopra sono ipotetici, i metadati permettono facilmente agli utenti di applicare essenzialemente la logica booleana (simile a quella che si usa per le ricerche sul Web) per generare collegamenti attraverso nuove esperienze. In assenza di questi metadati, gli autori dei video dovrebbero modificare, ricodificare le clip una per una: un compito enorme, se non impossibile. Utilizzando queste clip è anche impossibile creare con successo queste playlist dinamiche e i modelli di navigazione alternative.

    L'immaginazione umana va sempre oltre la tecnologia.

    Creare metadati in base a quello che le tecnologie di automazione permettono è molto più limitante rispetto alla generazione manuale dei metadati grazie ai quali i video possono essere taggati in maniere diverse. I campi per i metadati inoltre possono essere creati e gestiti in tutti quei modi che un operatore umano ritiene necessari, intuitivi, probabili o anche solo immaginabili.




    I Metadati Rappresentano i Costi Più Bassi Dell'Intera Produzione Video

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    Una delle questioni centrali è il costo della creazione di metadati e qual è l'approccio più efficiente dal punto di vista economico. Tutto questo si riduce alla questione della qualità versus la quantità.

    Se la precisione e l'esperienza dell'esperienza dell'utente finale sono secondari per un motore di ricerca base che deve processare un numero alto di video, allora l'automazione probabilmente potrebbe risolvere il problema meglio di un umano.

    L'automazione, come il riconoscimento vocale e quello del cambio di scena, sono molto utili nel momento della produzione dei video. Questo perché ci sono un sacco di filmati grezzi e le persone che gestiscono i video sono professionisti. Il loro compito è di gestire la produzione video, non di vedere o di monetizzare i video.

    Nel caso in cui alcuni persone debbano cercare contenuti in sterminate raccolte di video, l'esperienza dei video è secondaria rispetto all'obiettivo di localizzare un video o una una clip che abbia un asset video particolare.

    Con il rischio di apparire ridondanti, (ri)vediamo alcune delle applicazioni commerciali dei video:

    • Cercare un file o una scena
    • Creare, visualizzare e condividere clip virtual e playlist

    • Creare punti di inserimento di annunci pubblicitari e una strategia pubblicitaria
    • Generare dati di tracciamento e rapporti sull'uso dettagliato

    La creazione di metadati per ognuno di queste applicazioni richiederà moltissimi processi, a contrario della creazione manuale che permette di creare tutti i metadati in un solo passaggio. Inoltre il costo della creazione manuale dei metadati non è solo inferiore rispetto a quella automatizzata, ma è del tutto insignificante rispetto ai costi totali della produzione video.

    La creazione di metadati manuali può essere generalmente eseguita in un tempo minore rispetto alla durata del video.

    Le persone non devono essere formate per riconoscere i dialoghi o le immagini, come invece accade per le macchine, riducendo quindi sin dall'inizio gli investimenti di tempo e di risorse

    Infine i metadati creati manualmente permettono un ulteriore creatività umana e una diversa ideazione della programmazione dei video, apportando nuovi elementi di creatività a un processo già di per sé creativo che ha costi del tutto trascurabili.




    Conclusioni

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    I metadati sono un elemento fondamentale per il successo dei video online. I publisher devono concepire la creazione dei metadati come una parte essenziale dello sviluppo della produzione dei video.

    • Il video, essendo un mezzo complesso, richiede la creazione manuale dei metadati per portare il linguaggio dell'esperienza di Internet ai video online.
    • I metadati di qualità, per incrementare il coinvolgimento del pubblico e la monetizzazione dovrebbero essere creati con obiettivi differenti, per creare queste particolari esperienze online relative ai video.
    • Questi metadati sono creati nel miglior modo dalle persone che utilizzano sistemi di creazione che permettano:

      1. metadati flessibili e accurati da applicare ai diversi asset dei video e
      2. un'espressione creativa maggiore per i video online.

    I publisher devono incorporare sistemi che creino e gestiscano metadati capaci di raggiungere questi obiettivi, se vogliono creare un pubblico e migliorare le possibilità di guadagno attraverso queste strategie dei video online.



