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Antony and the Johnsons: The Crying Light (di O__O) So che non avrei dovuto farlo. Ma l'ho fatto e me ne vergogno. Ho scaricato "Crying Light" di Antony prima ancora che uscisse nei negozi. L'ho fatto perché l'acquisto e l'ascolto di "Another World" mi avevano così inquietato e ammaliato da non riuscire ad attendere fino al 20 gennaio, giorno in cui mi precipiterò nel primo negozio di dischi per accaparrarmi una copia dalla bellissima copertina e art grafic. Io che non scarico quasi mai, spinto da un sentimento feroce ed esplosivo ho premuto un click, quasi inconscio della mia turpe azione. Neanche mezz'ora e il disco è già bello e pronto. Preparo dunque i fazzoletti e premo play. Un gorgo incredibile e trascendente mi rapisce, come uno tsunami sonoro. È l'inquieta e dolente "Her Eyes Are Underneath The Ground", che mi uccide lentamente, con I suoi volteggi di pianoforte crepuscolari e emozionali. Intorno a me l'oscurità assoluta, è solo Antony l'unica voce che rompe un silenzio assurdo. Una nenia dal cuore d'oro. Poi arriva quel gioiello con quel titolo bellissimo e incredibile: "Epilepsy Is Dancing", un capolavoro assoluto rinchiuso in neanche tre minuti: mi viene da scattare dalla profondità del mio divano e cominciare ad applaudire come un invasato. La voce si sdoppia e si sovrappone, accarezzando l'anima, sullo sfondo una chitarra acustica e un pianoforte appena accennato. "One Dove" è un'inquietante assoluzione che risplende in un tramonto acquarellato in un cielo impietoso. Vorrebbe esplodere da un momento all'altro con quell'anima incline ad un jazz sbilenco e malinconico e lo fa: il pianoforte cresce sempre di più, ricordando i passaggi emozionali della bellissima "For Today I Am A Boy" dal capolavoro "I Am A Bird Now". "Kiss My Name" si discosta molto dall'Antony più convenzionale. Il travestito dall'anima volteggiante realizza un pezzo ritmato e seducente, sostenuto da una batteria spezzata e da un pianoforte che corre leggelo, sotto l'ugola d'oro di questo uomo eccezionale. Il risultato è eclatante: un circolo di angeli mi si attornia intorno. Musica paradisiaca, che continua con l'incredibile title-track: toccante, notturna e oscura lirica poetica. Un acquerello musicale notevole con cori spettrali sull'orizzonte. "Another World" è il bellissimo singolo sorretto da accenni di piano che tolgono il fiato e quella voce: sempre più genuina, sempre più marchevole. Scava dentro nell'animo umano. Raschia per vedere cosa c'è dentro. Incredibile. Sono assolutamente estasiato poi, quando le prime note del vertice artistico di questo disco "Daylight And The Sun" viene introdotta, accennando qualche timido passo di danza sulle punte, per poi letteralmente esplodere in un vortice di sonorità quasi teatrali che impreziosiscono un brano che era già capolavoro prima ancora di iniziare. "Aeon", rispetto alle precedenti, ha un taglio quasi folkloristico. Sarò azzardato, ma questo bellissimo pezzo ricorda… Fonte: DeBaser Fates Warning: FWX (di splinter) Dov'è finito Kevin Moore? È la domanda che in molti potrebbero porsi dopo aver ascoltato questo "FWX", decimo album in studio della band di Matheos.Nei due precedenti capolavori "A Pleasant Shade Of Grey" e "Disconnected", che bisognerebbe obiettivamente considerare i livelli più alti della loro carriera, l'ex genietto dei Dream Theater aveva prestato la propria manodopera dando alla band un sound unico, probabilmente mai raggiuto in precedenza. In quei due album, le melodie e la sperimentazione eccellevano come mai prima…In questo "FWX", invece, niente Moore, le tastiere sono affidate allo stesso Jim Matheos… e bisogna dire che tale assenza si fa sentire davvero. In questo disco infatti le tastiere hanno un ruolo davvero marginale limitato a qualche piccolo e impercettibile