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Risultati per: BellaArticoli trovati: 513


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  4. Pranzo di ferragosto, la bella sorpresa di Venezia
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  6. Elena Vittoria - Mistress of poetry
    Elena Vittoria ha una bella voce. Grintosa, graffiante. Come le voci donna del rock. Una voce che riesce a caratterizzare anche un semplice pezzo, gra...
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  7. Davanti a Eluana: Sei la più bella del mondo
    Con Beppino Englaro nella camera della figlia in coma da 16 anni: è dimagrita, ha i capelli corti e un sondino che la tiene in vita
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  8. Gatta viaggia sulla ruota di scorta di un camion per 120 km
    Una gita di 120 chilometri sulla ruota di scorta di un furgone in viaggio lungo le strade dell’Arizona: è la singolare impresa compiuta da “Bella”, gatta statunitense costretta da una serie di curiosi eventi a seguire il proprio padrone in una remota riunione di lavoro dall’altra parte dello Stato. Per diverse ore la gatta, senza abbandonare [...]
    Fonte: Pianeta Verde

  9. Ry Cooder: Paradise and Lunch (di woodstock)
    Ascoltare questo disco è sentirsi catapultati in un altro mondo. Niente di metafisico, no. Solo polvere, terra, volti, tante facce diverse. Ognuna porta una storia, ed ognuna ce l'ha scritta in volto, e può essere una canzone. Uno che può diventare matto per una sigaretta, e poi quando finalmente la può fumare si sente bene. O un divorzio messicano, oppure pensare che tutto è finito, e come sarebbe bello se anche i muri potessero parlare… E poi una chitarra sempre a portata di mano, come nelle migliori tradizioni. Ecco, sembra quasi di vedere una scena di qualche western alla Sergio Leone, con il buon Ry - il "filologo", come forse viene chiamato negli ambienti colti - a suonare appoggiato a terra contro un muretto. E tutto intorno i suoi compagni, quelli che con lui condividono la stessa idea di Musica. Tutto il disco possiede questo profumo, questo intenso aroma di un tempo andato, che bellissimo fu e mai più tornerà. Nelle dolci armonie di Tattler ripensiamo proprio a quella ragazza, sì, proprio quella, il suo viso dolce stampato in fronte. La più bella canzone mai composta da Ry Cooder, che si scrive "musicista" e si legge "ricercatore di tesori perduti". Quello che riprende i tradizionali di Temp 'Em Up Solid e della marcetta - stupenda, invero - Jesus on the Mainline, sorretto dalla sezione fiati magistralmente diretta da George Bohanon. Quello che altresì omaggia Bobby & Shirley Womack con una travolgente versione di It's all over now. Quello che suona divinamente il proprio strumento per tutti i  37 minuti e passa del disco. Quello che appena senti la sua voce in Ditty Wah Ditty dici "ma no dai, come fa a cantare questo? Ma non era meglio se continuava a suonare?. . ". Ed invece poi ti coinvolge, ti piace. E poi, verso la fine, arriva quel piano, con il grande vecchio Earl Hines che sbuca da un angolo di uno sperduto e fumoso saloon… E siamo al quarto disco per Cooder, Annus Domini 1974. E se il Nostro si er fatto conoscere già nel 1969, suonando la slide in Love in Vain nel "Let it Bleed" di stoniana memoria - mentre il suo esordio sarà ritardato di un anno - con questo viene raggiunta la cosiddetta quadratura del cerchio. Non che un album come "Into the Purple Valley" fosse di molto inferiore od acerbo, per carità. Ma sicuramente al quarto tentativo Cooder prende pienamente coscienza del suo ruolo di "catalogatore" e "riesumatore" all'interno del mondo della musica rock in generale. Un po' come aveva fatto - a modo loro - la premiata ditta J&R alcuni anni prima, con i primi album (e non solo). E come ha ripreso poi, andando in profondità,…
    Fonte: DeBaser