    Leggi anche la prima parte del report: Video Metadata: L'Importanza Strategica Dei Metadati Per I Video Publisher - Parte 1


    N.B.: Gli esempi delle implementazioni descritte in questo report sono basate sul sistema di creazione e gestione dei metadati per video di Gotuit. Questo sistema permette un utilizzo dei metadati e delle implementazioni dei video su Internet tra i più avanzati. Questi metadati sono stati creati manualmente da Gotuit o dai suoi clienti.



    Risorse





    Informazioni sull'autore
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    Gotuit sviluppa una tecnologia di metadati per video. Fondata nel 2000, è un'azienda privata, fondata da Highland Capital Partners, Atlas Venture, Motorola, e investitori privati. L'azienda permette agli utenti di aggiungere metadati alle sezione dei video che sono caricati sui propri siti. Gotuit accresce le potenzialità dei video di brand leader come Lifetime, Fox, Sports Illustrated, Major League Soccer e altri. Per saperne di più su come Gotuit può favorire l'implementazione di soluzione per creare un migliore utilizzo e una maggiore monetizzazione dei video online, visita il sito web o contatta il team commerciale al: 781.970.5414.





    Photo credits:
    L'Arte e la Scienza Della Creazione Dei Metadati - dragerphot
    Metadati Manuali e Automatici - Gotuit
    I Video Sono Qualcosa di Più Della Somma Delle Singole Parti - Kuzma
    I Metadati Rappresentano i Costi Più Bassi Dell'Intera Produzione Video - Aleksey Poprugin
    Conclusioni - maxxyustas


    Fonte: MasterNewMedia

  4. , uno spot alla mediterraneità
    Ecco, avvicinarsi a San Vito Lo Capo regala scenari molto simili, degni del migliore Nord Africa: coste basse, brulle, abbaglianti quando il sole è a picco, fondali sabbiosi, acque smeraldine e una bassa densità di centri abitati rendono la zona di San Vito una meta ideale per chi vuole trascorrere qualche giorno d'estate in contatto con la natura
    Fonte: Tiscali Viaggi

  5. ALBAKIARA - IL FILM

    ALBAKIARA - IL FILMRegia di Stefano Salvati con Raz Degan, Davide Rossi, Ivano Marescotti, Alessandro Haber, Laura Gigante, Dario Bandiera, Loredana Cannata, Vito, Fabrizio Sabatucci, Kelly Renee Potts

    Scheda del film ALBAKIARA - IL FILM


    Fonte: FilmScoop

  6. Vito Star Walk porta il planetario sull’Apple iPhone

    Vito Star Walk è un completo planetario interattivo per Apple iPhone, impreziosito dall’accattivante grafica fotorealistica e dal supporto per il sistema di localizzazione GPS implementato dal telefono intelligente di Cupertino. In vendita sullo store iTunes a soli quattro Euro. >>SoloPalmari


    Fonte: SoloPalmari

  7. Vito Technology rilascia gratuitamente Weather 1.2 per Windows Mobile

    Il produttore Vito Technology ha reso disponibile Weather 1.2 per Windows Mobile, applicativo in grado di fornire le previsioni del tempo relative alle principali città mondiali; le caratteristiche annoverano gli aggiornamenti in tempo reale, l’intuitiva shell finger-friendly e la piena integrazione (dice l’autore) con l’interfaccia Winterface. Download gratuito qui. >>TheUnwired


    Fonte: SoloPalmari

  8. COMICI & CABARET
    Dizionario dei comici e del cabaretFeltrinelli Libri e Musicapiazza Piemonte, 2 - 20145 Milano MILunedì 10 Novembre 2008 dalle ore 18:30Giangilberto Monti presentaDizionario dei comici e del cabaret (Garzanti) insieme a Maurizio Milani, Alessandra Faiella, Giovanni Storti, Lucia Vasini, Vito...
    Fonte: Crepapelle

  9. PRESENTAZIONE DIZIONARIO DEI COMICI
    Dizionario dei comici e del cabaretOggi 11 novembre alle ore 18.30 Feltrinelli Libri e Musicapiazza Piemonte, 2 -  MilanoGiangilberto MontipresentaDIZIONARIO DEI COMICI E DEL CABARETinsieme aMaurizio Milani, Alessandra Faiella, Giovanni Storti, Lucia Vasini, Vito Molinari, Max Cavallari (fichi d'india) ,...
    Fonte: Crepapelle