sottofondo e a creare effetti elettronici. Ma anche dal punto di vista delle strutture il sound della band perde buona di ciò che aveva guadagnato. A tratti sembrerebbe addirittura che la band si stia spostando verso una direzione più commerciale, e canzoni come "Simple Human" (da apprezzarne la potenza), "Another Perfect Day", la banale "Crawl" e la quasi punk "Stranger (With A Familiar Face)" che reputo la peggiore del disco, lo dimostrano chiaramente. I troppi riferimenti alternative e nu-metal non sono certo da disprezzare però fanno perdere all'album un po' di personalità.Ma il disco con i suoi suoni cupi e le sue tonalità tristi si fa apprezzare comunque. Le canzoni che apprezzo di più sono la psichedelica "River Wide Ocean Deep", con una prima parte ricca di suoni elettronici accarezzati da una bella chitarra acustica, la nostalgica "Wish", con quella bella parte di piano, la triste "Handful Of Doubt" con la chitarra acustica ancora in evidenza ma ascolto volentieri tutte le altre canzoni, in particolare "Another Perfect Day" e "Left Here". Ciò non toglie che l'album sia un passo indietro rispetto ai precedenti due.Spero davvero che i FW tornino un giorno, ma spero soprattutto che tornino a ripetere l'inimitabile "A Pleasant Shade Of Grey"!… Fonte: DeBaser Beni Stabili: aggiornamento sullo stato di attuazione del piano di buy-back La società ha reso noto che nella settimana tra il 29 dicembre e il 2 gennaio, sono state acquistate 350mila azioni proprie. Fonte: Trend online Lunatic Soul: Lunatic Soul (di fede) Tanta voglia di sperimentare e smania di fare, che non portano però completamente ai risultati auspicati. E' con questa frase che potrei riassumere il mio giudizio sull'omonimo disco dei Lunatic Soul, monicker dietro il quale si cela, in realtà, un (quasi) lavoro solista di Mariusz Duda, mente dei progsters polacchi Riverside, che ultimamente stanno riscuotendo, anche fuori patria, il giusto successo.Il qui presente progetto attinge a piene mani da più fonti. Se da un lato il progressive dei Porcupine Tree è sempre presente (nelle sue sfaccettature più nostalgiche e eteree) grossa componente va fatta risalire al duo Anathema - Antimatter. E' da queste due band infatti che il buon Duda trae l'ispirazione per gran parte dei suoi pezzi: lasciate in secondo piano le chitarre elettriche i Lunatic Soul ripropongono, accanto alla classica strumentazione chitarra acustica-basso-batteria anche strumenti un po' meno utilizzati in ambito metal. Clarinetti e altri strumenti a fiato, vari tipi di percussioni, archi di diverso tipo, donano al tutto un tocco molto spesso etnico e lontano, un odore fumoso e vagamente nostalgico che si aggiunge al colore generale delle canzoni, grigio scuro, tendenzialmente cupo e onirico, non opprimente ma suadente. La voce del cantante è dolce e vellutata, ovattata, ben plasmata sulle note della sua musica.I pezzi migliori sono senza dubbio quelli che conservano la forma canonica di canzone. "The New Beginning" è un esempio lampante di come si dipani sinuoso il percorso musicale dei Lunatic Soul. Più complessa, anche psicologicamente, compatta e oscura è invece la successiva "Out On A Limb", una traccia che avanza lenta in maniera maestosa e distaccata, emerge piano piano come una strana creatura da una fitta nebbia. L'anima progressive (simil Porcupine Tree) affiora con chiarezza in questo pezzo, soprattutto dalla seconda metà in poi. In pratica in due pezzi Duda ha già fatto capire all'ascoltatore le componenti dei pezzi che andrà a ascoltare successivamente.Etnica è infatti "Summerland", più tendente alla psichedelica riflessiva e che si avvolge sui propri pensieri (Antimatter e Anathema) l'omonima "Lunatic Soul" e "Adrift" (questa più raccolta e introspettiva), carica di pathos crescente "The Final Truth".In mezzo a tutti