  10. Luchino Visconti: La Caduta degli Dei (di Spleen)
    "Eine Mann! eine richtige Mann!!!" è il grido di Helmut Berger en travesti che imita Marlene Dietrich nell'Angelo Azzurro il simbolo di quest'opera che gronda decadenza, melodramma, bellezza e violenza da ogni scatto. Visconti aveva pensato ad inscenare una sorta di Macbeth che si svolgesse nell'alta borghesia milanese che poi, grazie alle sue letture di suoi amati scrittori teutonici, ambienterà nella borghesia tedesca del nazismo. Nel fare questo il maestro non vuole costriure un film storico ma un film dove fare convergere i suoi ricordi, i romanzi e la musica che ama e l'atteggiamento degli altolocati lombardi nei confronti del fascismo. Una delle fonti di questo capolavoro è Wagner e la sua Götterdämmerung: il titolo difatti richiama alla mente l'opera del compositore così come le fiamme in apertura e durante il film quando vi è il rogo di "purificazione" dei libri degli autori dell'arte degenerata come Thomas Mann e il melodramma, difatti il film è un immenso melodramma familiare, dove i personaggi partono siedendosi a tavola nei loro abiti eleganti da brava famiglia borghese finendo poi per scannarsi l'un l'altro per il potere dell'acciaieria di famiglia. Dall'altro lato Visconti si rifà al romanzo di Thomas Mann, i Buddenbrook, che narra appunto l'inesorabile decadenza di una ricchissima famiglia borghese: il film difatti narra come i valori della borghesia, del patriarcato e della famiglia vengono travolti dall'ondata nazista e quindi dallo spirito nibelungico dell'irrazionalità, della cupidigia, della violenza e delle passioni. La storia parte da una raffinata riunione di famiglia con i personaggi pronti a ricoprire i loro ruoli e qui si vede tutto il talento del maestro con con dei movimenti di macchina sublimi, con degli zoom e delle panoramiche ci presenta tutti i personaggi mostrandoci già la loro attitudine verso il neonato impero del terzo Reich: dal patriarca oppurtunista convinto dei nuovi guadagni grazie all'appoggio del fascismo, dall'ambiguo Martin, l'erede corrotto e inetto della famiglia interpretato da Helmut Berger nel suo miglior ruolo, alla madre Sofia, donna bella e perfida e avida di potere, come una nuova Crimilde (stupenda la scena nell'elegante boudoir mentre progetta la presa di potere con l'amante) interpretata perfettamente Ingrid Thulin e il suo amante calcolatore Friedrich, interpretato dal grande Dirk Bogarde e su tutti questi domina Aschenbach, l'ufficiale nazista che con un ghigno diabolico manovra tutti personaggi per asservirli al potere del nazismo; i pochi personaggi "positivi" restano sullo sfondo, sbiaditi (come quello interpretato da Charlotte Rampling) come se non vi fosse possibilità di riscatto.  La placida calma della riunione è spezzata dalle liti feroci per la presidenza delle acciaierie, che continueranno per tutto il film intrecciandosi alla presa del potere da parte dei nazisti. Alla fine il potere porterà anche allo scatenarsi delle passioni oscure e violente che governavano il rapporto simbiotico tra la madre Sofia e Martin in una resa dei conti con un finale grottesco e funebre. Visconti mostra la falsità delle cerimonie,…
    Fonte: DeBaser

  11. Sciupafamiglie a pagamento in Giappone si divorzia così
    Successo per un'agenzia alla quale si rivolgono mogli che vogliono "liberarsi" del marito
    Il team procura una bella ragazza che lo seduce, e tutto viene documentato
    Sciupafamiglie a pagamento in Giappone si divorzia così
    Le ragazze guadagnano circa 2500 euro al mese per far capitolare i mariti
    Il titolare: "Niente a che fare con la prostituzione, sono agenti molto seri"
    di BENEDETTA PERILLI