  10. San Vito di Leguzzano (VI) Sapori del Vino e Maronada
    Data/e:
    da 08/11/2008 a 09/11/2008
    SAPORI DEL VINO E MARONADA DE SAN MARTIN dal: 08-11-2008 al: 09-11-2008 San Vito di Leguzzano (VI) Sapori del vino e maronada de San Martin presso ...
    Fonte: Eventi e Sagre

  11. Mafiocrazia

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    YouTubeQuickTime 56k3GPiPod VideoAudio Mp3

    >> COMUNICAZIONE DI SERVIZIO:
    venerdì 14 novembre invito tutti i milanesi ad andare in ufficio e a scuola in bicicletta. E' il mezzo più veloce, pulito e economico. Chi va in bicletta non dipende dal prezzo del petrolio o dai disservizi dei mezzi pubblici. La bicicletta è rivoluzionaria. Io ci sarò a Milano nel primo pomeriggio con la mia bicicletta e i miei potenti garretti. No alle macchine inquinanti a pagamento. No alle leucemie infantili. Si all'aria pulita e alla libertà di muoversi senza rischiare di essere investiti. Quanti assessori o consiglieri comunali milanesi vanno in ufficio in bicicletta? Se ci fosse qualcuno lo aspetto per farmi da Cicerone. Beppe Grillo <<