questi brani, alcuni davvero in grado di fare breccia nel cuore dell'ascoltatore, galleggiano altri strumentali dal vago sapore trip-hop: si unisce l'elettronica agli strumenti etnici, ma il risultato non sempre è positivo, rendendo questi pezzi molto spesso prolissi e facendoli (giustamente) passare in secondo piano rispetto agli altri. Da qui il mio giudizio iniziale: la voglia di sperimentare prende un po' la mano a Duda, facendogli un po' perdere le coordinate di quello che, con un pizzico di attenzione in più (e un po' meno autostima) avrebbe potuto essere un gran bel disco di fine 2008.Occasione sprecata solo in parte dunque, ma restano comunque i brani… Fonte: DeBaser Nyt, pubblicità in prima pagina per far fronte alla crisi di bilancio
Il quotidiano americano rompe il tabù di "non contaminazione" della sua copertina Un mese fa l'ipoteca del grattacielo di Piano nel cuore di Manhattan sede della testata
Nyt, pubblicità in prima pagina per far fronte alla crisi di bilancio
di RAFFAELLA MENICHINI
(15:36 05/01/2009)
Fonte: Repubblica Esteri Conafi Prestitò: aggiornamento sul piano di acquisto di azioni proprie Alla data del 23 dicembre 2008 Conafi Prestitò detiene complessivamente n. 1.610.553 azioni propri pari al 3,463555% del capitale sociale. Fonte: Trend online PIEMONTE, PIANO PER SOSTITUIRE I VECCHI MEZZI CON VEICOLI A METANO O ELETTRICI In pensione tutti gli autobus inquinanti e le auto di servizio della pubblica amministrazione piemontese. Fonte: MetanoAuto Percorsi di gusto in Val Gandino Un salto a Cazzano Sant'Andrea
Il Piano di informazione locale di Vertova e della Val Gandino è un percorso di informazione che l'Italia del Gusto compie nell'alta bergamasca, al fine di conoscere e valorizzare le eccellenze delle terre alte.
All'interno di questo percorso, la scoperta dei 'luoghi' del desiderio, dei piaceri del palato, è un itinerario nell'itinerario. A Cazzano Sant'Andrea i giornalisti della carovana del gusto hanno visitato senza preavviso, il laboratorio 'Ivana, Pasta Fresca' (L'arte della pasta e dei sughi.... e non solo).
Qui la fanno da padrona i CASONCELLI DELLA BERGAMASCA (Casonsèi de la bergamasca)-
“...Preparati con pasta fresca e ripieno di carne, i casoncelli sono senza dubbio il piatto tradizionale bergamasco più conosciuto e apprezzato, oltre alla polenta. E' un piatto estremamente povero e di facile preparazione, nato per utilizzare gli avanzi delle carni suine e bovine. Poi, con il passare del tempo, il prodotto si è affinato e nell'800 i casoncelli hanno ottenuto gli onori della tavola, sia per la qualità della sfoglia che per quella del ripieno, arricchitosi rispetto alla ricetta tradizionale con l'aggiunta di amaretti, uva sultanina, pera spadona e scorza di limone
“I casoncelli alla bergamasca, appetitosi ravioli ripieni a foggia di mezzaluna, compaiono quasi sempre tra le proposte dei ristoranti della provincia, talvolta con la denominazione dialettale "casonsei".Questo piatto viene spesso considerato come il fiore all'occhiello della tradizione alimentare riferita ai primi piatti bergamaschi: un appuntamento gastronomico da non lasciarsi sfuggire ogni qual volta ci si trovi a visitare il nostro suggestivo territorio.
Vi proponiamo di seguito la ricetta classica di riferimento per la preparazione di questo gustoso piatto, che si consiglia di abbinare a un buon Merlot della Bergamasca per esaltarne profumi e sapori.
INGREDIENTI: per la preparazione di circa 1 kg di pasta ( 800 gr di farina tipo 00,200 gr di semola di grano duro, 3 uova intere); ingredienti e le dosi per la preparazione del ripieno:
250 gr di pane grattugiato,2 uova, 150 gr di formaggio grana padano,300 gr di macinato base per salame, 200 gr di carne bovina arrostita,10 gr di amaretti, 20 gr di uva sultanina,1 pera spadona,
spezie,scorza di limone,aglio,prezzemolo.