    (11:59 04/09/2008)
    Fonte: Repubblica Esteri

  12. Millencolin: Same Old Tunes (di Taurus)
    L'album di cui vi voglio parlare oggi è il debutto sul mercato dell'allora poco conosciuta band svedese, tali Millencolin che ci fa fare un tuffo nel passato di ben 14 anni. Siamo nei primi anni '90, che vede la resurrezione del punk su scala mondiale e porta all'attenzione del mondo un genere che aveva visto i suoi fasti due decenni addietro. Beh, è proprio il caso di dirlo il 1994 in particolare è l'anno di album che danno nuova linfa al genere basta solo citare "Let's go", "Smash", "Dookie"; "Punk In Drublic" e la lista potrebbe continuare. Tutto questo solo per introdurre "Same Old Tunes" dei Millencolin. Appunto, i Millencolin, band formata dal cantante e bassista Nikola Sarkevic a Orebro, Svezia insieme al chitarrista Erik Olson e al batterista provvisorio Mathias Farm nel lontano 1992. Pochi mesi dopo la formazione si stabilizzò con l'entrata nella band di Frederiksen Larzon che prese il posto di Mathias Farm alla batteria che passò alla chitarra. Prima di formare il gruppo, i vari componenti suonavano in diverse punkrock/skapunk band locali. Il nome della band si basa su un famoso trick dello skate il "melancholy" meglio noto come sad air. Cambiato però nell'attuale per rendere il nome del combo più orecchiabile e fluido all'orecchio. La band, dopo aver registrato le prime demo nel '93 "Goofy" e "Melack", firmò con la Burning Heart Records a cui piacquero subito le loro composizioni e propose la creazione di un cd singolo dal titolo "Skauch". Successivamente venne dato alle stampe nel 1994 il loro album di debutto "Same Old Tunes", all'origine "Tiny Tunes" ma cambiato nel primo dopo le minacce legali provenienti dalla Warner Bros, in quanto il titolo e il logo della copertina erano simili a quella dei cartoon. Per illustrare la proposta sonora lo si potrebbe paragonare per certi aspetti al tipico sound NOFX messo insieme con le influenze di altri gruppi. Appunto il disco prende due strade differenti: l'hardcore melodico/punkrock e lo skapunk. Apre l'opera "Mr. Clean" e si parte subito in quarta, con quella che io considero una delle più belle dell'intera discografia dei Millencolin che fa della velocità e dei riff avvolgenti il suo cavallo di battaglia, e sono contento che non abbia fatto la fine di "Basket Case" conosciuta anche dai sassi e tenendo conto che questa è sicuramente più bella. Giusto il tempo di rilassarci un attimo con "Chiquita chaser" gradevole canzoncina ska con un giro di chitarre che ti si stampa in testa per poi ripartire con le successive "Diznee time" e "Domestic subway". Nella prima velocità e melodia si fondono a meraviglia, la seconda è molto punk e non solo per la durata! Con "Fazil' s friend" e "Leona" si fa un salto invece nello ska-punk . Andando avanti troviamo il singolo "Da strike" caratterizzato da tromba e da un assolo di…
    Fonte: DeBaser

  13. Dream Theater: Systematic Chaos (di vezzo)
    Ed ecco che il quintetto New Yorkese si rimette in gioco con un nuovo album, il suo nono.Si cambia ettichetta, passando così alla Roadrunner Records che influenza decisamente la qualità del lavoro, soprattutto per ciò che riguarda il sound:per quanto riguarda le chitarre nulla da dire, un suono quasi perfetto sia nei puliti che nei distorti ed azzeccati i  soli in cui inserire il wha wha; lo stesso si può dire per le tastiere, del resto jordan è sempre stato il mebro più attento alla timbrica e che non ha mai deluso. Passiamo alla batteria: si rivela vincente l'idea dei trigger alle casse, che creano secondo me il suono più bello mai uscito da esse nell'intera storia del gruppo, mi ha invece un po' deluso la scelta di tenere bassissimo il volume dei piatti e di utilizzare un accordatura più bassa del rullante, che perde quindi di brillantezza e pulizia (se si ascolta the dark eternal night ce ne si può rendere conto). Altra nota negativa è la gallin… ehm volevo dire in cantante James Labrie, che ormai non ce la fa davvero più; manca volutamente della pulizia vocale che lo ha sempre contraddistinto, soprattuto nei primi album, senza parlare poi deglli acuti che mancano quasi completamente, insomma una prestazione alquanto scarsa se confrontata con le precendenti.''In The Presence Of Enemies Part 1'': un gan bell'inizio che si prede però in troppi virtuosismi, la linea vocale non trasmette nulla di particolare; molto belli comunque i primi minuti di canzone. 6. 5''Forsaken'': è una canzone un po' commercialotta che si rivela tuttavia sobria e ben arrangiata. 7''Constant Motion'': beh. . direi che non serve aggiungere molto a quello che tutti hanno ormai detto, la canzone è un po' una scopiazzatura dei classici dei metallica ma che fa la sua signora figura; bellissima la seconda strofa, ricca di controtempi, come bellissimi gli assoli di chitarra e tastiera, pecca un po' il ritornello. 7. 5''The Dark Eternal Night'': devi ascoltarla un po' prima di capirla; è secondo me un bella canzone ma avrebbe avuto più fortuna come strumentale in quanto le parti cantate sono quasi ridicole e pesantemente distorte in studio. belli gli stacchi di piano nella sezione centrale. 7''Repetance'': è la classica canzone messa lì per riempire un buco, non dice assolutamente nulla e passa inosservata. 5''Prophets Of War'': oh… devo dire che questa sperimentazione tipo-muse non mi dispiace affatto; non è certo destinata a diventare un classico ma secondo me spicca per originalità all'interno dell'album. 7. 5''The Ministry Of Lost Souls'': ballata lenta… forse troppo lenta e scontata; la parte pesante centrale  devo dire che non c'entra assolutamente nulla col resto e che si poteva evitare o sviluppare come canzone a se stante. 6/7''In The Presence Of Enemies Part 2'': dopo i primi minuti di…
    Fonte: DeBaser