    Testo:
    "Buongiorno a tutti.
    Finalmente, si fa per dire, riparte la commissione parlamentare antimafia. Voi sapete che è dall'inizio degli anni Sessanta che il Parlamento italiano si costituisce in commissione bicamerale antimafia per combattere la mafia, soprattutto nei suoi rapporti tra mafia e politica.
    C'è una contraddizione: la politica che combatte i rapporti tra mafia e politica è come dire la mafia che combatte i rapporti fra mafia e politica.
    E infatti non li ha, almeno negli ultimi quindici anni, mai combattuti; da quando, cioè, non c'è più un'opposizione forte a chi sta al governo ma ci sono, sulle questioni che contano, finte divisioni fra maggioranza e opposizione e poi una sostanziale unanimità. Infatti, come sappiamo, negli ultimi quindici anni tutte le normative serie in materia di lotta alla criminalità organizzata sono quelle che erano contenute nel papello di Totò Riina. Sono state abolite le carceri nelle isole con l'isolamento del 41bis serio, Pianosa e Asinara; sono stati di fatto aboliti i pentiti, nel senso che nell'anno 2000 destra e sinistra insieme hanno messo mano alla riforma che aveva voluto Falcone all'inizio degli anni Novanta e hanno deciso di togliere tutti i benefici che rendevano conveniente, per un mafioso, schierarsi dalla parte dello Stato tradendo la mafia. Per cui i mafiosi hanno capito l'antifona, quelli che avevano qualche intenzione di pentirsi se la sono fatta passare, quelli che si erano già pentiti si sono pentiti di essersi pentiti e hanno ritrattato.
    In più sono state ridotte di molto le scorte ai magistrati e ai testimoni antimafia. E' stato svuotato dall'interno il 41bis per cui quando il cosiddetto ministro Alfano racconta che non è mai stato così efficace sa benissimo - spero per lui - di raccontare favole perché lo sanno tutti che il 41bis è diventato una specie di barzelletta da quando è stato stabilizzato per legge.
    Quando voi sentite il presidente del Senato Schifani dire: "noi nella legislatura del governo Berlusconi II abbiamo stabilizzato un provvedimento che prima era provvisorio e veniva attuato dal ministro della Giustizia di sei mesi in sei mesi, abbiamo stabilizzato per sempre il 41bis", spero che anche lui - ma credo che lo sappia - sia conscio di raccontare favole. Perché il 41bis quando era provvisorio era molto più efficace che oggi quando è diventato legge definitiva. Per quale motivo?
    Per un motivo molto semplice: quando un provvedimento viene rinnovato di sei mesi in sei mesi i tempi burocratici necessari per il mafioso recluso per chiedere la revoca dell'isolamento, sono talmente lunghi che di solito la risposta alla sua domanda non arriva in tempo in sei mesi, quindi quando gli rispondono c'è già stato un nuovo provvedimento semestrale, contro il quale deve di nuovo ricorrere.
    I ricorsi, quindi, contro il 41bis non venivano quasi mai accolti perché non si faceva in tempo. Praticamente il 41bis durava molto a lungo ed era molto difficile revocarlo. Ora che è diventato un provvedimento che vale per sempre, preso una volta vale per sempre - o almeno fino a che non ce ne sono i presupposti - i ricorsi sono molto facili perché anche se durano 7-8 mesi ne basta uno perché la persona possa vincerlo, allora si va alla discrezionalità del magistrato singolo il quale ogni volta che riceve il ricorso deve valutare se la persona sia ancora socialmente pericolosa, collegata con l'organizzazione mafiosa. E come fai a saperlo? Come fai a sapere se una persona è potenzialmente pericolosa? Come fai a sapere se ha ancora legami dopo anni che è in carcere? Lo puoi presumere ma se non lo puoi dimostrare, spesso puoi concedere la revoca del 41bis senza alcun rischio e senza alcuna formale irregolarità.
    Quindi molti detenuti mafiosi, anche stragisti, che stavano al 41bis hanno ottenuto, in buona o cattiva fede dei magistrati di sorveglianza, il trattamento carcerario normale.
    Quindi adesso incontrano quando gli pare avvocati, parenti eccetera. Non raccontiamoci balle: le commissioni antimafia sono un paravento per far finta che lo Stato ancora combatte la mafia. Non sono più le commissioni antimafia degli anni Sessanta e Settanta che addirittura anticipavano il lavoro della magistratura.
    La magistratura negli anni Sessanta e Settanta, soprattutto in Sicilia e a Roma in Cassazione, era quella magistratura che proclamava la non esistenza della mafia oppure scambiava la mafia per un'accozzaglia di bande che, scompostamente e senza alcun vertice, agivano per i campi.
    La commissione antimafia, molto più avanzata di quella magistratura, già faceva i nomi e i cognomi dei personaggi.