PROCEDIMENTO: Per preparare i casonsei, occorre tirare la sfoglia ad uno spessore massimo di 0,6 mm; il disco del casoncello deve avere il bordo liscio e un diametro compreso da un minimo di 6 cm a un massimo di 8; per dare la forma tipica del casoncello piegare il disco di pasta sul ripieno, chiudere il bordo, ripiegare la parte ripiena sul bordo e pressare leggermente il centro.
Per preparare il ripieno: mescolare in una terrina tutti gli ingredienti fino a ottenere un'amalgama uniforme con la quale farcire ogni casoncello.
Lessare i casoncelli in acqua bollente salata. Cospargerli con il condimento tradizionale a base di burro, salvia, pancetta e formaggio grana grattugiato.
(dal portale vivisulserio).
“Un'altra specialità della zona sono gli "Scarpinòcc" . Sono una pasta fresca ripiena tradizionale .... Il nome si riferisce alla loro forma che richiama vagamente quella delle omonime calzature artigianali di panno in uso fino a pochi anni fa in questo stesso paese. Nel dialetto dei pastori, gli "Scarpinocc" vengono anche chiamati "Orecchi", sempre per via della loro particolare forma. Insieme al costume tradizionale di origine settecentesca ed alla antica cultura pastorale, "gli Scarpinòcc" costituiscono una delle peculiarità della cultura popolare parrese, dato che hanno sempre accompagnato tutte le occasioni di festa e ancora oggi il comune di Parre gli dedica una sagra a metà agosto. Gli ingredienti di questo piatto tipico bergamasco sono, per la pasta, uova, farina 00, acqua e sale; per il ripieno, grana grattugiato, pane grattugiato, burro fuso, latte, uova, sale, aglio e prezzemolo tritati finemente, spezie varie. Gli scarpinocc hanno una lunghezza di circa 5-6 cm, un'altezza di 3 cm e dopo cotti hanno un gusto molto gradevole, delicato, leggermente speziato. La pasta si ottiene mescolando farina ed uova, aggiungendo un po' di acqua tiepida e sale. Il ripieno si compone con formaggio grana (75%), pane grattugiato, burro fuso, latte, uova e spezie varie. Una volta stesa la pasta in strisce, vi si pongono le palline di ripieno distanziate di circa 5 cm l'una dall'altra. Si taglia la pasta, si chiude attorno al ripieno formando dei fagottini e si schiaccia a dare la conformazione tipica. La cottura si ottiene in abbondante acqua salata per circa 20-25 min. Si condiscono con burro e salvia e si completa il piatto con una bella cosparsa di grana grattugiato misto a spezie. “
Sono due le aziende di Cazzano Sant'Andrea che partecipano attivamente al Piano di informazione locale. La C&B Colombi s.r.l., leader nel settore dei sottofondi, opera su tutto il territorio nazionale da oltre 20 anni. Svolge un'importante servizio all'impresa, fornendo calcestruzzi alleggeriti in opera, in piena autonomia, senza intralciare le attività del cantiere.
Conosciuta per la sua esperienza, professionalità e puntualità, fornisce e posa oltre 300.000 metri cubi l'anno, distribuiti su tutto il territorio italiano.La speciale attrezzatura in cantiere è totalmente autonoma: produce energia elettrica senza influire sulle attività del cantiere, non c'è scarico e carico attrezzature, ed è subito pronta per eseguire il lavoro senza materiali di risulta, senza polveri e senza sporcare.
Euroedil sas è una impresa edile di Cazzano Sant'Andrea ed è impegnata da tempo a costruire secondo le logiche della bioedilizia.”La bioedilizia-ci dicono i titolari-, non riduce in alcun modo il piacere di vivere la propria casa, anzi ha come scopo proprio il miglioramento del benessere e della qualità della vita. Le nuove abitazioni godono infatti di particolari accorgimenti tali da ridurre l'inquinamento e i consumi/spese senza intaccare le comodità del vivere moderno. E' pertanto una risposta alla ricerca di una qualità della vita ormai perduta nella congestione delle città moderne. In breve, la bioedilizia consente un vantaggio in termini di benessere e di risparmio , oltre ad aumentare il valore patrimoniale dell'immobile.”