  14. A Serena la sfida più bella  Venus si arrende con onore
    A Serena la sfida più bella  Venus si arrende con onore
    Nei quarti dello Us Open la più giovane delle sorella Williams si impone 7-6 7-6 nel derby in famiglia e affronterà la russa Safina. Nadal-Murray in semifinale nel tabellone maschile
    Fonte: Gazzetta dello Sport

  15. L'Italidonne ancora in corsa  Bella vittoria sulla Finalndia
    L'Italidonne ancora in corsa  Bella vittoria sulla Finalndia
    Le ragazze di Ticchi si sbarazzano 68-52 delle scandinave nelle qualificazioni europee e possono ancora sperare di ottenere il ripescaggio come migliore terza. Il c.t.: "Miglioriamo di giorno in giorno, stiamo lanciando un messaggio di attaccamento alla maglia azzurra"
    Fonte: Gazzetta dello Sport Basket

  16. La C.I.P.A presenta le proprie eccellenze alla Trattoria all'Argine a Prata
    Abbiamo assistito alla partenza della camminata da Prata di Sopra verso Villanova nell’ambito di “Prata tra i Fiumi”, e dobbiamo dire che ci è sembrato un bel successo, sia per la partecipazione che per l’interesse della gente. Il Sindaco, salito sul un trattore storico utilizzato come palco, è stato ascoltato con favore nel suo discorso di recupero della memoria e di valorizzazione di questo particolare territorio tra Medusa e Livenza, e il suo sentire è stato condiviso dai partecipanti. Un plauso al signor Luigi Piccin, che ha messo in mostra i suoi “gioielli” storici, trattori ed attrezzi agricoli, ed ha organizzato un rinfresco pre camminata davvero imponente nella sua aia. Abbiamo poi visitato l’approdo sul fiume Medusa, a cui erano già attraccate barche anche di una certa dimensione, e ci è sembrato un buon inizio per quel che riguarda il turismo fluviale, su un percorso che unisce Pordenone e Venezia, attraverso Noncello, Medusa, Livenza, il mare Adriatico e le Lagune. In questo contesto,domenica 31 agosto, la C.I.P.A, la cooperativa di produttori agricoli, ha fatto sfoggio dell’alta qualità dei suoi prodotti alla Trattoria All’Argine di Prata di Sopra (Pordenone). Già dall’antipasto si capiva che i prodotti erano di altissimo profilo, dalla sopressa ad un salume molto delicato ottenuto dalla coscia del maiale, che ricorda un poco nel gusto la tradizionale coppa delle nostre terre. Il filetto di manzo, interpretato dalla cucina dell’Argine, era un cibo per angeli, tanto era buono, tenero, delicato. Accompagnato dagli ottimi vini dell'azienda agricola di Stefano Caliman (socio C.I.P.A), non poteva che fare un’ottima figura. Giovanni Meneghini,palato 'fine' de Il Gusto italiano (l'associazione che promuove il made in italy all'estero),ha apprezzato, in particolare, il sauvignon. Segno che la filiera, dalla produzione alla commercializzazione, di questa moderna cooperativa, funziona a tutti i livelli, garantendo al consumatore un prodotto sano, buono ed adatto al moderno sentire, a prezzi vantaggiosi. Una visita in uno degli spacci quindi non può essere che proficua sotto tutti gli aspetti. A far compagnia alle carni e ai salumi, gli ottimi formaggi della Latteria di Palse, la frutta e gli ortaggi della Cooperativa La Praderia di Fontanafredda e l'olio di casa Marcelli. All’incontro di domenica 31 agosto, era presente infatti anche Vincenzo Marcelli, che è riuscito in una impresa davvero singolare. Possiede infatti un’azienda agricola, fondata dal padre nel 1954, a Venarotta, a 10 chilometri da Ascoli Piceno, dove produce olio di oliva con un frantoio a pietra, (oltre a tre presse ad acqua e a due separatori), grazie al suo oliveto biologico certificato, che si trova a 7 chilometri da Ascoli. Inutile sottolineare il valore dell’olio marchigiano, senza andare a sottilizzare riguardo ai prodotti di tutte le vallate di questa bella e ricca regione. L’olio viene imbottigliato a Zoppola, e questo è il motivo del connubio. Ma poi si scoprono altri 'fattori' : la 'naja' a Pordenone, le solide ragazze friulane, un bell’ambiente. La cosa importante, comunque, è che il prodotto è valido: al boccato è morbido e lo si sente caldo grazie alla lavorazione con la macina tradizionale. Chi volesse andare a trovare Marcelli , lo trova a Cusano di Zoppola, a 500 metri dall’incrocio sulla Pontebbana.
    Fonte: AlimentaPress