    Salvo Lima era citato decine di volte nelle relazioni di minoranza della commissione antimafia come referente della mafia ben prima che venisse assassinato e ben prima che nel processo Andreotti e nel processo sull'assassinio Lima i magistrati poi stabilissero nero su bianco che Lima era un noto mafioso.
    Negli ultimi anni la commissione antimafia è diventata un ente inutile, anzi dannoso, proprio perché ha diffuso la sensazione che il Parlamento continuasse a occuparsi dei rapporti fra mafia e politica, mentre non ha mai avuto il coraggio di mettere le mani sul caso Dell'Utri.
    Non ha mai avuto il coraggio di mettere le mani sul caso Berlusconi. Non ha mai avuto il coraggio di mettere le mani sul caso Andreotti, nemmeno dopo che la magistratura aveva già squadernato, sotto gli occhi dei commissari e del Parlamento, le carte necessarie e indispensabili per poter tirare almeno le conclusioni politiche di quei rapporti ormai accertati.
    Io ricordo che, con Elio Veltri, scrivemmo il libro "L'odore dei soldi" nel 2001 con gli editori riuniti proprio perché Veltri faceva parte della commissione antimafia.
    Venne da me e mi disse: "abbiamo fatto arrivare dal Tribunale di Palermo le carte del processo Dell'Utri, le perizie sui finanziamenti ambigui della Fininvest negli Settanta e Ottanta,
    i rapporti sui finanziamenti delle varie finanziarie del gruppo Berlusconi.
    Quando io ho chiesto di discuterne in commissione, eravamo alla fine della legislatura del centrosinistra, mi hanno tutti guardato come un matto e abbiamo votato.
    Ho votato da solo per parlare del caso Dell'Utri - Berlusconi in commissione antimafia e tutti mi hanno votato contro, compresi persone oneste della sinistra come Beppe Lumia dei DS e Giovanni Russo Spena di Rifondazione".
    Allora facemmo il libro.
    Ora perché vi racconto tutto questo? Perché si sta reinsediando la commissione parlamentare antimafia.
    Se voi andate sul sito della Camera, andate nella finestra che riguarda le commissioni, andate nelle commissioni bicamerali e trovate "Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno di mafia e sulle altre associazioni criminali anche straniere".
    Poi trovate la legge istitutiva, è una legge nuova ogni volta, rispetto a quella vecchia.
    Di solito ricopiata, questa volta - sono anche spiritosi - hanno voluto scrivere che questa commissione antimafia indagherà anche sui rapporti tra mafia e politica con particolare riferimento al periodo delle stragi del '92-'93. Quindi mandanti occulti, trattative fra Stato e mafia eccetera. Speriamo che sia vero. Alla voce presidente, vicepresidenti e segretari c'è il bianco, perché non hanno ancora designato il presidente.
    Ci sono invece i cinquanta componenti, venticinque deputati e venticinque senatori.
    Buona notizia: non ci sono pregiudicati. Ve lo dico perché nella scorsa legislatura ce n'erano due: Vito Alfredo e Paolo Cirino Pomicino. Questa volta hanno pensato di non metterceli.
    In compenso abbiamo dei personaggi che forse, valutate voi, non sono proprio il non plus ultra per la commissione antimafia.
    Soprattutto il presidente: pare il che il favorito alla presidenza dell'antimafia sia Beppe Pisanu.
    Premetto che Beppe Pisanu è persona estremamente seria ed è uno dei migliori, o dei meno peggio a seconda della visuale, di Forza Italia. Ma più per demerito degli altri che non per merito suo!
    Voi sapete che Pisanu è completamente uscito dall'orbita di Berlusconi: nessuno ne parla più.
    L'avete mai più visto in televisione, l'avete mai più sentito nominare?
    Eppure era il ministro dell'Interno durante le elezioni del 2006. Secondo alcuni, Enrico Deaglio, è il ministro dell'Interno che si oppone ai tentativi golpistici di broglio ventilati dal Cavaliere e per questo è protagonista di una rissa memorabile a Palazzo Grazioli.
    Da allora - noi non sappiamo se è vero, Deaglio con alcuni indizi l'ha sostenuto nella sua inchiesta sui presunti brogli nel 2006 - sta di fatto che Pisanu non ha più avuto alcun incarico di prestigio ed è stato posato, anche se è rimasto in Forza Italia.
    Adesso pare che, proprio per questo suo ruolo non più fidato per Berlusconi, stia diventando una figura di garanzia che piace anche all'opposizione per fare il presidente dell'antimafia.
    Purtroppo, però, Pisanu non è un pivellino appena uscito dalle Università.
    E' un signore nato a Sassari nel 1937.
    Ha un anno in meno di Berlusconi, ne ha 71. Laureato in scienze agrarie, era nella DC - nella sinistra DC - amicissimo di Cossiga.
    E' stato nella segreteria di Zaccagnini, capo della segreteria di Zaccagnini negli anni del compromesso storico.
    Poi è stato sottosegretario al Tesoro e alla Difesa nei governi Forlani, Fanfani, Spadolini, Goria e Craxi.