Partecipano al progetto anche la Nuova Tessitura F.lli Bosio di Leffe e la Ser.Cat (Prodotti in lamiera e in Metallo Fabbricato), di Gandino.
Fonte: AlimentaPress Diventare imprenditore: impara ad avviare con successo la tua impresa
Il posto fisso non fa per te? La tua massima aspirazione è realizzare qualcosa con le tue forze? Sei una persona concreta e vuoi un’attività che assicuri risultati tangibili?
Scopri tutti i segreti per avviare un’impresa vincente, partecipando al corso Diventare imprenditore che si terrà a Milano il 23 e il 24 gennaio 2009. Un corso fondamentale per imparare le tecniche corrette per avviare un business e gestirlo con successo.
Negli USA il 74% dei nuovi milionari è fatto da imprenditori che hanno avviato una loro impresa. In Italia un dipendente su tre desidera mettersi in proprio.
Sicuramente creare un’azienda di successo è il modo più veloce per raggiungere elevati livelli di reddito, ma può essere anche rischioso se non si possiedono quelle capacità personali e professionali fondamentali per vincere nel mondo del business.
Si può imparare, allora, ad essere imprenditori? Quali sono gli studi, le competenze, le rinunce, e le soddisfazioni cui andrai incontro scegliendo di seguire la tua passione?
“La verità – afferma Simonetta Norscia, ideatrice di Origyne.it - è che la nostra società, il nostro sistema scolastico non ci prepara ad essere imprenditori, ci insegna ad essere dipendenti. Ci insegna a temere l’errore, ad aspettarci un futuro dagli altri, a stare in fila in attesa che qualcuno sopra di noi riconosca la validità del nostro lavoro, ci accordi delle promozioni, ci conceda un aumento di stipendio. Perciò alla domanda ‘Si può ‘imparare’ ad essere imprenditori?’ rispondo sicuramente di sì, a condizione però di accettare il cambiamento! Il cambiamento innanzitutto nelle nostre convinzioni e credenze limitanti”
Il corso “Diventare Imprenditore” è un corso completo che insegna concretamente ad avviare un’azienda e a farla crescere fino a raggiungere il successo finanziario. Insegna a riconoscere e a superare i limiti imposti dalla nostra educazione e dalle nostre paure, insegna però anche come creare correttamente un piano d’impresa per cercare soci e investitori, come studiare il mercato per capire se l’idea può funzionare, come fare una previsione economico finanziaria (valutare il cash flow) e infine come impostare un corretto controllo di gestione per far funzionare la nostra impresa.