  17. E' il giorno di Anne   La nuova musa di Demme
    E' il giorno di Anne   La nuova musa di Demme
    Occhi puntati sulla bella Anne Hathaway alla mostra del Cinema di Venezia. Il regista Jonathan Demme l'ha scelta come protagonista per il suo Rachel Getting Married, presentato oggi
    Fonte: Gazzetta dello Sport

  18. Alkaline Trio: From Here To Infirmary (di Taurus)
    Questo disco degli Alkaline Trio, esce nel 2001 a distanza di un anno da "Maybe I'll Catch Fire" e cioè in un periodo fertile per il punk da classifica che vedeva, almeno a livello di mainstream, in vetta i dischi di Blink-182 e dei colleghi Sum 41 e aggiungiamoci i Green Day. Tutto questo avveniva alla luce del sole, mentre nel frattempo contemporaneamente uscivano dischi come questo che seppur non pubblicizzati eccessivamente e più underground, ma avendo comunque un impostazione e un impatto semplice riuscivano a fare un lavoro più completo e interessante delle band sopra citate. Per alcuni questo rappresenta la definitiva ascesa della band, in effetti se non il migliore del gruppo questo "From Here To Infirmary" è sicuramente tra i migliori due. 12 canzoni di pop-punk in cui non manca qualche canzone un po' più veloce e altre un po' più lente e malinconiche delle altre in pieno stile della band. I singoli che hanno fatto conoscere il disco sono la stupenda "Private eye" e "Stupid kids" (pezzo abbastanza classico e scanzonato). In particolare la prima dalle tonalità chiaro-scure e con un mid-tempo azzeccato convince da subito prefigurandosi come la classica canzone del Trio caratterizzata dal contrasto cupo/malinconico e allegro/catchy che emerge nell'alternanza strofa-ritonello. È già da questa canzone che è un po' il loro manifesto nel senso che sintetizza alla perfezione il loro stile e modo di suonare si possono notare le grandi differenze con i gruppi più celebri e conosciuti come Blink-182, Green Day e Yellowcard, che seppur fanno lo stesso genere di musica degli alcalinici risultano essere decisamente più scontati del trio di Chicago che risulta essere molto più originale e creativo sia dal punto di vista musicale sia sul piano del songwriting. Molto bella pure "Armageddon", in cui si può apprezzare il tocco e la tecnica dell'ottimo (adesso ex) batterista Mike Feumlee, veloce e godibile e prestata per l'occasione al videogioco di skate Tony Hawk e "Mr. chainsaw" (letteralmente signor motosega) con un testo che narra le vicende di questo signore che va in giro a mozzare corpi senza motivo, altra canzone degna di nota dai ritmi velocissimi e con una batteria a mille. Convincono pienamente pure "Bloodied up" e "Trucks and trains" che riprendono il filo compositivo di "Private Eye" entrambe caratterizzate da notevoli cambi di tempo e caratterizzate da buone melodie. Gli stessi canoni si possono ritrovare pure in "Another innocent girl" che da lenta e malinconica diventa veloce e viceversa. Mentre un assolo di batteria da il via a "Take lots with alcohol" caratterizzata dal ritmo spezzato. L'unico mezzo passo falso di un ottimo album è "I'm dying tomorrow" dai ritmi blandi che non convince a pieno. Da citare pure la più classica e pop-punk oriented "Steamer trunk" e il tempo lento della conclusiva "Crawl" che come impostazione può ricordare la stupenda "Radio". In definitiva un album che consacra gli Alkaline…
    Fonte: DeBaser