    Nel 1994 era vice capogruppo di Forza Italia alla Camera e nel 1996 è stato nominato capogruppo quando hanno cacciato Vittorio Dotti perché era fidanzato di Stefania Ariosto, che aveva il grave torto di avere parlato di Previti.
    Nel 2001 ministro per la verifica del programma nel governo Berlusconi II e poi ministro dell'Interno dopo che Scajola ebbe la splendida idea di definire "rompicoglioni, avido" il povero Marco Biagi dopo l'assassinio.
    Insomma, è in Parlamento da dieci legislature.
    Questa è la sua undicesima.
    Perché dico che forse non è l'uomo giusto al posto giusto? Perché nel 1983 era sottosegretario al Tesoro nel governo Fanfani V.
    Cosa successe? Il caso Ambrosiano.
    Andiamo con ordine: Pisanu è sottosegretario al Tesoro e il Tesoro ha il dovere di sorveglianza, insieme alla Banca D'Italia, sulle banche, soprattutto sull'Ambrosiano che era un'enorme banca.
    Bene, lui, che avrebbe dovuto vigilare come sottosegretario al Tesoro, in realtà era amicissimo di Roberto Calvi, il bancarottiere, e di tutti gli uomini che gli avevano dato una mano a fare bancarotta, a cominciare da Flavio Carboni.
    Flavio Carboni non era coinvolto tanto negli aspetti finanziari del caso Ambrosiano quanto piuttosto nella fuga di Calvi in Svizzera e poi in Inghilterra, tant'è che è stato addirittura imputato per l'omicidio Calvi, assolto in primo grado ma adesso credo ci sarà il processo di appello.
    Insieme a Licio Gelli, ad esponenti della banda della Magliana, un bel giro.
    Pisanu ci andava in barca, in Sardegna con Flavio Carboni, e sulla barca - che si chiamava la "Punto Rosso", 22 metri - c'era anche un omino: il nostro presidente del Consiglio attuale, Berlusconi.
    Sempre sulla barca, in Costa Smeralda.
    A un certo punto condannano Calvi per reati valutari, lo mettono in libertà provvisoria.
    Va anche Calvi in barca, dopo essere stato condannato in primo grado, arrestato e messo in libertà provvisoria, va in barca pure lui con Pisanu e il resto della compagnia.
    Poi nel 1982 arrestano Carboni per la fuga di Calvi, che poi è stato trovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri di Londra; Carboni viene arrestato e Pisanu viene interrogato sulle sue frequentazioni con Carboni e risponde al magistrato Pierluigi Dell'Osso: "incontravo Carboni perché era un interlocutore valido per le forze politiche richiamantisi all'ispirazione cattolica".
    Carboni era un'anima pia: parlavano di teologia, probabilmente, in barca nei giorni del crack Ambrosiano.
    Carboni, aggiunge Pisanu riuscendo a rimanere serio, "mi disse che Berlusconi aveva interesse a espandere Canale5 in Sardegna, tal che lo stesso Carboni si stava interessando per rilevare, a tal fine, la più importante rete televisiva sarda, Videolina, e mi disse di essere in affari col signor Berlusconi anche a riguardo di un grosso progetto edilizio denominato "Olbia 2"".
    Era quando Berlusconi e Carboni volevano rovesciare una colata di cemento sulla costa Smeralda.
    Questo pio sodalizio si estende poi al Banco Ambrosiano perché, come vi ho detto, il sottosegretario al Tesoro, anziché vigilare su quello che stava facendo Calvi, già condannato per reati valutari, incontra Calvi quattro volte, in quei giorni.
    Subito dopo viene chiamato a rispondere alla Camera da un'interrogazione parlamentare delle opposizioni che, allarmate per il crack dell'Ambrosiano, del quale già si parla anche se non è stato ancora ufficializzato, chiedono notizie al governo, al sottosegretario al Tesoro.
    Pisanu, l'8 giugno del 1982, risponde alla Camera. Già all'epoca c'era un enorme buco, c'era il buco del banco Andino, affiliato al Banco Ambrosiano, che stava rischiando di trascinare anche l'Ambrosiano nel crack.
    Ma Pisanu rassicura: niente paura: è tutto sotto controllo, nessun allarme. Dice: "le indagini condotte all'estero sull'Ambrosiano non hanno dato alcun esito".
    Non tanti giorni dopo, un giorno dopo, il 9 giugno Pisanu va di nuovo a cena con Flavio Carboni.
    Un altro giorno dopo, il 10 giugno, Calvi scappa dall'Italia per finire, come sappiamo, sotto il Ponte dei Frati Neri, appeso.
    Nove giorni dopo l'uscita di Pisanu in Parlamento - tutto sotto controllo, nessun problema per l'Ambrosiano - il governo suo, Fanfani, mette l'Ambrosiano in insolvenza.
    Lo dichiara insolvente e manda sul lastrico migliaia di risparmiatori, che perdono tutto quello che avevano.
    Poi, sia l'Ambrosiano, sia l'Andino fanno la loro regolare bancarotta.