Per avere maggiori informazioni e per leggere il programma visita la pagina del corso
Fonte: AlimentaPressThe Necks: Chemist (di radiodays) THE NECKS, Chemist (2006) In questo disco vi sono soltanto tre brani musicali, nessuno dei quali brilla per esecuzione tecnica o per originalità compositiva. Non conosco questi The Necks, e mi sono avvicinato al loro lavoro con grande curiosità e attenzione, per rimanerne davvero deluso. Il trio ha dalla composizione classicamente jazz : Piano/Tastiere - Basso/Contrabbasso - Batteria in realtà delle sonorità jazz questo disco ha veramente poco. Confluiscono in esso diverse influenze musicali, ma non mescolate per ottenere particolari sinergie quanto quasi per confondere l'ascoltare con indizi minuti quanto volatili. Se proprio si vuole appioppare un genere a questo disco, si potrebbe dire che è lounge-easy-progressive (qualsiasi cosa possa significare). Il disco ha il pregio di lasciare intenderne da subito l'obiettivo artistico; la creazione di un mondo sonoro che avvolga l'ascoltare ipnotizzandolo. Il brutto è che si intuisce soltanto questo tentativo. Le composizione oltre a non essere coinvolgenti non sono per nulla originali. Fatal, primo pezzo è anche quello più godibile. Trascorre senza eccessi, con un tessuto di percussioni. Ad un certo punto termina, e si rimane chiedendosi dove si vada a parare nei pezzi successivi. Buoyant è davvero stucchevole. Si sente un contrabbasso strimpellato. Con lentezza. Din Don Dan. Per un paio di minuti, fine del pezzo. Abillera è lungo quanto Fatal ma dalla composizione ancora più scontata. Questo brano chiude il disco, e c'è un tentativo di renderlo un pò più 'grandioso' con qualche accellerazione improvvisa unita a dei cambi tonali di sconcertante banalità. Insomma, non mi interessa entrare in polemica con quanti hanno visto nei Necks percorsi sonori prima mai battuti, ma per me questa musica costituisce soltanto una semplificazione di esperimenti sonori che altri soliti noti (Miles Davis, Charles Mingus) hanno proposto e loro stessi superato già all'inizio degli anni '60. La cosa più irritante non è tanto che si faccia buona musica ripentendo la buona musica di mezzo secolo prima (ammesso che possa considerarsi davvero buona musica). La cosa più irritante è che nel disco siano presenti sono questi esperimenti dilatati fino alla noia e in uno stile che di sperimentale non ha nulla. Non vi sono melodie particolarmente complesse, come ho scritto sopra, si intende dal primo ascolto dove si vuole arrivare, il disco si fa ascoltare senza rimanere davvero sconcertati dall'esperienza e questo nella musica moderna significa avere già mezzo passo nella noia o forse fare l'occhiolino ad un mercato che vuole pensare poco anche quando ascolta musica che può apparire sofisticata. Pe quanto riguarda l'esecuzione tecnica dei brani. Certamente il trio è composto da persone che sanno tenere uno strumento in mano. Che siano molto bravi a suonarlo non posso dirlo, perchè l'album non mi sembra metta in luce doti tecniche particolari di un qualsiasi tipo. Un disco da ascoltare solo per curiosità. … Fonte: DeBaser Internet, tasse e opere pubbliche Obama accelera sul piano anticrisi
Si insedierà il 20 gennaio ma ha già stilato il programma economico In arrivo 775 miliardi di dollari per creare tre milioni di posti
Internet, tasse e opere pubbliche Obama accelera sul piano anticrisi
di ARTURO ZAMPAGLIONE
(10:23 04/01/2009)
Fonte: Repubblica Esteri Il cancro va piano e va lontano Le cellule cancerose sopravvivono grazie alla loro lentezza nel riprodursi: sono infatti in grado di rallentare quel tanto che basta il loro ciclo cellulare e riparare i danni al DNA che naturalmente accadono, diventando così più longeve e più difficili da sconfiggere. A monte di tutto c’è la proteina P21, che blocca il ciclo di [...] Fonte: TakeCareBlog Vodafone: arriva Porta un Amico in Vodafone 2009 Anno nuovo, nuove promozioni. La prima in ordine di tempo in casa Vodafone Italia è Porta un amico in Vodafone, la speciale iniziativa che premia i clienti che presenteranno dei nuovi utenti alla compagnia mobile britannica. Ecco quali saranno i vantaggi: 150 euro di credito diviso in due mesi (75 euro ogni trenta giorni) da utilizzare per telefonate, sms, mms verso tutti i numeri nazionali. Questo vale se gli utenti presentati opteranno per la portabilità con una ricaricabile;300 euro di credito diviso in quattro mesi (75 euro ogni trenta giorni) da utilizzare per telefonate, sms, mms verso tutti i numeri nazionali. Questo vale se gli utenti presentati opteranno per la portabilità con un piano Abbonamento. Per poter usufruire dell'extra-credito, la procedura di portabilità del numero dovrà avvenire entro 90 giorni dalla richiesta e, ovviamente, ogni presentante potrà ricevere il bonus promozionale soltanto per un cliente presentato. Chi volesse avere maggiori informazioni sull'offerta e sulle condizioni della promozione Porta un amico in Vodafone potrà visitare il sito Web della compagnia all'indirizzo www.vodafone.it, accedendo nella sezione dedicata. . Fonte: Cellulari.it Castelli «Lega pronta a tutto per Malpensa»
Il sottosegretario al Sole24Ore sulle conseguenze del piano Alitalia: «Si illude chi crede che siamo disponibili a sacrificare questa battaglia sull'altare del federalismo fiscale»...