  19. Google Chrome su Mac
    Si puo' già provare Google Chrome su Mac.
    Effettivamente l'impressione di usare un browser davvero diverso e molto versatile per l'utente è molto netta, non fosse altro per il fatto che la barra dei menù è sparita, che i tab sono sopra e che all'avvio si presenta con una bella paginetta con le miniature dei nostri siti più frequentati.
    Ci sono poi delle chicche degne dell'Apple che fu... tipo la cartellina triste con tanto di 'Uffa!', il tab per 'roba da smanettoni', e le 'statistiche per nerd'.
    Grave lacuna di Chrome, almeno per la versione beta attuale, non gestisce interna...
    Fonte: Tevac

  20. Rolling Stones: Shine A Light (di primiballi)
    Sono lì da un'infinità di tempo. E fanno sempre la loro cosa.C'è chi dice che la facciano meglio di chiunque altro, chi dice che ormai sono patetici e chi, come me, sostiene che questa sia la vera musica classica del secondo novecento, insieme naturalmente al miglior jazz.Il problema, infatti, non sarebbe più di tanto la proposta odierna, ma essenzialmente il sound, che esce benissimo anche da questa nuova pagina. Anzi, se è possibile ne esce persino migliorato.Ed il sound degli Stones è buona parte del rock del secolo scorso. Non tutto, non si può non convenirne, ma buona parte sì: gli Stones hanno fatto scuola, sono stati clonati e imitati sia esplicitamente che surrettiziamente dalle persone più impensabili e nei dischi meno sospettabili. Ovunque capita di sentire un riff "alla Richards", oppure l'allargamento di una vocale "alla Jagger". A mio avviso c'è pure una bella schiera di gente che li imita involontariamente, inconsciamente, per inerzia, tanto questo suono è ormai entrato nel DNA dei musici di tutto il mondo.Insomma, in una parola, non si può che dire "grazie" a questi bei vecchietti sculettanti e attillati. Grazie sempre e comunque, grazie a priori e per sempre.Per parlare dell'ennesimo disco, e in più dell'ennesimo live, devo ammettere che quando l'ho visto sullo scaffale del negozio m'ha preso lo scetticismo più assoluto. Innanzitutto arriva in un momento nel quale gli Stones sono tutto tranne che poco documentati: i dvd live non si contano più, e così i dischi dal vivo degli ultimi decenni. C'era dunque bisogno di questo disco? Ovviamente no. Ma chi mi legge sa cosa penso del "criterio di utilità"… : se si facessero solo cose utili quanti dischi uscirebbero in un anno (e in generale, quante cose faremmo, scriveremmo, ecc… )? E utili secondo il criterio di chi? Con quali basi, quali requisiti, quali pruriti?Ragioniamoci: il criterio non è, né può essere, l'utilità. Ma la libidine. Un disco, come un libro o un quadro o un film, ha senso solo e soltanto se dentro c'è della libidine. Se l'artista che l'ha concepito ha ancora qualcosa da dire, e lo sa dire coi mezzi e col coinvolgimento emotivo giusti.E io, devo ammetterlo, gli Stones così in forma non li sentivo da un'infinità di tempo, comprendendo nel giudizio quasi tutti i live recenti. È probabile che sia l'influenza magnetica dell'immenso regista Scorsese, che ha seguito e voluto la versione cinematografica di questo live. Sarà che per l'occasione i simpatici vecchietti avranno "tirato su" della roba particolarmente buona, ma fatto sta che nessuno di loro, di recente, era così in palla.Tutto talmente perfetto da far perdonare anche la comparsata della giovane urlatrice supertecnica e senz'anima Cristina Aguillera, …
    Fonte: DeBaser




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