    La commissione P2, presieduta da Tina Anselmi, convoca Pisanu perché Angelo Rizzoli, editore, all'epoca proprietario del Corriere della Sera, P2, poi coinvolto in un crack, anche lui arrestato, racconta: "a proposito del Banco Andino, Calvi disse a me e a Tassandin - l'uomo della P2 al vertice del Corriere della Sera - che il discorso dell'onorevole Pisanu in Parlamento l'aveva fatto fare lui - Calvi. Qualcuno mi aveva detto che per quel discorso Pisanu aveva preso 800 milioni da Flavio Carboni".
    Quest'accusa, che poi verrà riesumata anche dal portaborse di Calvi, Pellicani, non ha mai trovato conferma, quindi possiamo ritenerla falsa o non provata.
    Ma il problema è politico: Pisanu è il signore che ha messo la faccia, è andato in Parlamento a dire che il Banco Ambrosiano era una meraviglia mentre era alla vigilia del crack.
    Il tutto a causa dei suoi conflitti di interessi, cioè dei suoi rapporti con Carboni, con Calvi e con Berlusconi.
    In commissione P2 si scatenano le opposizioni: i più accesi sono Teodori, dei Radicali, e Tremaglia, del Movimento Sociale, che ne dicono di tutti i colori di Pisanu.
    Se volete trovate in "Se li conosci li eviti", la biografia di quei giorni terrificanti, tant'è che urlano "dimissioni, dimissioni, dimissioni!" e alla fine, il 21 gennaio del 1983, Pisanu si dimette da sottosegretario al Tesoro.
    Poi rientrerà in un altro governo e verrà riciclato da Forza Italia, perché sapete che in Italia non si butta via niente!
    Lo ritroviamo, Pisanu - ve lo racconto di nuovo il suo possibile ruolo di presidente della commissione antimafia - nel 2004, 10 gennaio, in una telefonata.
    Non è lui al telefono: al telefono ci sono Berlusconi, presidente del Consiglio, e Cuffaro, all'epoca governatore della Sicilia per il centrodestra.
    Cuffaro, sapete, era preoccupato perché c'era un'indagine per favoreggiamento alla mafia da parte della Procura di Palermo, Berlusconi lo rassicura e gli dice: "io ho saputo qui, la ragione perché ti telefono, il ministro dell'Interno mi ha parlato e mi ha detto che tutta la... è sotto controllo, è tutto sotto controllo".
    Chi era ministro degli Interni in quel periodo? Pisanu.
    A che titolo Pisanu sapeva notizie o controllava notizie su un'indagine segreta della magistratura a Palermo, un'indagine di mafia che coinvolgeva anche il governatore?
    E a che titolo informava Berlusconi di queste eventuali notizie segrete di cui aveva saputo?
    E a che titolo Berlusconi informava Cuffaro?
    C'è, per caso, un reato di favoreggiamento in questo comportamento? Lo domando perché Cuffaro è stato condannato per avere avvertito dei mafiosi su notizie riservate su indagini in corso.
    Se fosse vero quello che dice Berlusconi al telefono, forse ci sarebbe qualcosa di illecito anche nel comportamento di un ministro dell'Interno che si procura notizie su un'indagine segreta, che le rivela al presidente del Consiglio, che le rivela all'interessato, cioè all'indagato, cioè a Totò Cuffaro.
    Perché non sono stati chiamati a risponderne penalmente? Perché in quel periodo la procura di Palermo adottava una linea morbida nei confronti dei politici.
    Pisanu fu sentito come testimone, Berlusconi non fu nemmeno sentito.
    La procura, presieduta da Piero Grasso, chiese e ottenne la distruzione di quei nastri, anziché mandarli al Parlamento per ottenere l'autorizzazione a utilizzarli per valutare eventuali reati da parte di Berlusconi e Pisanu.
    Tutti da dimostrare, naturalmente, ma la telefonata è quanto mai inquietante, soprattutto perché Cuffaro non si è mai saputo da chi sapesse le notizie riservate che poi passava ai mafiosi.
    Qui abbiamo un piccolo indizio: "il ministro dell'Interno mi ha parlato, e mi ha detto che tutta la... è tutto sotto controllo, tutto sotto controllo".
    Perché dico questo? Perché è evidente che una commissione parlamentare antimafia seria, che volesse occuparsi dei rapporti mafia-politica, potrebbe per esempio cominciare dal caso Cuffaro.
    E nel caso Cuffaro domandarsi se c'erano deviazioni istituzionali.
    E magari convocare Berlusconi e Pisanu.
    Ma se il presidente dell'antimafia fosse Pisanu, potrebbe convocare se stesso? Si, dovrebbe guardarsi allo specchio e farsi le domande e darsi le risposte.
    Passate parola!

    Ps. La scorsa settimana ho citato l'ex onorevole Publio Fiori a proposito della Loggia P2.
    Fiori mi prega di precisare che il suo nome figurava, sì, nelle liste ritrovate nel 1981 negli uffici di Gelli a Castiglion Fibocchi.
    Ma poi una sentenza definitiva del Tribunale di Roma (come pure l'Avvocatura Generale dello Stato) hanno stabilito che la presenza del suo nome nelle liste non dimostra la sua adesione alla Loggia.
    Il suo nome, insomma, potrebbe essere stato inserito abusivamente negli elenchi." Marco Travaglio


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    Fonte: Beppe Grillo




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