Fonte: ilsole24ore Economia e Lavoro Clima: solo piano B salvera’ terra Per salvare la terra dalla catastrofe ecologica e’ necessario un ‘piano B’, secondo un sondaggio condotto dal britannico Independent. Secondo alcuni dei maggiori esperti di clima del mondo, interpellati per la ricerca, gli sforzi internazionali per ridurre le emissioni non sono stati sufficienti ed ora e’ necessario trovare soluzioni alternative per evitare che il pianeta [...] Fonte: Pianeta Verde Oxbow: Serenade In Red (di Hybris) Dopo King of the Jews (1992), già degno rappresentante dell'oxbow-suono, e il noiserockettaro Let Me Be a Woman (1995), arriviamo al 1997 e al quarto album per il simpatico (e immutato nella line-up) quartetto di San Francisco: "Serenade in Red", copertina noir, 57: 57, esce per la prestigiosa SST Records (Minutemen, Husker Du, Black Flag, Sonic Youth, Dinosaur Jr. eccetera eccetera) ed è prodotto (come già Let Me Be a Woman) dal guru Albini. Se "King of the Jews" era un'inquietante ed informe discesa in un buio accecante, e "Let Me Be a Woman" (non vi preoccupate, lo recensirò a breve, tesori) era un vortice di acidità noise e rockeggiamenti di alto livello, "Serenade in Red" è finalmente il primo disco degli Oxbow a presentare in modo esaustivo e completo tutte le minute, curiose e quasi caleidoscopiche (ancorché coese e compatte) sfaccettature che compongono l'Oxbow-suono.L'album parte alla grande con "Over", sorta di intro, già cupa ed inquieta, ma a suo modo oltremodo affascinante e sensuale. Il disco continua con l'accelleratore, e "Lucky" è forse il pezzo più noise-metallaro della discografia degli Oxbow. Tirato e dannato il pezzo continua, si dilata, rieccheggia di motivi musicali (indo)europei, stupisce. Ma lo stupore domina probabilmente in tutto il disco. I nostri sembrano delle sottospecie di prestigiatori con cappello, che riescono da un puro quartetto analogico-rock a tirare fuori conigli incendiari un po' noise, un po' doom, un po' non so cosa come "Over" o "La Luna", ma poi in mezzo ti possono buttare due piccoli 'affreschi' sonori come i due "Untitled (il primo solo basso e voce, il secondo dominato da pianoforte e strumenti a fiato), piccole gemme che già dimostrano come gli Oxbow si stiano divertendo, ad inserire sulla loro base di impostazione sonora rock, elementi, come appunto gli inserti di pianoforte, di fiati ed archi, che troveranno poi la loro espressione più compiuta nell'ultimo incredibile "The Narcotic Story".Mentre si avvicina alla fine, il disco si mantiene sempre su livelli alti, privilegiando di più, come in una sequenza sbornia -> postumi della sbornia, atmosfere meno rabbiose, più incupite, quasi melodrammatiche (l'inizio di Babydoll) che trovano poi apice nelle conclusive The Killer e Insane Asylum, che vedono entrambe la collaborazione di una certa Jarboe (o forse Lydia Lunch? È piuttosto misteriosa la questione). "The Killer" esprime ai massimi livelli le inquietudini noir che già dalla (ormai lontana) copertina si presagivano. "Insane Asylum" è poi la ghost track del disco, e non poteva esserci ghost track migliore: un folle e magnifico blues dai sapori spagnoli, con Eugene Robinson che dimentica (è estasiante, davvero) ogni concezione di intonazione, mentre la chitarra lotta disperata con tutto il suo rumore contro la squisitezza formale del piano… Fonte: DeBaser The Killers: Sawdust (di Starblazer) Una bellissima copertina e ben 17 canzoni: così si presenta "Sawdust", raccolta di inediti, B-sides, rarità, rifacimenti e covers dei Killers: è un disco che si discosta dagli altri tre della band di Las Vegas, che non si beve tutto d'un fiato ma si gusta poco a poco, canzone dopo canzone, come una bottiglia di whisky pregiato. La durata complessiva (72 minuti) è forse eccessiva, data la presenza di una manciata di veri e propri outtakes che non aggiungono niente all'opera dei Killers, ma tra la "segatura" si nascondono canzoni di grandissimo spessore che elevano "Sawdust" a prezioso scrigno di tesori nascosti.La punta di diamante del disco è sicuramente "Tranquilize", capolavoro pop-psichedelico dall'atmosfera particolarissima e irripetibile arricchito da un finale di gran classe interpretato da un mito del rock come Lou Reed: già questa canzone vale da sola il prezzo del disco ed è da considerare a tutti gli effetti un classico del quartetto di Las Vegas, ma "Sawdust" non è solo "Tranquilize": c'è un trio composto dall'energica "All The Pretty Faces", che cita la celeberrima "Tainted Love" dei Soft Cell senza per questo rinunciare a una propria, spiccata personalità, la stupenda "Sweet Talk", un vortice elettronico (che anticipa alcune atmosfere di "Day & Age") in cui Brandon Flowers si rende artefice di un'interpretazione vocale mozzafiato e la stralunata "Where The White Boys Dance", la cui indole psichedelica e sonnolenta viene completamente stravolta dalle chitarre nel finale. Non si direbbe, ma queste tre canzoni provengono dalle sessioni di "Sam's Town", ed è stata una mossa molto azzeccata e intelligente "dirottarle" su "Sawdust", dato che qui si fanno apprezzare in tutto il proprio valore senza creare contrasti che avrebbero in parte rovinato un disco incentrato su un'identità sonora ben definita come appunto "Sam's Town"Altri pezzi da 90, provenienti dalle sessioni di "Hot Fuss" sono "Leave The Bourbon On The Shelf", sgangherata e passionale, "Under The Gun", orecchiabile e punkeggiante e il capolavoro "The Ballad Of Michael Valentine", un potenziale singolo pop rock divertente e trascinante, che io non avrei escluso neanche per sbaglio dalla tracklist di "Hot Fuss". Di ottima fattura anche le tre cover, l'ombrosa "Shadoplay" dei Joy Division, incentrata su un tessuto sonoro elettronico e molto psichedelico, la leggera "Ruby, Don't Take You Love To Town" dei The First Edition, una piacevole ballata vagamente beatlesiana e "Romeo And Juliet", cavallo di battaglia dei Dire Straits, interpretata alla perfezione in tutta la sua malinconica dolcezza da un grandioso Brandon Flowers, a cui si aggiungono la versione piano & voce di "Sam's Town" che nonostante un ritornello completamente trasfigurato conserva tutto il suo impatto e il suo fascino e una "Mr. Brightside" remixata e dilatata a suon di beats elettronici che non ne snaturano la melodia e l'essenza che si conclude… Fonte: DeBaser Juve, pronto il piano per Da Costa e Silva Summit tra corso Galileo Ferraris e Fiorentina entro breve per chiudere subito l'affare: nell'operazione rientra la cessione di Almiron. Fonte: Alice Sport Piano di Sorrento (NA) Nell'Infinita Solitudine Data/e: 04/01/2009
LA BATTAGLIA DEL VALLONE PORTO POSITANO IN UN VIDEO DI CELENTANO A PIANO DI SORRENTO Piano di Sorrento - Domenica 4 gennaio alle 18 00 nella ... Fonte: Eventi e Sagre Piano di Sorrento (NA) Natale a Piano di Sorrento Data/e: da 05/12/2008 a 11/01/2009
CHRISTMAS TIME 2008 Definito il programma delle manifestazioni natalizie del Comune di Piano di Sorrento 5/7/8 dicembre ore 19,30 Villa ... Fonte: Eventi e Sagre
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